[Giochi da zaino] Potato Pirates

scritto da F/B!O P.

Domenica questa 16 febbraio si conclude la campagna Kickstarter di Potato Pirates 2: Enter the Spudnet (~150.000 € e ~2.500 sostenitori al momento), come ha ricordato stamane Sayuiv nella sua puntata de La vedetta. Ho quindi pensato di recensire il primo capitolo, per dare qualche elemento di valutazione in più.
Potato Pirates ha avuto la sua campagna nel 2017 (~170.000 € e ~5.000 sostenitori) ed è poi stato rilevato da ThinkFun, che l’ha distribuito in tutto il mondo: questa seconda è la versione che possiedo. Si tratta di un titolo per 3-6 giocatori di età 7+ e della durata di 20-45 minuti. Ne sono autori Aditya Batura, Fendy Lieanata, Lim Jia Xuan e Seah Tat Leong da Singapore, conosciuti anche come Codomo, mentre ai pennelli c’è Tan Qing Feng Chester.
Il gioco ha la velleità di dare un’infarinata nei concetti base dei linguaggi di programmazione, nascondendo la parte educativa dietro a un tema patato-piratesco: ci riuscirà?
Per saltare direttamente alla sezione MMDC seguite questo collegamento.

Attenzione: il fatto che si parli di patata/patate potrebbe portare questo post a una deriva di buffi doppi sensi…


IL GIOCO IN UNA FRASE
Ad ogni turno pescate due carte e organizzatele sotto alle vostre navi per creare combinazioni devastanti (utilizzando cicli, condizioni e azioni) e mandarle poi ad attaccare i velieri nemici: vincete se catturate tutte e sette le carte Re Patata o se eliminate tutti gli avversari.

COMPONENTI
La scatola (203×165×51mm) contiene il regolamento in inglese, 32 carte Azione, 24 carte Controllo, 22 carte Sorpresa, 7 carte Re Patata, 84 patate Equipaggio (14 patatone di valore 5 e 70 patatine di valore 1) in un sacchetto di stoffa e 16 tessere Nave.
L’inserto trasparente credo sia di misure standard, perché uno scomparto avanza spazio (quello delle carte) e l’altro è fin troppo compresso (navi e patate). Il materiale è di qualità, come l’editore americano ci ha abituato nel tempo. Le patate sono palline di materiale morbido, che è più piacevole al tatto del cartone, ma probabilmente raccoglierà più sporco col passare del tempo. Il regolamento parte con una Quick Start Guide che in due facciate fa più confusione che altro, per cui vi consiglio di procedere direttamente alle Full Rules. Le illustrazioni hanno una loro identità e son simpatiche.
Ho girato anche un video di unboxing ^_^

Tipi di carte

  • Carte Azione: hanno lo sfondo verde ed eliminano tante patate quante quelle illustrate (1, 2 o 3). Possono essere impilate per sommare i danni.
  • Carte Controllo: hanno lo sfondo arancione e rappresentano cicli e condizioni, utili a usare le carte Azione più volte.
    • For 2/3/x/y times: ripetono le carte Azione sottostanti per un numero precisato (2 o 3) oppure variabile di volte (x è il numero di carte che ha in mano il bersaglio e y è il numero di navi che ha in quel momento l’attaccante).
    • While > 4: ripete le carte Azione sottostanti finché la nave bersaglio ha più di 4 patate.
    • If|Else: attaccano tutte le navi nemiche e si attiva la parte destra (condizione if vera) o sinistra (else) a seconda del numero di patate Equipaggio presenti nel bersaglio.
  • Carte Sorpresa: hanno lo sfondo fucsia e possono essere giocate fuori turno, interrompendo potenziali aggressioni.
    • Hijack: ruba una nave avversaria con le sue carte.
    • Loot: ruba 2 carte dalla mano di un avversario.
    • Recruit: prende 2 patate dal sacchetto.
    • Switch: se avete una nave ne ottenete una seconda più una patata; se avete due navi prendete una carta dagli scarti; se avete tre navi pescate tre carte.
    • Deny: blocca qualsiasi cosa tranne i Re Patata.
  • Carte Re Patata: hanno lo sfondo celeste e sono l’obiettivo del gioco (i bug da trovare, se vogliamo). Vi arrivano in mano pescando, usando la carta Loot o eliminando un giocatore. Nei primi due casi dovete calarle subito scoperte e l’ultimo avversario a fare un saluto piratesco vi darà due patate. Sebbene restino sul tavolo, fanno comunque parte della mano.

