[Report] Be Comics! 2019

scritto da cogo71 e F/B!O P.

Be Comics! è diventato per me un appuntamento fisso, più che per la proposta ludica di cui vi parlerò tra qualche riga, per la possibilità di incontrare F/B!O (grazie per essere riuscito a spostare l’impegno che avevi al sabato ^_^), perché Padova è a metà strada tra le nostre rispettive abitazioni ed entrambi riusciamo a raggiungerla in poco tempo. Questo appuntamento a ridosso di Play ci consente di fare un po’ di partite assieme e scambiare qualche chiacchiera live, senza il filtro dello smartphone.
L’evento è piuttosto giovane (siamo solo alla terza edizione) e non è dedicato esclusivamente ai giochi, anzi a farla da padrone sono i fumetti, ma sta pian piano raggiungendo una sua identità. Quest’anno è stata confermata la location di PadovaFiere e, a differenza delle scorse edizioni, sono state concentrate qui tutte le proposte (a esclusione delle mostre) che prevedono (come da sito istituzionale): Comics e Manga, Games, Videogames, YouTuber, Japan World, Cosplay, Area Junior.
Questo evento era salvato da tempo in Caledar e sono arrivato carico di aspettative, visto quanto ho gradito le prime due edizioni. Inoltre, contando sulla presenza di cogo71, sapevo che saremmo riusciti a giocare parecchio, non avendo problemi di paralisi da analisi e non dovendo perder tempo a cercare avversari. Il luogo è quello familiare dello scorso anno, il padiglione 7 di PadovaFiere, a cui è stato aggiunto l’8, ma per sezioni della fiera non inerenti ai giochi da tavolo. Nel complesso tutto appariva ordinato e organizzato, con corridoi vivibili tra gli stand e una temperatura confortevole. Nonostante il magnetismo dell’area giochi, ci siamo forzati a fare una perlustrazione generale per dovere di cronaca… e abbiamo fatto bene!


Prima di parlarvi dell’aspetto legato ai soli GdT, vi lascio qualche riflessione sull’evento in generale, anche in raffronto alla scorsa edizione: ritengo positivo aver concentrato tutto in un’unica location, anche perché al momento gli spazi della fiera sono più che sufficienti per vivere al meglio l’esperienza. Le file all’ingresso quest’anno sono state gestite decisamente meglio (per quanto ho potuto vedere l’attesa non superava i 10 minuti), però permane qualche peccato di gioventù, almeno nella gestione degli accrediti e dei partecipanti ai vari tornei/contest. Non sono in grado di giudicare la qualità della proposta legata ai fumetti e ai videogiochi, sebbene posso dire che numericamente erano presenti tanti stand e molte postazioni, più che sufficienti a soddisfare la richiesta del pubblico presente al sabato. Di sicuro impatto l’area legata ai LEGO con alcune opere davvero notevoli, ma forse un po’ limitata l’area dedicata ai più piccoli per cimentarsi nella costruzione dei propri prototipi.

L’altra ampia area che mi ha colpito, oltre a quella dei meravigliosi mattoncini, è stata quella del retrogaming, equamente divisa tra i gloriosi cassoni arcade da bar e le console di qualche generazione fa attaccate ai vecchi re delle radiazioni a tubo catodico. Le file di PC dall’hardware pompato e dai megaschermi multipli non esercitavano lo stessa attrazione su di me della schermata iniziale di Metal Slug <3
E, a proposito di cuoricini, al centro del padigione ho avuto un incontro ravvicinato del 5° tipo con una che mostrava il cartello “FREE HUGS”: da tempo sapevo dell’esistenza dell’iniziativa Abbracci gratis (persone comuni che abbracciano passanti sconosciuti nei luoghi pubblici), ma non mi era mai capitato di trovare qualcuno all’opera. Così ho lasciato scivolare lo zaino a terra e, sussurrandole “Vieni qua, creatura!”, ho stritolato uno scricciolo minuto e sorpreso dal mio entusiasmo. Quando si è staccata mi ha ringraziato, perché ero stato il primo a stare al gioco. A me è rimasto il dubbio se fosse vera o la cosplayer di una freehugger. E che lo scricchiolio sentito fossero i suoi ossicini XD

