[Recensione] Darwinning!

scritto da cogo71 (Andrea C.)

I giochi da tavolo a sfondo evolutivo non sono certo una novità: Specie Dominanti, Evo, Evolution (solo per citare quelli a cui ho fatto almeno una partita) fanno parte di una folta schiera di titoli che sfruttano questa particolare ambientazione della teoria dell’evoluzione delle specie animali (e vegetali). Darwinning! saprà distinguersi dagli altri per “selezione naturale”, pur vantando questo tratto comune?
Il gioco, frutto di una campagna Kickstarter della finlandese Dragon Dawn Productions, nota al grande pubblico per Perdition’s Mouth e Black Hat, è stato pensato per 2-6 giocatori di età dai 9 anni in su per una durata attorno ai 45 minuti a partita. Alla voce “designer” troviamo l’intera famiglia Multamäki: papà Timo, mamma Tiinaliisa e il figlio Väinö, coadiuvati da Nikolas Lundström Patrakka, mentre grafica e illustrazioni sono a cura di Jamie Noble-Frier, Akha Hulzebos, Andrea Longhi e Lars Munck. Presentato ufficialmente alla recente Fiera di Essen, mi è stato inviato direttamente da Timo, che ringrazio per l’ampia disponibilità dimostrata pure nei giorni che hanno preceduto l’evento dello Spiel 2018.
Il gioco – che mescola diverse meccaniche arcinote come il trick-taking, il card drafting e il set collection – vede i giocatori competere per cercare di diventare la specie di maggior successo attraverso tre ere evolutive, accumulando la più grande popolazione, diventando il miglior predatore e potendo adattarsi a vivere in più ambienti differenti.

La scatola

I MATERIALI
Nella scatola, di dimensioni ridotte all’osso, troviamo: 13 plance specie, 92 carte “tratto” (sono i tratti distintivi delle varie specie), due copie numerate da 1 a 15 per ognuno dei tre semi (Ghiande, Mirtilli e Fiori) più 2 carte Jolly, un tracciato catena alimentare e 10 carte ambiente (deserto, foresta, colline, giungla, montagna, oceano, pianura, circolo polare, paludi e ambiente sotterraneo). I 6 segnalini giocatore sono rappresentati dalle lettere in legno che compongono il nome D A R W I N, in più abbiamo 12 segnalini morso e 42 segnalini popolazione in cartone. Infine troviamo 3 carte riassuntive da usare come promemoria delle combinazioni di carte vincenti.

Morsi

È chiaro fin da una prima analisi che i materiali non sono stati l’aspetto su cui hanno puntato alla Dragon Dawn Productions. Se da un lato le dimensioni ridotte della scatola sono sicuramente un plus, il cartone con cui è stata realizzata è molto sottile e restituisce un’idea complessiva di fragilità. Discorso simile per le carte e le plance specie, che sono davvero molto sottili e potrebbero mal sopportare un uso intenso. Decisamente meglio il cartone utilizzato per i segnalini morso e popolazione, anche se le dimensioni contenute ne penalizzano l’ergonomia. L’idea di utilizzare le lettere di legno colorato per identificare i vari giocatori sul tracciato della catena alimentare è sicuramente originale e ben realizzata, sebbene manchi un secondo riferimento da porre davanti ai contendenti seduti al tavolo che ricordi qual è il proprio colore/segnalino.

Carte

Pure la grafica e l’iconografia utilizzate mi hanno lasciato più di qualche perplessità. Le illustrazioni delle carte hanno uno stile che definirei “fiabesco”, il quale non incontra i miei gusti personali. Le carte ambiente al contrario hanno un taglio più stilizzato (simile a quello di un fumetto) e, pur essendo molto chiare, stonano di fianco agli altri pezzi sul tavolo. Le plance specie sono state pensate molto bene invece, con le varie sezioni ben congegnate, ma anche in questo caso la grafica lascia a desiderare, tanto che quella che dovrebbe essere una lente d’ingrandimento, a prima vista, sembra più che altro una padella d’acciaio. Ultima nota dolente sono le icone utilizzate per rendere il gioco indipendente dalla lingua: ci troviamo di fronte a 15 simboli che, anche a causa delle dimensioni di stampa sulle carte molto ridotte, sono di difficile interpretazione e, durante le prime partite, il ricorso alla consultazione del regolamento per capire l’effetto di ogni carta diventa inevitabile. Il regolamento che troviamo all’interno è redatto in inglese e tedesco ed è l’unica barriera linguistica che dovremo affrontare. Per fortuna le regole sono piuttosto semplici, chiare e richiedono una conoscenza base della lingua. Il regolamento italiano ufficiale in PDF lo potete scaricare da qui.
Abbiamo girato anche un video di unboxing:

