[Recensione] The Queen of Hansa

scritto da Bernapapà

Girovagando fra gli stand di Essen, quando si vuole uscire un po’ dalle affollatissime zone degli editori più noti, capita di andare a provare i giochi degli editori asiatici e l’anno scorso ho provato ben tre giochi della Hobby Japan, tutti e tre interessanti, ma uno mi è così piaciuto che mi è rimasto attaccato alle mani.
Sto parlando di The Queen of Hansa, opera prima di Yutaka Hatakeyama, che si avvale comunque della componente grafica di uno dei più noti, e da me apprezzati, disegnatori: Franz Klemens.
Gioco a target decisamente famigliare, senza testo nel gioco, terrà al tavolo da 2 a 4 giocatori per meno di un’oretta.
Saremo proiettati nel tardo medioevo, dove un gruppo di città marinare formarono una sorta di accordo commerciale, detto appunto Lega Anseatica; la città di Lubecca, dove venne fondata la lega, e per questo chiamata la regina dell’Hansa, ci vedrà protagonisti mercanti per commerciare con le altre città della lega.
Gioco basato su semplici meccaniche di raccolta set e maggioranze, ma dall’andamento estremamente fluido e divertente.


I MATERIALI

Nella scatola, di opportune dimensioni, troviamo un tabellone, suddiviso in 4 righe che rappresentano 4 città: la riga rossa per Londra, la riga blu per Bruges, la riga gialla per Bergen e la riga nera per Novgrod: su ogni riga trovano posto 5 carte; le prime due nel porto e le altre 3 in mare.

Ogni carta riporta uno sfondo per sottolineare a quale città è affiliata; in alto a sinistra un numero da 1 a 4 rappresenta il potere di influenza della carta stessa; su alcune carte è riportato in alto il simbolo del cubetto di merce: tali carte hanno anche il retro diverso (carte commercio).
Le carte si suddividono poi in carte personaggio, che oltre al disegno e al nome, riportano anche, in alto a destra, una caratteristica (una lettera dalla A alla H, in tre esemplari); abbiamo poi le carte nave, che serviranno per aumentare la capacità di commercio, e le carte città.
In basso a destra è riportato il numero di giocatori per cui utilizzare tale carta
C’è poi un tabellone che riporta il percorso delle rendite, il percorso della prosperità delle 4 città, e il segnaturni.

Abbiamo poi i cubetti che rappresentano le merci (rosso, blu, giallo e nero… non si sono nemmeno scomodati di dargli un significato – sigh!), da sistemare in un sacchettino di stoffa, i dischetti per segnare la prosperità delle città, 3 segnaposti per ognuna merce dal sacchetto, il meeple del primo giocatore, il dischetto per tenere traccia del turno in corso e 4 carte riassunto delle regole.

Vengono forniti i regolamenti in inglese, tedesco, francese e ovviamente… giapponese!

La qualità dei materiali è basica: oramai solo in queste produzioni si trovano ancora cubetti anonimi (anche se, dato che devono essere pescati, il fatto di avere la stessa forma risulta indispensabile).

Carte di qualità standard: unica nota di merito, per chi li apprezza, i disegni di Franz Klemens. Anche se in questo caso non è che si sia sforzato molto: unico segno distintivo le facce dei personaggi, che rendono evidente la sua maestria.

LE REGOLE

L’obiettivo del gioco è collezionare merci e insiemi di carte della stessa città, cercando di prevalere sulle città con il più alto tasso di prosperità: alla fine della partita, il più ricco sarà il vincitore.

Prima di iniziare si separano le carte commercio dalle altre carte, formando due mazzi.
Ad ogni turno si prenderanno un numero di carte merce e un numero di altre carte stabilito e si mescoleranno, a formare un unico mazzo.
Si andrà quindi a riempire il tabellone con le carte: quando si pesca una carta merce, si pesca una merce dal sacchetto e la si posiziona sulla carta stessa.

Prima del primo turno ogni giocatore pesca 4 carte dal mazzo delle carte semplici e ne tiene due.

Ogni era è suddivisa in tre fasi: acquisto delle carte, punteggio e sistemazione.
La fase di acquisto delle carte è suddiviso in un numero di mani che dipende dal numero di giocatori (da 4 a 6 turni); ad ogni mano si possono effettuare due azioni in alternativa: giocare una carta che si ha in mano nella propria area, incolonnando le carte per colore della città di appartenenza, e prendere poi una carta dal porto della città della carta giocata (se vuoto, si sceglie un porto qualsiasi) oppure partecipare al concilio, ossia  aumentare o diminuire la prosperità di una città, spostando di un passo il relativo segnalino: in questo caso si gioca coperta una carta dalla propria mano e si prende una carta da un qualsiasi porto.
Quando si prendono le carte, se sono carte commercio, si pone la merce guadagnata presso la colonna di carte della propria area, al colore corrispondente.
In seguito si spostano le carte presenti nel mare in modo da occupare la posizione lasciata libera; se in questo modo si esauriscono le navi che si trovano in mare, si modifica la prosperità della città, diminuendo di un passo se è la prima modifica del turno, aumentando di 1, 2 o 3, se è la seconda, terza o quarta modifica.