GAME TRADE DISTRIBUTION G01
GHENOS GAMES G02
ASMODEE ITALIA G03
CARD GAME CLUB G04
RED GLOVE G05
LUDI&CO G06

La sezione dedicata ai giochi da tavolo vedeva la presenza degli stand di tre grandi editori: Ghenos Games, Asmodee Italia e Red Glove che presentavano sia l’angolo dedicato alla vendita dei loro prodotti, sia diversi tavoli per giocare, a cui si aggiungeva lo stand di un negozio, che permetteva anche di provare alcuni titoli. I tavoli di Red Glove erano apparecchiati con giochi molto light dedicati principalmente ai più piccoli e ai titoli family. Maggior varietà invece nella proposta degli altri due editori, che presentavano giochi un po’ per tutti i gusti: in ogni caso è stato sempre possibile sedersi senza aspettare e così sono riuscito a provare diversi titoli che non avevo mai giocato prima, con ciliegina finale sulla torta.
Grandi assenti questa volta, per scelta dell’organizzazione, le associazioni ludiche locali. Peccato davvero! Lo scorso anno i volontari ci avevano permesso di provare diversi titoli molto interessanti, mentre quest’anno l’offerta era limitata ai tavoli predisposti dagli editori e quindi “filtrati” da esigenze commerciali. L’augurio è che per la prossima edizione si riproponga la formula del 2018.
Riposizionamento all’angolo opposto per l’area games rispetto al 2018 e sostanziale riduzione della proposta. Confermati per il terzo anno Asmodee e Ghenos, Red Glove ritorna dopo l’assenza alla seconda edizione. Dai giochi apparecchiati la mia impressione è che gli editori si stessero rivolgendo a babbani e occasionali: Asmodee aveva metà tavoli per i grandi classici (Dixit, Pandemia, …) e metà per KeyForge, Red Glove metà per i family (sempre pieni, per quel che ho visto io) e metà per i nongrandi, un punto di merito a Ghenos che proponeva anche roba di peso maggiore e un’anteprima di straforo. Per completezza ci sono da citare anche i due stand di carte collezionabili e un negozio multimarchio che faceva egregiamente la sua parte, seppur in una posizione meno felice degli altri. La cosa che mi è dispiaciuta di più, però, è stata la soppressione dei tavoli riservati alle associazioni, le quali gestivano da un terzo a metà dei posti disponibili negli anni scorsi. Occasione persa di pluralità e valorizzazione del territorio: chiedo formalmente agli organizzatori di ripensare a questa scelta.

Di seguito le mie personalissime “prime impressioni” chiaramente suscettibili di revisione, se e quando avrò modo di approfondire con altre partite.

Tokyo Highway (ne parliamo qui)
Gioco di destrezza, ma con una buona componente tattica e strategica. Ci vogliono mani ferme (ma non da chirurgo), si spiega in un attimo e si è subito pronti a giocare. I materiali li ho trovati molto belli, molto più di quanto non appaiano in foto. La partita, a tre giocatori, è stata super veloce, addirittura al di sotto delle indicazioni della scatola; non c’è stato nemmeno modo di utilizzare i piloni gialli, quelli che consentono di creare incroci di strade. Ecco, forse questa velocità l’ho trovata persino eccessiva, non ho avuto il tempo di approntare delle contromisure per rallentare gli avversari che il buon Mario di Asmodee ha esaurito le sue automobili, vincendo la partita. Un ottimo gioco da fiera, ma mi rimane qualche dubbio sulla possibile longevità e il prezzo di listino non aiuta.
Bellissimo e super-accattivante nella sua presenza scenica, dura troppo poco (9′) e mi resta la sensazione del “tutto qua?” Credo sia colpa dei tre gamer al tavolo e delle nostre mani ferme, perché con piazzamenti aggressivi e nessun crollo la partita si è esaurita in una manciata di turni. Sicuramente meglio di Jenga, da comprare quand’è in offerta per alzare il rapporto minutaggio/costo. Mi sono divertito anche nella sconfitta, poiché sono stato l’unico a piazzare tre auto in un colpo solo!

Gizmos (ne parliamo qui)
Il voto medio degli utenti di BGG per questo titolo è 7,5 e, secondo me, li vale tutti. Spesso paragonato a Pozioni Esplosive per la presenza delle biglie e di un dispenser da cui le stesse scendono, per me se ne discosta decisamente grazie a una maggiore profondità. Tra l’altro in questo caso il dispenser è puramente scenografico (sarebbe potuto essere tranquillamente sostituito da un sacchetto di stoffa), ma fa la sua figura ed è totalmente assente l’effetto “Candy Crush”. Le tessere da comprare per migliorare il proprio laboratorio consentono di impostare strategie molto interessanti e con l’avanzare dei turni si innescano combo che restituiscono grandi soddisfazioni. Sicuramente promosso!
Unico gioco della giornata che avevo già provato: occupa l’altra metà del tavolo di Tokyo Highway e Andrea è molto interessato, per cui facciamo una partita con Mario prima di lasciare lo stand Asmodee. In 35′ mi ha di nuovo divertito e convinto. Grandiose le combo che si possono creare, iconografia chiarissima, funzionale il gimmick delle biglie. Dalla prima partita mi era rimasto il dubbio che il miglioramento dell’acquisto scontato fosse troppo potente, ma stavolta sono riuscito a vincere sebbene lo avesse cogo71, quindi pericolo sventato: punteggio finale strettissimo 36-34-33. Ho già scritto che ho un debole per Phil Walker-Harding?

