scritto da Diego & Mari (Interesseludico)
Forse non tutti sanno che Ankama sta cercando di proporre board game diversi dallo skirmish con miniature collezionabili, tanto che magari qualcuno si meraviglierà a guardare la componentistica di Monster Slaughter. Se infatti lo stile grafico adottato è tutto sommato in linea con i giochi dell’editore francese che sono stati distribuiti in Italia in precedenza, la dotazione di token e miniature ricorda di più quella di Zombicide o per citarne uno più stilisticamente in linea, Arcadia Quest, quindi miniature in plastica morbida, anziché minifigure dai colori esuberanti e ben definite, per la gioia dei pittori.
Da 2 a 5 giocatori, durata media 45/60’, età consigliata 14+, distribuito in Italia da 3 Emme Games (che ringraziamo per la copia fornita), Monster Slaughter ci mette al comando di una famiglia di mostri (babbo, mamma e figlioletto/a), intenti a spaventare e sbranare cinque malcapitati teenagers che evidentemente non hanno mai visto un film horror degli anni ‘80.
AMMAZZA QUANTA ROBA
Dovendo simulare proprio quei film (con tanto di setting e sceneggiature alternative) è stata riposta un’attenzione certosina sui materiali. L’enorme scatola (36x36x10cm) contiene al suo interno, ottimamente organizzati in separatori trasparenti (scelta ormai classica direi), 21 miniature di mostri (3 miniature con colorazione diversa per ogni famiglia), 5 di invitati/vittime 5 di invitati/vittime a sorpresa, ogni miniatura ha anche una carta personaggio, e tanti segnalini e gettoni.
Il resto dei componenti prevede 10 dadi (5 azione e 5 reazione), 8 cubetti colorati, una sessantina di carte (oggetti, trappole, azioni bonus ed eventi notturni), 9 porte e 5 barricate, e il necessario per comporre la scenografia: il fondo della scatola verrà utilizzato come casa, separatori verranno messi al suo interno per delineare le 5 stanze di cui è composta, e 4 parti unite a mo’ di puzzle formeranno il tabellone/giardino esterno. Opzionalmente, si può anche aggiungere il Capanno degli attrezzi, che ospita anche uno spazio per un mazzo che conterrà 5 carte oggetto e 1 carta evento notturno.
La qualità (e la quantità) dei materiali è davvero ottima, difficile davvero lamentarsene. Le miniature sono davvero belline, e si prestano magnificamente all’estro creativo di chi vorrà dipingerle, mentre potevano essere più resistenti le porte, dato che l’azione continua di “leva e metti” tenderà a farle scollare (ma niente che una lieve goccia di colla non possa risolvere).
UN SETUP UN PO’ LABORIOSO
Sebbene l’atto di costruire uno scenario 3D in apparenza potrebbe richiedere tanto tempo, in questo gioco è questione di un attimo, il tempo di sistemare pareti e porte, che non sono poi tanti. A essere tanti, invece, sono i segnalini e le carte ed è proprio la loro preparazione quella che fa perdere il grosso del tempo.
Il segnalino Luna scandisce il passare del tempo e va posto sul mazzo eventi notturni, in attesa di poter finire sull’apposito tracciato, così come i segnalini degli invitati e cubetti relativi alla loro vita rimanente vanno sul proprio, che contiene numeri da 6 a 0, e 5 gettoni Osso vanno su quest’ultimo numero. Ogni giocatore sceglie una famiglia e riceve le tre miniature e carte personaggio relative. Riceverà inoltre 5 segnalini vittima (per l’ordine dei necrologi) e un segnalino bersaglio.
Per quanto riguarda le carte, bisogna preparare un mazzo per ogni stanza (il numero di carte contenute varia in base al numero di giocatori) e un mazzo Eventi notturni. Quello che fa perdere più tempo sono proprio i mazzi delle stanze, perché non vanno usate tutte le carte disponibili, ma vanno scartate alcune carte Trappola e Azione bonus. Il tempo si allunga, ma non radicalmente, se si aggiunge il capanno degli attrezzi. Insomma, il consiglio è di non lasciare quel povero fesso del proprietario del gioco a farsi un solitario di carte ma partecipare a questa fase, e dovreste risolvere in una decina scarsa di minuti. Infine vanno tenuti a portata di mano i segnalini carne e mettere una carta vittima (a caso) sopra a ogni mazzo di carte delle stanze.
FARO’ PUNTI SBRANANDO TUO FIGLIO
Avrete ovviamente intuito che il vostro compito sarà sbranare i poveretti che stanno facendo bagordi in quella casa nel bosco, dato che ogni ferita inflitta garantirà gettoni carne (2 PV) e se si sferra il colpo fatale anche gettone osso (2 PV). Inoltre, prima che inizi la partita, va deciso in tutta segretezza il proprio ordine dei necrologi: ogni giocatore prende i suoi segnalini vittima e li posiziona secondo l’ordine in cui (crede) moriranno. Quando una vittima morirà, ogni giocatore girerà il proprio segnalino di quella vittima e se ha indovinato riceverà 1 gettone cervello (3 PV).
