[Prime impressioni] Noctiluca

scritto da Fabio (Pinco11)


Shem Phillips è un autore neozelandese che si è fatto conoscere grazie al successo ottenuto con la sua serie dei mari del nord, ma, oltre che al genere dei gestionali, occasionalmente percorre anche altre rotte. È questo il caso, per esempio, di Noctiluca, edito dalla Z-Man Games (in Italia da Asmodee), gioco per 1-4 giocatori, 30′ o meno a partita, indipendente dalla lingua (salvo il manuale), suggerito dagli 8 anni in su.
Siamo di fronte a un classico titolo adatto a un pubblico molto ampio (peso medio valutato su BGG di 1,36 su di una scala da 1 a 5), il quale propone meccaniche decisamente semplici, che ruotano intorno alle logiche dei puzzle game, con pizzichi di collezione set.

DI CHE SI TRATTA
La noctiluca flagellans è una dinoflagellata bioluminescente che vive nelle zone marine costiere e l’ideale ambientazione del gioco (ovviamente romanzata) propone ai giocatori la sfida di raccogliere certe combinazioni dei vari tipi di noctiluca presenti nello specchio di mare che idealmente rappresenta il tabellone di gioco.
Il setup prevede che si ponga per prima cosa al centro del tavolo il tabellone, che rappresenta una classica griglia esagonata, sulla quale si identificano 19 esagoni (il centrale, però, non si utilizzerà) e, sul bordo, 12 teoriche strisce di terreno di forma grosso modo triangolare. Si prendono quindi i 104 dadi disponibili, li si tira tutti insieme e, casualmente, se ne piazzano 5 in ogni casella sul bordo e 4 in ogni casella nella corona centrale, mettendo da parte quelli che avanzano. Ogni giocatore riceve, quindi, tre carte obiettivo (ognuna di esse raffigura una certa combinazione di colori) e ne sceglie due, ponendole scoperte di fronte a sé. Ognuno riceve poi un numero di birillini legato al numero di giocatori (sono 12 e si dividono da buoni amici tra tutti).

Si procede a turno e il giocatore al quale sta altro non fa se non scegliere una delle 12 sezioni di terreno sul bordo (sono quelle in marroncino scuro) e piazzarvi sopra uno dei birillini. Quindi sceglierà una delle due linee di esagoni che partono dai due lati dell’ideale triangolo di riva sul quale ha piazzato il birillo e indica un numero, prelevando quindi tutti i dadi (della riga indicata) che recano quel numero.

Tali dadi potranno essere collocati sulle proprie schede personali, riempiendo gli appositi spazi (nota: i dadi non piazzabili sono passati al giocatore che segue, che ne potrà trattenere uno (piazzandolo sulle proprie carte obiettivo), passando gli eventuali resti al vicino e così via. Ogni volta che ci completa una carta obiettivo se ne sceglie una nuova tra le quattro visibili e si ottiene un gettone punteggio (il valore sale con il procedere del gioco).

Si procede così sino a quando non sono finiti i birilli: si provvede quindi a ripristinare il tabellone e alla fine del secondo giro la partita ha termine. Ognuno riceverà dei punti di bonus legati alla maggioranza di gettoni nei tre colori (di gettone) disponibili, aggiungerà quindi ai punti sui gettoni bonus quelli prestampati sulle carte obiettivo completate, quindi otterrà altri bonus sulla base del colore segreto attribuito a inizio partita e 1 punto per ogni due dadi rimasti sulle carte obiettivo non completate. Chi ha più punti … vince.

COME SI PRESENTA

Il tabellone di per sé, a prima vista, non colpisce troppo la vista, dato che sono stati scelti colori piuttosto scuri e smorti per colorarlo, tuttavia è chiaro che lo scopo (raggiunto) era quello di con impedire il colpo d’occhio, che in questo gioco è fondamentale.
Una volta completato il setup, con la manata di dadi traslucidi che completano (o quasi) la componentistica, la visione d’insieme del tutto risulta decisamente attraente, con i dadi che spiccano, effettivamente, richiamando (unica concessione all’ambientazione) l’ideale presenta delle dinoflagellate che danno il nome al gioco.
Le carte obiettivo sono per il resto chiare e i gettoni punteggio soddisfacenti, per cui direi che i materiali risultano più che adatti allo scopo. Annoto, per altro, come sul retro sia presente una diversa versione del tabellone, utile per il gioco in solitario.

