[Prime impressioni] La Viña – L’acqua fa male e il vino fa cantare… anzi giocare

scritto da Sergio

Jose Ramón Palacios è un designer nuovo o comunque poco conosciuto al mondo dei giochi da tavolo, ma è bene dirlo subito: il suo è un debutto di quelli che lasciano il segno.
La Viña è un gioco di carte stuzzicante e ben costruito, che, dietro un’apparente semplicità di regole, nasconde un’interessante profondità e che mi sta conquistando partita dopo partita. La meccanica base è il classico pick-up and delivery, però sia il “pick” che il “delivery” vanno ragionati e programmati con attenzione per riuscire a vincere. 
Ma andiamo con calma e partiamo dalla premessa. I giocatori rappresentano vignaioli, eredi di un defunto zio proprietario di una grande vigna abbandonata: a loro è stato dato il compito di portare agli antichi fasti la terra ubertosa. Dovranno prendersi quindi cura della vigna e coltivare i migliori grappoli e solo chi riuscirà a produrre il raccolto più prestigioso diventerà il nuovo proprietario.
È un gioco per 2-5 giocatori da 8 anni in su della durata media di 45 minuti, disegnato da Joan Guardiet.

Materiali e setup
La scatola è piccola, di quelle da filler per intenderci (7 × 5 cm), dominata, guarda un po’, dai colori giallo paglierino e rosso granato. All’interno troviamo comunque un bel po’ di roba, tra cui ovviamente dominano le carte.
Comunque sia al centro del tavolo di gioco metteremo il tavoliere modulare, il quale rappresenta il percorso tra i filari che i vendemmiatori dovranno percorrere per raccogliere i grappoli. A seconda del numero di giocatori avrà tante caselle quanto richiesto dal manuale. Ogni casella ha 2 spazi per i nostri meeple vendemmiatori
Nella scatola ci sono le carte, dicevamo:
– 72 carte uva di 4 varietà (cabernet sauvignon, garnacha, pinot nero e chardonnay), alcune di queste hanno disegnato sopra un attrezzo (cesoie, stivali e roncola) e quasi tutte hanno un valore di qualità (da 1 a 5);
10 carte cesto iniziale e 6 carte cesto da comprare durante la partita per migliorare la capacità di raccolta);
– 5 carte vendemmiatore e 7 meeple vendemmiatori;
– 16 carte cantina con le loro richieste di uva (la carta cantina richiede sempre una consegna di un particolare tipo di uva – spesso chiede un valore minimo di uva, che a volte può essere miscelata con altri grappoli e a volte no – ma soprattutto vuole un numero chiuso di vendite e basta, in genere da 2 a 4, e una volta raggiunto chiude);
-1 cooperativa vinicola cui si vende quando “qualcosa è andato storto”.
Ci sono poi gli immancabili segnalini: barile per tener conto delle vendite effettuate, attrezzo, uva jolly e punti vittoria.
Bene, accanto ad ogni casella tracciato metteremo 2 carte uva, in modo che una copra l’altra, lasciando vedere solo che qualità sia.
Ogni giocatore prenderà i suoi meeple (due meeple a testa nel gioco per 2) e si decide chi sarà il primo a giocare: costui posizionerà il suo vendemmiatore più lontano dall’ingresso della vigna e l’ultimo giocatore lo metterà più vicino: questo perché in La Viña il giocatore di turno (sempre e in ogni occasione) è il più indietro nella fila.
Ogni giocatore poi prenderà due ceste inizali (da 2 e 3 carte), il numero di barili segnavendita previsto per il numero di giocatori e i punti prestigio/vittoria iniziali (uno al primo, due al secondo, eccetera).
Il setup si completa con il segnalino jolly (1 punto di uva qualsiasi) all’uscita della vigna, con la carta cooperativa vinicola e con la pesca delle carte cantina (da 5 a 8 a seconda del numero giocatori).
Flusso di gioco

