scritto da
Simarillon (Davide)
Un po’ di tempo fa abbiamo parlato della linea
L’emozione di Imparare di
Clementoni (
qui) ed, a seguire di Tutti in Fattoria, oggi arriva la seconda mia recensione per un gioco della linea e per l’esattezza parliamo di
Numeri che Pizza!. Il gioco è stato pensato da
Francesco Berardi e vedrà impegnati due nongrandi (o un eventuale gruppo nel caso si passi alla modalità collaborativa) per una decina di minuti circa, a partire dai quattro anni.
Tutti pizzaioli?
I MATERIALI
La scatola contiene:
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| materiali in gioco |
Le illustrazioni per quanto semplici, sono molo belle e funzionali al gioco ed attirano sicuramente l’attenzione dei più piccoli. I due dadi in legno di buone dimensioni e ben visibili, con gli adesivi a caratterizzare le facce (soluzione che personalmente non gradisco mai molto) fanno la loro figura, sicuramente bellissimi e realistici i due cartoni della pizza. Il packaging è funzionale al contenuto del gioco e in generale la scatola non passa inosservata. Da tutto questo deriva che i materiali di gioco sono assolutamente promossi ed anche con un bel voto, poi quasi si poteva pensare ad una edizione deluxe con i tagli di pizza in legno.
IL GIOCO… OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Il gioco si può giocare in modalità competitiva (con due differenti livelli di difficoltà), o in modalità cooperativa; la base del gioco è comunque analoga in tutte e tre le modalità.
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| il dado |
All’inizio del turno il giocatore tira i due dadi e dovrà trovare lo spicchio di pizza corrispondente ae quanto uscito sugli stessi (uno indica gli ingredienti e il secondo il numero di ingredienti da trovare, le facce con la stella rappresentano dei jolly e sarà il giocatore a scegliere come meglio crede).
Il primo che trova lo spicchio corretto lo prende e lo mette nel proprio cartone, infatti i giocatori si alterneranno alla ricerca dello spicchio che soddisfa le condizioni, se lo spicchio non è disponibile si rilanciano i dadi sino a quando se ne trova uno disponibile. Chi per primo completa la pizza riceve un cappello e si inizia una nuova manche con tutti gli ingredienti, chi per primo riceve tre cappelli sarà in vincitore.
Il gioco in modalità cooperativa è simile e prevede l’inserimento degli spicchi di pizza marci, lo scopo dei giocatori è completare la propria pizza, prima che si completi la pizza marcia. (Faccio notare che anche qui la grafica colpisce molto i bambini perché la pizza è di colore verde con le mosche al posto degli ingredienti)
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
E’ sempre più frequente leggere nelle note introduttive del gioco di far prendere confidenza ai bambini con i materiali di gioco e di farli giocare con la pizza, credo che questa fase zero sia assolutamente indispensabile per la buona riuscita del gioco, il fatto che ci siano materiali giocabili al di là del gioco, è un sicuro pregio e saprà incuriosire i piccoli giocatori sin dall’apertura della scatola.
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| pizza o pizza marcia? |
Numeri che Pizza!, insegna, divertendosi, ad approcciarsi ai numeri e a contare sino a al numero 10 sin da molto piccoli. La versione completa del gioco è un memory (direi la meccanica più comune nei giochi per i nongrandi) con materiali molto pimpati e che si rifà ad un gioco universale come quello del preparare da mangiare, quello che mi piace del gioco sono sia la variabilità data dai dadi, sia soprattutto l’alternarsi dei giocatori nella ricerca della pizza corretta, che rende il gioco veloce e con una connotazione mnemonica molto forte con il procedere della partita.
E’ molto bello, finita di preparare una pizza, vedere il piccolo vincitore girando girare alla ricerca di chi voglia mangiare la pizza appena preparata. Il gioco stimola anche una certa creatività nel creare preparare la pizza ‘più buona da mangiare’, per noi i gamberetti non devono mancare mai altrimenti la pizza è bocciata dalla piccola giocatrice di casa.
Il gioco, in modalità cooperativa semplice, è un po’ troppo facile, con un’incidenza di vittorie molto alta, suggerisco quindi di passare subito al provare ad ottenere tutti i cappelli per vincere. Poi si può complicare la difficoltà cercando di formare non una ma più pizze, prima che si formi la pizza marcia. Positivo il fatto che ci sia la possibilità di modulare la difficoltà nel gioco cooperativo, negativo il fatto che, all’atto pratico sia semplicemente una sorta di gioco più turni.
Il gioco è un 4+, direi che il target è sicuramente azzeccato per un gioco che si può giocare a partire dai quattro anni, ma anche forse dai tre anni con un po’ di coraggio o con bambini predisposti al contare.
Mi ripeto e nuovamente “mi permetto una nota finale con l’attenzione che l’editore recanatese ha posto per questo gioco: il tutto è Made in Italy e, soprattutto, è una produzione sostenibile, con l’85% di carta riciclata, inchiostri a basso impatto ambientale, nessuno scarico di acque reflue industriale, il 40% di materie prime a Km0”; fatti che ritengo di assoluto rilievo.
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che “il più bel successo in cucina è riuscire a riempire lo stomaco con l’immaginazione“, José Manuel Fajardo.
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| pronto pizza |
Ecco quindi in elenco le cose che la piccola Letizia ha imparato giocando a Numeri che Pizza!:
- a confrontarsi in maniera diretta con un avversario, in modalità competitiva;
- che si gioca, si vince e si perde tutti insieme, nella modalità cooperativa;
- a giocare con i numeri, partendo dal a contare sino a dieci e arrivando alle prime piccole somme;
- a giocare con elementi super comuni come la pizza.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Il gioco, come molti dei memory dedicati ai più piccoli, non avrà una longevità lunghissima, direi che sicuramente non supererà lo scoglio della scuola primaria, ma, altrettanto sicuramente, sarà davvero consumato quando lo riporrete sullo scaffale e vi dimenticherete di averlo.
PERCHE’ GIOCARE CON PAPA’ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà, ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.
Potremo sfidare mamma e vedere se siamo più bravi di lei a fare la pizza, oppure, come già facciamo tutti i sabati sera in cucina, preparare un’ottima pizza tutti insieme e imparare a giocare – positivamente – con il cibo.
Si ringrazia Clementoni per la copia di review concessa.