- 4 robot di plastica, nei colori viola, verde, rosso, blu;
- 4 tabelloni double face, con una griglia 6×6, ognuno ha un lato con caselle solo vuote e

materiali in gioco l’altro con muri e caselle speciali;
- 4 plance giocatore;
- 1 set di 33 carte per ogni giocatore;
- 24 tessere speciali;
- 12 gettoni danno;
- 13 coppe;
- 1 stand-up primo giocatore con un robot disegnato;
- 24 schede di allenamento.
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| un po’ di carte |
Per muovere il proprio robot si ha a disposizione un mazzo di carte personale che contiene i vari movimenti (avanza di una casella, ruota a destra, ruota a sinistra, x2, x3). Lo stesso mazzo di carte ha anche delle carte speciali che arricchiscono il gioco, ci saranno ad esempio spara, ripara i danni, metti una tessera, esegui routine, …
Prima di iniziare i giocatori prendono 7 carte dal proprio mazzo che costituiscono la dotazione iniziale. Al proprio turno ogni giocatore programma sulla propria plancia tre movimenti, eventualmente con il moltiplicatore; nel caso ci siano anche le carte speciali si può programmare o il movimento o l’esecuzione di una delle carte speciali.
Quando tutti i giocatori hanno programmato le tre azioni (con eventuali moltiplicatori) a partire dal primo giocatore si eseguono le indicazioni della prima carta per tutti i giocatori, poi della seconda carta e infine della terza. Viene passata la pedina primo giocatore e tutti, dopo aver riportato la propria mano a 7 carte, riprogrammano le tre azioni da eseguire. Il primo giocatore a raggiungere la casella di destinazione con la coppa sarà proclamato vincitore.
Nel caso che durante il movimento ci si muova su una casella occupata da un altro robot questo verrà spostato su una casella adiacente. Qualora gli spari colpiscano un altro robot in gioco questo aggiungerà alla propria plancia personale un gettone danno e, nell’eventualità che si arrivi a tre danni, il giocatore salterà il turno successivo per riparare i danni accumulati.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
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| Risolvimi! |
si parte dal percorso con le tappe intermedie (ovvero tutti i robot devono passare da delle tappe prima di arrivare alla casella di destinazione), per arrivare al set di carte che si possono usare, per finire con le tessere che si possono aggiungere nel percorso in modo da rendere il tutto sempre maggiormente complicato. Saranno i giocatori a decidere quando/come/se introdurre una o più di queste stratificazioni di complessità. Molto positivo, a mio giudizio, il fatto che si possa (si debba a un certo punto) creare un proprio percorso personalizzato che se allunga i tempi di set-up, pone anche i giocatori di fronte a una consapevolezza sulle modalità di gioco già prima di iniziare a giocare; inoltre questo garantisce una certa variabilità alle partite.
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| programmazione |
I difetti maggiori che vedo nel gioco sono un regolamento lacunoso e da interpretare: è vero che le casistiche sono molte, ma ci sono davvero pochi esempi e in più di una situazione ci siamo chiesti: “E adesso che facciamo?”. Sicuramente il target del gioco è il compratore non avvezzo al gioco in scatola (e quindi non avvezzo a leggere un certo tipo di regolamento), quindi un regolamento semplice da leggere è un vantaggio in relazione al target dell’utenza del gioco, ma, personalmente, vedo due problemi: il primo che se il gioco finisce nelle mani di giocatori abituali, avranno la sensazione di incompletezza nella lettura del regolamento e poi, forse, educare a un certo tipo di lettura anche chi non è completamente dentro al mondo ludico potrebbe essere utile e interessante.
Se questo è un peccato veniale, molto più grave il fatto che, a mio giudizio, il target di età del gioco sia completamente sbagliato.
Sul gioco viene riportata la scritta 5-10 anni, ma mi lasciano perplesso sia il 5 sia il 10; forse un bimbo di 5 anni potrà risolvere le schede più semplici, ma di sicuro non sarà in grado di giocare una partita completa (del resto, le stesse istruzioni indicano che le modalità con più giocatori sono rivolte a bambini dai 6 anni in su); inoltre nelle varie esperienze il gioco è stato spesso (anche se non sempre) più apprezzato dai genitori che dai bambini, confermandomi che quel 10 è un numero troppo basso; sono sempre stato critico con le indicazioni inadeguate per l’età e in questo caso lo sono pure un pochino di più.
Altra cosa da far notare è che il gioco può rischiare di essere un po’ lungo come tempistiche rispetto all’esperienza di gioco, problema questo ampiamente superabile con un set-up adeguato.
Per la nota nostalgia, invece, aggiungo un’ulteriore idea del perché si può parlare di programmazione: un carissimo amico dopo la partita mi ha detto “sono tornato bambino, quando impostavo i diversi movimenti con la macchina radiocomandata e questa eseguiva le routine come da me indicato”.
In sintesi questo La Sfida del Coding è un bel gioco, interessante e che pone i giocatori proprio davanti a una bella sfida di abilità: ha qualche difetto sicuro, ma i pregi li superano ampiamente ed è un gioco che mi sento di consigliare qualora si voglia far imparare a ragionare i propri figli attraverso il gioco e il marchio STEM – acronimo di Scienza (Science), Tecnologia (Technology), Ingegneria (Engineering) e Matematica (Mathematics) – gli conferisce quella dignità che oggi è tanto ricercata nei giochi che regaliamo e facciamo giocare ai nostri piccoli.
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| verso le meta |
- innanzitutto si impara il movimento e l’orientamento nello spazio e a ragionare sulla posizione del robot (vi assicuro che non è facile: abbiamo sbagliato tutti almeno una volta, adulti compresi, perché il riferimento è sempre il robot e non la posizione in cui siamo seduti al tavolo);
- gestione della mano e ottimizzazione delle risorse che si hanno, ma anche consapevolezza che, in un mazzo, prima o poi le carte di un certo tipo arriveranno;
- qualche prima parola di programmazione come ruotine e qualche primissimo concetto di programmazione;
- a sparare ai nemici avversari e che giocare coi robot è figo;
- allenare la capacità di problem solving;
- fare il setup di un gioco, che può richiedere un minimo di tempo e un po’ di logica.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
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