scritto da TeOoh!
C’è una sorta di “regola non scritta” che fa pensare ai giochi in scatola-piccola di sole carte come facilmente fruibili da tutti. Certo, tutti abbiamo in testa un esempio di gioco che viola questa regola, ma allo stesso tempo, ne cadiamo invariabilmente vittime di tanto in tanto.
Se volete aggiungere una tacca alle eccezioni di cui sopra, vi segnalo Fly Down, per 2-6 giocatori, di Emanuele Briano, durata 15 minuti, edito dalla Move the game edizioni.
La minutissima è: ogni giocatore inizia con 2 carte rivolte verso di sè e 3 rivolte verso gli avversari. Ognuna ha un valore da 1 a 8. Ponendo domande e scambiando carte con il mazzo o con gli avversari, si dovranno scoprire i valori delle carte non note. Quando due giocatori riescono a rivelare tutte e 5 le carte, si faranno punti pari ai valori di ciò che ognuno ha in mano, perdendo però 2 punti per la carta di valore più alto per ogni colore in gioco. Chi ha più punti, vince.
Il gioco, avrete subito notato, nasconde una parte deduttiva e matematica non indifferente. A partire da una situazione in cui vi sembrerà di non poter capire nulla di ciò che avete in mano, pian piano carpirete indizi e eliminerete alcune ipotesi. Persino ascoltando le domande poste dagli altri, potrete in qualche modo intuire che cosa stiano realmente vedendo.
Ad aggiungere complessità al raggiungimento della vittoria, c’è quel sistema del calcolo punteggio. Vorrete avere in mano i valori più alti possibile, ma evitando che siano i più alti in gioco per non perdere punti: dovrete quindi “volare basso”, come suggerisce il titolo, ma non troppo! O farete davvero pochissimi punti.
A livello di scalabilità ci siamo. E’ più difficile seguire bene il flusso delle domande in 6 giocatori, ma allo stesso tempo, le informazioni viaggiano molto più velocemente. Man mano che si scende verso i 2, la partita diventa più un calcolo dei punteggi nelle mani, perchè la deduzione risulta più immediata.
Devo trovarci qualcosa? Che purtroppo questo tipo di ragionamenti può spaventare qualcuno. Se non riuscite ad entrare nel flusso mentale, vi sembrerà di brancolare nel buio. Mentre gli altri vi dicono “ma come? Non hai capito che carta hai qua?” e sembrano impazienti del loro turno per svelare l’ultima carta coperta, voi guarderete le vostre carte avendo eliminato giusto un paio di opzioni, grazie alle carte scoperte in tavola.
E’ uno dei tipici giochi sì-no.
Vi lascio quindi al video di approfondimento. Buona visione!
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