Scritto da Dedalus.
Nel nostro viaggio a ritroso nel tempo non potevamo non fare nuovamente tappa nell’Antica Roma. Scoprire come le usanze degli antichi Romani fossero tanto simili alle nostre ci lascia spesso senza parole e ci fa sentire parte di un unico grande continuum storico quasi senza interruzioni.
In realtà questo continuum credo si sia interrotto con l’avvento degli Smartphone e dei videogiochi portatili che hanno radicalmente cambiato il modo di giocare! Ragazzini che lanciano dadi o sassolini sdraiati sui pavimenti dei cortili, che lanciano monete o litigano sulla regolarità dei lanci se ne vedono ben pochi!
Ma a noi, figli di un’altra generazione, piace ricordare come ci divertivamo con poco da bambini e l’immagine marmorea del “Fanciullo che gioca con i dadi” (una famosa statua conservata nel museo Archeologico di Berlino) sembra quasi rappresentazione del nostro tempo più di quello romano.
Anche a Roma si giocava con veri e propri Giochi da Tavolo che addirittura eranouna vera e propria eredità di altre culture precedenti. Con un po’ di pazienza vennero effettuati dei veri e propri Upgrades che nel corso dei secoli hanno reso questi passatempi dei veri e propri capolavori intramontabili come gli Scacchi, il Backgamon, il Tris ecc..
Ma dietro a questa facciata spensierata e innocente si cela un’ombra che è rimasta immutanta nel corso dei secoli: il Gioco d’Azzardo. Se da un lato siamo abituati ad associare tale fattispecie alla scommessa monetaria su di un gioco con un’alta componente di rischio dall’altro sembriamo dimenticare che i giovani non hanno bisogno di una componente monetaria per scommettere su qualcosa. Scommettere delle figurine, dei sassolini o delle noci su un qualsiasi gioco permette ai givani di concretizzare questa fattispiecie e senza un’adeguata guida da parte dei genitori, come sappiamo, la situazione può degenerare molto rapidamente.
Nell’antica Roma, come oggi, l’indebitamento era all’ordine del giorno e le leggi stesse non furono mai sufficienti per impedire il diffondersi di questa “febbre del gioco”.
Ma tornando a noi… giocate, ma giocate sempre responsabilmente!
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