Suvvia, non fate finta di niente e/o di cadere dalle nuvole, che anche voi avete qualche volta sentito parlare di Jetpack Joyride, un’app della Halfbrick che, al mio controllo di pochi minuti fa, mi dava essere posseduta (è gratis, quindi si intende solo scaricata) da quasi 5 milioni di utenti Android. Se ci aggiungiamo che è un classico multipiattaforma, direi che le probabilità che chi mi legge lo abbia qualche volta giocato sono elevate. Siamo (nel videogioco) di fronte a un classico dello scorrimento orizzontale, che ha costruito buona parte del suo successo sulla capacità di proporre un’unica azione da compiere (bene), ovvero sapere quando tenere il dito sullo schermo e quando staccarlo, arricchendo il tutto con un’ottima grafica e una serie infinita di obiettivi vari da raggiungere.
Qui invece vi parlo oggi del gioco da tavolo di Jetpack Joyride, edito dalla Lucky Duck Games e proposto in versione italiana dalla 3 Emme Games, simpatico giochillo per 1-4 giocatori di età 8+ (ma con un piccolo sforzo potrete proporlo anche a qualche bimbo più piccolo), chiaramente ispirato al videogame, con tempo a partita intorno ai 20′.
Meccaniche? Piazzamento polimini. Fruibilità? Immediata. Coinvolgimento? Alto.
POLIMINI COME SE PIOVESSE
Apriamo la scatola e al suo interno troviamo, prima di tutto, una manciata di schede che riproducono i coloratissimi livelli del videogioco, raffigurando tutti gli elementi classici che chi lo ha provato sul proprio smartphone o tablet è abituato a vedere, partendo dai raggi elettrici, passando per i missili e così via, il tutto con sullo sfondo il laboratorio e i tecnici in camice bianco.
La prima cosa che si noterà è che le schede presentano una griglia quadrettata, cosa che diverrà rilevante appena visto gli altri materiali principe, ovvero un gran numero di polimini in plastica, in un bel giallotto trasparente.
Vi dico subito che il gioco si svolge in tempo reale e in pratica non si deve far altro che scegliere ciascuno un set di schede di partenza (che ognuno riceve) e metterle in ordine per creare il livello di gioco (ci sono dei numerini in basso per identificarne l’ordine di utilizzo), dare il via e mettersi subito, tutti insieme, pescando tutti dal mucchio di polimini al centro del tavolo, a costruire con le tessere di plastica una catena di tessere adiacenti (tutte contenute nelle schede di gioco, senza sovrapposizioni, …) che porti dall’ingresso fino all’uscita del percorso. Punto e basta.
Nel farlo, chiaramente, si dovrà cercare di non toccare gli ostacoli, visto che piazzando i polimini si sta, virtualmente, riproducendo il cammino compiuto dal nostro Barry attraverso il laboratorio.
Non appena un giocatore avrà raggiunto l’uscita lo dichiarerà a voce alta, fermando il gioco per tutti e si procederà a quel punto alla classica attribuzione di punti, spettandone 1 per ogni moneta coperta dai propri polimini e sottraendone 3 per ogni violazione delle regole di piazzamento. Inoltre dei punti extra possono essere raccolti se si sono raggiunti gli obiettivi indicati dalle tre carte missione che sono state rivelate all’inizio della partita.
Questa è la sintesi del gioco, alla quale aggiungo solo che una partita normale prevede di ripetere per tre volte il tutto, scambiandosi i giocatori i set di schede sulle quali piazzare i polimini e ottenendo, tra un round e l’altro, un gadget a scelta (partendo da chi è più indietro) da utilizzare nel resto della partita.
OK, L’IDEA DEL VIDEOGAME È RESA BENE, LO AMMETTO
Il titolo del paragrafo credo che sintetizzi efficacemente quello che c’è da dire parlando della componentistica e dell’ambientazione del gioco, perché devo dire che, già dalla prima apertura della scatola, si comprende come la licenza acquisita per produrre questo gioco in scatola sia stata sfruttata, effettivamente, a dovere.
L’idea di percorrere il laboratorio di cui al videogame è efficacemente resa utilizzando le immagini tratte da esso e i polimini in plastica, unico componente del gioco che non ricorda quelli del videogame, si inseriscono bene nel tutto, facendo buona mostra di se al centro del tavolo. Se poi scopriamo gli obiettivi ed i gadget, ecco altri elementi che solleticano la memoria di chi ha guidato il buon Barry più di una volta, allettando i giocatori da tavoli più occasionali a sedersi.
