Ed eccoci alle considerazioni a semi-freddo del 2° Calendario Ludico dell’Avvento!
Prima di tutto devo dire che mi ha fatto molto piacere vedere come questo progetto, nato così, da una piccola e folle idea lo scorso anno, sia cresciuto diventando un appuntamento fisso e ormai consolidato, dove ognuno di noi ha contribuito per renderlo sempre più interessante e stimolante ^_^
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| Coyote Moon |
Quest’anno ho collaborato a stretto contatto con F/B!O e cogo71: abbiamo condiviso questa avventura, scambiandoci opinioni, idee, consigli “faidate”, ma soprattutto divertendoci. La sfida più grande è sempre quella di riuscire a provare i giochi e scrivere l’articolo in concomitanza con la quotidianità piena zeppa di cose da fare: tra i buoni propositi dello scorso anno c’era quello di iniziare con un po’ di anticipo, ma alla fine ho anticipato di quasi nulla; però queste piccole scadenze mi hanno permesso di giocare più spesso e di avere la possibilità di provare nuovi giochi.
Il piecepack è stato una grande sorpresa: l’ho trovato un sistema incredibilmente originale e versatile, con una grande varietà di giochi disponibili, dalle meccaniche curiose e particolari, dove è davvero difficile non trovare un titolo che incuriosisca al punto da voler provare. È un progetto vivo, in continua espansione (vengono sfornati nuovi titoli dagli appassionati, anche grazie ai contest organizzati annualmente), e che continuerò a seguire, visto quanto mi ha incantata.
Ho avuto modo di provare astratti, giochi di corse, solitari, un gioco di schicchere, tutti validi nella loro particolarità, sebbene debba ammettere che quelli che più mi hanno colpita sono stati gli astratti, compreso un gioiellino di Randolph (Evade) riadattato appositamente per il piecepack.
Ci tengo a evidenziare pure queste caratteristiche, che, dal mio punto di vista, lo rendono ancora più prezioso: la distribuzione completamente gratuita e l’invito a sviluppare nuovi giochi, la semplicità di assemblaggio (davvero alla portata di tutti), la compatibilità con componenti aggiuntivi (Icehouse o Looney Pyramids, Hexpack).
Quest’anno poi abbiamo avuto addirittura un’ulteriore sorpresa, perché il calendario non è stato seguito solo qui, ma anche al di fuori dei nostri confini, complici le puntuali news pubblicate sul sito wiki del progetto e la pagina che ci ha dedicato.
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| Alien City |
La mia top3 dei giochi provati durante il calendario, prendendo in cosiderazione solo i giochi prettamente made in piecepack:
Tra i titoli recensiti da F/B!O e cogo71, vorrei assolutamente provare: Alien City, titolo più conosciuto da abbinare alle piramidi, Proximity e Desfases per la loro originalità e infine Relativity.
Rimangono nella mia wishlist: Piecepackman (Pac-Man con il piecepack), Virus Fight (una sfida di computer-programmazione) e per finire King Arthur’s Court (un mix originale tra Puerto Rico–Citadels–Ra–Tigri & Eufrate).
Al prossimo Calendario Ludico!!! 🙂
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| Cell Management |
Come spiegato nel post introduttivo, il mio coinvolgimento nel Calendario Ludico dell’Avvento è arrivato improvviso e inaspettato, ma, quando mi è stato proposto, sono stato felicissimo di aderire al progetto. Al termine di questa esperienza ne sono uscito ulteriormente contento e soddisfatto, anche se non è stato tutto rose e viole… Vi lascio, in ordine sparso, qualche spunto di riflessione su come ho vissuto questo esperimento e, se vi va, lasciate qualche commento nell’apposito spazio.
Innanzitutto la mia manualità non è migliorata nel tempo (anzi…), ma questo PnP è davvero alla portata di tutti e con un po’ di pazienza si può ottenere un “prototipo” assolutamente funzionale e sufficiente a farci vivere un’esperienza ludica godibilissima (almeno con il 95% dei giochi studiati per il piecepack).
Dover provare un gioco con poco tempo a disposizione mi ha messo una certa agitazione: anche se non si è trattato di recensioni vere e proprie, non me la sento di dare un giudizio senza il giusto numero di partite, nemmeno se si tratta di giochi “non commerciali”, e verso la fine di questa avventura ho avvertito questo disagio più di quanto credessi.
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| New City |
I materiali possono fare la differenza. Prima del piecepack pensavo che le meccaniche e il flusso di gioco potessero prescindere dai materiali: da bravo “germanofilo” credevo di poter giocare a un buon titolo pure con materiali scadenti e che certe finezze fossero solo orpelli per catturare l’attenzione. Ho dovuto ricredermi e questo vale non solo per me, ma anche per tutte le persone che ho coinvolto nelle partite di prova. Lo sforzo di astrazione necessario a immaginare che una tessera, realizzata con carta comune da 80 g/m2 con su stampato il numero 2 e un sole stilizzato, rappresenti una locanda non vale il divertimento provato nel piazzarla sul tavolo. Provo a spiegare meglio: se di Azul (giusto per citare il titolo di maggior successo dell’anno ludico appena concluso) avessi giocato una versione PnP, non penso avrebbe riscontrato lo stesso successo al tavolo come è invece successo a Modena, quando con il mio gruppo l’abbiamo provato la prima volta. In fondo si tratta di un astratto che ben si presterebbe a essere prodotto “in casa”. Non ne faccio solamente un discorso di tematizzazione o di ergonomia, ma proprio di componente materica dei materiali (gioco di parole?).
