Oggi ci stiamo per lanciare in un excursus sulle meccaniche dei giochi da tavolo. In quelli per bambini è innegabile che alcune meccaniche, parlo ad esempio della memoria, siano fin troppo abusate; altre, al contrario sono quasi del tutto inesistenti nel panorama ludico.
Ad esempio, nominatemi un gioco di set collection.
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Va bene, non ne avete trovato nessuno, ma non disperate, perché sto proprio per presentarvene uno e sì, la storia delle meccaniche era solo una scusa per introdurlo… =)
Tortuga è un gioco edito da Clementoni nel 2020, creato da Francesco Berardi e illustrato da Massimo di Leo. Permette partite da 20 minuti per 2-6 giocatori a partire dagli 8 anni di età.
- 60 carte Nave;
- 60 carte Tesoro;
- il regolamento multilingua.
In generale il tratto dei disegni è abbastanza maturo e sobrio.
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| Ecco un esempio di turno in 2 giocatori |
Al centro del tavolo si voltano un numero di carte pari al numero di giocatori più uno.
Tutti insieme, i giocatori sceglieranno una tra le navi in loro possesso e, simultaneamente, la giocheranno coperta.
A questo punto le carte vengono rivelate e, a partire dalla nave con il valore più alto, si comincia la spartizione dei tesori. Al giocatore con la nave dal valore minore spetteranno ben due tesori.
I tesori recuperati permetteranno di fare punti in diversi modi: abbiamo le collane, che singolarmente ci daranno un punto vittoria, ma che raccolte in un set ci permetteranno di aumentarne il valore fino a 15 punti per cinque collane; gli zaffiri e smeraldi, che ci daranno ben sei punti se raccolti in coppia e nessuno altrimenti; le corone, che valgono un punto ciascuna, ma cinque ulteriori per chi ne ha la maggioranza; le monete, due punti vittoria ciascuna; le bombe, che ci toglieranno un punto vittoria e ben cinque a chi ne avrà la maggioranza.
Alcune navi hanno poteri speciali, che permetteranno di invertire l’ordine di presa, scambiare un tesoro con un avversario, scambiare un tesoro con il centro del tavolo, dare una delle proprie bombe a un avversario, scambiare una nave con un avversario e sostituire un tesoro che è in tavola con uno del mazzo.
Il gioco si basa quindi sul dover valutare le carte presenti al momento tra i tesori e decidere di volta in volta se sia meglio puntare una nave con valore alto, per avere maggiore possibilità di scelta, oppure se cercare, al contrario, di essere l’ultimo di turno e prendere un numero maggiore di carte.
Il gioco è veloce da intavolare, semplice nelle dinamiche e quindi veloce da apprendere. Le partite scorrono abbastanza lisce e la presenza della bomba assicura quel minimo di interazione necessaria per dar pepe alla partita.
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| Le carte Speciali |
Il gioco ha il grande merito di essere trasversale in termini di età e, seppur giocabile da bambini, è divertente anche per gli adulti e soprattutto permette di giocare insieme senza alcun problema.
Questo me lo fa valutare anche come se fosse un gioco per adulti e in questo caso ammetto che la pesca casuale delle navi mi lascia un certo senso di frustrazione. Questo nasce principalmente dal fatto che, probabilmente, sono un incapace nel mischiare le carte, ma ho fatto diverse partite in cui semplicemente avevo tutte carte dal valore molto alto e quindi, a quel punto, non ho potuto far altro che limitarmi a essere sempre il primo di turno. In questo modo, pur potendo scegliere i tesori, non ho potuto mettere in piedi chissà quali strategie.
Questo aspetto, giocando invece con i bambini, è abbastanza marginale, mentre assume molta più importanza il cosa prendere e perché.
Nelle prime partite, inoltre, mi son trovato a desiderare la presenza di maggiore interazione che non fossero le bombe, ma giocando e rigiocando mi son reso conto che il gioco è molto equilibrato così come è stato pensato e che aggiungere ulteriori orpelli avrebbe snaturato l’esperienza.
