[nonsolograndi] Paleolithic

scritto da Fabio (Pinco11)

Se siete alla ricerca di un titolo da proporre in un ambiente familiare, con un occhio di riguardo verso i bambini della prima età scolare, magari da svezzare verso i concetti di gestione risorse e raccolta set, Paleolithic, titolo ambientato nella preistoria, nel quale condurrete una tribù alla colonizzazione di una neo-scoperta isola, può essere giusto per le vostre esigenze.
Ideato dal duo Chi Wei Lin/Chif-Fah Chen e di produzione taiwanese (per 2-4 giocatori, 40-60′, età 7+, indipendente dalla lingua, eccetto il manuale), il gioco è importato e distribuito in Italia dalla Fever Games, che lo commercializzerà proprio nella prossima Lucca Games (in preordine, nella versione originale, munita di manualistica italiana – qui il link al sito della casa).
Meccaniche? Rolla, incassa risorse e restituiscile per fare cose 😉


IL GIOCO IN SINTESI

Il primo componente che va sul tavolo è il tabellone di gioco, il quale raffigura un’isola che idealmente i partecipanti, nei panni di guide (elder) dei propri clan preistorici, andranno a colonizzare. Sull’isola sono identificati nove spazi insediamento (li chiamo io così, per evitare l’anglismo location), collegati tra loro da strade e a inizio partita ognuno occupa uno di questi spazi (seguendo le istruzioni del manuale) con tre dei propri segnalini (due omini e un animale avatar).
L’idea del gioco è che al proprio turno si possa scegliere tra A) esplorare o B) costruire. La prima opzione consente di muovere (se si vuole) uno dei propri segnalini in un insediamento vicino (il tondino sulla mappa) e di raccogliere risorse, cosa che si svolge tirando un dado facendo produrre gli insediamenti occupati, ricevendo risorse (il tipo di risorsa è quello corrispondente al valore del dado, aumentato del numero di propri segnalini presenti, indicato dalla apposita tabella stampata per ogni spazio insediamento).
La seconda opzione consente invece di restituire risorse per produrre un artefatto di quelli presenti sul tabellone (si restituiscono esattamente le risorse indicate e si otterranno a fine partita i punti stampati sulla carta) o per costruire una tribù, ossia piazzare in un insediamento una delle tre simpatiche capanne di legno che si hanno nella propria scheda personale 3D (varranno 3 punti a fine partita e valgono per il calcolo dei dadi).
La partita termina alla costruzione di 5 artefatti e/o Tribù da parte di un giocatore, assommandosi ai punti della carte e delle tribù i punti extra riconosciuti dalla scheda personale (un bonus speciale per certi tipi di artefatti prodotti).
Regole aggiuntive prevedono la possibilità di chiudere a 8 carte invece che a 5 e di aggiungere un personaggio leggendario sulla mappa, ciascuno dei quali ha poteri speciali.
COME SI PRESENTA
L’editore ha compiuto, nel realizzare il gioco, una precisa scelta di campo, identificando con chiarezza il suo target di pubblico e la componentistica segue senza esitazioni questa dichiarazione di principio.
I disegni, sin dalla copertina, sono infatti colorati e tondeggianti, con animali antropomorfi e anche lo stesso manuale è intelligentemente realizzato presentando, per prima cosa, i 4 personaggi leggendari e facendo seguire, per inquadrare l’ambientazione, due pagine di fumetto nel quale si presenta l’arrivo del gruppo sull’isola e le attività che ciascuno di essi intraprende. Tutto ciò contribuisce a rendere il manuale più attraente anche agli occhi dei più piccoli, generando attenzione e aspettativa verso il gioco.
Anche i componenti sono altrettanto curati, con una mappa chiara, ma soprattutto coloratosa e segnalini in legno, tra i quali spiccano gli avatar delle varie tribù, piacevolmente grandi. Da ultimo il tocco dello stand 3D, utile solo ad alloggiare i segnalini Tribù, dà l’idea di una produzione ricca.
Nel complesso, quindi, ottimi sono i riscontri dati dall’aspetto visivo e ambientazione del gioco.
COME GIRA
Essenziale è, lo premetto, per inquadrare il gioco, avere a mente il pubblico al quale è rivolto, in quanto, guardando su BGG, il titolo gode di un contenuto 6,9 di media, penalizzato da commenti nei quali l’utente ha specificato di aver gradito il gioco, ma di averlo votato, per esempio, “5”, avendo a mente la sua fruibilità da gruppi solo di adulti. È un poco come dire che, siccome sono vegano, la carne non mi piace …