Quanto detto sopra, mi ha permesso di raggiungere una nuova consapevolezza come giocatore, mettere maggiormente a fuoco i miei gusti in fatto di meccaniche e di realizzare che F/B!O ha ragione da vendere quando dice che creare un gioco è 1% l’idea e 99% il playtesting.
Non ho grandi esperienze circa i sistemi di gioco sullo stile del piecepack, perciò non ho termini di paragone, tuttavia l’ho trovato ben studiato nella sua estrema semplicità e mi sono meravigliato di come, con pochi ma funzionali pezzi, sia possibile generare giochi così diversi tra loro. Ritengo sia anche un ottimo strumento per creatori di giochi in erba, da utilizzare sia per un primo prototipo, sia come piattaforma per esercitarsi nel game design.
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| Proximity |
Tra i giochi provati, non ho avuto dubbi su quale sia la classifica dei migliori:
Dei titoli provati da *Ele* e F/B!O ritengo molto interessanti rispettivamente Hanging Gardens e Proximity (ma solo perché Alien City richiede pure le piramidi).
Tra quelli che nessuno di noi ha provato ci sarebbe Piece Packing Pirates, che in un contest dedicato ai solitari realizzati per piecepack ha vinto precedendo il mio preferito: Galaxy Express. Lo proverò sicuramente, però tra qualche tempo.
Infine, ma soltanto perché mi piace chiudere in bellezza, il “fare gruppo” con gli altri coinvolti in questo progetto è stato una figata pazzesca! Peccato solamente per le centinaia di chilometri che ci dividono, perché siamo “una squadra fortissimi”.
Al prossimo Calendario Ludico… forse ^_^
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| Cream of the Crop |
L’anno scorso mi riproponevo di cominciare a giocare le partite di un’eventuale seconda edizione con un mese di anticipo: sono riuscito a farlo solo due settimane prima, ma la differenza si è sentita. Nell’Avvento 2018 abbiamo avuto anche meno malattie e imprevisti rispetto al 2017, pertanto dal punto di vista della programmazione le cose sono andate meglio. C’è stato molto più lavoro iniziale, perché con il Decktet partivamo da una geeklist BGG che classificava i giochi in base ai voti degli utenti, mentre con il piecepack non c’è niente di simile. Questo secondo sistema di gioco però ha dietro una comunità pazzesca, sia di creatori che di giocatori, per cui ogni gioco ha una sua pagina wiki con regole e commenti. Sono state preziose come punto di partenza per creare una lista di giochi interessanti da provare e tra cui scegliere i migliori 24. Il Decktet l’ho trovato un oggetto più geniale, ma il piecepack è più versatile e appunto sostenuto costantemente e periodicamente con nuovi giochi e nuovi commenti: impagabile.
Mi è piaciuto molto coinvolgere in questo secondo Calendario Ludico Monica e amici vari, i quali sono rimasti tutti stupiti da questo mucchietto di componenti artigianali, sorpresi che dei giochi open source e community-driven potessero essere così validi, divertenti, originali e particolari.
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| Desfases |
I miei top3 personali sono:
- Desfases (2/4 giocatori, 45-60′, tempismo);
- Alien City (2 giocatori, 40′, piazzamento);
- Proximity (2 giocatori, 5-60′, invecchiamento).
I titoli che mi hanno incuriosito di più tra quelli recensiti dagli altri (uno per parte) sono:
- Relativity (cogo71), per la sua semplicità e asimmetria;
- Everest (*Ele*), per come sfrutta la direzionalità delle monete.
Come gioco che nessuno ha provato, ma che mi piacerebbe intavolare, indico Stage-5, un gioco di piazzamento tessere e corse tra universi paralleli. Un’altra cosa che mi resta da fare è finire di leggere tutti i regolamenti, poiché, pur avendo passato tutti quelli in cui si gioca almeno in 2, non ho ancora trovato un titolo in cui ha senso che le pedine abbiano un fronte e un retro.
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| Sarcophagus |
E voi? Quest’anno siete stati avarissimi di commenti ;(
Il post ha totalizzato oltre 2100 visualizzazioni, di cui circa 300 il primo giorno più una sessantina di letture quotidiane durante l’Avvento.
Voi che considerazioni avete in merito all’iniziativa e al piecepack in sé? Siete rimasti passivi o vi abbiamo spinto a creare?
Va ripetuta per una terza volta? Le idee per il prossimo dicembre non mancano (dopotutto BGG elenca 223 schede alla voce game system), però siamo aperti a suggerimenti e richieste!
Come avete letto il piecepack ci ha conquistati e speriamo di esser riusciti a trasmetterlo.
Un saluto speciale a Ron Hale-Evans che ci ha seguito da Seattle!
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