In altrettanta segretezza va stabilito il proprio pasto preferito ponendo sopra a quel segnalino vittima il segnalino bersaglio. Se si riuscirà a sferrare il colpo fatale a quella vittima si potrà tenere il segnalino bersaglio (5 PV), altrimenti lo si scarta. L’unica altra fonte di punti vittoria sono le porte, che quando sfondate si metteranno da parte per ricevere 1 PV a fine partita per ogni porta. Alla fine vince chi ha più punti vittoria, in caso di pareggio i gettoni fanno da tie breaker secondo questo ordine: cervello>bersaglio>osso>carne.
CHI HA PAURA DEL BUIO?
Ora che sapete come si vince è il momento di approfondire le meccaniche e le azioni possibili. Iniziando dal primo giocatore, ognuno in senso orario sceglierà quale membro della famiglia attivare. Alla fine del proprio turno girerà la carta del mostro attivato: questo significa che il mostro tornerà disponibile quando a inizio turno la sua carta sarà a faccia in su (ovvero quando tutti i membri della famiglia saranno stati utilizzati).
Quando tutti i giocatori hanno giocato un mostro e svolto il proprio turno, il segnalino luna si sposta di uno spazio avanti nel tracciato del tempo. Si parte da mezzanotte (0:00), e si passa di ora in ora finché non si arriva alle 8:00, che sarà l’ultimo turno, al termine del quale si conteranno i PV e verrà decretato il vincitore. Il gioco può ovviamente terminare prima se l’ultimo invitato è stato ucciso, e si passerà alla conta dei punti come già descritto. Al termine di ogni turno va pescata 1 carta Evento Notturno, che rimarrà attiva fino alla pesca della prossima.
Ogni mostro può effettuare 6 azioni diverse. Il numero di azioni e quanti dadi azione eventualmente tirare è descritto nella carta, ma in generale il padre può fare 2 azioni e tirare 4 dadi, la madre 2 e tirare 3 dadi, il figlio infine tira solo 2 dadi, ma dispone di 3 azioni. Ogni famiglia dispone di un potere speciale che può garantire un’abilità o un’azione extra, e il primo spostamento è da considerarsi gratuito. Le 6 azioni diverse sono da scegliersi (in qualsiasi ordine e anche più volte) tra:
- Spostarsi: si sposta la miniatura di uno spazio.
- Dare un’occhiata alla stanza: ovvero al suo mazzo. Si prende la prima carta del mazzo, la si guarda segretamente e la si ripone. Bisogna essere nella stessa stanza o in una zona adiacente per poter effettuare questa azione.
- Spaventare una preda: Anche per questa azione bisogna essere adiacenti o nella stessa zona della vittima che si vuole spaventare, che deve essere anche visibile. Si lanciano tanti dadi quanti indicati dalla carta personaggio della miniatura che esegue l’azione e si sposta la vittima di tanti spazi quanti sono i successi ottenuti. La vittima che si ritrova in una stanza senza mostri si nasconderà all’interno della stanza, questo vuol dire che la sua miniatura verrà posta “momentaneamente fuori gioco” sul suo segnalino nel tracciato degli invitati e la sua carta personaggio verrà mescolata nell’apposito mazzo.
- Ispezionare una stanza: Si lanciano dadi azione, per ogni successo il giocatore pesca una carta del mazzo della stanza in cui si trova. Se è una vittima, il giocatore la rivela e pone la miniatura di quel personaggio nella stanza, se è una trappola deve applicarne gli effetti. Altrimenti può tenere la/e carta/e in mano (limite di 7 carte in mano)
- Sfondare una porta: Il mostro deve trovarsi in una zona dove si trova la porta. Il giocatore lancia i dadi per ottenere almeno un successo. Se è una porta la terrà con sé, se è una barricata si scarta (ci vogliono due successi per sfondare una barricata). Dopo aver sfondato la porta, va mescolato il mazzo della stanza in cui viene abbattuta.
- Attaccare una vittima: Il mostro può attaccare una vittima che si trova nella stessa zona, utilizzando anche eventuale abilità date da poteri speciali. La vittima si difende con la sua abilità ma può anche essere aiutato da un avversario che può fornire una carta oggetto per aumentare il numero di dadi in difesa. Si può dotare la vittima solo di una carta, in ogni caso. Dopodiché entrambi i giocatori coinvolti (attaccante e vittima, tirerà per lui un avversario) tireranno il numero di dadi necessario e si confronteranno i risultati. Se è un pareggio non accade nulla (a parte l’attaccante che sbuffa). Se ci sono più successi per il mostro, la vittima perde tanti punti vita quanti sono i successi di differenza, e il mostro riceve altrettanti gettoni carne. Se ci sono più successi per la vittima, allora il mostro verrà sbattuto fuori dalla stanza.
