[Party Game] El Maestro

scritto da cogo71 (Andrea C.)

Nella speranza che il lockdown diventi presto soltanto un brutto ricordo, pur consapevoli che siamo ancora lontani dalla precedente “normalità”, anche nel mondo dei giochi da tavolo si vedono i primi timidi tentativi di ripartenza. Se da un lato sarebbe già possibile impegnarsi in partite con gli amici abituali rispettando poche, ma precise, regole sanitarie, diverso il discorso quando si dovessero sedere allo stesso tavolo gruppi di estranei. Eppure, spulciando tra i cataloghi degli editori è possibile trovare giochi che addirittura nel regolamento suggeriscono di sedersi ad almeno un metro di distanza dagli avversari: è il caso di El Maestro, il primo esempio (almeno che io sappia) di gioco “Covid-19 compliant”.

È uscito sul finire del 2019 originariamente per l’editore canadese TIKI Editions Inc. ed è stato localizzato in italiano da ManCalamaro. Si tratta di un party game per 3-8 giocatori, fruibile a partire dagli 8 anni di età, ideato da Valéry Fourcade e illustrato da Stéphane Escapa. La durata delle partite si attesta attorno ai 30 minuti, ma come potrete leggere nel prosieguo della recensione si tratta di un’indicazione relativa, in quanto è possibile aggiustare il tempo di gioco in base alle proprie esigenze.
Le meccaniche sono note e già viste in altri party game del genere (primo fra tutti Pictionary), ma qui vengono reinterpretate e riviste in maniera originale. Infatti, il cuore del gioco consiste nel mimare in aria (emulando i gesti tipici di un maestro d’orchestra) un disegno che gli altri giocatori dovranno riprodurre su carta il più fedelmente possibile.

I MATERIALI
La scatola è molto robusta, anche se di piccole dimensioni, illustrata con disegni “fumettosi” molto accattivanti e dai colori vivaci, con una finitura lucida e in rilievo che le dona un certo tocco di classe. All’interno troviamo un blocchetto di carta con fogli formato post-it, una serie di piccole matite (ricordano tanto quelle dell’IKEA ^_^), sette piccoli schermi con illustrazioni differenti, che richiamano quelle della scatola, e un telaietto in cartone da assemblare e che servirà come alloggiamento per una delle settanta carte double face. Le carte sono di buona fattura e non servirà assolutamente imbustarle, anche perché non sarà necessario mescolarle di frequente; forse il blocchetto ha pochi foglietti bianchi, perché soprattutto se si gioca in tanti ne verranno usati diversi ad ogni round, ma possono essere tranquillamente sostituiti con normalissimi fogli di carta.
La grafica è uniforme e coerente: tutto, dalla scatola alle carte, riporta uno sfondo blu/azzurro su cui spiccano disegni in bianco e con particolari in giallo e rosa fluo, rendendo il colpo d’occhio estremamente piacevole.
Chiudiamo il capitolo materiali con il regolamento, di sole quattro facciate: chiaro, preciso e pieno di esempi. A questo si aggiunge un utilissimo foglio con la spiegazione dei “codici del Maestro” e ulteriori dimostrazioni di come utilizzarli al meglio: un lavoro impeccabile!

COME SI GIOCA
Come ogni party game che si rispetti le regole di El Maestro sono poche e di rapida comprensione. Si gioca a turni (il regolamento ne suggerisce quattro, ma nulla vieta di farne di più) durante i quali uno dei giocatori interpreterà il “maestro d’orchestra”. Questi sceglie o estrae casualmente una delle carte su cui sono presenti due o più illustrazioni. Le carte double face riportano nell’angolo in alto a destra una, due o tre stelle a seconda della difficoltà dei disegni da riprodurre. Una volta deciso con quale carta cimentarsi questa viene posizionata sul cavalletto, che viene nascosto all’interno della scatola, in modo che nessuno degli altri giocatori possa sbirciare. Il maestro, a questo punto, dovrà riprodurre le forme rappresentate nella carta mimando il disegno in aria aiutandosi con i “segni del maestro” per dare qualche informazione in più sulla posizione assoluta o relativa delle forme rispetto alla cornice o a quanto già disegnato. L’unico vincolo è costituito dal fatto che dovrà obbligatoriamente partire dai segni colorati di rosa prima di passare alle forme disegnate in bianco. Nelle prime partite e finché non si sarà raggiunto un buon livello di confidenza con i vari gesti, al maestro è consentito parlare per dare qualche indicazione in più, ma mai sulle forme da disegnare. Gli altri concorrenti dovranno riprodurre su carta, in autonomia, quanto “mimato” dal maestro e, una volta finito lo schizzo, dovranno cercare di identificare due delle figure disegnate, scrivendo il loro nome su carta. A questo punto la carta del Maestro e gli elaborati dei giocatori vengono rivelati, passando di fatto all’assegnazione dei punteggi. 
Il Maestro assegnerà 2 punti per merito artistico a chi avrà realizzato il miglior disegno e 1 punto alla seconda miglior rappresentazione grafica. In più, ogni parola che identifica correttamente uno degli elementi disegnati assegna al giocatore 1 punto; questo avviene anche se non è stato individuato correttamente l’elemento, ma se almeno un altro giocatore ha scritto la stessa parola. In altri termini, se i concorrenti avrebbero dovuto disegnare un sole, ma in due o più scrivono la parola “palla” viene comunque assegnato loro un punto. Chi invece ha il ruolo di Maestro guadagna 2 punti se ha parlato durante la propria performance e almeno un giocatore ha abbinato correttamente due soggetti del disegno, mentre se si è espresso solamente a gesti conquista addirittura 3 punti. Alla fine dei round prestabiliti chi avrà il punteggio maggiore sarà il vincitore. Come accennato in precedenza il regolamento suggerisce almeno quattro turni, ma nulla vieta che se ne possano svolgere di più. Altra regola lasciata alla libera interpretazione è su chi debba svolgere il ruolo del Maestro: si può decidere di cambiarlo ad ogni turno finché tutti i giocatori lo abbiano interpretato almeno una volta, ma nulla vieta che lo stesso giocatore lo incarni per più turni, anche consecutivi.
Aggiungo una piccola postilla riguardante i codici del maestro, ovvero i gesti che dovrebbero aiutare i giocatori intenti a disegnare nella modalità di gioco “muta”. Il regolamento ne propone dieci, più ulteriori cinque per giocatori esperti, ma allo stesso tempo sollecita a inventarne di nuovi personalizzati. Se il gruppo di gioco rimane invariato questa soluzione può produrre ottimi risultati, ma qualche indicazione vocale è comunque tollerabile.

