Chi di voi ricorda Sheldon Cooper alle prese con le riprese della rubrica “Divertiamoci con le bandiere” (Fun with Flags)? Se non ne avete memoria, vi consiglio di recuperare al più presto qualche spezzone della serie in cui il protagonista di The Big Bang Theory si cimenta con la vessillologia… le risate sono assicurate. Le bandiere e le loro storie sono anche ricche di fascino e curiosità: ad esempio un aneddoto originale riguarda i vessilli di Liechtenstein e Haiti: durante le Olimpiadi di Berlino nel 1936, i due stati scoprirono di avere le bandiere uguali, così il Liechtenstein aggiunse una corona in un angolo della sua bandiera per diversificarla.
Il gioco delle Bandiere, edito da Clementoni, nasce da un’idea di Francesco Berardi che lo ha sviluppato insieme a Simone Ragnetti, mentre la grafica è a cura di Mauro Mattei. Si tratta quindi di un gioco completamente Made in Italy come riportato sulla scatola, di dimensioni ridotte all’osso: 3 × 8,5 × 14,5 cm. Le indicazioni dell’editore ci dicono che siamo di fronte a un gioco di osservazione e associazione per 2-6 giocatori dai 6 anni in poi, il cui obiettivo è quello di collezionare il maggior numero di Bandiere.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore.
Come è facile intuire dalle dimensione indicate nel precedente paragrafo, la scatola è poco più grande delle carte che contiene, il che rende il gioco super-compatto e di conseguenza adatto a essere trasportato facilmente, il tutto senza rinunciare a un piccolo tocco di classe: infatti, le carte sono contenute in un involucro che si estrae a mo’ di cassetto, il che – oltre a donare un tocco di eleganza e solidità – garantisce di non ritrovarsi con le carte sparse all’interno dello zaino in cui trasporteremo il gioco. Le 50 carte sono spesse il giusto e illustrate da entrambi i lati: il fronte con la bandiera di uno stato, mentre il retro è suddiviso in due righe. Nella superiore, troviamo il nome della nazione in 6 lingue (inglese, italiano, tedesco, francese, spagnolo e portoghese) assieme a una piccola cartina geografica che ne evidenzia la collocazione nella regione corrispondente. Nella seconda riga invece è ben evidenziata una particolare caratteristica comune a una serie di bandiere. Negli angoli inferiori troviamo: a destra una lettera identificativa della caratteristica disegnata al centro, mentre sulla destra, le lettere corrispondenti alle caratteristiche possedute dalla bandiera raffigurata sul fronte. Capirete proseguendo nella lettura la funzione di queste lettere.
Dopo aver mescolato il mazzo, disponente 20 carte al centro del tavolo con l’illustrazione della bandiera rivolta verso l’alto (formando una griglia 5×4) e ponete accanto le restanti carte coperte.A questo punto si gira la prima carta del mazzo, svelando così la caratteristica raffigurata sul dorso della carta che si troverà in cima al mazzo. Tutti i giocatori contemporaneamente dovranno cercare di prendere le bandiere che possiedono la caratteristica appena svelata. Se ad esempio viene rivelata la caratteristica “2 o più strisce verticali” i contendenti dovranno cercare di aggiudicarsi bandiere come quelle di Italia, Irlanda, Francia, e via dicendo. Quando tutti avranno finito di raccogliere bandiere, si passa a verificare se queste rispondono davvero alla caratteristica in gioco per quel turno. Per agevolare il controllo o in caso di eventuali dispute, ci vengono in soccorso le lettere stampante nella seconda riga sul retro delle singole carte (vedere immagine seguente).
Per proseguire con i turni successivi si rimpiazzano le carte pescate, utilizzando innanzitutto la carta che si trovava in cima al mazzo e di seguito le altre non ancora utilizzate, fino a ripristinare la griglia 5×4; la partita quindi può durare un numero di turni variabile e durante l’ultimo turno molto probabilmente non ci saranno 20 carte a disposizone.
FINO A QUANDO POSSO GIOCARCI
PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
CONSIDERAZIONI FINALI
Sarà che ho un debole per le bandiere, ma vedendole disposte sul tavolo sono tornato indietro alla mia infanzia, quando passavo ore a sfogliare l’atlante geografico a studiare i vessilli dei singoli stati o quando collezionavo adesivi o tappi delle bottiglie di succo di frutta con le bandiere dei vari stati. Solo per questo, il gioco si è guadagnato immediatamente il mio favore. A questo aggiungiamo un regolamento snello e chiaro; una buona scalabilità (purtroppo questo periodo mi ha impedito di provare il limite massimo di giocatori, ma da 2 a 4 funziona comunque bene); una rigiocabilità e una variabilità legate all’uscita delle carte (che sono 50 e non si ripeterà quasi mai la stessa sequenza) e infine un’interazione un po’ caciarona, ma mai cattiva o punitiva. Insomma, Il gioco della Bandiere è un family godibilissimo è potrà regalarvi diversi momenti di sano divertimento, soprattutto in questo periodo di quarantena forzata.Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it




