scritto da Diego “procione” Inserauto e Mari “panda” Rastetter (Interesse Ludico)
Una cosa ho sempre invidiato al panda. E no, non è la capacità di ingrassare, pur mangiando solo bambù (questa sera dormi sul divano!), bensì la capacità di disegnare, anche se lei vi dirà di non essere brava (e infatti non lo sono). Per questo, quando in quel di Essen ci siamo seduti a provare Dekalko, di Roberto Fraga e Sébastien Decad (3-6 giocatori, 30 min, 8+), ho subitamente pensato “ecco, adesso mi straccia!”. E invece le cose sono andate diversamente, perché per giocare a Dekalko non bisogna saper disegnare! (E allora dovevo vincere io!). Ma smettila! -_-
DIVENTEREMO DEKALKOMANIACI
In Dekalko non è necessario avere alcune dote artistica per poter giocare, poiché tutto quel che viene richiesto al giocatore è ricalcare un’immagine. Durante lo step di preparazione, infatti, ogni giocatore metterà l’immagine da ricalcare all’interno della sua tasca, il cui lato frontale è trasparente. Nella confezione troviamo oltre alle già citate tasche e a un discreto numero di carte con le immagini, pennini, spugnette per cancellare il tratto, una scheda per tenere traccia del punteggio dei giocatori, e delle carte con dei numeri, da posizionare al centro del tavolo a formare un mazzetto con la carta numericamente più alta in cima.
Quando tutti saranno pronti a disegnare… 1,2,3! Tutti ricalcano il proprio disegno, e quando un giocatore sarà soddisfatto della propria creazione, prenderà la carta col numero più alto rimasta dal centro del tavolo e la inserirà nella tasca, a coprire il disegno, in questa maniera resterà solo il tratto di pennarello su sfondo bianco, e come potete vedere dalle immagini, il risultato finale è tutt’altro che artistico (si vede che non segui l’arte contemporanea, questi li esporrebbero al MOMA).
Non appena tutti avranno coperto il proprio sgorb…ehm disegno, si passa alla fase di indovinazione (non ci credo che esista questo sostantivo). Il giocatore col numero più alto rivela il proprio disegno, e ogni giocatore ha una possibilità per indovinare – una sola, vero? (queste regole sono troppo restrittive per i miei gusti!). Il giocatore che avrà risposto prima degli altri correttamente riceverà la carta immagine, in caso di pareggio la carta spetta a chi ha la carta col numero inferiore nella propria tasca, ed eventualmente a chi siede più vicino al disegnatore. Si continua finché tutti avranno mostrato e indovinato, per poi passare a segnare i punti del round in corso: le carte numerate valgono lo stesso numero di punti, mentre le carte con le immagini valgono due punti. Dopo 5 o 4 round (a seconda del numero di giocatori), chi ha più punti è il vincitore.
PREGI E DIFETTI DEL RICALCO SELVAGGIO
Dekalko è divertentissimo, uno di quei giochi dove puoi far divertire chiunque, qualsiasi età abbia, e più goliardico è il gruppo, più si ride, è facilissimo da spiegare e ci si diverte dal primo istante, soprattutto se qualcuno pensa che sia facile perché “tanto basta ricalcare, che ci vuole?”. Di giochi dove si disegna ne abbiamo visti a bizeffe, ma questo è uno di quelli che ha quel twist, quell’eleganza insita, da spiccare nel panorama. Ci sono infatti diversi aspetti notevoli: si può tirare dentro facilmente chi non sa disegnare, perché la chiave sta nel riconoscere quali sono i tratti distintivi più importante di un’immagine e riproporli, ma l’immagine è un riferimento diretto, che aiuta anche i più impediti (tipo te!).
La sfida consiste nel farlo prima degli altri, per avere più possibilità di beccare più punti, però se non si includono abbastanza dettagli, si rischia di non prenderne affatto. Inoltre chi è più lento nella fase di disegno, può compensare cercando di indovinare i disegni prima degli altri, e le situazioni di parità sono risolte bilanciando la partita. Il gioco scala benissimo da 3 a 6 giocatori, i round e i punti vittoria disponibili variano a seconda dei giocatori, infatti, e i materiali sono di ottima fattura. Le immagini scelte sono fotografie molto piatte e anonime (sembrano quelle col watermark shutterstock che si vedono in rete) ma la cosa ha perfettamente senso nell’economia del gioco.
Come difetti, invece, possiamo dire che nonostante le immagini utilizzabili siano ben 200, giocarlo spesso può avvantaggiare chi ha una memoria solida, e forse non tutte le immagini sono “di pari livello”. Alcune richiedono pochi tratti, altre invece sono troppo dettagliate, altre ancora sono perfette per casi di contestazione ad alto tasso di pignoleria (c’è un cestino di uova, dovevi disegnarlo per intero! Non basta dire “uovo”, è un cestino di uova!). Questi difetti si possono arginare evitando troppe partite ravvicinate nel tempo, o con una accurata preselezione delle carte, ma sono così poche che sinceramente non ne abbiamo sentito il bisogno, era più che altro una cosa da segnalare per dovere di cronaca.
Lascia il tempo che trova, insomma, fare le pulci a un gioco che fa della semplicità e del divertimento il suo obiettivo principale, riuscendoci.
Il gioco non è ancora disponibile su Egyp, ma vi mettiamo il link ugualmente, magari trovate qualcosa che fa al caso vostro!
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