Il movimento
Muove per primo, abbiamo già detto, il giocatore più indietro, che può andare dove vuole lungo il percorso tra i filari con 3 regole: 
  • solo in avanti (anche da qualsiasi spazio della vigna all’uscita);
  • minimo deve percorrere una casella;
  • su uno stesso spazio ci sta solo un meeple.
Il raccolto e l’uso degli attrezzi
Una volta mosso, il giocatore può raccogliere una carta uva disponibile (quella sopra) e, se la carta contiene un attrezzo, lo prende per utilizzarlo durante un suo turno.
Il grappolo/carta preso va sistemato nel cestino, stando attenti a non superare il limite massimo di carte che può contenere. Nel cestino puoi:
  • metterci l’uva che vuoi;
  • in qualsiasi momento trasferire tutto il contenuto da un cesto all’altro;
  • in qualsiasi momento scartare tutto il contenuto di un cestino.
La gestione del cestino, lo vedremo, è comunque uno dei punti nevralgici del gioco.
Uno sguardo agli attrezzi:
  • cesoie – prendi 2 carte a fianco del meeple vendemmiatore, anziché solo quella sopra;
  • roncola – prima o dopo il movimento puoi prendere una carta sotto (ma ne prendi sempre una);
  • stivali – dopo il movimento puoi prendere una carta indietro a dove ti trovi.
Raggiungere l’uscita
Il primo vendemmiatore a uscire prende il jolly da 1 punto (aumenta il valore del suo raccolto nel modo che più gli piace). Dopodiché può effettuare una o due vendite alle cantine o alla cantina sociale. A questo punto può comprare un cesto più grande (il massimo è 4 carte), pagando la differenza di prezzo fra il nuovo e quello che restituisce. A questo punto il meeple va riposizionato all’ingresso della vigna (più lontano se è il primo a essere uscito in quel round) e il giocatore aspetta che tutti siano usciti per iniziare il nuovo round tutti insieme.
Dopo che tutti i giocatori sono usciti, si rifilla la vigna, si mette un segnalino punto prestigio su ogni cantina ancora libera e si rimette un nuovo segnalino jolly all’uscita.
La vendita 
Ci sono regole abbastanza severe sulla gestione della vendita:
– ogni vendita viene calcolata separatamente e ognuna riguarda tutta l’uva presente in un cesto (non posso né prendere l’uva da 2 cesti né vendere solo una parte dell’uva di un cesto);
– l’uva che vendo deve essere quella richiesta dalla cantina e la somma dei grappoli deve soddisfare il valore minimo richiesto dalla carta cantina. Alcune carte richiedono anche un mix di uve (fanno vini miscelati), ma in questi casi il valore dell’uva principale deve essere minimo la metà del valore complessivo delle carte vendute.
Il giocatore che ha venduto incassa i punti prestigio previsti dalla carta cantina (possono essere fissi o variabili, ad esempio moltiplicano ×1 o ×2 il valore complessivo dell’uva venduta) e pone un segnalino barile su uno degli spazi vendita disegnati sulla carta cantina.
Il giocatore che mette l’ultimo barile sullo spazio vendita di una cantina la chiude e si prende i segnalini prestigio presenti.
Un giocatore che non sa, per disparati motivi, a chi vendere la sua uva, la può vendere alla cantina sociale che gliela paga 0,5 del valore dell’uva (azione residuale).

