“Qualunque somiglianza la Danimarca possa presentare col resto del mondo, scompare al tramonto quando Copenhagen si illumina“(cit.)
Celebriamo oggi con questo gioco una delle piu’ belle capitali europee, e piu’ precisamente andiamo a celebrare il Nyhan o Porto Nuovo di Copenhagen famoso per i colori delle facciate delle case che lo compongono (non potevo evitare una foto)
Il compito dei giocatori è riuscire a costruire per primo la piu’ bella e variopinta facciata che sia in armonia con il pittoresco layout del porto.
La struttura del gioco è quella del piazzamento “polimino”. Non serve, lo so, ma ricordo che il polimino è una figura geometrica composta da un determinato numero di quadrati: la roba che viene giu’ nel tetris sono polimini per capirci. Vedremo a suo tempo i criteri di piazzamento.
Copenhagen è stato ideato da 2 designer danesi Daniel Skjold Pedersen e Asger Harding Granerud: i 2 non hanno già fatto cose importanti separatamente o insieme: 13 days e Flamme Rogue fra gli altri ed hanno presentato ad Essen Deep Blue che nella Geek Buzz ha chiuso al 42° posto fra le preferenze dei visitatori.
Copenhagen è stato edito dalla Queen e portato in giro per il mondo dalla attivissima Devir che ha provveduto a localizzarlo in italiano. Prevede da 2 a 4 giocatori, da 8 anni in su e ha una durata media di una mezz’oretta circa.
Materiali e setup
Poniamo al centro del tavolo il segnapunti con percorso separato per ogni giocatore, percorso che termina a 12 punti. Ogni giocatore poi prende la sua casa (dove si piazzano i polimini) ed il segnapunti del suo colore. Il segnapunti (token ligneo) rappresenta, con una generosa dose di fantasia, la Sirenetta, noto simbolo di Copnhagen di cui adesso però non vi faccio la storia.
Ogni casa è divisa in 45 caselle (9 file x 5 colonne). Su queste caselle sono disegnati qua e la 4 stemmi. Altri 3 stemmi sono disegnati a fianco della seconda, quarta e sesta riga.
I polimini (detti anche tessere facciata) vanno sistemati separatamente per dimensione e colore a lato dell’area di gioco (il numero da usare varia a seconda del numero dei giocatori).
Ed eccoci alle immancabili carte: ce ne sono 70, sono le carte facciata, di 5 colori che sono esattamente quelli dei polimini. Le carte si mescolano e si sistemano sul porto. Dopodichè se ne pescano 7 e si mettono sulle banchine. Il setup finisce posizionando ai lati del segnapunti una tessera abilità per giocatore: ognuno prende infine una tessera abilità “qualunque carta” e la tiene davanti a se
Il lungo setup è terminat
o: siamo pronti per giocare
o: siamo pronti per giocare
Come si gioca
Presa la mano iniziale di carte ogni giocatore puo’ fare una delle seguenti 2 azioni:
– prendere 2 carte adiacenti refillando immediatamente. Il numero massimo di carte in mano è 7.
– costruire una facciata: compra un tessera facciata pagando un numero di carte pari alle caselle di cui è composta. Ovviamente le carte pagate devono essere dello stesso colore del polimino acquistato con una eccezione: se la tessere acquistata che piazzo sul mio edificio tocca un altro edificio dello stesso colore posso pagare il polimino una carta in meno.
Due piccole regole di piazzamento: la tessera che piazzo va messa o nella casella piu’ in basso o in modo che una casella sia piu’ in alto di una preesistente.
Ogni volta che un giocatore piazzando una tessera edificio copre uno stemma o completa una riga fiancheggiata da uno stemma puo’ effettuare una delle tre azioni seguenti:
– prende una tessere speciale (sono tessere da uno spazio che hanno una finestra) e la piazza
– prendere una tessera abilità: sono tessere che danno poteri particolari in deroga alle regole: prendere 2 carte non adiacenti, pagare una carta in meno, prendere una carta in piu ecc. Tali tessere possono essere giocate durante il proprio turno flippandole sul lato opposto.
La terza azione infine è girare sul lato attivo una di tali tessere usate in precedenza.
Fine partita e punteggio
La partita finisce immediatamente appena si verifica uno di questi 2 casi:
1) quando un giocatore raggiunge 12 punti.
I punti si calcolano in questo modo:
– quando si completa una colonna: 4 punti se contiene solo finestre; 2 punti se contiene muri e finestre;
– quando si completa una riga: 2 punti nel primo caso, uno nel secondo
2) quando viene pescata la carta fine partita tenendo presente che in 3/4 giocatori il mazzo gira 2 volte e solo la seconda volta la carta “fine partita” sarà mescolata fra le ultime 9. In una partita a 2 giocatori questa viene invece inserita subito fra le ultime carte
Considerazioni
La prima impressione, il primo pensiero mentre giocavo i turni iniziali di Copenhagen è stato “non so perchè ma mi ricorda ticket to ride”. Ma poi in realtà lo so: i fattori che ricordano il noto gioco di Alan Moon sono sostanzialmente due: il modo di pescare le carte e di pagarle per comprare “cose”e la facilità di spiegazione delle regole che si traduce poi nel fatto che possono sedersi a giocarlo anche persone che non hanno mai, o lo hanno fatto raramente, giocato un gioco da tavolo.


