[nonsolograndi] Il gioco delle Bandiere

scritto da cogo71 (Andrea C.)

Chi di voi ricorda Sheldon Cooper alle prese con le riprese della rubrica “Divertiamoci con le bandiere” (Fun with Flags)? Se non ne avete memoria, vi consiglio di recuperare al più presto qualche spezzone della serie in cui il protagonista di The Big Bang Theory si cimenta con la vessillologia… le risate sono assicurate. Le bandiere e le loro storie sono anche ricche di fascino e curiosità: ad esempio un aneddoto originale riguarda i vessilli di Liechtenstein e Haiti: durante le Olimpiadi di Berlino nel 1936, i due stati scoprirono di avere le bandiere uguali, così il Liechtenstein aggiunse una corona in un angolo della sua bandiera per diversificarla.
Il gioco delle Bandiere, edito da Clementoni, nasce da un’idea di Francesco Berardi che lo ha sviluppato insieme a Simone Ragnetti, mentre la grafica è a cura di Mauro Mattei. Si tratta quindi di un gioco completamente Made in Italy come riportato sulla scatola, di dimensioni ridotte all’osso: 3 × 8,5 × 14,5 cm. Le indicazioni dell’editore ci dicono che siamo di fronte a un gioco di osservazione e associazione per 2-6 giocatori dai 6 anni in poi, il cui obiettivo è quello di collezionare il maggior numero di Bandiere.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore.

I MATERIALI

Come è facile intuire dalle dimensione indicate nel precedente paragrafo, la scatola è poco più grande delle carte che contiene, il che rende il gioco super-compatto e di conseguenza adatto a essere trasportato facilmente, il tutto senza rinunciare a un piccolo tocco di classe: infatti, le carte sono contenute in un involucro che si estrae a mo’ di cassetto, il che – oltre a donare un tocco di eleganza e solidità – garantisce di non ritrovarsi con le carte sparse all’interno dello zaino in cui trasporteremo il gioco. Le 50 carte sono spesse il giusto e illustrate da entrambi i lati: il fronte con la bandiera di uno stato, mentre il retro è suddiviso in due righe. Nella superiore, troviamo il nome della nazione in 6 lingue (inglese, italiano, tedesco, francese, spagnolo e portoghese) assieme a una piccola cartina geografica che ne evidenzia la collocazione nella regione corrispondente. Nella seconda riga invece è ben evidenziata una particolare caratteristica comune a una serie di bandiere. Negli angoli inferiori troviamo: a destra una lettera identificativa della caratteristica disegnata al centro, mentre sulla destra, le lettere corrispondenti alle caratteristiche possedute dalla bandiera raffigurata sul fronte. Capirete proseguendo nella lettura la funzione di queste lettere.

Oltre alle carte è presente un foglietto stampato fronte/retro,  ripiegato in quattro parti, con il regolamento che risulta molto chiaro nonostante le dimensioni ridotte ed è stato trovato lo spazio persino  per qualche esempio.
COME SI GIOCA
Dopo aver mescolato il mazzo, disponente 20 carte al centro del tavolo con l’illustrazione della bandiera rivolta verso l’alto (formando una griglia 5×4) e ponete accanto le restanti carte coperte.
A questo punto si gira la prima carta del mazzo, svelando così la caratteristica raffigurata sul dorso della carta che si troverà in cima al mazzo. Tutti i giocatori contemporaneamente dovranno cercare di prendere le bandiere che possiedono la caratteristica appena svelata. Se ad esempio viene rivelata la caratteristica “2 o più strisce verticali” i contendenti dovranno cercare di aggiudicarsi bandiere come quelle di Italia, Irlanda, Francia, e via dicendo. Quando tutti avranno finito di raccogliere bandiere, si passa a verificare se queste rispondono davvero alla caratteristica in gioco per quel turno. Per agevolare il controllo o in caso di eventuali dispute, ci vengono in soccorso le lettere stampante nella seconda riga sul retro delle singole carte (vedere immagine seguente).

Le bandiere che rispondono ai vincoli entreranno a far parte della nostra collezione, se invece ne abbiamo raccolte per errore alcune che non rispondono alla caratteristica attualmente richiesta dovremo restituirla insieme a una seconda corretta o che avevamo conquistato nei turni precedenti, ponendole in fondo al mazzo delle carte non ancora in gioco. 
Sono ben 21 le diverse caratteristiche che possiamo trovare raffigurate sul retro delle bandiere e possono riguardare la disposizione dei colori, la presenza o meno di stemmi, il numero di colori diversi, la presenza di colori ben precisi (da soli o in coppia) e l’appartenenza della nazione cui si riferisce la bandiera a un continente o a una determinata area geografica.

Per proseguire con i turni successivi si rimpiazzano le carte pescate, utilizzando innanzitutto la carta che si trovava in cima al mazzo e di seguito le altre non ancora utilizzate, fino a ripristinare la griglia 5×4; la partita quindi può durare un numero di turni variabile e durante l’ultimo turno molto probabilmente non ci saranno 20 carte a disposizone.