Fine della partita e punteggio
Quando un giocatore ha fatto la sua ultima vendita, posizionando il suo barile, aspetterà che eventuali altri giocatori escano dalla vigna, facciano quello che devono fare e una volta usciti tutti la partita finisce.
Vince chi ha fatto più punti prestigio.
Considerazioni
Be’, indubbiamente un gioco interessante! Ho detto inizialmente che dietro a regole apparentemente semplici si nasconde una buona dose di profondità, che richiede strategia e programmazione abbastanza accurata. 
Le regole infatti apparentemente semplici sono sì quelle di un tranquillo “raccogli e consegna”, ma hanno particolarità che ne determinano una struttura molto più articolata, cominciando dalla gestione del cesto finendo alla fase di vendita.
Si inizia il round guardando le uve disponibili, il loro valore e, valutando la richiesta delle cantine, si fa una strategia basata su cosa prendere e dove vendere. Si decide quindi cosa mettere nelle ceste, destinando le carte di valore maggiore ai cesti più piccoli, ma stando sempre attenti a non metterle a caso nel cesto per rispettare sempre la richiesta della cantina (il cesto al momento della vendita va interamente svuotato).
Adesso posso iniziare la vendemmia, sperando che gli altri giocatori non mi intralcino troppo. 
Generalmente i primi round scorrono abbastanza bene e riesco comunque a trovare una cantina disposta a prendermi il vino. È verso il fine partita che le cose si fanno più difficili, quando le cantine stanno per chiudere e hanno un solo spazio disponibile per la vendita. Qui la strategia si fa più accurata per battere sul tempo gli avversari e riuscire a fare l’ultima vendita a una cantina (magari di quelle che pagano di più) e non trovarsi costretti a vendere alla cantina sociale per 2 spiccioli.
Quindi, ricapitolando: la gestione del cesto, la vendita, l’importanza dell’ordine di turno, l’importanza del jolly (il segnalino che vale 1 punto uva di qualsiasi tipo e che può essere molto significativo), l’utilizzo degli attrezzi che possono dare un aiuto determinante fanno di questo prodotto un qualcosa a metà fra un filler, un gioco family e un gioco più articolato e strutturato, che può appassionare anche i gamer più scafati. Potrei quasi spingermi oltre in questo senso e pensare che ritenere La Viña adatto a un bimbo di 8 anni forse sia un po’ ottimistico, ma questo è del tutto opinabile, ovviamente.
Come tutti i giochi di carte l’alea c’è nella pesca delle carte uva da settare, ma non è a mio parere un fattore predominante: se le uve sul tavolo non sono quelle richieste dalle cantine è un problema di tutti e comunque qualcosa da fare di utile (ad esempio prendere un attrezzo) si trova sempre e comunque. Ricordo: si puo sempre uscire dalla vigna, prendersi il jolly e aspettare di rientrare dopo il refill delle carte.
Una cosa però la aggiungerei: la pesca delle cantine, in fase di setup, può dare maggior brio alla partita, rendendola più o meno vibrante. Lo stesso fattore però assicura una grande rigiocabilità e anche questo è un punto a favore di La Viña.
L’interazione è piena, completa e ben costruita e qualunque cosa si intenda fare bisogna costantemente dare un occhio ai cesti degli avversari e cercare di prevederne le mosse.
Anche la scalabilità è ben studiata: in 2 con 2 meeple a testa il gioco gira molto bene e, giocando sull’ordine di turno, si riescono anche a fare delle combo molto interessanti, svolgendo 2 azioni consecutivamente. Io in 5 giocatori non l’ho provato, ma comunque mi sembra possa diventare in questo modo troppo difficile da controllare: rimarrei massimo su 3/4 giocatori.
Infine una nota sulla presentazione del gioco: siamo su ottimi livelli! La grafica delle carte è gradevolissima, con colori tenui e decisi al tempo stesso: i disegni fumettosi sono molto piacevoli. Le carte sono molto ben fatte, ma soprattutto sono chiarissime e di immediata comprensione. Simpatici i punti vittoria/prestigio di forme diverse. Insomma il prodotto è stato curato e si vede… altroché!
Una nota sul manuale: 23 pagine sono troppe per questo gioco e comunque non riesce a essere chiarissimo. L’ho trovato un po’ dispersivo e in qualche caso poco chiaro (come faccio a tenere nascosti i segnalini prestigio agli avversari se questi sono double face?).
Riassumendo: se volete un gioco semplice, ma profondo, con tanta strategia, una bella grafica, una notevole rigiocabilità e una durata (e prezzo) contenuta, La Viña deve trovare posto assolutamente sui vostri scaffali. 
Lo potete trovare sul sito online di Egyp.it, basta cliccare Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.
Concludo ringraziando Devir per la copia demo assegnataci e auguro come sempre buone giocate a tutti, soprattutto, consentitemelo, agli amici che mentre sto qui a scrivere sono a Essen.

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