scritto da Bernapapà
L’attesa espansione di uno dei (due) giochi da tavolo “astratti” più belli e raffinati degli ultimi anni!
Sì, perché era proprio un peccato che il numero di giocatori fosse limitato a 4, per questo gioco che, anche grazie alla durata contenuta e alla semplicità delle regole, avrebbe potuto ospitare al tavolo almeno un altro paio di contendenti: e così è stato.
I MATERIALI E LE REGOLE
Nella scatola, delle dimensioni opportune, troveremo due nuove plance, con lo sfondo di colorazione una gialla e l’altra arancione.
Vengono quindi aggiunti 12 gemme e 40 dadi colorati (8 per ogni colore).
Dato che i colori dei dadi sono rimasti 5, l’espansione al sesto giocatore ha obbligato a ampliare le carte obiettivo personale: sono quindi state aggiunte nuove carte che forniranno punti sulla base dei dadi situati in opportune caselle, come da schema riportato sulla carta.
Abbiamo quindi alcuni nuovi schemi di vetrata e 2 carte utensile che potranno essere utilizzate solo giocando la variante.
I materiali per la variante sono 6 rosoni di cartoncino, dello stesso spessore delle plance, nei sei differenti colori dei giocatori: ogni rosone ospita 10 dadi.
Terminano la dotazione una scatolina componibile dove poter tirare i dadi e il libretto delle istruzioni.
I materiali sono di pregio, come la scatola base comanda.
Le regole per il gioco standard ovviamente non cambiano aggiungendo i due giocatori: bisogna solo stare attenti alla preparazione del sacchetto dei dadi e avere l’accortezza di utilizzare, da sole o mischiate con le altre, le nuove carte degli obiettivi personali.
Interessante risulta invece la variante proposta, che aumenta l’aspetto strategico del gioco.
Ogni giocatore, oltre alla solita fornitura, riceve anche il rosone del proprio colore: a inizio gioco prenderà due dadi di ogni colore, li tirerà e li posizionerà nei 10 alloggi del rosone.
Le regole del gioco cambiano in questo senso: ad ogni turno si pescano solo un numero di dadi pari al numero di giocatori più uno (e non il doppio del numero di giocatori più uno): quindi ognuno, al proprio turno, dovrà scegliere un solo dado fra quelli estratti dal sacchetto, ma dovrà continuare a posizionare nella vetrata due dadi: quello scelto fra i pescati e uno preso dal proprio rosone, nell’ordine che si vuole: tutte le azioni definite nelle carte utensile potranno essere applicate al solo dado scelto, non a quello del rosone.
Come di consueto il posizionamento dei dadi non è obbligatorio, ma se non si può o non si vuole posizionare i dadi sul rosone, rimarranno spazi vuoti alla fine della partita che porteranno, come di consueto, punti negativi.
Ovviamente le carte utensile che presuppongono la scelta dei due dadi non potranno essere utilizzate con questa modalità.
Il resto del gioco è identico: non cambiano le regole di piazzamento e non cambiano le modalità con cui si contano i punti finali.
LE IMPRESSIONI
Be’, mi sembra abbastanza evidente dall’entusiasmo espresso nell’incipit che attendevo questa espansione, perché mi è capitato più volte di trovarmi al tavolo in 5 o 6 giocatori e non poter proporre Sagrada!
Quindi assolutamente benvenuta la possibilità di oltrepassare i 4 giocatori: si allungano leggermente i tempi, ma con giocatori un po’ scafati nemmeno ce ne si accorge.
Parliamo invece della novità di gioco, che può risultare più interessante.
Come si può immaginare, poter vedere in anticipo la metà dei dadi che si potranno inserire dovrebbe consentire una migliore pianificazione del gioco.
Dico “dovrebbe”, perché se il lancio non è particolarmente felice, dato che le carte utensile, a parte quelle nuove, non agiscono sui dadi del rosone, diciamo che diventa più complicato andare a correggere la fortuna.
Poi c’è un effetto strano: proprio per il fatto che i dadi sul rosone li hai sempre sotto l’occhio, mi è capitato di avere quasi un effetto di “impressione della retina”, ossia di scegliere un dado fra quelli pescati, pensando di avere ancora da posizionare uno dei dadi del rosone, e invece era stato già posizionato, per cui occhio ai cali di attenzione.
Se è quindi vero che l’aspetto strategico è stato ampliato, a farne le spese è l’aspetto interattivo: infatti la scelta dei due dadi dava maggiore possibilità di infastidire gli avversari, soprattutto quando si trovavano con poche chances: con una scelta sola, questo aspetto si è notevolmente ridotto.
L’aver sotto gli occhi la metà dei dadi da piazzare ha (o dovrebbe avere) anche un effetto benefico nei tempi di gioco: in teoria il secondo dado dovrebbe essere più semplice da scegliere.
Dico “in teoria”, perché l’altra faccia della medaglia è che, proprio perché aumentano le possibilità, si rischia invece di aumentare i tempi di gioco a causa di qualche amico affetto da paralisi da analisi.
Per il resto, il gioco non viene affatto snaturato: rimane a mio avviso valido in entrambe le versioni.
Si ringrazia la Cranio Creations per la copia di review concessaci.
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