divertimento (“Papà, come mai avete aprite le finestre?”), assoluto stupore (“Papà,
aspettare quest’autobus è lungo come un giorno di pioggia”) o tenerezza (Gabri
alla sorella: “Luna sei dolce come il miele”).
- Non sarebbe opportuno per la vecchietta usare un apparecchio acustico?
- Esistono zuppe con il peperone intero?
orgoglio che mi usciva dagli occhi.
Zuppaccia…”
questo humor. Il fatto che la strega
utilizzi insulti del tipo “Testa di Merluzzo” e parole come “sederone” provoca nei bimbi una
grande ilarità, oltre a un sano senso di trasgressione.
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| Uno dei libri della serie: “Cornabicorna contro Cornabicorna” |
Alla vista di un nuovo gioco tratto dai libri di Magali Bonniol e Pierre
Bertrand io e Gabriele siamo rimasti subito felici; vediamo se anche
questo gioco, come il precedente, avrà conquistato mio figlio.
Parliamo de Il gioco dell’oca di Cornabicorna, edito da Babalibri nella
collana Babagiochi e adatto da 2 a 4 giocatori a partire dai 5 anni. Le partite
hanno una durata di circa 10 minuti.
MATERIALI
insieme alle altre, fa davvero una bella figura in libreria.
- 1 tabellone;
- 1 dado;
- 30 Carte Liana;
- 4 pedine Pietro.
Ho apprezzato la presenza delle bustine ziplock per dado e segnalini, per tenere
tutto in ordine.
mantenere le dimensioni della scatola coerente con tutti gli altri giochi.
di noi collezionisti.
GAMEPLAY E IMPRESSIONI
dado e muoverà le pedine di un numero di caselle pari al risultato ottenuto.
- La Casella Pupazzetti: Il giocatore dorme e non succede nulla.
- La Casella Avanza di due caselle.
- La casella Retrocedi di due caselle.
- La Casella Rilancia il dado.
- La casella Spazzatura di Cornabicorna che ci fa perdere un turno.
- La casella Lingua di Cornabicorna che, come nel gioco serpenti e scale, ci fa scivolare
all’altra estremità della lingua. - La casella Padella di Cornabicorna che ci fa retrocedere alla prima
casella.
Leggendo fino a qui il gioco sembrerebbe une mera rivisitazione del gioco
dell’oca, al più tematizzato, ma abbiamo ancora un tipo di casella.
- La caselle Liana.
una sfida“, che ci propongono un’attività semplice, permettendoci, in caso di
successo, di avere un beneficio (solitamente spostarci avanti).
La presenza di queste ultime carte è, secondo me, molto importante, perchétrasforma il gioco da un semplice tira e muovi, completamente governato dalla
fortuna, in qualcosa in cui le nostre abilità entrano in gioco e soprattutto ci
fanno divertire portando il titolo verso il party game.
trasformeranno la loro voglia di vincere in un sano desiderio di fare più sfide
possibili e ridere tutti insieme.
Un difetto che ho notato è che forse le carte sfida sono un po’ poche e se
alla prima partita sono ampiamente sufficienti, se giochiamo con maggior
frequenza si sente la mancanza di qualche sfida in più.
COSA SI IMPARA DA QUESTO GIOCO
In questo gioco si impara che a volte, nei giochi da tavolo, vincere conta relativamente se si sono passati dieci minuti ridendo insieme.
Si impara, poi, che in alcuni giochi la fortuna ha molta importanza.
Si impara, inoltre, che esistono carte che possiamo decidere quando giocare per massimizzarne l’effetto.
Infine, si impara che la zuppaccia è proprio terribile da mangiare.
FINO A QUANDO POSSO GIOCARE
Il gioco è un 5+, probabilmente perché i bambini per giocare in autonomia devono saper leggere. Se aiutati in questo, a mio parere, lo possono intavolare anche dai 3 anni.
Essendo il gioco semplice, credo che non mantenga forte appeal nel momento in cui “Sederone Gonfiato” risulti non essere più qualcosa che ci fa ridere, il che è fortemente soggettivo.
Nel mio caso, ad esempio, lo possiamo usare tranquillamente a 33 anni.
Il gioco è adatto da 2 a 4 giocatori. Il meglio, sottolineando la vena di party game che assume, lo si ha secondo me con il tavolo al completo.
Non esiste, in ogni caso, alcuna controindicazione a giocarlo in meno persone.
PERCHÉ GIOCARE CON MAMMA (E CON I NONNI)
La mamma, pur non avendo il sederone (ci teneva lo scrivessi) è bravissima a fare la zuppaccia e quindi, padroneggiando la materia, è contenta di giocare e non la dobbiamo neppure pregare troppo.
I nonni amano i giochi semplici e con le carte, anche se il Nonno Giampiero dice che lui non è assolutamente una “Cacchina di Libellula”.
“Questa strega però vuole sempre farci mangiare la zuppaccia, come mai?”
“Nonno, sei una Cacchina di Libellula.”
“Guarda che sederone che ha la strega… Vola anche!”
CONCLUSIONI
Se amate Cornabicorna amerete anche questo gioco.
Nasce come gioco dell’oca, di cui ha il nome e di cui mantiene la semplicità, ma la presenza delle sfide, unite ai dissacranti insulti della strega “Cacchina di formica” e “Piccolo mascalzone” tra i più offensivi, lo elevano a party game per bambini.
Rispetto ad altri giochi, dove la presenza dell’adulto è magari incentivata, credo che il massimo divertimento lo si abbia lasciando i nongrandi liberi di giocare tra loro e, senza filtri divertirsi, con le difficili prove e le ingiurie della strega.
Come già evidenziato nella recensione di Chi è il più forte?, il derivare il gioco da un libro permette di avvicinare il bambino alla lettura mediante il gioco o viceversa, a seconda della sua predisposizione, e questo ha secondo me grande valore pedagogico.
Il gioco si trova in libreria al prezzo consigliato di 14,90 euro.
Ringraziamo l’editore per la copia recensore.
P.S. A chi non lascia commenti verrà fatta mangiare la Zuppaccia!
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