Arriva un momento, nella vita dei vostri figli, nel quale incominciano a interagire e voi decidete di lanciargli una palla o un qualsiasi altro oggetto…
Il momento successivo rimanete basiti, perché vostro figlio è ancora lì, in attesa della palla, che nel frattempo è rotolata oltre a lui e sta facendo il giro del mondo.
Diciamo la verità: un bambino di due o tre anni non ha ancora capacità eccezionali nella gestione del proprio corpo e dei riflessi.
Data l’indole competitiva di ogni buon padre, avete solo due possibilità per risolvere il problema: allenarlo durante la notte a scapito del sonno oppure cercare un gioco che gli permetta di migliorare queste capacità, divertendosi.
Sfortunatamente mia moglie ha stoppato alla prima notte i nostri allenamenti, poiché “voleva dormire”, e così ho dovuto ripiegare sul gioco.
Ecco allora che vi presento Sai Fare Come Me?, un gioco di Clementoni della linea Sapientino, della durata di 15 minuti e fruibile dai 3 anni. Gabriele lo identifica con “Il Gioco degli Animali”.
MATERIALI
Sai Fare Come Me? è composto da 56 tessere di cartone (suddivise in due colori, verdi e rosse), 4 oggetti (un cerchio, un disco, un cubo e una pallina) e una plancia.
La scatola è, come spesso accade per questi giochi, sovradimensionata, tuttavia l’editore ha pensato di usarla come segnapunti, quindi diventa funzionale all’esperienza.
Le tessere sono divise in 46 tessere azione da imitare e 10 tessere Lupo. Su ogni tessera da imitare c’è un animale e lo stile è adatto al target per cui il gioco è proposto.
Le tessere sono robuste e resistenti: materiali, quindi, promossi a pieni voti.
Il regolamento presenta una sezione nella quale spiega precisamente, tessera per tessera, quale dovrebbe essere l’azione desiderata: l’ho trovata una cosa non indispensabile, ma ho apprezzato che non sia stato lasciato nulla al caso.
GAMEPLAY E IMPRESSIONI
Sai Fare Come Me? è un cooperativo: bisogna girare 12 carte azione, imitare ciò che fanno gli animali rappresentati e poi porle negli appositi alloggiamenti all’interno della scatola.
Se riusciremo a fare questo prima di collezionare 4 carte lupo e riempire la plancia di gioco vinceremo, altrimenti subiremo una sonora sconfitta.
In questo caso è evidente come il gioco sia un pretesto per spingere i bambini a eseguire le azioni che trovano raffigurate sulle carte e migliorare le proprie abilità motorie, ma anche quelle legate al pensiero e interpretazione di immagini.
Il gioco in sé risulta infatti semplice con livello di sfida assai moderato, sia perché le azioni sono sempre considerate valide sia perché il numero di lupi presenti è limitato rispetto al totale delle carte e, a meno di sfortuna clamorosa, difficilmente perderete la partita.
Questo per bambini piccoli è sicuramente un pregio: sanno che i lupi ci sono e sentono come reale la possibilità di perdere, ma in realtà essa non si realizza quasi mai; tuttavia è, allo stesso tempo, una barriera forte per i bambini più grandi, che probabilmente lo troveranno poco sfidante.
La cosa è comunque corretta, a mio parere, se pensiamo che anche le azioni non sono certo complicate da eseguire per bambini in età scolare.
I livelli di difficoltà sono due: uno verde (consigliato dai 3 anni), dove ci si limita a imitare animali con il proprio corpo, e uno rosso (dai 4 anni), nel quale entrano in gioco gli oggetti.
Personalmente ho notato che non c’è un netto cambio di difficoltà per un bambino di 3 anni e quindi le uso insieme, cosa peraltro suggerita dal regolamento. Gabriele quando pesca azioni con gli oggetti, avendo questa interazione che presenta una novità, è tendenzialmente più contento.
COSA SI IMPARA DA QUESTO GIOCO
In questo gioco si impara a guardare un’immagine e comprenderla in modo da replicarla.
Si mettono alla prova le proprie abilità nello spazio e nella manipolazione di oggetti.
FINO A QUANDO POSSO GIOCARE
Per la mancanza di vera sfida lo trovo veramente adatto per bambini in età prescolare, che potranno mettersi alla prova in movimenti sì semplici, ma che potrebbero avere difficoltà a fare.
Come ho già commentato, bambini più grandi possono senz’altro unirsi facilmente e in gruppo funziona, ma oltre i 6-7 anni non lo proporrei.
IN QUANTI CI POSSO GIOCARE
Il regolamento non prevede limitazioni in alcun senso e mi trova d’accordo: il gioco funziona in solitario come in gruppo e non essendoci giudizio sul quanto vengano correttamente fatte le azioni, si può sia fare a turno che imitare tutti insieme.
Io l’ho usato alla festa di compleanno di mio figlio con 15 bambini e ha funzionato, anche se ho avuto l’accortezza di rimuovere le azioni con gli oggetti.
PERCHÉ GIOCARE CON MAMMA
La mamma, al solito, appena vede gli animali va in brodo di giuggiole.
Vedere la mamma fare tutte le azioni, piegarsi e tirarsi è divertente per i bambini e soprattutto per il papà (vale anche l’inverso…).
GABRIELE DICE:
“Ma questo ha solo una gamba…” (la volpe con le gambe sollevate)
“Questo è difficile” (qualsiasi tessera, compresa l’orso che dorme)
“Ma la tartaruga non corre… è in letargo…” (comprensibili dubbi stagionali, essendo dicembre)
“Nooo, il lupo…” (se pesca il Lupo)
CONCLUSIONI
Questo gioco è decisamente diverso da quanto siamo abituati a trovare in commercio. Il gioco è il mezzo per permettere al bambino di affinare le proprie capacità, scoprire il proprio corpo, imparare a guardare un’immagine e relazionarla nello spazio.
La longevità, per questi stessi motivi, è limitata: tuttavia, dato il prezzo molto competitivo e la qualità dei materiali, mi sento di consigliarvelo caldamente.
Si ringrazia l’editore per la copia di review.
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