Quanto ai più piccoli, normalmente sono loro ad avere la conoscenza più approfondita del videogame e normalmente li ho visto subito attratti dal boardgame, per cui anche sotto questo aspetto, direi: “missione compiuta“.
Lamentele sui componenti? Mah, per una volta il critico va in vacanza e mi limito a dire che ne sono soddisfatto 😉
LEGGERO E DIVERTENTE, ADATTO A TUTTI …
Di solito a questo punto mi soffermo a parlare delle sensazioni che il gioco restituisce ed eccomi quindi a dirvi che Jetpack svolge, in modo semplice ed efficace, il compito che si era prefissato, che è quello di proporre un gioco rapido, facile da spiegare e coinvolgente.
Le regole si spiegano, in sostanza, in 3 minuti d’orologio, anche facendo esempi e poi tutti si possono buttare subito a giocare, senza stare tanto a rifletterci sopra. Le abilità richieste sono quelle di elaborazione di forme nello spazio (del resto si maneggiano polimini, come nel Tetris) e di colpo d’occhio ed il fatto di giocare in tempo reale, senza turni, fa si che il 100% del tempo sia dedicato a giocare e niente ad aspettare.
Alla prima partita, magari, si perde un filo di tempo in più e chi ha già giocato facilmente sarà il primo a terminare, ma già alla seconda (una ventina di minuti dopo …) si è acquisito tutto ciò che si deve e tutti giocano di fatto alla pari o quasi.
Donano un pizzico di varietà al tutto, poi, le missioni, le quali spingono a cercare delle combinazioni di pezzi un attimo più complicate rispetto al semplice collega tutto dalla partenza alla fine e stop e non è raro verificare che tutti i presenti, in tacito accordo, vadano un attimo più piano rispetto al piazza piazza senza riflettere, cercando di soddisfare i requisiti delle carte obiettivo. A loro volta i gadget tendono ad aiutare chi è un poco più indietro (visto che sceglie per primo) a recuperare.
Non troverete nel gioco niente di epocale, nè idee particolarmente nuove, ma tutto è ben declinato, esattamente come accade per un piatto classico, ma ben cucinato.
Nel contempo la natura di filler (il termine che utilizziamo di solito per definire i giochi veloci, che si possono fare per riempire – da qui filler – piccoli spazi di tempo disponibile) del gioco traspare, per cui non è esattamente il titolo che proporre da giocare da solo per tutta una serata, ma che, preso in piccole dosi (anche di un paio di partite alla volta), potrebbe essere il classico gioco da tenere a lungo sullo scaffale per proporlo quando capita.
Siccome, poi, il tetris è un gioco trasversale per fasce di età, direi che l’etichetta che si può tranquillamente appiccicare al gioco è tanto di nonsolograndi, quanto di nonsolopiccoli, visto che l’ho proposto senza difficoltà tanto a gruppi di genitori – figli, quanto ad altri composti solo dai primi o dai secondi.
Ovviamente il gioco sarà invece rigettato da chi non sopporti i giochi di abilità, il collocare forme nello spazio ed il gioco in contemporanea (che chi è più rapido tende a vincere, …).
Ovviamente il gioco sarà invece rigettato da chi non sopporti i giochi di abilità, il collocare forme nello spazio ed il gioco in contemporanea (che chi è più rapido tende a vincere, …).
Jetpack Joyride è un simpatico giochillo che sfrutta in modo efficace la licenza del famoso videogame al quale è ispirato, pescando da esso a piene mani per grafica ed accorgimenti (gadget e missioni) e riesce, nel contempo, nel non facile compito di proporre un gameplay simpatico e divertente. La logica è quella del piazzamento polimini (tutti di 5 caselle) alla tetris ed il gioco si svolge in tempo reale, piazzando ognuno tesserine sulle proprie schede personali.
Rapido, facile da spiegare ed adatto praticamente a tutti (tanto a gruppi di grandi e piccoli, quanto, come fillerino della staffa, anche a solograndi), l’ho trovato, per il suo genere, davvero simpatico ed accattivante e come tale lo propongo alla vostra attenzione.
Segnalo che il gioco è reperibile anche Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it e ringrazio la 3 Emme Games per la copia di review concessa.
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