Le navi speciali, infatti, aggiungono un po’ di pepe e imprevedibilità al gioco, ma senza essere troppo invadenti, affinchè il focus principale rimangano in ogni caso la decisione della nave da giocare e la scelta dei tesori da prendere.
COSA SI IMPARA DA QUESTO GIOCO
Gabriele ha imparato a valutare i numeri a due cifre e a capire quali siano più o meno alti, confrontandoli tra loro.
Ha imparato che giocare per ultimo può portare dei vantaggi.
Ha imparato a valutare le carte in tavola e a sceglierle non in base al fatto che gli piacciano, ma a seconda delle altre carte raccolte in precedenza.
Ha imparato che non tutte le carte hanno lo stesso valore e che alcune lo acquistano solo in un determinato numero: una collana fa molti punti se è la quinta, ma se è la sesta potrebbe non essere una buona scelta.
Gioco che è un 8+, ma che probabilmente può essere un pochino anticipato. Gabriele dopo qualche partita è riuscito a padroneggiarlo, ma diciamo che conoscere bene i numeri e quindi andare almeno alle elementari penso sia il giusto compromesso.
Come anticipato il gioco non ha nulla per non essere giocato anche da adulti. La longevità è quindi assolutamente garantita.
IN QUANTI CI POSSO GIOCARE
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| Le carte Nave |
Nelle impressioni sopra ho parlato di partite da 3 a 6 giocatori, a mio parere all’aumentare del numero assume maggior importanza la scelta delle carte piuttosto che la quantità, che diventa importante nelle partite in 3 giocatori. A sensazione quindi penso che dia il meglio da 4 a 6.
In 2 il gioco ha una variante che ne cambia completamente il flusso. Abbiamo infatti cinque carte in gioco e quindi un giocatore prende tre carte contro le due dell’altro. Risulta subito evidente, numericamente, che la proporzione delle carte, due contro tre, sia una percentuale minore di due contro una che si ha nel gioco dai 3 giocatori in su.
Inoltre il surplus di carte è sempre o nostro o dell’avversario ed è quindi più semplice essere l’ultimo giocatore rispetto a una partita in 5 persone, dove è facile non ci capiti mai.
Per questo tale modalità secondo me rende meno importante la quantità di tesori raccolta, permettendo una maggior concentrazione su quali carte pescare, rendendo il gioco più semplice e quindi molto interessante se proposto a bambini al di sotto del target di riferimento (ad esempio con Gabriele, 4 anni e mezzo, è stata la modalità nella quale è riuscito autonomamente a giocare con noi alla pari).
La mamma fa le facce arrabbiate se gli diamo le bombe, inoltre ha grande difficoltà a fare pianificazioni, quindi prende quasi sempre i tesori a caso ed è facile batterla.
GABRIELE DICE
“Papà ti ho dato una bomba, ora ti esplode la nave.”
“Cinque collane fanno tanti punti, ma sei non serve: meglio prendere la moneta.”
“Mi piace questo gioco, perché possiamo raccogliere tanti tesori brillanti ed essere i pirati più ricchi di tutto il mare.”
Tortuga è un gioco decisamente interessante, perché propone per i bambini una meccanica di solito non molto gettonata.
Ha sicuramente il vantaggio di essere semplice, ma allo stesso tempo offrire una discreta profondità, oltre a essere abbastanza trasversale da essere proposto anche ad adulti.
Forse in questo aspetto, Tortuga rischia di deludere chi si approccia non considerandolo un gioco che nasce per bambini.
Intavolato solo con adulti diverte, ma si sente forse troppo la presenza del fattore alea di pesca, che potrebbe sostanzialmente farci giocare quasi in automatico la fase di scelta della nave (ad esempio avendo in mano quattro carte tutte alte o tutte con numeri molto piccoli).
In ogni caso resta un gioco molto trasversale e duttile, facilmente trasportabile, che ha avuto grande successo anche portato in spiaggia.
Ringraziamo Clementoni per la piratesca copia recensore.
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