Pronti a mettervi in gioco musicalmente per giocare e divertirvi? Continuate a leggere…
I MATERIALI
Scatola di dimensioni quadrate – sovradimensionata se non per il tabellone – dentro la quale si possono trovare:
- il tabellone;
- 110 carte (divise in 2 mazzi da 55, uno per i grandi e l’altro per i piccoli);
- 7 pedine nota in legno in sette colori differenti, seguendo l’associazione nota-colore maggiormente diffusa;
- 1 dado in legno.
IL GIOCO … OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Il Giocatore al proprio turno lancia il dado e fa avanzare la propria pedina di tante caselle nota quante
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| il tabellone |
indicate dal dado; se la pedina arriva esattamente sulla casella della propria nota (pedina e bollino dello stesso colore) è il caso fortunato, perché si fa avanzare la propria pedina di altrettante caselle (in pratica raddoppiando il punteggio del dado) e poi si conquista una carta nota senza dover effettuare la prova. Se invece la pedina arriva su una casella diversa dalla propria nota, si deve superare una prova per poter conquistare la carta.
Le prove per far indovinare il brano sono:
- fischiettarlo,
- canticchiarlo a bocca chiusa;
- cantarlo con una parola sbagliata o omettendo una parola
- mimare il titolo o parte del testo indicata dalla carta.
Per far indovinare lo strumento si può:
- mimare mentre lo si suona;
- disegnarlo;
- simularne il suono.
C’è poi sempre la possibilità che si debba fare una domanda e si debba dare una risposta, spesso a risposta multipla.
La partita finisce quando un giocatore riesce a completare la sequenza delle 7 note, considerando anche la propria e una eventuale carta jolly.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
CreativaMente mi mette sempre in difficoltà, quando gioco ad uno dei loro giochi mi faccio una prima impressione, che puntualmente viene smentita dopo alcune partite in cui mi faccio una nuova impressione, che anche questa viene smentita dopo un numero cospicuo di partite; mi succede praticamente sempre così e anche E’ Tutta un’Altra Musica, non ha fatto eccezione. Tralascio prima e seconda impressione per parlare invece di idee consolidate dopo un buon numero si partite.
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| scala |
Inizio citando il regolamento: Questo gioco avrebbe potuto chiamarsi semplicemente PLAY! Ci piaceva il fatto che in inglese suonare e giocare fossero una parola sola. Invece il nostro gioco È (anche) TUTTA UN’ALTRA MUSICA perché rende quest’arte più accessibile, divertente e stimolante, che rende bene quale sia l’intento, direi riuscito, del gioco, che vuol fare giocare con la musica. Il gioco rende al massimo in quattro-cinque giocatori, dal momento che in sei sette c’è forse un pochino di downtime, soprattutto nel caso di un dado poco amico che non fa interagire in maniera diretta i giocatori, ma si limita a far risolvere quesiti. E’ comunque positiva la possibilità di arrivare a sette giocatori, diventando quasi un party-game, ovviamente, proprio in quest’ottica, E’ Tutta un’Altra Musica è tanto più divertente quanto più i giocatori sapranno mettersi in gioco.
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| .. trova l’intruso |
Sicuramente positiva la possibilità di avere un doppio livello di difficoltà in base all’età dei giocatori, che vedono, in un qualche modo livellata la difficoltà in base alle proprie conoscenze. Qualche perplessità mi rimane sulla longevità del gioco, dal momento che le carte a disposizione non sono molte e che sebbene giocabili in sei modalità differenti rappresentano un numero comunque esiguo di canzoni, inoltre di materiale su cui lavorare ce ne era in abbondanza; qualche altra piccola perplessità anche su alcune scelte del mazzo per i più piccoli (ci sono canzoni secondo me non adatte al mazzo e mancano ad esempio alcune canzoni che, personalmente avrei messo, ma qui si va nel molto personale). Citando dalle regole “Se il GdT non conosce il brano musicale può cambiare carta, mettendola sotto il mazzo e cercando nel mazzo la prima carta dello stesso colore” che dimostra come in CreativaMente siano proprio buoni (il clima natalizio li avrà influenzati 😊 )
Mi piace molto la parte di interazione, il mimo (davvero difficile mimare alcune canzoni) in primis, ma anche canticchiare la canzoni non è per nulla semplice, mi piace meno la parte di domande, che, a mio giudizio occupa una parte troppo rilevante del gioco, ma d’altronde, ha il vantaggio di accelerare il reperimento delle note da parte dei giocatori, facendo in modo che l’esperienza di gioco non risulti essere troppo lunga in relazione alla tipologia di gioco.
Sempre in ottica di interazione carina l’idea di posizionare ai quattro angoli del tabellone delle caselle ‘azione speciale’, che permettono ad esempio di rubare o cedere delle carte nota agli avversari.
Il regolamento indica il gioco come 6+. Mi trovo sostanzialmente d’accordo con la scelta anche in relazione al mazzo di gioco modulabile sull’età.
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che “la musica è l’unico linguaggio nel quale non puoi dire una cosa meschina o sarcastica” John Erskine.
Ecco quindi cosa si può imparare giocando a E’ Tutta un’Altra Musica:
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| viaggio in musica |
- l’associazione nota colore (che a dire il vero non conoscevo nemmeno io esserci, non si smette proprio mai di imparare);
- a mettersi in gioco mimando e fischiettando di fronte ai compagni di gioco;
- a valutare quale sia l’azione migliore a proprio svantaggio (cedere una carta) senza avvantaggiare troppo gli avversari;
- a conoscere la musica: delle canzoni agli strumenti musicali.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
L’età indicata sulla scatola è 99 anni, direi che per la tipologia di gioco può essere vero, soprattutto se si pensa di giocarlo in famiglia trasversalmente a tutte le generazioni a partire dai nonni per finire con i nipoti.
Si ringrazia l’editore per la copia di review fornita.
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