Preparazione individuale

COME SI GIOCA
Lasciandovi come sempre al regolamento (EN) per una lettura più esaustiva, ve ne faccio una sintesi.
Mescolate il mazzo e date 5 carte a testa. Inoltre ogni giocatore comincia con due navi all’ancora (lato scuro visibile) e 10 patate su ciascuna di esse.
Iniziate il vostro turno pescando 2 carte (niente limite di mano), dopodiché programmate i vostri attacchi disponendo le carte sotto le navi all’ancora (massimo tre per veliero). Siete liberi di riprendere in mano carte già calate e di sostituirle con altre: da questo punto di vista c’è massima discrezione. Avete pure la possibilità di ridistribuire le vostre patate. Quello che non potete fare è aggiungere carte a una nave e poi mandarla ad attaccare nello stesso turno: se in questo turno non avete toccato le carte di una data nave, allora potete girarla in modalità battaglia (lato chiaro visibile) e scagliarla contro un veliero nemico.

A sinistra:
alle navi che hanno 5 patate o meno ne arrostisce una,
alle altre ne frigge 3.
A destra:
finché il bersaglio ha più di 4 patate ne schiaccia 2.

Quando attaccate, la nave bersaglio perde un numero di patate corrispondente alle carte che avete programmato. A prescindere dall’esito dello scontro, tutte le carte utilizzate finiscono sugli scarti. La nave resta in modalità battaglia, quindi non è possibile aggiungerle carte fino al prossimo turno.
Se avete 5 patate potete spenderne 4 per comprare una nave e metterci la quinta come capitano. Se una nave resta senza equipaggio affonda; se un giocatore resta senza navi e patate viene eliminato dalla partita. Se rimanete l’unico in gioco o se avete tutti i Re Patata avete vinto!

CONSIDERAZIONI
Da informatico sono caduto facilmente nelle grinfie di questo gioco. Ora che ce l’ho sul tavolo, onestamente sono diviso tra le cose che mi piacciono e quelle che non mi convincono. Diciamo che mi aspettavo qualcosa di diverso.

A sinistra:
finché il bersaglio ha più di 6 patate ne elimina 1+2=3.
A destra:
frigge 3 patate per 2×3=6 volte, quindi 18!