Squadro (ne parliamo qui)
Nell’unico stand “indipendente” presente ci fermiamo e proviamo “al volo” questo titolo per 2 giocatori. Un gioco 100% astratto senza fronzoli, ma con materiali piuttosto interessanti. Non è il mio genere, però fa egregiamente il suo lavoro e ha una buona profondità strategica, ma ho avuto l’impressione che, a un certo punto della partita, sia chiaro chi è in vantaggio e non ci sia molto da fare per invertire le sorti. Penso che per gli amanti del genere sia assolutamente da tenere in considerazione.
Il gioco dei gianduiotti! Ci giochiamo in piedi, a un tavolino alto, per un quarto d’ora. Un bel titolo di mosse e contromosse, trappole e minacce. Geniale il cambio di velocità delle navi tra andata e ritorno. Andrea ha la sensazione di un destino segnato, ma è questo suo convincimento a segnare il suo destino: anche sul finale con 2 pezzi a testa vedo delle mosse che potrebbero mettermi in grossa difficoltà, tuttavia alla fine la vittoria è mia. Gioco promosso, pure come complemento d’arredo.

Scarabya
A un altro dei tavoli ci sediamo insieme a una simpatica famiglia per provare questo titolo per 1-4 giocatori. Ogni partecipante ha una propria plancia suddivisa in quadrati, identica a quella degli avversari e che rappresenta uno scavo archeologico, su cui si dovranno collocare dei polimini alla Tetris, seguendo alcune semplici regole di piazzamento. Lo scopo è quello di formare delle aree di grandezza pari o inferiore a 4 caselle in cui racchiudere gli scarabei disegnati sulla plancia, si fanno punti in base alla grandezza dell’area e al numero di scarabei presenti nella stessa. Si tratta di un solitario di gruppo, che però, nonostante la totale assenza di interazione, mi ha lasciato un buon retrogusto. Certamente è un filler e nulla di più, ma è coerente con quello che promette. Una maggiore cura nella scelte cromatiche e nella qualità dei materiali avrebbe sicuramente giovato.
Ho capito che la plancia giocatore è un campo archeologico, però una gamma di colori diversa da marrone/verde chiaro/verde scuro/azzurro avrebbe giovato. Per il resto gli incastri in stile Tetris catturano sempre quelli della nostra età e questo titolo, nella sua semplicità, non è da meno. Divertente, alta rigiocabilità per le disposizioni dei tabelloni personali e le uscite delle carte, facile da spiegare, rapido (19′). Adatto a tutti, ma premia chi ci mette quel qualcosina in più. Nota di demerito alla traduzione, in cui un “4 o meno” è diventato un “almeno 4” (l’inglese “4 or less” ha dissipato le nostre perplessità). Grazie a Giulia e Niccolò per aver giocato con noi, accompagnati dai figli che stavano giustamente educando al gioco intelligente: abbiamo guadagnato altri due lettori per la rubrica nonsolograndi ^_^