Terminati i turni si passa alla fase di calcolo del punteggio: per ogni città si verificano le maggioranze, contando i valori delle carte più le eventuali merci accumulate; si distribuiscono quindi le rendite sulla base delle maggioranze e del livello di prosperità della città.

Inoltre si guadagnano rendite anche sul numero di differenti merci che si posseggono.
Segue quindi la fase di stoccaggio delle merci, che possono essere piazzate una su ogni nave; le merci in eccesso vengono scartate.
Prima di passare all’era successiva, si riforma il mazzo delle carte, andando a riempire gli spazi liberi sul tabellone, e si fa avanzare di uno la (o le) città che hanno minor livello di prosperità.

Il primo giocatore sarà quello più indietro nel tracciato delle rendite.

Prima di terminare la terza era, ogni giocatore sceglie una carta da aggiungere, coperta o scoperta, alla propria area.
Terminato il punteggio della terza era, si effettua un ulteriore calcolo finale, basato sulle carte mandate al concilio: si somma il loro valore, indipendentemente dal loro colore, e si assegnano, in ordine, le rendite fisse delle città.
Si assegnano poi rendite sia sulle maggioranze sulle navi possedute, sia sulla base delle differenti tipologie di personaggi, nonché sulla loro copia.
Il più ricco sarà il vincitore.
LE IMPRESSIONI

Il gioco risulta molto semplice nelle meccaniche, adatto quindi a un pubblico vasto.

Questo non significa che sia un gioco banale, perché comunque richiede capacità tattiche per orientare le proprie scelte sulla base di quello che sta succedendo.
Le strategie da seguire sono abbastanza varie: puntare sul collezionare dei personaggi, piuttosto che puntare sul concilio o sull’avere la maggioranza nelle città, risultano tutte modalità efficaci per racimolare rendite.
Ma forse la strategia migliore è mischiare tutte le modalità di fare punti.

Come tutti i giochi di maggioranze, è necessario tenere sotto controllo sia la città su cui stanno puntando gli avversari, sia la prosperità della città stessa.
Durate il gioco risulta importante anche accumulare sufficienti navi per non dover buttare le merci raccolte durante i turni.
Senza però rinunciare al collezionare i personaggi, che, se si collezionano tutti e otto, si guadagna una rendita pari a 72.
Molto strategica è anche l’azione del concilio, non solo perché alla fine della partita daranno punti, ma soprattutto per poter influire direttamente sulla prosperità delle città.


A questo riguardo, la modalità di distribuzione delle rendite, soprattutto nel settore dopo il primo, può portare alla situazione dove chi ha la maggioranza ottiene una rendita inferiore a quella del secondo classificato: infatti quest’ultimo prende una rendita pari al doppio (o al triplo e così via) del valore di influenza accumulato, che può essere superiore alla rendita fissa del primo.
L’andamento dell’accumulo delle rendite dipende quindi dalla strategia che si è seguita e può capitare che un giocatore, che rimane indietro durante la partita, riesca a recuperare o addirittura a vincere grazie al conteggio finale.
Sembra quindi che il gioco sia stato effettivamente molto testato, perché le varie strategie alternative consentono di arrivare comunque molto vicini nella classifica finale.
Certo, stiamo parlando di un gioco dove un po’ di fattore aleatorio è comunque presente: si pescano carte che vengono casualmente posizionate sul tabellone e diverranno disponibili in un momento non predicibile.
Il fatto di dover scegliere solo le carte del porto necessita quindi una certo ragionamento, cercando di bilanciare la necessità di giocare un dato colore, con il fatto che si potrà scegliere solo fra due – e a volte una – carta.
La possibilità di scegliere fra tutti i porti, quando si sceglie il concilio, risulta quindi molto strategica, anche se si sta mandando nel concilio una carta poco potente.
Insomma, l’orologino che sta dietro a questo gioco funziona davvero bene, scorre liscio e fa percepire una studio accurato, pur rimanendo un gioco molto semplice.
Dal punto di vista della longevità, le carte compaiono sempre in ordine diverso, anche se, devo dire, è un gioco che dà soddisfazione, ma forse non per effettuare più partite consecutive.
Da parte mia, è uno di quegli acquisti di cui non mi sono pentito e non sempre succede.

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