Inauguriamo oggi una rubrica che vi terrà compagnia per un paio di mesi: si tratta di una sorta di intervista/chiacchierata con tutti i membri della redazione di GSNT. L’idea mi frullava in testa già da un po’ di tempo, però si è concretizzata soltanto ora grazie anche alla calorosa accoglienza che ha avuto tra tutti i redattori. Chi scrive su questo blog è un gruppo di persone molto variegato, sparso in giro per l’italico stivale, unito senz’altro dalla passione per i giochi da tavolo, ma con background, esperienze e personalità molto differenti. Spero che conoscere un po’ meglio le nostre storie (chissà se ci saranno clamorose rivelazioni), i nostri gusti in fatto di giochi e qualche altra piccola curiosità, possa far percepire anche a voi questo senso di famiglia allargata che è GSNT.
Gli interventi – pur partendo da un’ossatura comune – avranno sviluppi differenti: infatti dopo una prima parte di presentazione uguale per tutti, ne seguirà una più personalizzata e si concluderanno con una serie di domande “a bruciapelo”.
Lo spazio per i commenti potrebbe essere un’ottima occasione per fare ulteriori domande all’intervistato di turno a cominciare proprio dal sottoscritto. Può sembrare autoreferenziale, ma in realtà, per una serie di circostanze che non sto qui a spiegare, ho dovuto mio malgrado cominciare con una “auto-intervista”. Di fatto alcune delle domande me le hanno poste gli altri redattori, perciò non mi rimane che augurarvi buona lettura!
1. Presentati ai nostri lettori, parlaci un po’ di te: dove sei nato, dove vivi e qualsiasi altra informazione tu abbia voglia di condividere.
Ciao, sono Andrea, sono nato a Terni, in Umbria, città che mi è rimasta nel cuore e che considero a tutti gli effetti la mia “Itaca”, nonostante ci abbia vissuto meno della metà degli anni che la mia carta d’identità dichiari. Adesso vivo in provincia di Rovigo nel comune di Occhiobello, ma un mio 50% ha origini tra il Piemonte e la Liguria, come tradisce il mio cognome, che vanta anche un’uscita autostradale sulla A12 Lavagna-Cogorno (ed ecco svelato anche il mio nick). Lungo il mio girovagare per l’Italia, non posso scordare il mio periodo ferrarese, durante il quale sono stato “accalappiato” da mia moglie Barbara con la quale provo a gestire due “ragazze” fantastiche.
2. Come sei arrivato a far parte della redazione di GSNT?
Poco meno di un anno fa, ho raccolto l’invito del padrone di casa Pinco a collaborare scrivendo sul blog e così ho esordito su GSNT il 21/02/18 con la recensione di Galaxy Trucker, che stranamente non era presente tra i numerosi giochi provati. Così, da grande fruitore del sito sono passato a esserne parte attiva. L’accoglienza da parte di tutti è stata incredibile e all’ultima CON ho finalmente potuto dare un volto ai nomi. Ringrazio ancora tutti per avermi accolto nel gruppo in un modo che mai mi sarei aspettato e un grazie particolare va a F/B!O, con cui ho subito legato facilitati anche dalla vicinanza geografica.
3. Quali sono al momento i tuoi 5 giochi da tavolo preferiti?
Al momento il mio preferito è senza dubbio Terraforming Mars; dietro di lui un classico come Concordia, che però ho scoperto solo di recente. Un pelo sotto due dei best seller dell’ultima annata ludica: Azul e Sagrada. Mi ha anche appassionato Anachrony, ma ho solo due partite all’attivo: troppo poche per dare un giudizio.
4. E invece quali sono i titoli che ti rifiuti di giocare a prescindere?
So che mi attirerò le ire di qualche cultore dei wargame, ma Axis & Allies proprio non l’ho digerito.
5. Oltre ai giochi da tavolo, quali altri interessi coltivi assiduamente?
Ho talmente tante passioni che mi servirebbero giornate da 48 ore per dedicarmi a tutte. Lo sport però conserva un posto d’onore: da giovane ho praticato nuoto a livello agonistico e, dopo essere stato un allenatore (con risultati più che buoni), adesso ho deciso di rimettermi in gioco. Dopo lustri di sedentarietà estrema, da poco più di un anno mi sono dato al running, riuscendo anche a concludere decentemente una mezza maratona.
6. Preferisci partecipare ai grandi appuntamenti fieristici o alle convention ristrette dove si gioca e basta?
Ho riscoperto i giochi da tavolo (dopo anni) grazie al papà di un compagno di asilo di mia figlia, che ora è uno dei miei più cari amici: Marco. È stato grazie a lui che ho scoperto la Play. Da allora l’appuntamento modenese è diventato irrinunciabile e negli ultimi anni ho aggiunto anche Lucca C&G al mio calendario personale, inoltre sono sempre attento agli eventi che crescono ogni anno in numero e qualità e cerco di partecipare a quelli più facilmente raggiungibili, ogni volta che posso.