Azul: Stained Glass of Sintra (ne parliamo qui)
Dopo pranzo ai tavoli della Ghenos sono “spuntati” titoli che non avevamo notato al primo passaggio: ci sarebbe piaciuto provare Teotihuacan, ma il tavolo aveva appena iniziato la partita, per cui “ripieghiamo” sul secondo capitolo di uno dei titoli più premiati degli ultimi anni. Si uniscono a noi altri 2 giocatori per una stimolante sfida a 4. Tutti conosciamo e abbiamo giocato il predecessore di Sintra, perciò agevoliamo notevolmente la spiegazione del giovane dimostratore, il quale, approfittando della nostra dimestichezza, dopo una veloce carrellata, si allontana per consumare un pasto frugale. Le somiglianze con il fratello maggiore si limitano alla frase di presa delle bellissime tessere (questa volta traslucide) dai piattini al centro del tavolo. Qui le meccaniche hanno una maggiore profondità e necessitano di qualche riflessione in più, perché ci mettono di fronte a scelte sempre difficili. Ho trovato anche una maggiore interazione tra i giocatori. Ci ha lasciato un po’ sorpresi il fatto che prendere la tessera primo giocatore, pescando per primi dal centro, non implichi nessuna penalità. Lo faccio presente pure al dimostratore, quando alla fine della partita ci chiede se il gioco è piaciuto, e lui mi dice che effettivamente anche gli altri che lo hanno provato sono rimasti spiazzati da questa differenza (!) con Azul. Il tempo di tornare a casa e, grazie alla segnalazione di *Ele*, scopro che la penalità era prevista esattamente come pensavo. Dimostratore perdonato, ma rimane un po’ di amaro in bocca, proprio perché gli avevo fatto notare la cosa… In ogni caso devo riprovare il gioco, perché non sono sicuro di essere riuscito a coglierne tutte le potenzialità.
Questo invece è il gioco delle Halls Mentho-Lyptus! Titolo che parte dal noto (la fase di presa) per poi discostarsi nettamente (la fase di piazzamento). Un gradino più su del fratello maggiore come peso ludico. Intelligente la gestione delle vetrate con l’anteprima del retro, il meccanismo dei punteggi che si riattivano, i bonus finali e i malus per i vetri rotti. Prendo il largo grazie ai colori bonus del round, che forniscono preziosi punti extra. Un grazie per i 43′ di partita va ad Elisabetta e ad Alessandro Lise, che abbiamo scoperto sul finale essere uno dei fumettisti della parte comics dell’evento!

Wingspan
Purtroppo F/B!O deve tornare a casa e mi lascia allo stand Ghenos mentre mi trattengo con Paolo (alias Banda del Dunwich Buyers Club) e William (di Ghenos appunto). Confesso ai miei interlocutori che, mentre giocavo a Sintra, in un tavolo vicino avevo notato uno dei titoli più hot del momento: Wingspan. L’unica copia in possesso di Ghenos era nascosta sul retro dello stand, ma Banda si rende disponibile a spiegarla, a patto che trovi qualcun altro con cui giocare. Come potrete immaginare è bastato poco per recuperare altri giocatori. Spiegazione sontuosa (grazie davvero, Banda!) per un gioco che mi ha decisamente stuzzicato. Materiali eccellenti, non è stato lasciato nulla al caso: dalle plance giocatore, alle uova da posizionare sui nidi, al vassoio per le carte del mercatino, fino alla carta su cui è stampato il regolamento. Illustrazioni veramente molto belle, che faranno stropicciare gli occhi agli appassionati di ornitologia. OK, ma il gioco?
Be’, nulla di veramente sconvolgente, però un bel gioco di carte con qualche twist interessante. I quattro turni sono stati pensati per essere sempre più veloci, ma allo stesso tempo le nostre azioni saranno ogni volta più redditizie. Ci sono diversi modi per fare punti e non mi pare ce ne sia uno che rompa decisamente l’equilibrio: quindi diverse strategie possibili per giungere alla vittoria, tutte potenzialmente valide. L’interazione è piuttosto bassa e indiretta, a esclusione di qualche potere delle carte, che si attiva in base alle scelte degli avversari. Varietà e longevità garantite da ben 170 carte per altrettante specie di volatili differenti. Come in ogni gioco di carte che si rispetti, pure qui c’è la possibilità di innescare delle combo “fighissime”, sullo stile di quanto succede in Terraforming Mars (però le analogie finiscono qui). Una piccola nota di colore: data l’ambientazione succederà spesso di incappare in qualche frase equivocabile: tanto per intenderci, che ve ne pare di “gioco il mio uccello”? Ma anche questo contribuisce al divertimento.
Non siamo di fronte a un gioco rivoluzionario, però sono sicuro che le 70 copie circa che saranno portate a Modena non tarderanno ad andare esaurite.

“Avete capito che rivogliamo le associazioni di GdT?”

Il bilancio personale è sostanzialmente positivo, con cinque gustose partite a dei bei giochi fatte in 4 ore, non ultimo il piacere di giocare con Andrea. Da parte degli editori, con la Play così vicina e sicuramente delle scatole demo/anteprima già in casa, avrei preferito vedere qualcosina di più. Sarebbe andato bene anche furtivamente e sottobanco, se si voleva tenere l’ufficialità per la fiera modenese. Agli organizzatori chiedo nuovamente di rivalutare la scelta di escludere le associazioni ludiche (per me rappresenta un passo indietro), che in passato avevano fatto così bene all’evento. Ciò non significa che Be Comics! 2019 sia stata pessima, anzi, però dispiace che non si sia rischiato di più come fatto invece nelle precedenti edizioni. Sicuramente non mancherò nemmeno nel 2020, confidando che la parte GdT possa crescere ancora, cosa assolutamente fattibile, come la storia recente testimonia.

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