Scritto da Chrys.
Ed eccoci di nuovo a parlare della seconda giovinezza dei librogame che, dopo aver portato alla ristampa di molti titoli del passato e alla pubblicazione di opere straniere ancora inedite da noi, è arrivata anche al livello successivo… alla pubblicazione di titoli di autori italiani.
Ovviamente fa subito piacere, anche se una piccola parte di me ha accolto questa cosa cosa con un briciolo di diffidenza (diciamo che un titolo estero, già tradotto in decine di lingue ci da potenzialmente più garanzie) ma sono stato davvero felice di scoprire di essere nel torto. Non solo… ve lo dico fin da subito così sfatiamo ogni dubbio e poi lo motivo a seguire: questo è a tutti gli effetti uno dei migliori librogames che io abbia mai letto… e ne ho letti molti.
Sto parlando naturalmente de Le Fatiche di Autolico scritto da Francesco di Lazzaro e Mauro Longo e pubblicato da Edizioni Librarsi in una splendida versione di pregio.
Il tuo nome è Autolico, sei figlio di Ermes e sei conosciuto come “Il re dei ladri”. Vivi le tue avventure a cavallo tra leggenda e storia, tra l’era degli dèi e quella degli eroi, tra il mondo dei miti e quello dei mortali. Non esiste nessuno più abile di te nell’arte del latrocinio, pochi possono eguagliarti in raggiri e furfanterie e, per quanto riguarda la lotta, sei l’istruttore persino di Eracle! O almeno così ami raccontare (cof cof)… ma questa volta l’hai fatta grossa: Atena è davvero adirata con te e neanche tuo padre potrà salvarti dalla sua ira, a meno che tu non risca a portare a termine 12 9 7 fatiche.
TIPOGRAFICAMENTE PARLANDO
In linea con le altre edizioni Librarsi, il volume si presenta con un aspetto decisamente “luxury“, con un formato abbastanza grosso, ma non eccessivo (21x15cm), mentre la copertina è morbida, ma con un elegante sovracopertina a colori splendidamente illustrata sotto cui troviamo una diversa illustrazione in bianco e nero. Le alette della sovracopertina saranno perfette per segnare il punto durante la lettura.
Le illustrazioni interne non sono molte ma il libro si presenta davvero bene, conta la bellezza di 470 pagine di buona grammatura ed è davvero
un volumone di tutto rispetto… circa il doppio della maggior parte dei
librogame classici. O__O
un volumone di tutto rispetto… circa il doppio della maggior parte dei
librogame classici. O__O
Ho apprezzato molto la scheda personaggio, chiara e ben impaginata, accompagnata da una splendida mappa dell’Ellade a doppia pagina (con relativa legenda) che sarà il nostro riferimento durante il gioco.
L’AMBIENTAZIONE
Il mondo di gioco non è il classico fantasy ma un vero e proprio viaggio nell’epica greca… un mondo che questo libro rende vivo e pulsante, oltre che estremamente intrigante al punto che non ha nulla da invidiare alla classica epica fantasy e, anzi, rispetto a questa vince a mani basse per originalità.
Aggiungo anche che è stato fatto uno splendido lavoro di ricostruzione storica (oltre che dell’immaginario epico/mitologico), per immergerci negli usi e nei costumi dell’antica Grecia, il che rende questo volume persino “educativo” pur senza mai annoiare. Ho trovato anche bellissimo l’uso di frasi ambientate e in linea con il pensiero di un abitante dell’epoca… ad esempio “lesto come uno strozzino fenicio”.
Il protagonista, semidio nel quale scorreva il sangue di Ermes, è passato alla storia per le sua abilità di paroliere ed imbroglione, per la sua capacità di uscire dalle situazioni disperate più con l’ingegno che con le maniere forti (nelle quali comunque se la cavicchia) e anche per le sue doti di sciupa-femmine (e sciupa-ninfe) che gli son valse non poche lavate di capo da parte di sua moglie. Per molti versi ricorda uno Han Solo dell’Antica Grecia. Nel vestirete i suoi panni, credetemi, vi divertirete davvero tantissimo. 😉
LA SCRITTURA
Ricollegandomi al discorso “stilistico” appena chiuso dedico un paragrafo apposito a questo punto, che normalmente tocco solo marginalmente, per sottolineare che questo libro è scritto dannatamente bene e in modo assolutamente maturo. Non è cosa scontata perchè spesso questi titoli “prestano più attenzione al cosa che al come” puntando molto sulla componente ludica. Quest’ultima non manca ma non posso che fare i miei complimenti agli autori per come hanno scritto questo racconto interattivo (trovate tra le foto qualche paragrafo “spoiler-free” preso dall’inizio della storia per farvi un’idea). Chapeau.