COME GIRA

Noctiluca si colloca nel filone dei giochi astratti che stanno nel recente vivendo un momento di gloria (Azul, Sagrada, …), proponendo regole semplici (regolamento in quattro pagine, compresa ambientazione e regole per il solitario, che occupano una pagina a testa) e immediate con una fruibilità (come target) superiore anche ai due titoli richiamati.
Qui infatti, nell’arco di una partita, non si fa altro che piazzare, giocando in due, una dozzina di birilli, prelevando ogni volta un tot di dadi (una volta prelevati i dadi, il numero che recano non importa più nulla, conta solo il colore per piazzarli sulle carte obiettivo). Il numero di giocate è poi inferiore con l’aumentare dei giocatori e nel corso della partita, visto che le posizioni per piazzare sono solo 12, le scelte vanno progressivamente a calare, incidendo questo sul flusso del gioco, velocizzandolo.
La logica di fondo è semplice, perché si deve ogni volta cercare sul tabellone, sulla base delle postazioni libere (sulle quali si può piazzare il pedone) quella che consenta di prelevare il maggior numero di dadi possibile, che si adatti nel contempo meglio alle proprie esigenze (delle carte obiettivo), in modo tale da ridurre al minimo il numero di dadi non piazzabili, che si regaleranno agli avversari.

Qui altro non serve se non il colpo d’occhio, perché si devono solo scandagliare al volo tutte le combinazioni di colori/numeri presenti e selezionare quella più adatta per sé. Per alcuni si tratta di un compito facile, che eseguono in pochi secondi, partendo magari dalla combinazione di colori che serve (es. mi servono due aranci, un viola e un verde per completare la mia carta obiettivo) e verificando se vi siano le giuste opportunità, mentre per altri è più facile perdersi (soprattutto alla prima giocata della prima partita …).

La classica partitina di tutorial è quindi necessaria, non tanto per agguantare le regole, perché quelle in due minuti le capite e alla fine del primo turno finiscono i dubbi, quanto piuttosto per prendere tutti il ritmo della partita. Alle prime esperienze, infatti, si tende ad avvertire un attimo di paralisi da analisi, soprattutto se al tavolo ci sono diversi pensatori e siete in quattro a giocare, mentre con l’esperienza ognuno impara a pensare alle proprie mosse possibili mentre gli altri pensano, incidendo ciò sul flusso del gioco in modo positivo.

Il fatto che il numero di postazioni dove piazzare sia contenuto, per altro, aiuta pure sotto questo aspetto, perché quando ne restano poche, l’esplorazione del tabellone diventa decisamente più rapida anche per i meno allenati.
Il risultato, in senso positivo, è quello che i tempi di riflessione, con l’esperienza, si riducono, mentre  chi è alla ricerca di sfide più stimolanti (ossia di qualcosa che faccia surriscaldare la CPU) gradualmente catalogherà Noctiluca come un filler da utilizzare per rilassarsi, visto che le migliori scelte sulla base dei colori che mancano diventano, una volta presa la mano, sempre più evidenti.
Restano, naturalmente, le classiche scelte tra il gioco solo per sé e quello che tende anche a dar noia all’avversario, perché, massimamente in due, si possono scegliere gli spazi da occupare anche tenendo conto di ciò che l’avversario necessita, magari portandogli via proprio i dadi migliori, ed è qui che risiede il potenziale di interazione del gioco (consapevole).
L’idea di fondo, comunque, è quella di proporre un titolo che sia fruibile per un pubblico ampio, che consenta un certo livello di riflessione, ma non certo di quelli che spingono ad analisi di minuti e minuti a mossa.

A CHI PUÒ PIACERE E A CHI NO
Il titolo in questione è uscito da breve tempo, per cui in giro per Internet se ne parla ancora relativamente poco. Passando in rassegna, comunque, i commenti presenti su BGG, si nota come siano sottolineati in senso positivo: la natura di family game, la semplicità delle regole e la fruibilità immediata. Come possibili elementi non graditi invece compaiono: l’eccessiva semplicità delle logiche di fondo (classica doppia faccia della medaglia) e la presenza di possibili tempi di attesa
Direi che se siete fan dei giochi astrattosi e puzzle game che stanno vivendo in questo periodo una seconda giovinezza, dovrebbe quindi attrarvi, ma se Azul e Sagrada erano per voi titoli già piacevolmente leggeri, Noctiluca potrebbe risultare un pelo troppo diluito per i vostri gusti. Se invece cercate qualcosa di quel macrogenere, ma fruibile da utenti che vogliono qualcosa di ancor più light, ecco la vostra cup of tea 😉

CONCLUSIONI
Noctiluca si presenta come un puzzle game leggero e potenzialmente rapido (fatta eccezioni per gli amici pensatori seriali), che mescola regole semplici e una componentistica attraente (grazie ai millemila dadi) per proporsi con successo al grande pubblico. Leggero, filler e proponibile anche a utenti occasionali sono i punti di forza. Forse soggetto a un pelo di attesa extra se avete gente molto pensierosa al tavolo e forse sin troppo rapido (per numero di mosse) nella versione a 4 giocatori i potenziali minus.

Il gioco è disponibile Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it

Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa.

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