IMPRESSIONI
Siamo di fronte a un titolo family in versione pocket, quindi facilmente trasportabile, ma che non potremo giocare ovunque, perché comunque disporre 20 carte Bandiera richiede una superficie abbastanza ampia, senza contare che serve comunque sufficiente spazio attorno al tavolo affinché tutti i giocatori possano facilmente raggiungere le carte.
Le partite richiedono soprattutto un buon colpo d’occhio e un minimo di destrezza e velocità per cercare di arrivare alla carta che vogliamo, prima degli altri. Il divertimento sta proprio nella frenesia che si crea attorno al tavolo, che spesso induce anche a sbagliare: infatti quando vedremo i nostri avversari fiondarsi sulle carte raccogliendone una dietro l’altra, cercheremo di imitarli per non perdere terreno, finendo per prendere qualche cantonata clamorosa.

In casa mia questa scatolina ha riscosso un ottimo successo, tanto che non ci siamo mai fermati alla prima partita, ma ogni volta si sono susseguite diverse rivincite. Le sfide scorrono via veloci sin da subito: basta analizzare la prima volta i simboli corrispondenti alle varie caratteristiche (tra l’altro piuttosto intuitivi) per essere subito pronti a giocare e una partita non dura mai più di 10 minuti.
Certo, se le bandiere (e la geografia in generale) non vi piacciono e magari non avete un gran colpo d’occhio, sicuramente questo gioco non vi farà cambiare idea e potrebbe anche diventare frustrante se giocate con persone al contrario molto svelte e preparate in materia. Per contro però c’è da dire che il gioco è veloce non richiede ragionamenti complicati ed è facilmente fruibile da tutti. La sfida a chi riesce ad accaparrarsi il maggior numero di carte è appagante e il meta-gioco alla fine del turno per verificare di aver raccolto le bandiere giuste spesso vi strapperà grasse risate, quando qualcuno avrà preso lucciole per lanterne.
Personalmente se dovessero uscire altre ristampe con le bandiere di altri stati correrei a comprarle, anche perché nelle 50 comprese in questa prima tiratura manca la mia bandiera preferita: quella della Papua Nuova Guinea. Magari gli autori potrebbero pensare a un altro set che, oltre ad aggiungere nuovi vessilli, possa prevedere qualche ulteriore modalità di gioco.
COSA SI IMPARA A QUESTO GIOCO

Ovviamente si impara a riconoscere le bandiere dei vari stati e qualche altra nozione di geografia, se poi al tavolo è seduto un vero appassionato degli emblemi e dei simboli della vessillologia, allora per i più piccoli sarà interessante scoprire ad esempio che la Union Jack (o Union Flag)  è il risultato dell’unione di 3 bandiere (a rappresentate Inghilterra, Scozia e Irlanda) o che  il simbolo nazionale del tridente nero di Nettuno in quella delle Barbados simboleggia l’intero mondo marittimo.
Poi ovviamente s’impara ad avere un buon colpo d’occhio e ad affinare la propria coordinazione oculo-manuale.

FINO A QUANDO POSSO GIOCARCI
La scatola riporta un 6-99 che mi trova sostanzialmente d’accordo. Quando al tavolo si siedono bambini che non hanno ancora studiato i continenti, il regolamento suggerisce di girare un’ulteriore carta quando la caratteristica in gioco è quella dell’appartenenza a una specifica area geografica e questo è sufficiente a livellare le differenze, consentendo a tutti di giocare ad armi pari.

PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Ma stiamo scherzando? Se si intavola Il gioco delle Bandiere la mamma può continuare a fare quello che stava facendo, invece papà interromperà qualsiasi altra attività, persino un tiratissimo solitario a Terrafoming Mars 🙂

CONSIDERAZIONI FINALI
Sarà che ho un debole per le bandiere, ma vedendole disposte sul tavolo sono tornato indietro alla mia infanzia, quando passavo ore a sfogliare l’atlante geografico a studiare i vessilli dei singoli stati o quando collezionavo adesivi o tappi delle bottiglie di succo di frutta con le bandiere dei vari stati. Solo per questo, il gioco si è guadagnato immediatamente il mio favore. A questo aggiungiamo un regolamento snello e chiaro; una buona scalabilità (purtroppo questo periodo mi ha impedito di provare il limite massimo di giocatori, ma da 2 a 4 funziona comunque bene); una rigiocabilità e una variabilità legate all’uscita delle carte (che sono 50 e non si ripeterà quasi mai la stessa sequenza) e infine un’interazione un po’ caciarona, ma mai cattiva o punitiva. Insomma, Il gioco della Bandiere è un family godibilissimo è potrà regalarvi diversi momenti di sano divertimento, soprattutto in questo periodo di quarantena forzata.
Una bella sorpresa che mi sento di consigliare a chiunque abbia figli in età scolare e se invece siete già cresciuti, ma vi piacciono le bandiere, allora non potete non averlo in collezione.

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