Copenhagen, complice anche i colori “tenui”, quasi delicati che lo caratterizzano, è un gioco che parte in tranquillità e rilassatezza, è molto fluido e veloce: non da occasioni di stress particolari e non costringe la mente a chissà quali ragionamenti e strategie. Solo verso fine partita magari diventa necessario dare un occhiata agli avversari per controllare quanto siano vicini a chiudere la partita.
In questo momento il ricorso alla tessera abilità puo’ essere di aiuto: scegliere quale prendere e usarla nel modo migliore e nel momento piu’ opportuno puo’ diventare determinante: alla fine è questo l’unico “sforzo pensatorio” richiesto al giocatore che vuole vincere.
Certo perchè alla fine ricordiamo che in Copenhagen vince chi arriva primo a 12 punti e quindi, sotto questo profilo, è una corsa ad arrivare all’ambito traguardo quella che stiamo facendo. Il fatto di pescare tessere facciata (ricordiamo che sono in numero limitato e prendere l’ultima disponibile puo’danneggiare gli avversari) e la necessità di non perdere di vista gli avversari per non farsi battere sul tempo sono gli unici aspetti di interazione che Copenhagen offre: per il resto è sostanzialmente un solitarione.
Quindi ok: un entry level assoluto ma anche un family divertente e giocabile da tutti e dalla durata contenuta: Copenhagen, grande punto a suo favore, ha superato brillantemente la prova “sorella e cognato”: giocatori esigenti che vogliono divertirsi giocando qualcosa che sia facilmente assimilabile e la cui spiegazione non duri piu’ di 10 minuti. Se non spiego e bene il gioco in questo tempo massimo cominciano sbadigli, distrazioni e domande tipo “Ma perchè ci fai fare sempre cose nuove?” “Ma dura ancora tanto?”
Bene: Titti e Marco l’hanno giocato e ci siamo divertiti. Sicuramente tornerà sul mio tavolo!!!!
Bene: Titti e Marco l’hanno giocato e ci siamo divertiti. Sicuramente tornerà sul mio tavolo!!!!
Quello che invece mi ha lasciato un po perplesso è il fatto di non aver inserito (nella scatola, ripeto di dimensioni di Ticket to Ride) una versione per gamer un pochino piu’ esperti inserendo schemi classici come pesca di carte con “obiettivi di fine partita” e/o sistemare a inizio partita al centro del tavolo obiettivi comuni (chessò il primo che finisce tre piani di uno stesso colore, il primo che copre 5 stemmi e cose di questo genere). Magari allungare la partita di un altro giro di carte (o rivedere le condizioni di fine partita) ed ecco che il prodotto finito avrebbe acquisito un altro spessore tale da accontentare anche i giocatori piu’ smaliziati” pur tenendo le caratteristiche di entry level sopra descritte.
Copenhagen risente del fattore alea nella misura in cui è un gioco guidato dalle carte e, si sa, la pesca delle carte puo’ essere favorevole o meno. Diciamo però che il limite di mano di 7 carte fa si che in mano possa avere sempre un paio di opzioni fra cui scegliere.
Come noto tutti i prodotti della Queen hanno un elevato standard qualitativo nella cura della confezione e dei materiali e Copenhagen, sotto questo aspetto, si conforma perfettamente agli standard. Il manuale è chiaro e preciso, i colori pastello e la grafica nell’insieme sono estremamente gradevoli come potete vedere dalle foto (personalmente adoro l’aspetto scenico di questo gioco) ed i componenti (i polimini nello specifico) sono spessi robusti e piacevoli al tatto. Le carte sono plastificate e,non imbustate, dopo quattro partite sono ancora nuove.
Insomma se volete far giocare i piu’ piccoli , (l’eta’ suggerita è 8 ma secondo me può essere provato anche da bambini di 6-7 anni), se volete giocare in famiglia senza stressarvi troppo invitando al tavolo anche quelli che dopo 5 minuti di spiegazione dormono o ti dicono “giocate voi io sono stanco vado a leggere” Copenhagen è il vostro gioco e si farà apprezzare non solo per la sua fluidità e semplicità e per il divertimento in grado di offrire, ma anche per una chicca da non sottovalutare: il tavolo ben presto dominato da questi bei palazzi dai colori tenui e variegati offrirà un colpo d’occhio che in un certo senso puo’ definirsi “ammaliante”
Copenhagen lo trovate sul sito online di Egyp: basta cliccare Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.
Ringrazio Devir Italia per la copia di review assegnataci e come sempre auguro Buone giocate a tutti
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