IMPRESSIONI
El Maestro è un gioco semplice da giocare, tuttavia richiede un minimo di allenamento sia per eseguire correttamente i gesti, da parte di chi ricopre il ruolo del maestro, sia per interpretare correttamente i segni, da parte di chi disegna. Nelle prime partite è indispensabile utilizzare la parola, altrimenti i risultati saranno decisamente scadenti. La diversa difficoltà dei disegni da rappresentare mi pare ben calibrata, ma è fondamentale che chi disegna si attenga a quanto viene “mimato”: infatti bisogna tener conto che alcuni particolari sono decisamente stilizzati (ad esempio il muso di una mucca è rappresentato da un rettangolo), ma acquisiscono un senso una volta terminato lo schizzo. In tal senso l’obbligo di partire da alcune figure piuttosto che da altre obbliga i giocatori a sospendere l’interpretazione dei propri elaborati fin quasi agli ultimi dettagli. 
Cercare di prevedere quale potrebbe essere il risultato finale dopo i primi “segni” potrebbe essere fuorviante, facendo interpretare gli indizi successivi secondo quella che è l’idea che ci siamo fatta inizialmente, invece spesso solo con le ultime indicazioni si riesce a capire il risultato conclusivo.
Le carte di difficoltà più bassa sono abbastanza semplici, ma non banali, e sono l’ideale per entrare nello spirito del gioco. Il mio consiglio è di seguire i suggerimenti del manuale e partire proprio da queste, prima di affrontare quelle dello step successivo. Discorso analogo per chi interpreta il maestro: pensare di non utilizzare la voce fin dall’inizio è pura utopia e anzi se al tavolo c’è qualche giocatore che è alla sua prima esperienza con El Maestro dovremo comunque aiutarlo con qualche indicazione vocale, altrimenti sarebbe in difficoltà sin da subito. Le indicazioni disegnate nella parte interna degli schermi aiutano, ma solo come promemoria se avete già affrontato qualche altra partita.
I turni si susseguono piuttosto velocemente perfino in tanti giocatori, ma anche in tre El Maestro risulta divertente soprattutto nel momento in cui si svela la carta e si confronta il proprio lavoro con l’originale e con quello degli altri: le risate sono assicurate, in particolar modo quando i risultati finali somigliano più alla Guernica di Picasso che al fenicottero con il busto triangolare della carta.
Le carte a disposizione sono in numero sufficiente da rendere le partite sempre diverse e i vari livelli di difficoltà consentono di affrontare le sfide sia tra soli adulti che con un’audience mista di adulti e bambini. Il limite fissato a 8 anni mi sembra adeguato, anche se forse è dai 10 in poi che si può giocare tutti ad armi pari.
Le figure stilizzate e riconducibili a forme geometriche note consentono di giocare a tutti, anche a coloro che non si trovano a proprio agio con una matita e un foglio bianco davanti. L’importante è non sottovalutare il livello di sfida e pensare di poter partire subito dalle figure con 2 o addirittura 3 stelle: potreste essere sopraffatti dallo sconforto.
Qualche dubbio rimane sulla longevità di El maestro, infatti indipendentemente dal livello di esperienza e dalla difficoltà della sfida, alla fine ci si ritrova a mimare dei disegni o a cercare di interpretarli al meglio e non tutti potrebbero rimanere soddisfatti dell’esperienza al tavolo. La mia esperienza diretta suggerisce che la differenza la farà il gruppo: se è quello giusto le risate e il divertimento sono garantiti.

CONSIDERAZIONI FINALI
El Maestro è un party game con una soglia d’entrata leggermente più alta rispetto a quella che si può immaginare a una prima analisi superficiale, ma si tratta di un piccolo gradino superabile da chiunque con una, massimo due partite di rodaggio. Chi avrà la pazienza e la voglia di insistere si troverà tra le mani un prodotto divertente che potrà intrattenere gruppi anche numerosi di amici. Per gli amanti del genere poi la sfida potrà raggiungere livelli importanti, applicando le regole di gioco avanzato in cui non potremo in alcun modo parlare.
Da notare che il regolamento di El Maestro si presta anche a essere adattato per giocare suddivisi in squadre, aumentando così di fatto il numero di possibili partecipanti.
E voi, sarete in grado di dirigere la vostra orchestra di illustratori?
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