
Cercando ispirazione per l’introduzione di questo articolo ho scoperto che mettersi una banana sulla testa sia un portentoso rimedio contro l’emicrania.
Voglio avvertirvi fin da subito, che crediate o no al rimedio di cui sopra, qualora aveste mal di testa benché il gioco di oggi ci permetta di metterci letteralmente una banana in testa, ritengo che non sia appropriato per il vostro problema specifico.
Cocobanana è un gioco edito da Mandoo Games nel 2019, creato da Roberto Fraga e illustrato da Hami. Permette partite da 10 minuti per giocatori a partire dagli 8 anni di età.
- 1 Banana;
- 1 noce di cocco (mezza, in verità);
- 24 Carte Banana;
- 24 Carte Cocco.
Materiali divertenti e di buona qualità. La banana è morbida, mentre il cocco è di plastica dura.
Le carte hanno grammatura standard e ho apprezzato che i disegni non siano tutti uguali, ma si sia cercato di farne il più possibile di diversi.
Siamo di fronte a un gioco di pura dexterity e velocità, semplice da spiegare e veloce da intavolare.
A inizio partita si suddividono le carte tra i partecipanti, il giocatore di turno sceglie un avversario e simultaneamente con esso gira una carta.
Se le carte sono diverse, chi ha il disegno della banana deve prendere quella in dotazione e sbatterla con una certa veemenza sulla testa dell’avversario; questi, avendo sulla propria carta il disegno del cocco, dovrà parare il colpo dell’avversario mettendoselo sulla testa come fosse un copricapo.
In caso di carte uguali, invece, si dovrà imitare la scimmia e chi lo farà per primo diventerà il primo giocatore.
Chi rimane senza carte sarà dichiarato, manco a dirlo, il vincitore.
Non è che ci sia da fare una grande analisi, data l’estrema immediatezza del gioco. Il filone è quello della velocità e dell’attenzione alle carte, che viene stimolata grazie alla presenza del possibile pareggio. In quel caso, benché la nostra mano sia già sull’oggetto, dovremo invece usare la voce.
La tematizzazione con cocco e banana, è sicuramente riuscita e rende il gioco maggiormente attraente.
COSA SI IMPARA DA QUESTO GIOCO
Si impara che il cocco è più duro della banana.
Si impara poi a tenere alta la concentrazione e a coordinare occhio e mano.
L’età indicata sulla scatola è a mio avviso decisamente sballata. Il gioco è semplicissimo e già un bambino di 3 o 4 anni può intavolarlo sena problemi. A volte mio figlio ci gioca con la sorella di un anno e mezzo, la quale, pur non giocando alla pari, è comunque in grado di prendere l’oggetto giusto e di imitare la scimmia se le carte sono uguali.
Data la caratterizzazione è un filler che, anche a degli adulti, può essere proposto per farsi quattro risate in compagnia.
IN QUANTI CI POSSO GIOCARE
Il gioco ha una resa maggiore quando si gioca in 4 o 5 persone, proprio perché ha nel suo DNA il voler divertire facendo caos.
In due giocatori, invece, cambiano le condizioni di vittoria e chi vince la sfida prende le carte, chi avrà più carte sarà il vincitore.
Data la sua natura la configurazione in coppia sembra quella che funziona meno e a fatica.
PERCHÉ GIOCARE CON I NONNI
LUNA DICE:
“Occo Uo, nana ona” (“Il cocco è duro, la banana morbida” – NdL)
È innegabile ci riesca grazie a un’idea tanto banale quanto geniale nella sua semplicità.
Vedere la gente che si prende a bananate è qualcosa che divertirà i bambini e gli adulti stessi, permettendo di giocare anche insieme e garantendo alla scatola una buona longevità.
Se piace il genere può essere un’alternativa curiosa e divertente da tenere in considerazione.
Ringraziamo l’editore per la copia recensore.
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