GAMEPLAY: INNOVAZIONE NELLA TRADIZIONE
Passiamo ora alle parte di meccaniche… il cuore del gioco è abbastanza tradizionale (attacchi e test sulle abilità si fanno con 2d6 a cui si somma la caratteristica rilevante e lo scopo è superare il valore soglia, sia esso la difesa del nemico o la difficoltà dell’azione) ma a questo si aggiunge tutta una serie di elementi aggiuntivi decisamente interessanti ed ingegnosi, che lo rendono un librogame assolutamente allineato coi nostri tempi.
Il primo elemento è la preveggenza… nell’epica greca hanno molto spazio sogni, visioni e premonizioni, quindi il sangue divino che scorre nelle nostre vene ci verrà talvolta in aiuto con visioni o momenti di intuito soprannaturale. Questo in termini di meccanica avviene così: alcuni paragrafi avranno il numero in corsivo… se vorremo potremo, invece di leggere il paragrafo, seguire il nostro istinto divino, aggiungere 20 al numero e andare al nuovo paragrafo dove ci faremo guidare dal nostro sesto senso. E’ una meccanica carinissima in termini di gameplay perchè sta a noi lettori accorgerci della cosa (a volte mi è capitato che mi succedesse qualcosa di brutto e solo dopo notassi il capitolo in corsivo) a rappresentare che il nostro eroe è stato attento ai particolari.
Interessante anche il sistema di ferite, senza punti vita ma diviso solo in 4 stati progressivi: illeso, ferito, stremato e morto… validi sia per noi che per gli avversari. A livello stremato si tira solo più un dado in combattimento e a morto si è sconfitti (nemici) o la nostra avventura finisce (nel nostro caso, salvo l’intervento di Ermes). Il nostro grande vantaggio sarà che essendo semidei rigeneriamo e torniamo sani dopo ogni combattimento.
Un’altro elemento caratteristico sono due valori, ingegno e stoltezza. Il primo è la caratteristica dominante di Autolico (parte con 5) erditata dallo stesso Ermes, e in molti momenti ci verrà chiesta una prova usando questa abilità per raggirare, intuire, comprendere enigmi, ecc. Ogni volta che faremo scelte furbe verremo ricompensati con punti ingegno e potremo sempre scegliere di spenderne per avere un equivalente bonus ad un qualunque altro tiro.
Invece il nostro punteggio di stoltezza parte da 0 e salirà ogni volta che faremo scelte stupide o ci faremo raggirare. Di per sé non comporta nulla di grave tranne che se mai dovesse raggiungere lo stesso valore del nostro ingegno perderemo la possibilità di chiedere l’aiuto di Ermes o di richiamare le Ninfe (vedi poi)… il primo si vergognerà di avere un tale fesso per figlio e le seconde non subiranno più il nostro fascino. L’unica soluzione sarà a quel punto fare scelte giuste e intelligenti per ottenere altro ingegno.
Parlando di Ninfe… Autolico è sempre stato un grande seduttore e ha intrecciato relazioni amorose con tantissime umane ed anche con 6 ninfe diverse (Myntha, Agave, Aura, Britomarti, Iante e Anthea). Ciascuna ha una sua specifica sfera d’azione e una breve descrizione iniziale ci spiega i nostri trascorsi con loro. In diversi momenti il libro ci chiederà se vogliamo chiedere l’aiuto di una musa e di quale: non sempre verranno e quando lo faranno vorranno qualcosa in cambio e potrebbero non essere proprio felici, anche perchè, diciamolo, siamo degli adorabili furfanti e le abbiamo quasi tutte scaricate malamente. xD
Nel corso della partita potremo inoltre chiedere una volta (e una volta sola) l’aiuto di nostro padre Ermes per salvarci da morte certa: questo porta ad un paragrafo specifico per ogni situazione, indicatoci dal libro stesso nei momenti potenzialmente letali, come combattimenti molto pericolosi o cose tipo “caduta in un precipizio”… nostro padre non mancherà di sbeffeggiarci e mostrare la sua irritazione, ma si sà che “ogni scarrafone è bello a mamma sua” (ma solo una volta ^__^).
