Ecco come si presenta Loch Ness gioco Red Glove del mio conterraneo Walter Obert illustrato da Valentina Fontana, nella sua nuova edizione rivisitata. Al gioco si può giocare da due a quattro (cinque?) giocatori, a partire dai cinque anni in partite che dureranno venti minuti circa.
- la Pedine di Nessie (divisa tra Testa, Corpo, Coda),
- un dado a dieci facce di grosse dimensioni,
- cinque tessere righello Montafoto,
- cinquanta tessere Frammenti di Fotografie,
- una tessera Primo Giocatore,
- dodici Sagome Personaggio con stand-up in cartone in cinque diversi colori con due personaggi per colore, ad eccezione dei colori verde e viola che hanno tre personaggi,
- un Tabellone che raffigura il famoso lago di Loch Nesss
- SPOSTARE IL FOTOGRAFO: Se vuole il giocatore può spostare uno dei suoi fotografi in un nuovo punto di osservazione. Se il punto scelto è occupato dal fotografo di un altro giocatore, quel giocatore sposta il suo fotografo in un altro punto di osservazione libero a sua scelta e pesca un frammento da uno dei mazzetti a suo piacere. Se il frammento gli interessa lo
posiziona sopra o sotto il righello monta-foto nello spazio corrispondente, altrimenti lo rimette sotto il relativo mazzo.
- TIRARE IL DADO: il giocatore tira il dado. si sposta Nessie del numero di caselle corrispondenti cercando di portarla il più vicino possibile ad uno o più dei suoi fotografi o se escono le onde lo si muove a proprio piacimento sul tabellone.
- SCATTARE LE FOTO: In questa fase, tutti i giocatori devono osservare i propri fotografi, uno alla volta, nei loro punti di osservazione. Da ogni punto di osservazione partono tre linee bianche che collegano quel punto a tre caselle Lago. Se sopra le caselle Lago collegate con il punto di osservazione del proprio fotografo si trova una o più parti di Nessie, quel giocatore pesca altrettanti frammenti di foto del tipo indicato nel punto d’osservazione (panchina, faro, cespuglio, pontile o barca). Dopodiché il giocatore guarda i frammenti che ha pescato e sceglie se tenerne o meno uno solo!
ottimizzare, possibilmente, le foto che si faranno al mostro, mentre il dado (super bello) dona quell’imprevedibilità che fa sì che il gioco non risulti essere troppo meccanico (e quindi noioso). Mi piace anche il fatto che l’interazione sia potenzialmente premiante per chi la subisce che certo sposterà un fotografo in maniera forzata, ma allo stesso tempo pescherà una tessera.
Il gioco è ottimale in tre o quattro giocatori, quest’ultima configurazione è quella che io preferisco; il gioco dà (anche se il regolamento lo sconsiglia) la possibilità di giocare anche in cinque giocatori, ho fatto una sola partita e confermo che, comunque, ci si può giocare senza troppi problemi. In due si assegna un fotografo in più ad ogni giocatore, ma mi sembra che così il gioco sia un po’ troppo libero e si venga a perdere quasi completamente la parte di interattività, quindi è la configurazione che mi è piaciuta di meno. Da ultimo segnalo una scelta particolare (e che non so valutare sino in fondo) il manuale si chiude con una parte di consigli su come giocare, che se a un lato aiuta il giocatore a giocare al meglio sin dalla prima partita, dall’altro fa sì che non sia il giocatore che scopra il gioco attraverso la sua esperienza durante le diverse partite giocate. Una piccola pecca, soprattutto nell’ottica di Loch Ness come gioco per bambini, è nel computo del conteggio dei punti per determinare il vincitore del gioco che all’inizio non è chiarissima per i bambini meno abituati a giocare.
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che fotografare è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore, Henri Cartier Bresson.
- importanza di piazzare strategicamente i propri fotografi (e muovere Nessie) per trarre dei vantaggi dal turno di gioco e possibilmente evitare che lo stesso movimento avvantaggi anche altri giocatori;
- i dadi non sono solo dadi a 6 facce e ce ne sono alcuni che sono particolarmente belli, sembra una constatazione banale ma non lo è!
- interagire in modo sia costruttivo sia distruttivo con gli altri giocatori.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Difficile immaginare una età sino a quando ci posso giocare, la mia idea è che questa nuova versione abbia una maggiore longevità rispetto alla precedente e in famiglia si possa giocare con molta più soddisfazione rispetto alla precedente versione, anche per i genitori un po’ più abituati a giocare, di sicuro non è il giocone da tenere per tutta la vita, ma la sua bella figura nel vostro scaffale dei giochi la può fare per un po’ di tempo.
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Si ringrazia l’editore per la copia di review fornita.
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