scritto da LucaCiglione
Devo fare una confessione…
Negli anni novanta sono stato forse il principale artefice del boom dei librogame, avendoli comprati praticamente tutti e avendo prosciugato il conto in banca di mio padre.
Si sa che come genitori tendiamo a voler trasmettere le nostre passioni ai nostri figli e, ad esempio, quando ci chiedono il costume dei PJMask gli portiamo quello di Paperinik (“Ah non avevi detto PKMask?”).
Allo stesso modo, ho colto la palla al balzo quando ho visto il gioco All’Avventura, edito da Clementoni.
Ideato da Andrea Cozzoni, Luca Palazzo e Francesco Berardi, illustrato da Andrea Cozzoni e Matteo Cicarilli, è un party game per 2-8 giocatori a partire dagli 8 anni che promette “Con 4 diverse storie e 10 possibili personaggi da interpretare, di diventare i protagonisti di vere e proprie avventure.”
MATERIALI
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| Unboxing |
La scatola, che si presenta con delle belle illustrazioni, contiene all’interno moltissimo materiale e precisamente:
- il libro delle avventure;
- 4 mappe (una per avventura);
- 10 schede personaggio;
- 3 dadi (con faccine verdi, blu e rosse);
- 33 carte destino;
- 38 gettoni (divisi in gettoni potere, gettoni personaggio e gettoni scelta);
- 3 medaglie e un medagliere;
- le Istruzioni.
Materiali in cartoncino spesso sicuramente adatti al target e di ottimo impatto scenico.
Menzione d’onore per le carte dei personaggi in cartone spesso, grandi, con bei disegni e scritte divertenti; le carte del destino invece sono un po’ leggerine e tendono a rovinarsi negli angoli.
La scatola è grande per contenere le mappe, il resto del materiale naviga: consiglio l’utilizzo di qualche ziplock per tenere tutto in ordine e non perdere nulla.
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| I Personaggi tra cui scegliere sono moltissimi |
GAMEPLAY E IMPRESSIONI
Il narratore sceglie una delle quattro avventure ed effettua il setup minimale, prendendo tra i gettoni quelli indicati e preparando le carte e le medaglie.
Ogni giocatore sceglie uno dei personaggi e riceve il gettone corrispondente al proprio potere speciale, che potrà utilizzare una sola volta durante la narrazione.
A questo punto siamo pronti e il narratore comincia a leggere la storia.
Durante la narrazione potranno esserci delle scelte da effettuare, si decide accordandosi o, in caso di non unanimità, utilizzando i gettoni scelta.
Oltre alle scelte potranno esserci delle prove: per superarle è necessario tirare i dadi e realizzare un numero di successi (faccine verdi) pari alla difficoltà della prova.
Ogni prova ha un livello di difficoltà da 1 a 3. Gli avventurieri hanno ognuno tre abilità e per ogni abilità un punteggio da 1 a 3, che permetterà di giocare un numero uguale di dadi.
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| Medagliere e Dadi |
Oltre ai successi e agli insuccessi, esistono anche delle faccine blu che potranno essere girate in verdi previo superamento di una prova contenuta nelle carte del destino.
A seconda dell’avere o meno superato la prova, il libro delle avventure ci porterà a un diverso paragrafo. Si continua così seguendo la narrazione e in caso di realizzazione di alcuni obiettivi vincendo medaglie; alla fine, a seconda di quante e quali medaglie avremo raccolto, leggeremo un diverso finale.
Il gioco mi ha messo in grande difficoltà; mi piace l’idea, siamo di fronte di fatto a un librogame trasformato in gioco da tavolo e devo dire che, essendo rivolto a bambini, il formato mi intriga parecchio e lo trovo riuscito.
Gabriele lo adora, gli piace poter essere lui a cambiare la storia con le sue scelte e avere il controllo della narrazione.
Tuttavia come adulto ho percepito alcune mancanze, forse figlie del dover trovare un certo equilibrio tra profondità del gameplay e difficoltà dovuta al target di riferimento.
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| Avventura nella Giungla |
La prima cosa che ho notato è che si vuole cercare di rendere in modo spaziale e visuale quello che si racconta, fornendo la mappa e i token dei personaggi da piazzarci sopra. Tuttavia, a parte in “Avventura nella Giungla”, dove si richiede di ricercare effettivamente elementi sulla mappa, l’azione rimane un po’ fine a sé stessa, perché di fatto i personaggi sono piazzati sul tabellone, ma non diventano parte integrante della partita. Un’interazione con la mappa più profonda avrebbe dato ancora più qualità al gioco.