Un altro elemento che ha permesso agli autori una struttura ludico/narrativa molto avanzata è l’uso di determinate parole chiave (idea in questo caso preso dalla splendida collana Terre Leggendarie di Morris/Thomson di cui trovate qui la recensione). Infatti certi dialoghi o certe scelte vi chiederanno di scrivere una parola chiave o una frase nelle note e questa in seguito, magari anche molto dopo, modificherà il flusso narrativo. A questo hanno aggiunto anche alcune chicche che prevedono un’ulteriore interazione (ad esempio invece di dirvi dove andare se avete una specifica parola, il testo potrebbe chiedervi “se avete un’informazione che ritenete utile, aggiungete a questo paragrafo il numero delle lettere della parola x 3“).
Molto interessante il sistema di viaggio tra i vari luoghi dell’Attica con tanto di incontri casuali (ma strutturati, ciascuno con la sua “storia”, alcuni davvero belli), senza contare il fatto che avremo piena libertà di esplorare e viaggiare come meglio crediamo e di affrontare le fatiche nell’ordine che preferiamo… e non dimentichiamo che le prove sono da superare soprattutto con l’ingegno (e non mancherà qualche enigma da risolvere). ^__^
CONSIDERAZIONI FINALI
Se non si fosse capito (al che non so cosa abbiate letto) sono davvero entusiasta di questo libro che rappresenta un vero fiore all’occhiello nel panorama internazionale dei librogame (ripeto… ne ho letti davvero tanti). Elegante, maturo, ben scritto, mai noioso, ben pensato, fresco, immersivo, originale e pieno di particolari interessanti.
Un’altra cosa che ho apprezzato molto è il ritmo narrativo: pur con le tante scelte la narrazione è un continuo fluire ed accavallarsi di eventi e luoghi. Anche quando ci troviamo davanti ad un testo lungo o a girovagare per un’area per chiudere una fatica (di fatto ogni fatica è un arco narrativo a sé), esplorando ad esempio le varie radure interconnesse del bosco dell’Idra, si ha sempre l’idea di fare qualcosa di utile anche perché, come accennato, quasi ogni prova la supereremo con una copiosa dose d’astuzia e quindi dobbiamo stare sempre attenti ai vari particolari (incluso il numero del paragrafo).
Se ancora non fosse chiaro, questo è il librogame che qualunque amante del genere dovrebbe avere… e dovrebbe essere IL libro da mettere in mano ad un adulto che non ne abbia mai letti per convincerlo a farlo. Respirate il mio entusiasmo? Spero di sì.
Tra l’altro se siete alle prime armi il libro vi fornisce una pagina finale con una serie di consigli che vi semplificano molto la vita, ma son cose molto più divertenti da scoprire per proprio conto, anche se dovesse voler dire riprovare l’avventura più volte, anche perché…
La storia è estremamente rigiocabile per gli stessi motivi della serie Terre Leggendarie (anche se non siamo a quel livello di rigiocabilità) dato che potrete affrontare le fatiche nell’ordine che vorrete e viaggiare secondo il percorso che preferite con ben 22 incontri casuali più o meno complessi e che non vedrete mai tutti nemmeno in due o tre partite. Questo vuol dire non solo che alla seconda partita sceglierete un percorso più ottimale ma anche che potrete iniziare dalle sfide mai affrontate riducendo notevolmente l’effetto dejavu.
Giusto perché un piccolo difetto lo devo mettere, ma devo sforzarmi, ammetto che lo spostamento con la mappa è all’inizio ostico perché il libro quando ti chiede dove sei diretto usa dei punti di riferimento non presenti nella mappa ma solo nelle descrizioni dei punti numerati della stessa, cosa che non mi era chiarissima leggendo il paragrafo… ma una volta capito che basta girare pagina e leggere la legenda delle 10 destinazioni (ok, magari son solo un po’ tonto io) anche questa parte fila liscia come l’olio
Questo piccolo gioiello (che tanto piccolo non è con le sue 470 pagine e i suoi 650g di peso ^__^) ha un prezzo di listino di 15,90 e lo trovate in vendita sia online che nei vari negozi di giochi e nelle librerie più fornite.
RINGRAZIAMO EDIZIONI LIBRARSI PER AVERCI FORNITO UNA COPIA DEL LIBRO
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