Oggi vi parlerò dell’ultimo gioco edito da
Next Move, il nuovo marchio di
Plan B dedicato alle loro linee di giochi astratti; infatti nella stessa linea di Tuki troviamo anche
Azul,
Stained Gless of Sintra,
Reef e
5211.
Quello di cui parliamo oggi si chiama
Tuki (
2-4 giocatori, 30-45 minuti) ed è stato ideato da Grzegorz Rejchtman… in questo momento sono contento di fare recensioni scritte e non video così da non essere costretto a pronunciare questo nome. XD
Al di là del nome impronunciabile Grzegorz Rejchtman è un autore attivo da moltissimi anni con all’attivo oltre 40 giochi trai quali il più famoso è sicuramente l’ottimo Ubongo e tutti i vari spin-off da questo derivati (che simmati fanno una grossa fetta della sua produzione ludica) a riprova che ama lavorare con tetramini e incastri di forme.
Tuki è un gioco di logica e manualità; il nome deriva dalla lingua degli Inuit ed è la contrazione del termine “Tukili” che significa letteralmente “oggetti con un significato”: i più famosi oggetti di questo tipo sono delle strutture fatte di blocchi di pietra appoggiati sulla neve, usati anche per orientarsi.
NELLA SCATOLA
All’interno troviamo 2 mazzi di carte quadrate (modalità di gioco normale o difficile), un portamazzo/reggicarta in plastica, un dado speciale… ma soprattutto spiccano i vari blocchi: 12 parallepipedi di pietra dalla stessa forma (in 4 colori) e 12 blocchi bianchi in quattro forme diverse che rappresentano i cumuli di neve.
I blocchi sono in resina plastica ad alta densità ed infatti sono massicci e pesanti, il che li rende ideali da maneggiare e impilare. Abbiamo anche nella scatola un comodo inserto in plastica che contiene tutto il materiale.
COME SI GIOCA
Ogni giocatore riceve quattro blocchi bianchi di forma diversa e 3-4 parallepipedi colorati a seconda se si giochi in modalità normale o avanzata. Il relativo mazzo viene messo dentro il portamazzo e possiamo già partire.
Ogni round viene estratta una carta da infilare sopra il portamazzo e va tirato il dado che determinerà, in base al simbolo che esce, quale lato della carta deve stare verso il basso e se il il Tukilik che andremo a costruire deve poggiare direttamente sul tavolo oppure se deve poggiare sulla neve (i blocchi bianchi) senza toccare il tavolo.
A questo punto la sfida ha inizio ed il primo che riesce a ricreare la combinazione di blocchi rappresentata, per posizione reciproca e colori, vince il round e prende la carta. Come avrete notato dalle immagini a corredo la carta mostra solo che forma devono avere alla fine i blocchi colorati ma non mostra i blocchi di neve che potranno essere usati come si vuole.
Infatti il cuore del gioco non è posizionare i 3-4 blocchi colorati, ma come usare i blocchi di neve per fargli mantenere quella posizione e sollevarli dal tavolo, cosa in alcuni casi per nulla intuitiva.
I blocchi bianchi possono essere usati sia come supporto che come contrappeso per bilanciare o consolidare la propria costruzione. L’importante è che i blocchi colorati alla fine siano disposti esattamente come nell’illustrazione.
Ovviamente se il risultato del dado indica che questo round si costrisce sulla neve, l’intera struttura non potrà poggiare sul tavolo ma andrà costruita su uno o più blocchi bianchi.
Se un giocatore dichiara di aver finito il gioco continua dando tempo anche agli altri di finire; se la costruzione è corretta prende la carta, altrienti questa andrà a chi a finito dopo di lui e così via. Il primo giocatore acollezionare 5 carte è il vincitore
MODALITA’ PER 4 GIOCATORI
I più attenti avranno notato che non ci sono ababstanza blocchi (né colorati né bianchi) per darli a 4 giocatori. Infatti se si gioca in 4 giocheranno sempre solo 3 giocatori alla volta e il quarto avrà il ruolo di “scout” e si occuperà di tirare il dado, piazzare la carta e dare il via. Il ruolo di scout cambierà ad ogni fine round e andrà al giocatore che ha vinto il round appena conclusosi.
CONSIDERAZIONI FINALI
Ovviamente il punto di partenza di tutto il discorso è se vi piacciono oppure no i giochi di destrezza e logica geometrica/statica. Se la risposta è no siamo chiaramente fuori dal vostro target, mentre se la risposta è sì, questo potrebbe essere un titolo da prendere in considerazione.
Non è il primo gioco in cui si costruiscono fisicamente cose, anzi… tanti ne esistono e ne esisteranno. Qui l’elemento di novità è dato dalla presenza di blocchi “invisibili” di supporto e bilanciamento e devo dire che la cosa costringe a ragionare in modo diverso dal solito.
La durata della partita suggerita è stranamente sovrastimata… una volta presa la mano un round dura mediamente 1-2 minuti al massimo e una partita in tre giocatori dura intorno ai 15 minuti. In quattro si dilunga un pochino di più non potendo vincere per due round di fila, ma resta tranquillamente sotto la mezz’ora quindi questo è uno dei rari casi in cui il gioco dura meno di quanto dichiarato. 😉
Inutile parlare di componente estetica per un gioco in cui la grafica è quasi assente ma a livello di materiali è tutto eccellente, i blocchi li potete usare come fermaporta o armi contundenti (la scatola super il kg), le carte sono di ottima grammatura sebbene non telate (ma le mescolerete poco) e tutto il resto è allo stesso livello tranne forse il dado, ben fatto ma piccolino.
La longevità è assicurata in quanto ognuna delle 100 carte presenta due configurazioni diverse sui due lati, e ciascuna di queste è orientabile in tre modi diversi e costruibile poggiando o no sulla neve (cosa che cambia la logica di uso dei blocchi). Questo significa che ci sono 1.200 possibili sfide… ed anche reincontrando la stessa dopo una settimana è praticamente impossibile ricordare come la si era risolta (o anche solo riconoscerla) grazie al fatto che sono tutte iterazioni di soli 3-4 elementi.

La
scalabilità è a mio parere il suo punto debole… il fatto che in quattro resti fuori un giocatore sempre diverso non è un grosso peso mentre si gioca (non si gioca per 1-2 minuti al massimo, meno della normale attesa del proprio turno) ed è una pausa utile a riposare un attimo la testa o per guardare gli altri lavorare. Però, al di là del disagio minimo, la trovo una cosa poco elegante che mi lascia perplesso, anche se capisco sia stata fatta per ridurre i costi di produzione..
Su difficoltà delle regole e accessibilità, penso sia inutile precisare che è un gioco proponibile a tutti e con un target potenziale molto ampio… discorso valido per quasi tutti gli esponenti di questo genere.
Il suo prezzo di listino è 39,90 € che, come già per Reef, trovo un po’ troppo alto per un gioc di questo tipo anche se proporzionato al contenuto, ed è un peccato perchè gli toglie qualche punto come prodotto nonostante si tratti di un buon gioco.
RINGRAZIAMO NEXT MOVE GAMES PER AVERCI FORNITO UNA COPIA REVIEW DEL GIOCO
–Le immagini sono tratte da dal manuale, scattate da noi o prese dal sito della/e casa/e produttrice/i (Next Move Games, PlanB) alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco.–