scritto da TeOoh!
Questo titolo entrò in casa mia come “una tra le tante” scatole di ritorno dallo Spiel, ma, pur con dimensione ridotta, si era già guadagnata un bel posticino assicurato in libreria. Tanto che oggi, l’edizione italiana può raggiungerla e affiancarla!
Parlo di Claim, per 2 giocatori di Scott Almes, durata intorno ai 20 minuti a partita, in Italia grazie a MS Edizioni.
La minutissima è: in fase1, i giocatori proveranno a calare la carta di valore più alto (rispondendo obbligatoriamente alla fazione giocata dal primo) per guadagnarsi preziose carte per la fase2. In questa, la stessa modalità di presa, porterà però entrambe le carte giocate in un mazzo “punti”. Al termine della fase 2, ciascuno conta le carte per ognuna delle 5 fazioni presenti nel gioco, chi ha la maggioranza di almeno 3 tra esse vince.
Ovvio che tutto questo è condito dai poteri speciali abbinati ad ogni fazione. I Goblin sono tanti, ma senza abilità; i Cavalieri, se giocati in risposta a un Goblin (ergo se non avete Goblin in mano, altrimenti siete obbligati a rispondere) vincono indipendentemente dal Valore; i Mutaforma sono Jolly giocabili per qualsiasi fazione; i NonMorti finiscono (in fase1) direttamente nel mazzo punti; i Nani finiscono (in fase2) nel mazzo punti di chi perde il round.
Sono abilità abbastanza “blande”, da non pesare quindi sulla fortuna di pescare o meno una determinata fazione, ma sono fondamentali da padroneggiare per massimizzarne l’effetto nelle prese consecutive.
Bisogna arrivare comunque in fondo alla prima partita per capire bene come impostare le 2 fasi e soprattutto come combinarle al meglio tra di loro. Non si può prendere a caso in fase 1, pena l’avere un mazzo bruttino per la fase 2. Non si può giocare la fase 2 senza ricordare almeno per sommi capi, quante carte di cascuna fazione sono già state giocate.
Devo trovarci qualcosa? Che per i non amanti del trick-taking (i giochi come la briscola per intenderci), sembrerà un gioco molto in preda alla sorte e percepiranno, contro un giocatore esperto, una sorta di partita “a senso unico”. La realtà è che, come per la Briscola, non è importante avere gli assi per vincere la partita, ma imparare a condurre il gioco in alcune fasi della partita per mettere pressione all’avversario e mangiargli le carte migliori.
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Buona visione!
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