Plancia Drago

COME SI GIOCA
Il setup è semplice e veloce: ogni giocatore pesca a caso una delle plance delle specie e mette il proprio segnalino giocatore sul punto corrispondente del tracciato catena alimentare, quindi riceve un numero di segnalini popolazione corrispondente alla popolazione indicata sulla propria plancia Specie.
Il gioco prevede tre ere (ma se volete prolungare il divertimento, c’è pure una modalità che ne ha 4), che sono costituite da una fase di presa carte e una di sopravvivenza. Nella prima fase, i giocatori possono migliorare la propria specie, cercando di vincere le mani di carte (ma perdendo l’ultima). Nella fase di sopravvivenza invece si verificherà che la popolazione abbia abbastanza cibo per la sopravvivenza. Il cibo si acquisisce adattandosi ai vari ambienti e mangiando, nutrendosi (se possibile) delle altre specie. Dopo tre ere, il giocatore con il maggior numero di punti vince la partita.
All’inizio di ogni era verranno scoperte al centro del tavolo un numero variabile di ambienti (che diminuisce con l’avanzare delle ere). Ogni giocatore poi riceverà 10 carte tratto che dovranno essere utilizzate per cercare di vincere le mani di carte. Il primo giocatore sarà quello attualmente più in basso nella catena alimentare.

Esempio

Il primo di turno decide se giocare una singola carta o una combinazione di più carte e a seguire, in senso orario, gli altri giocatori potranno scegliere se giocare una combinazione di carte con punteggio più alto o “scartare” una carta singola. Quando tutti avranno giocato chi ha combinazione vincente si aggiudicherà la mano. I punteggi sono simili a quelli del poker (dal più basso al più alto):

  • Coppia (due carte dello stesso valore);
  • Colore (tre carte dello stesso seme);
  • Scala (tre carte di valore consequenziale);
  • Tris (tre carte dello stesso valore);
  • Scala reale (tre carte dello stesso seme di valore consequenziale);
  • Poker (quattro carte del medesimo valore).

Un giocatore può battere una combinazione di uguale forza giocandone una con una somma di valori sulle carte uguale o superiore. Il vincitore della mano può usare una delle carte che ha giocato per migliorare la propria specie, posizionandola in uno degli appositi spazi sulla propria plancia. I miglioramenti possibili sono di 4 tipi diversi:

  • muoversi sulla catena alimentare;
  • aumentare la popolazione;
  • adattarsi a un ambiente;
  • ottenere un tratto caratteristico (in questo caso si utilizzerà una carta in uno dei cinque spazi previsti sulla plancia per ottenere l’effetto che dà il tratto).
Catena alimentare

Da notare che il movimento sulla catena alimentare segue le seguenti regole:

  • se lo slot successivo è vuoto ci si sposta in avanti di una posizione;
  • se la casella successiva è occupata si saltano tutte le caselle già impegnate e ci si sposta al di là di esse.

Inoltre se ti trovi su uno degli spazi da 1 a 5 della catena alimentare quando inizi a muoverti ottieni un punto ulteriore di movimento.
Un’era termina quando uno dei giocatori non ha più carte dopo che è stata giocata una mano, quindi non c’è un numero di mani prestabilito e sarà cura dei giocatori cercare di intuire quale sarà l’ultima mano di un’era, perché i risultati di quest’ultima sono gestiti in modo diverso dalle altre: infatti, il vincitore dell’ultima mano non può migliorare la propria specie, mentre lo faranno tutti gli altri giocatori, usando una delle carte che hanno giocato in questo ultimo turno. Ogni giocatore può tenere fino a due carte in mano tra quelle non giocate per l’era successiva. Tutte le altre carte rimaste in mano vengono scartate. Una volta completati tutti i miglioramenti, viene verificata la sopravvivenza di ciascuna specie.
Si comincia a controllare le condizioni di sopravvivenza di tutte le specie a partire da quella più in basso nella catena alimentare. Una specie ha bisogno di un cibo per ogni popolazione di cui è composta: se non c’è abbastanza cibo, la specie perde una popolazione; se c’è cibo in eccesso, la specie guadagna una popolazione; se c’è esattamente la giusta quantità di cibo, la popolazione rimane invariata.