In sé, infatti, il gioco è a tutti gli effetti un introduttivo per famiglie, perché delinea in modo chiaro alcune meccaniche di base e ruota poi solo intorno a esse, senza troppi fronzoli o complicazioni, volendo portare avanti la logica di un titolo che vuole avvicinare al mondo degli eurogame (fa strano dirlo pensando che l’editore è asiatico) i più piccoli (non a caso alcuni commentatori di BGG lo identificano come ideale per l’età post-HABA).
Quello che il gioco propone è la logica della necessità di procurarsi risorse e di restituirle per ottenere carte punteggio (o tribù) e da lì parte per aggiungerci il tiro del dado, che però è mitigato dalla possibilità di spostare omini negli spazi desiderati, che imbriglia il fattore fortuna in modo determinante. Ci inseriamo poi l’accorgimento dei punti vittoria extra attribuiti per la manifattura di certi artefatti (e le espansioni) e comprendiamo come il bambino abbia di fronte anche una curva di apprendimento, che giustificherà la ripetizione della partita, restituendo la sensazione di aver sviluppato le prime strategie e di essere quindi più bravi.
Il confronto, personalmente, lo faccio tra un titolo come questo e, per esempio, una versione kids del Monopoly e trovo il primo nettamente vincente, perché propone, al suo interno tanti accorgimenti utili a premiare chi rifletta, rispetto al mero tiro del dado e movimento (con effetti) tipico della struttura del Monopoly semplificato.
Per chi ha familiarità con i giochi da tavolo, direi che il gioco si può inquadrare come uno step prima (come età di riferimento) di un Catan, ma dotato di migliori componenti.
Quanto allo sviluppo del gioco osservo poi che contiene interazione, perché si risolve anche in una corsa a chi per primo ottiene il numero di oggetti richiesti e perché ci si portano via le carte artefatto, ma essa non è così forte da creare frizione tra i giocatori, altro elemento importante avendo occhio all’età di riferimento dei giocatori ideali. Nel contempo gli adulti possono apprezzare, giocando con i più piccoli, la possibilità di insegnar loro anche piccole tattiche da seguire.
Questi, a mio modesto parere, sono i punti di forza del gioco, che rappresenta un classico gioco portale per introdurre i più piccoli.
Nel contempo, ovviamente, se lo si intavola a una serata tra giocatori già svezzati, assai difficile sarà ottenere consensi, risultando lo spessore non adeguato ai palati di chi ricerchi cose che stimolino maggiormente la ponderazione di una mente adulta.
LE ESPANSIONI
Il gioco prevede già anche due espansioni, le quali introducono ulteriori elementi aggiuntivi, utili a donare spessore al titolo, accompagnando esse, idealmente, il piccolo giocatore nell’apprendimento.
La prima, Seafarers, contiene i materiali per consentire di giocare anche a un quinto partecipante e introduce la possibilità, in alternativa rispetto alle azioni base, di procedere, al proprio turno, a migliorare (upgrade) la propria tribù, con effetti benefici (poteri) da quel momento in poi (es. ogni volta che un avversario entra nel proprio outpost, deve pagare un cibo).
La seconda, Dawn of Humanity, contiene i materiali utili a far partecipare un sesto giocatore (con animale avatar un bellissimo mammuth) e un nuovo personaggio leggendario. Per ogni tribù compare anche qui la possibilità di svolgere al proprio turno, in alternativa rispetto alle due azioni base, l’azione speciale riconosciuta dalla propria carta avatar.
CONCLUSIONI
Paleolithic è un valido introduttivo al mondo dei giochi a base gestionale, rivolto a un pubblico familiare, con bambini di età scolare (elementari), adattissimo per far compiere a essi i primi passi verso titoli più impegnativi. Curata e fumettosa la grafica, soddisfacenti i materiali, verte su meccaniche di raccolta risorse (utilizzando il tiro del dado, ma mitigato) e di collezione set, con livelli di difficoltà crescente, utilizzando le regole avanzate e aggiungendo le espansioni.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore concessa.

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