7. GSNT a parte, quali altri siti o media di informazione ludica consulti regolarmente?
Sembrerà scontato, ma per me BGG è irrinunciabile. Per quanto riguarda i siti italiani parto con le ricerche dall’aggregatore Giocare in Scatola, ma gli appuntamenti che attendo con ansia ogni settimana sono quelli con i post di Andrea “Dado Critico”, per me un vero genio, e poi consiglio a tutti il podcast del Dunwich Buyers Club.
8. Mai pensato di creare un tuo gioco?
In effetti ci ho pensato e a dirla tutta ho una cartella sul PC con un paio di idee allo stato embrionale. Il problema è innanzitutto il tempo: credo che creare un gioco necessiti di una dedizione e di una applicazione davvero notevoli. Dopo il lavoro e gli impegni familiari rimane davvero troppo poco tempo per pensare di dedicarsi al game design e sinceramente mi spaventa ancor di più il playtesting; tuttavia non escludo che magari con l’aiuto di qualche altro “autore in erba” non si possa provare.
9. Qual è la tua storia di giocatore, a prescindere dall’essere diventato un recensore?
Come accennato prima mi sono riavvicinato ai giochi da tavolo solo con la nascita della mia prima figlia. Da piccolo però ho posseduto e stra-giocato i classici giochi MB e anche alcune perle che purtroppo sono andate perse con i vari traslochi: Capitan Harlock il Pirata dello Spazio (della Editrice Giochi) e quello dei Peanuts (di cui non ricordo esattamente il titolo) su tutti. Negli anni dell’università poi ho giocato fino allo sfinimento a D&D.
10. C’è qualche tua recensione di cui sei particolarmente orgoglioso o che ti è piaciuto maggiormente scrivere?
Forse rispondere “la prossima” sarebbe un po’ troppo scontato, certo che al momento non ne ho tantissime rispetto ad altri redattori, però aver battuto tutti sul tempo con la recensione di VAST mi ha fatto molto piacere, anche perché ha raccolto un sacco di visite, però è stato anche molto complicato scriverla.
11. Quali scatole hai sul tuo tavolo in questo momento? Ci puoi anticipare cosa recensirai nel 2019?
Al momento ho due scatole che saranno oggetto di recensione: Campus Cafè e Symphony, ma sto lavorando anche ad altro e ancora una volta è solo una questione di tempo.
12. Quante partite fai prima di recensire un gioco? Quanto ti prende scrivere un articolo?
Dipende moltissimo dal tipo di gioco. Un filler dalla breve durata può essere provato decine e decine di volte, ma un cinghiale da diverse ore è davvero difficile intavolarlo tante volte, soprattutto se non incontra i gusti dei tuoi compagni di gioco. Ad esempio, ho rinunciato a scrivere di Star Wars: Rebellion, perché l’ho giocato soltanto due volte e non sono state sufficienti nemmeno per un articolo “prime impressioni”.
13. A cosa stai giocando di più in questo periodo NON per motivi redazionali?
Con il mio gruppo abituale siamo indietro di parecchie novità e stiamo cercando di recuperare. Tra gli ultimi mi sento di segnalare Wildlands di Wallace e Battle for Rokugan.
14. Shelf of Shame: quante scatole hai a ZeroPartite™? E quante ne possiedi in totale?
In totale ho una cinquantina di scatole, anche perché in gruppo abbiamo un collezionista ossessivo/compulsivo che ne ha centinaia e sfruttiamo le sue ^_^. Tra queste solo tre sono ancora nel cellophane, ma almeno due usciranno a breve da questa classifica.
15. È ancora possibile trovare meccaniche innovative? Quali ti piacerebbe venissero esplorate, variate, smontate e rimontate?
Penso proprio di sì. Nonostante escano migliaia di titoli ogni anno credo ci siano ancora margini per trovare qualcosa di nuovo anche se non del tutto originale: un po’ come accade per la musica in fondo abbiamo solo 7 note, però ogni anno escono milioni di composizioni diverse. Mi piacerebbe che qualcuno riuscisse a rivoluzionare il deck-building, che è una delle meccaniche che preferisco.
16. Ti capita di playtestare? Ti piace o, potendo, eviti?
Non ho mai avuto l’occasione di fare playtesting, ma è un’esperienza che mi piacerebbe provare.
RAFFICA FINALE
Autore preferito?
Al momento Michael Kiesling
Illustratore preferito?
Mihajlo “Thw Mico” Dimitrievski
Meccanica preferita?
Deck-building e controllo area
German o American?
German
Interazione diretta o indiretta?
Preferisco diretta, ma non è per forza una discriminante nella scelta di un gioco
Astratto o ambientato?
Fa lo stesso, a patto che sia divertente
Ambientazione preferita?
Antica Grecia o Impero Romano
Durata maggiore o inferiore a 1 ora?
Meglio sotto i 60 minuti, così si possono fare più partite
1 vs 1 o 4 e più?
4 e più
Wargame o gioco di ruolo?
I wargame non sono il mio genere
Cooperativo o competitivo?
Normalmente competitivo, ma sto aspettando con trepidazione Spirit Island
Dadi o controllo totale?
La fortuna non deve essere percepita, altrimenti diventa fastidiosa
PnP o Deluxe Edition?
Dopo il Calendario Ludico dell’Avvento: PnP
Espansioni sì o no?
No
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