Popolazione

La disponibilità di cibo, per ogni era, dipende dagli ambienti a cui si è adattata la specie e dalla posizione occupata nella scala della catena alimentare: infatti è possibile mangiare (assegnando dei segnalini morso agli avversari) qualsiasi specie che occupa una posizione inferiore alla tua, ma attenzione, perché ci sono carte tratto che possono consentire alla tua specie di mangiare quelle più in alto o renderti “immangiabile” dalle altre. Inoltre ci sono tratti che possono fornire cibo extra. In ogni caso una specie può perdere non più di 2 popolazioni in ciascuna fase di sopravvivenza e non può guadagnarne più di 1. Una volta che tutti gli aggiustamenti sono stati fatti inizia l’era successiva.
Alla fine della terza era, per decretare il vincitore si calcola il punteggio nel modo seguente:

  • Catena alimentare – ogni specie guadagna punti in base alla posizione attualmente occupata;
  • Popolazione – ogni specie totalizza un punto per ogni segnalino popolazione fino al valore iniziale (indicato nella propria plancia) e due punti per ogni segnalino oltre quel valore;
  • Ambienti – ogni specie guadagna un punto per ogni ambiente indicato sulla plancia e due punti per ogni ambiente aggiuntivo guadagnato;
  • Tratti – ogni specie totalizza un punto per ogni carta tratto con un numero compreso tra 1 e 9 e tre punti per ogni tratto con un valore compreso tra 10 e 15.

La specie con il punteggio più alto è chiaramente la vincitrice.

IMPRESSIONI
Come avrete facilmente intuito dalla disamina sui materiali, Darwinning! non si presenta molto bene e questo è un vero peccato, perché, dietro a delle meccaniche piuttosto semplici e note ai più, si nasconde un gioco tutt’altro che banale e dalla grande rigiocabilità. Se il mio giudizio sulla grafica è frutto del gusto personale – e quindi del tutto opinabile – quello sulla qualità dei materiali utilizzati e sull’ergonomia non si presta a interpretazioni: si poteva fare molto meglio. Probabilmente la scelta di utilizzare materiale meno pregiato è stata dovuta alla volontà di contenere il prezzo; il problema è che, nell’attuale momento storico del mercato dei giochi da tavolo, lo scarso magnetismo di Darwinning! potrebbe impedirgli di affermarsi come meriterebbe, perché sotto questo aspetto poco accattivante, si nasconde un gioco divertente che si pone a metà strada tra un family e un peso medio.

Ambienti

Come spiegato sopra, nella prima fase ci troveremo ad affrontare una serie di mani di carte in cui i punti da realizzare per vincere sugli avversari ricordano molto da vicino quelli del poker. In questo caso, però, il vincitore potrà utilizzare una delle carte giocate per aggiudicarsi la mano per far progredire la propria specie e questo spesso mette i giocatori di fronte a scelte non ovvie: provare a vincere più mani con una combinazione media, ma con il rischio di rimanere a bocca asciutta, o puntare forte su una singola giocata e assicurarsi almeno un progresso? E poi c’è sempre il rischio di ritrovarsi a vincere l’ultima mano, che non ci darà nessun vantaggio, ma anzi favorirà gli altri. Quest’ultimo twist è un’ottima trovata, molto originale. Anche la decisione di come migliorare la propria specie non è scontata: ci troviamo di fronte alla classica coperta corta, dovendo scegliere una sola opzione tra le quattro possibili, e nelle partite fatte non è emersa una strategia più efficace di altre. La fase di sopravvivenza è diretta conseguenza delle strategie adottate nella prima fase, ma nell’arco delle tre ere è possibile studiare la tattica che più si addice alla specie che ci troveremo a giocare, scegliendo di volta in volta se sfruttare la posizione occupata nella catena alimentare oppure se cercare di acquisire tratti che ci consentano di nutrirci delle altre specie o renderci “indigesti”. In tutto questo non possiamo permetterci di trascurare gli ambienti in cui è più facile sopravvivere nelle diverse ere e, ovviamente, l’incremento di popolazione che ci consentirà di accumulare punti a fine partita.