I collegamenti tra la programmazione e il gioco sono molteplici e coerenti: bug-re patata, funzioni-navi, cicli-for/while, variabili-x/y, condizioni-if|else, interrupt-carte sorpresa, switch, cicli annidati, algoritmi, logica booleana, logica sequenziale… c’è tutto. L’indicazione 7+ deve però far capire che l’infarinatura è basica. Non ho avuto modo di provare il gioco con dei bambini sulla soglia di quell’età (altrimenti saremmo nella rubrica nonsolograndi), un po’ per l’inglese e un po’ per la mancanza di giocatori. Secondo le statistiche riportate dagli ideatori, l’85% dei giocatori si è interessato alla programmazione dopo aver provato Potato Pirates e 9 persone su 10 mostrano un miglioramento nella comprensione dei fondamentali della programmazione dopo un’ora di gioco. Per carità, è come chiedere all’oste se il vino è buono, tuttavia ne hanno parlato pure USA Today, Mashable e il Wall Street Journal, è stato tradotto in 27 lingue e ha vinto svariati premi. Mi sento quindi di dare questo consiglio: il gioco va preso come un party game, caciarone, interattivo e fortunoso. Non fissatevi sull’avere il controllo di tutto, né sullo scrivere la funzione perfetta da mandare all’attacco e annientare chiunque con un colpo. Le regole, come avete visto più sopra, sono poche e non troppo complicate, per cui è facilmente accessibile. Altrettanto semplice è capire come usare al meglio le carte che si hanno a disposizione: impossibile incepparsi anche per un pensatore seriale, cosa calare e dove sarà lampante. Questo abbassa la profondità, spostando l’ago dalla strategia tutto in favore della tattica e rendendo rapidi i turni. Capiteranno pure intere mani di carte arancioni o fucsia, poco utili senza una verde che faccia qualche danno, come succederà che una carta Hijack al momento giusto svolti la partita. La pesca delle carte ha un peso significativo e potete passarci sopra se il vostro gusto, la durata o le meccaniche ve lo consentono. Discorso analogo vale per l’eliminazione dei giocatori, che nell’anno del doppio critico non è vista proprio di buon occhio, sebbene sia la colonna portante di classici antichi e moderni. Altro aspetto che può divertire è il creare alleanze contro il pirata attualmente in vantaggio, per tradirle magari al turno dopo. Da buon party game, funziona al meglio quando si è in tanti, con più confusione e più cose che succedono.

Ognuno dei 7 Re Patata rappresenta un diverso errore di programmazione.
Li riconoscete?

Il regolamento suggerisce alcune variantine, che sposo in toto. Ad esempio a noi non piace molto la pagliacciata di salutare i Re Patata con il più lento che cede due patate (quantunque ci saranno gruppi di giocatori che invece adoreranno quei momenti), per cui chi rivela un Re prende due patate dal sacco e stop. Poi facciamo finire la partita al termine del mazzo: vince chi ha più Re Patata e si limitano parecchio le eliminazioni.
In sostanza è un gioco che è meglio affrontare con le giuste aspettative: se passare 20-30′ a mettervi le mani in faccia, gridando frasi piratesche, con colpi di scena dovuti alla pesca delle carte è qualcosa che fa per voi e i vostri amici, allora andate tranquilli. Come bonus, nel frattempo, acquisirete qualche nozione basilare di informatica (se non l’avete già). Dal mio canto, introducendo le varianti e prendendo le partite con leggerezza, riesco ancora a divertirmi, pur meno di quanto immaginavo. Lo tengo, in attesa di provarlo con Ambra e vedere che ne pensa 🙂

È DIVERTENTE PERDERE A QUESTO GIOCO?
Il senso di questo paragrafo lo potete leggere meglio qui, ma in sintesi mi chiedo: la sconfitta mi lascia la voglia di tornare nuovamente su Potato Pirates?
Ni. Solitamente quando si perde, si perde male (nel senso di eliminazione diretta per accanimento o sfortuna). Mai finita una partita in cui un giocatore avesse tutti e 7 i Re Patata. Capita qualche combo da paura (tipo for 2 times/for 3 times/fry 3 per un totale di 2×3×3=18 patate eliminate, che schianta qualsiasi nave). Fa ridere e prendere in giro, se siete dell’umore e non permalosi.

MIA MOGLIE DICE COSE
«Come sia venuto loro in mente il tema patate? Non mi capacito di questa scelta.
Patate a parte, il gioco è carino. Le regole sono abbastanza semplici e le partite non sono troppo lunghe.
C’è da dire che puoi morire in brevissimo tempo, il che è una fregatura colossale.
Oppure puoi ridurre a zero le navi dell’avversario in un paio di turni, il che è esaltante (se siete delle brutte persone che amano la sofferenza ludica altrui. Aaaah, vi vedo eh, che sorridete sotto i baffi… siamo delle brutte persone!).
Direi non un gioco imperdibile, ma comunque godibile.»

Per tornare su seguite questo collegamento.

— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —

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