scritto da Bernapapà
Si avvicina l’estate, anzi diciamo pure che è già arrivata, e cosa c’è di meglio che non organizzarsi con qualche bel gioco da fare in tanti sulla spiaggia, in montagna o dove volete voi?
Ci può quindi aiutare questo gioco fresco di stampa: Dubito, “ideato” da Antonio Manzolini, edito dalla GiochiUniti, che mette al tavolo da 2 a ben 8 giocatori!
Ho messo “ideato” fra virgolette, perché il gioco non è altro che una variante molto stretta dell’antico gioco Perudo, il cui autore si perde nella notte dei tempi…
La forma della scatola innovativa e materiali di prestigio ne fanno una edizione apprezzabile da chi non sia in possesso di una diversa versione, per un gioco che ha fatto divertire generazioni di scommettitori e bluffatori!
I MATERIALI E LE REGOLE
La scatola è proprio quella che vedete in foto: un dado, di plastica dura, di circa 14 cm di lato.
Nel dado trovano posto gli 8 bicchieri colorati, in plastica dura, ed i 40 dadi d6, colorati negli 8 colori dei bicchieri, con i valori da 2 a 6, e al posto del valore 1 troviamo una chiocciola.
Terminano la dotazione un sacchetto di stoffa nero ed il regolamento.
Anche i dadi sono in plastica e di dimensioni consone.
La casa editrice ha voluto probabilmente confezionare un gioco antico con un vestito tutto nuovo e moderno, che possa essere quindi apprezzato anche dalle nuove generazioni.
Le regole sono molto semplici.
Ogni giocatore viene dotato del suo bicchiere in cui posizionerà i suoi dadi.
Ognuno poi agita il bicchiere e lo gira sul tavolo, in modo che il bicchiere copra i suoi dadi: quando tutti sono pronti, ognuno, segretamente, guarda il risultato dei propri dadi.
Si parte quindi da un giocatore, che inizia facendo una scommessa, ossia dovrà dichiarare quanti dadi almeno, di un determinato valore, si trovano sotto tutti i bicchieri.
Il giocatore alla sua destra può dubitare o rilanciare; se dubita, si scoprono tutti i dadi e si verifica se la dichiarazione è stata mendace o meno.
Quando si controllano i dadi, il dichiarante può utilizzare tutte le spirali sul tavolo come jolly.

In caso di
errore,
chi ha fatto la scommessa perde un dado;
altrimenti sarà il dubitatore a perdere un dado.
I dadi persi finiscono nel sacchetto.
Se invece il giocatore rilancia, può rilanciare o aumentando il numero di dadi di quel valore, oppure effettuando una nuova scommessa utilizzando un valore di dado maggiore, ma partendo comunque da un numero maggiore o uguale alla scommessa precedente.
Unica eccezione è la possibilità di scommettere su un numero di spirali di almeno la metà del numero della scommessa precedente.
La scommessa successiva ad una spirale deve essere o un numero maggiore di spirali, o un qualsiasi valore ma con numero pari al doppio più uno rispetto alla scommessa precedente.

La palla passa al giocatore successivo, che dovrà nuovamente scegliere se dubitare o meno.
Il turno termina quando qualcuno dubita e si controlla l’ultima dichiarazione fatta.
Il turno successivo riparte da chi ha perso nell’ultimo turno. a meno che non sia rimasto senza dadi, per cui esce dal gioco.
Se un giocatore rimane solo con un dado, può dichiararsi “piombo“, una sola volta a partita: in tal caso parte lui a giocare e chi rilancia non può scommetter su valori di dado diversi, ma solo alzare il numero.
Scopo del gioco è essere l’unico giocatore ad avere ancora dadi.
Viene anche proposta la variante con il
Bussare, dove, chi “bussa” può decidere di puntare sul numero esatto di dadi, per recuperare un dado perduto in precedenza.
LE IMPRESSIONI
Questo gioco è l’essenza dell’azzardo: pochissimi e semplici calcoli delle probabilità: il resto è fattore C!
Infatti, le prime scommesse, soprattutto se si gioca in tanti , vanno via abbastanza lisce, ma mano a mano che aumentano i numeri da proporre, beh, diventa complicato affidarsi alla statistica.
Spesso, infatti, chi perde la scommessa, o chi perde il dubito, lo fa per una manciata di dadi, spesso per un dado solo!
E in quel caso non ci sono conti che tengano… “te la devi sentire”.
E’ proprio questo sentimento ancestrale, che sta alla base di tutti i giochi d’azzardo, e che, negli amanti del genere,
scatena l’adrenalina, che rende il gioco interessante: fa quello che ti aspetti: niente di più e niente di meno.cadendo nel tranello.
Anche la componente del bluff ha la sua importanza: puntare su un numero di cui si è poco certi può fare cadere nell’errore il giocatore successivo, che, forte di una scommessa importante, magari avendo qualche dado di quel valore, può essere tentato di non dubitare, cadendo nel tranello.
Questa dinamica si attua soprattutto nella fase iniziale, dove si hanno molti dadi a disposizione.
Il gioco è anche, forse soprattutto, adatto ad una compagnia di caciaroni, dove la presa in giro la fa da padrona.
Concludendo: nulla di nuovo, anzi, qualcosa di molto antico, con una veste tutta nuova!
Si ringrazia la GiochiUniti per la copia di review concessaci.
Potete trovare i gioco sul Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.