Tratti

L’interazione tra i giocatori si fa sentire anche perché diretta, sia nella fase di trick-taking, sia nella fase di sopravvivenza in cui si distribuiscono segnalini morso alle specie che riusciremo a mangiare. Una delle cose più divertenti del gioco sta proprio nel modo in cui evolvono le varietà animali, che tra un’era e l’altra possono passare da prede a predatori semplicemente scambiandosi le posizioni sul tracciato della catena alimentare o utilizzando uno dei tratti che possono modificare radicalmente le caratteristiche tra un turno e l’altro.
Tutta questa variabilità, assieme alla pesca casuale delle carte, rende ogni partita diversa, pur utilizzando la stessa specie, anche se presta il fianco alla famigerata paralisi da analisi: infatti, se al tavolo siede un giocatore particolarmente riflessivo, potrebbe perdere molto tempo nel decidere il da farsi sia nella prima fase in cui provare ad aggiudicarsi una mano di carte, sia nello scegliere la strategia migliore per contrastare gli avversari. In realtà il gioco può essere affrontato anche in maniera molto “easy”, soprattutto se giocato in famiglia con dei bambini seduti al tavolo, ma l’indicazione della scatola 9+ è forse un po’ ottimistica, specialmente nel caso di bambini non abituati a giocare.
Infine due parole sulla scalabilità: l’ho sempre provato con almeno quattro persone al tavolo e mi è parso perfettamente oliato, mi rimane qualche dubbio sulla variante per due giocatori, che temo possa tramutarsi in una corsa ai punti senza quell’interazione che ha animato le partite fatte.

Riassunto

CONSIDERAZIONI FINALI
È un gioco semplice e veloce da apprendere, con un’interessante variabilità tattica. L’ambientazione, già usata in svariati altri titoli, potrebbe lasciare un po’ di amaro in bocca ai giocatori più intransigenti (non è raro vedere al tavolo elefanti carnivori o formiche più in alto nella catena alimentare dei dinosauri), ma si adatta perfettamente a un pubblico ampio, anche alle prime armi, sebbene la durata delle partite non proprio contenuta non ne faccia un vero e proprio introduttivo.
La presenza della fortuna è evidente, come in tutti i giochi di prese di carte, ma non risulta invadente, lasciando la possibilità ai giocatori di variare tattiche e strategie in corso d’opera, grazie a qualche twist interessante come il diverso esito dell’ultima mano e il numero variabile di giocate.
Peccato per i materiali e qualche scelta grafica discutibile, che potrebbero impedirne la diffusione su larga scala, perché alla fine Darwinning! risulta molto divertente per una vasta gamma di giocatori e si fa apprezzare sia da giocatori alle prime armi che da gamer incalliti. Provatelo.

Plance

PLAYLIST
Come al solito vi lascio alla mia personalissima “colonna sonora” da abbinare al gioco appena recensito:

  • Fatboy Slim – Right Here, Right Now [1999]
    Questa canzone raggiunse il secondo posto nella classifica inglese e che ha avuto un discreto successo anche in Italia. La melodia di base della canzone è stata campionata dalla canzone di James Gang “Ashes, the Rain & I”. Il testo decisamente basico è un sample della voce di Angela Bassett che dice “Questa è la tua vita, proprio qui, proprio ora!” dal film Strange Days. Il video musicale, prodotto e diretto da Garth Jennings e Nick Goldsmith, andò in onda per la prima volta nel marzo del 1999 e mostra l’evoluzione della vita sulla Terra a partire dai primi organismi unicellulari.
  • Rezophonic – Evoluzione [Rezophonic 2 Nell’Acqua – 2011]
    Per gli amanti della musica italiana, segnalo questo pezzo del “supergruppo” fondato nel febbraio 2006 da Mario Riso, batterista rock nonché cofondatore dell’emittente satellitare Rock TV, che si basa sulla realizzazione di dischi in cui i brani scritti da Mario vengono interpretati da artisti italiani, i cui ricavati sono devoluti all’AMREF per un progetto idrico in una regione tra Kenya e Tanzania. Tra i vari artisti che hanno partecipato al progetto segnalo Caparezza, Cristina Scabbia (Lacuna Coil) e Roy Paci.
  • Pearl Jam – Do the Evolution [Yeld – 1998]
    Altro pezzo della mia band preferita. Questo brano, pur non essendo mai stato pubblicato come singolo, ha raggiunto una buona posizione nella classifica rock di Billboard e ricevette una nomination ai Grammy Awards nella categoria Best Music Video: non è un caso che il video musicale d’animazione fu diretto da Kevin Altieri, conosciuto per la serie animata di Batman, e Todd McFarlane, noto per il fumetto Spawn e per le versioni “esagerate” di Spider Man e Daredevil, che vi consiglio di recuperare.

Buon ascolto!

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