Per quanto riguarda il gioco in sé, le storie sono abbastanza semplici e mi è un po’ dispiaciuto che in qualche caso il successo o meno dell’avventura sia determinato dall’ultima prova o scelta.
Se falliamo quella, indipendentemente da quanto avvenuto prima, non potremo raggiungere il risultato ottimale. Inoltre, se raccogliamo tutte le medaglie o solo l’ultima non ci sono differenze, rendendo le quest secondarie non molto utili.
La longevità è limitata, le storie sono solo quattro ed essendo semplici non hanno moltissimi bivi e non è scontato che si voglia fare una partita alla stessa avventura o almeno la si voglia fare a poca distanza dalla prima.
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| Avventura tra i Ghiacci |
COSA SI IMPARA DA QUESTO GIOCO
Si impara a cooperare con gli altri e a capire che, per quanto si voglia tirare il dado, può essere più opportuno per il gruppo lo tiri qualcun altro con una maggiore probabilità di vittoria.
Si impara a mettersi in gioco: le prove delle carte destino mettono il bimbo sotto i riflettori e lo invitano, ad esempio, a recitare una poesia o cantare una canzone.
Si impara il tempismo nell’uso dei poteri e a valutare quando usarli ed essere altruisti nell’utilizzo.
FINO A QUANDO POSSO GIOCARE
Il target consigliato è a partire dagli 8 anni che penso sia un’età corretta, anche se con l’aiuto dei genitori può essere proposto anche prima.
Da una parte alcune prove del destino richiedono una certa padronanza linguistica e di lettura, dall’altra le storie sono molto semplici, il gameplay elementare e l’interazione è poca.
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| Carte del Destino e difficili prove |
Ho fatto diverse partite con bambini di età diverse e devo dire che le migliori partite le ho viste facendo io il narratore con bambini di prima e seconda elementare.
Ho anche giocato con Gabriele, quasi quattro anni, che è piccolo per apprezzare fino in fondo alcune parti del gioco, ma si è divertito comunque moltissimo a seguire la storia ed è tuttavia in grado di fruirne se aiutato sugli indovinelli e scioglilingua.
Inoltre come tutti i bambini in età prescolare ama rifare le stesse avventure, quindi per lui la longevità diventa praticamente infinita.
In generale credo che sia fruibile e forse godibile in modo entusiastico dai 4 anni, dando il meglio sui 7/8 e perdendo appeal dopo i 10.
IN QUANTI CI POSSO GIOCARE
La scatola ci indica da 2 a 8 giocatori. Io consiglio di giocare in 3 o 4 persone. Le storie sono relativamente corte, le scelte da fare sono poche e in tanti si rischia di tirare i dadi una volta o mai e questo può frustrare i piccoli giocatori.
Di contro, in 2 si rischia di non avere neppure le abilità adatte ad affrontare tutte le prove (anche se nulla ci vieta di prendere due personaggi a testa per ovviare al problema).
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| I preferiti della mamma |
PERCHÉ GIOCARE CON PAPÀ E MAMMA
La mamma non vede l’ora di impersonare i personaggi più leggiadri ed eterei, tipo il Vampiro Diurno o l’Elfo Goloso.
Se la mamma ama leggere qui può sbizzarrirsi e fare anche le vocine.
In generale questo gioco, vedendo il genitore come master designato, può favorire l’interazione con i bambini.
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| Il Troll e il suo Pugno di pietra |
GABRIELE DICE:
“Il troll è fortissimo, adesso tiro il pugno di pietra, BAM” (e dà un pugno sul tavolo).
“Papà, perché è finito? Ora facciamo questa altra avventura…”
CONCLUSIONI
All’Avventura da una parte mi ha lasciato un senso di incompiutezza, con presenza di molto materiale il quale non viene sfruttato in modo completo e con scelte tendenti alla semplificazione, che a mio parere rendono il prodotto adattissimo a un target ben preciso (quello dei bambini delle elementari), ma non gli permette di mantenersi interessante crescendo.
Detto ciò, non si può che apprezzare il contenuto della scatola e il tentativo di rendere l’esperienza ricca e piacevole. Il costo davvero esiguo bilancia la poca longevità e ci promette almeno due ore di gioco narrativo, che è un qualcosa che i bambini apprezzeranno, lasciandosi coinvolgere e amando la possibilità di influenzare il racconto.
Il mio parere finale è comunque positivo, perché il prodotto si distingue sicuramente nel panorama ludico e avvicina i bambini al gioco, ma anche alla lettura e alla narrazione.
Si ringrazia l’editore per la copia di review.
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