scritto da *Ele*
Si ringrazia l’editore per la copia recensore.
MATERIALI
- 4 vassoi raffiguranti la sala del ristorante;
- 104 carte (40 alieno, 40 ordinazione, 25 speciali)
- 1 clessidra da 3 minuti;
- 2 sacchetti di stoffa;
- regolamento multilingua.
I vassoi sono in cartoncino molto spesso nel formato 20×20 cm e ritraggono i tavoli del fast food posizionati in 4 file e 4 colonne.
Le tessere sono quadrate, anch’esse dotate di cartoncino molto spesso e resistente; un’ottima scelta per un gioco di velocità, visto che capita spesso che i materiali siano un po’ maltrattati e in questo caso non dovremo preoccuparcene.
Le illustrazioni sono molto riuscite e sicuramente cattureranno l’attenzione e saranno apprezzate dai nongrandi: in particolar modo gli alieni, tutti molto colorati, simpatici e in qualche modo singolari; mentre le carte ordinazioni, che illustrano cibi e bevande, sono più classiche.
COME SI GIOCA
I giocatori interpretano il ruolo di camerieri e lavorano all’Alien café, il fast food più famoso di tutta la galassia. Dovranno collaborare per effettuare un servizio in sala perfetto per il tempo a disposizione scandito dalla clessidra, completando la propria sala ristorante con gli alieni giusti, vicini ai loro amici e con le rispettive ordinazioni.
Durante tutta la durata della clessidra i giocatori potranno:
- posizionare e/o spostare liberamente le proprie carte in sala;
- dare o scambiare le carte con gli altri giocatori;
- pescare nuove carte dai sacchetti.
I giocatori possono aiutarsi a vicenda e comunicare liberamente, ma nessun giocatore può piazzare /sistemare tessere sul vassoio dei compagni d squadra.Si conteggiano i punti per ogni giocatore e si verifica il servizio della sala complessivo:
Sono previsti 4 diversi livelli di difficoltà che includono carte speciali e relative combinazioni.
IMPRESSIONI
La sfida si basa principalmente sull’abilità del colpo d’occhio e sul riconoscimento di schemi, nel nostro caso specifico alieni, cibi e bevande da associare, dove scopriremo che gli alieni prediligono: hamburger, patatine, torte e ovviamente il gelato !
Il regolamento è chiaro, corredato di esempi esplicativi per definire le associazioni possibili, per cui anche l’apprendimento sarà rapido, anche se per la prima partita è consigliabile utilizzare il livello base per prendere confidenza con il gioco.
Le partite sono divertenti, immediate e piuttosto chiassose dato che tra giocatori si comunica liberamente e spesso si sentiranno richieste di specifiche tessere per fare le associazioni nella propria plancia.
I giocatori potranno pescare liberamente dai 2 sacchetti le tessere per poi posizionarle, ma il mancato piazzamento nella sala costerà 1 punto ciascuno. Questa regoletta fa si che i nongrandi prestino maggiore attenzione alla pesca e collaborino maggiormente con gli altri per gestirle al meglio.
L’aspetto che ho trovato più congeniale è l’assenza del giocatore alfa che spesso nei cooperativi è difficile smorzare e solitamente è il gruppo di gioco ad occuparsi che tutti partecipino alla sfida in egual misura. In questo titolo, invece, i giocatori devono collaborare, ma ognuno agisce nel proprio ristorante, col divieto assoluto di toccare/sistemare le tessere dei compagni di squadra.
L’idea di prevedere 4 diversi livelli di sfida, permette di affrontare il gioco per gradi e dona, al tempo stesso, una buona rigiocabilità arricchendo l’esperienza di gioco.
La particolarità più interessante però è la possibilità che ogni giocatore decida autonomamente il proprio livello, se quindi al tavolo sedessero bambini di differente età, quelli più piccoli potrebbero giocare al livello base oppure il 1°, mentre i più grandi potrebbero lanciarsi direttamente al 4°.
Questa modulabilità è, a mio parere, il punto forte di tutto il titolo, pensato e calibrato proprio per la fascia dei nongrandi, ma al tempo stesso godibile anche per partite in famiglia, coinvolgendo anche i nonni.
La durata della partita si attesta sui 20 minuti, giusto il tempo delle 5 manche e di qualche minuto per preparare i componenti. Nulla vieta di ridurre le manche a 3 per fare anche una partita più breve, che potrà durare all’incirca una decina di minuti, considerando però che le manche da vincere dovranno essere 2, anziché 3 e con meno possibilità di errori.
Riflettendo, infine, a voce alta sul connubio delle meccaniche di riconoscimento schemi e del gioco cooperativo pensato a partire dai 7 anni, mi sono resa conto che si tratta di un trittico piuttosto raro, se non unico, almeno per le mie conoscenze (scrivetemi nei commenti se ricordate un altro titolo del genere!).
IMPRESSIONI di PikamMinimus
“I disegni sono simpatici, soprattutto gli alieni. Il gioco è bello e divertente, bisogna essere molto veloci, mi piace perché si gioca tutti insieme come una squadra”.
COSA SI IMPARA DA QUESTO GIOCO
I bambini che hanno provato Alien Café hanno potuto ripassare e/o imparare:
- a collaborare e a coordinarsi con gli altri giocatori, formando un’unica squadra;
- affinare velocità e colpo d’occhio;
- stimolare le capacità di riconoscimento e reazione;
- a giocare tutti contemporaneamente, superando il concetto di turno;
- valutare il livello di sfida da scegliere in base alle proprie capacità;
- gestire la tensione del tempo scandito dalla clessidra;
FINO A QUANDO CI SI PUO’ GIOCARE
Sulla scatola compare l’indicazione 7-99. I diversi livelli di sfida fanno sì che possa essere affrontato per gradi e lo rendono modulabile e giocabile in famiglia, coinvolgendo anche i nonni.
La tipologia e l’immediatezza lo rende piacevole da giocare anche in diverse età, anche se crescendo la grafica potrebbe essere vista più consona ai bimbi.
Con questo paragrafetto in coda alle mie recensioni unisco le mie 2 grandi passioni: fotografia e giochi da tavolo.
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