UN GIOCO DA PAURA O NO?
Se consideriamo che la parte precedente, che sicuramente non è un sostituto ma un buon sunto del regolamento (che consigliamo comunque di leggere poiché scorrevole, tradotto splendidamente e con tanti esempi), avrete già capito che, nonostante il tema orrorifico, siamo di fronte a un family. Il gioco tuttavia, nella sua semplicità, richiede qualche pensiero più articolato del semplice “vado e smaciullo” tipico di tanti american dadolosi. Far perdere punti agli avversari infatti è prezioso quanto conquistarne, ed è preferibile spaventare una vittima per sottrarla alle zanne altrui, soprattutto se non corrisponde al proprio ordine dei necrologi o se addirittura è il proprio pasto preferito (che in caso vi darebbe 5 PV, il massimo ottenibile da un singolo gettone). Anche investire azioni alla ricerca di oggetti utili (la maggior parte sono più potenti contro specifiche famiglie di mostri) da dare alle vittime per intralciare le azioni di attacco avversarie può avere il suo peso, visto che nonostante l’alea dei dadi c’è un buon equilibrio.
Queste caratteristiche potrebbero far storcere il naso a chi si fionda sul gioco pensando che basta tirare carriolate di dadi e proseguire con l’autopilot azionato, ma sicuramente lo pone a un livello di complessità più alto di tanti altri titoli dello stesso genere sul mercato, pur mantenendosi molto leggero e ponendosi come offerta diversa e particolare più che alternativa. Il fatto che sia un gioco semplice rende i turni scorrevoli e la durata di una partita è molto contenuta rispetto alla media dei giochi con miniature, il ché è un aspetto assolutamente a favore. Sulla scalabilità, com’era prevedibile, è consigliabile giocare al massimo numero dei giocatori consentito, e si difende ancora benissimo in 3 giocatori, mentre in 2 giocatori manca quel pizzico di imprevedibilità che rende vivace il gioco, coerentemente con la tematica.
L’offerta di Monster Slaughter si dimostra quindi valida: il gioco diverte e il tema calza alla perfezione con il tipo di offerta. Agire per stereotipi permette tanto meritevole citazionismo. Praticamente gli invitati sono identici ai protagonisti di Scooby Doo, con l’aggiunta di un ragazzo di colore (che ha meno punti vita degli altri perché si sa chi muore per primo in un horror anni ‘80, giusto?), e le famiglie di mostri richiamano tutti i topoi del genere a cui appartengono, coi suoi vampiri, i golem/frankenstein (ma si dice Frankenstin), gli zombie, le mummie, gli alieni (direttamente dai fantahorror degli anni ‘50), i lupi mannari e i maniaci psicotici (praticamente la famiglia di Jason). Insomma non si può che volere bene a Monster Slaughter per il suo concept di base.
Quello che manca a mio giudizio è una vera e propria campagna articolata: le sceneggiature si limitano ad abbozzare trame di film noti e a variare un po’ le regole aggiungendo o cambiando alcuni elementi, ma nulla di questo rende radicalmente l’esperienza diversa da quella offerta dal regolamento base, la cui leggerezza è un punto di forza, ma potrebbe essere anche vista come una debolezza da giocatori che cercano qualcosa di davvero impegnativo (ma che hanno già tante alternative a cui rivolgersi).
Monster Slaughter piuttosto, si mantiene semplice, e trova la sua platea ideale in gruppi di gioco più propensi al divertimento mordi e fuggi, o a compratori compulsivi di giochi con miniature, che vogliono qualcosa di più leggero da intervallare alle sessioni di giochi di miniature a campagna. È consigliabile giocarci quindi sporadicamente anziché intensivamente, proprio per evitare l’esaurirsi dell’effetto novità troppo brevemente. Per chi poi è abituato a creare propri scenari sulla base di giochi belli e pronti, Monster Slaughter può costituire un acquisto molto sensato, proprio per presenza della casa e del capanno degli attrezzi, che nel gioco base è una simpatica aggiunta che non stravolge il gameplay, magari lasciandosi ispirare dalla colonna sonora ufficiale scaricabile gratuitamente cliccando qui.
Monster Slaughter è un gioco dai valori produttivi altissimi che a una prima occhiata potrebbe ingannare quei giocatori che si aspettano un gioco di una complessità più elevata. È maggiormente consigliato, piuttosto, a chi cerca un gioco con una componentistica eccellente che si inserisca nel segmento light. In quel caso il divertimento è assicurato, per tutta la famiglia, nonostante il tema, poiché chiaramente siamo davanti a un character design grottesco e niente affatto gore o poco indicato ai minori. L’unico dubbio verso l’acquisto potrebbe allora sorgere sul prezzo, giustificato in questo senso più dalla qualità e quantità della componentistica che dalla profondità di gioco. Se invece, vorreste inscenare un horror b-movie con dentro Peter Venkman, Doc Brown e Indiana Jones, allora non esistono dubbi.
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