[nonsolograndi] The Frog Kiss

scritto da cogo71 (Andrea C.)

Se siete appassionati delle favole dei fratelli Grimm o se il vostro passatempo preferito è scomporre brani letterari attraverso l’analisi jungiana e discernere sul significato dello stagno e della rappresentazione dell’uomo-rana , be’… forse potreste anche non essere interessati a questo gioco, ma se siete i genitori (nonni, zii, o cugini va bene lo stesso) di una/un fan sfegatata/o delle Principesse Disney, allora forse dovreste prendere in considerazione questo titolo del nuovo editore italiano Doppio Gioco: The Frog Kiss.
La scatola promette di intrattenere al tavolo da 2 a 5 giocatori dai 6 anni di età in su, per 10-15 minuti a partita, grazie all’inventiva di Martino Chiacchiera e alle illustrazioni di Marina Fischetti. Si tratta principalmente di un gioco di destrezza con una “spruzzatina” di collezione set di oggetti, o come avrò modo di spiegare meglio di seguito, d’insetti.

Ringrazio l’editore Doppio Gioco per la copia di review concessa.

COME SI GIOCA
Di solito prima di questo paragrafo inserisco quello sulla descrizione dei materiali, ma in questo caso credo sia più giusto invertirli; d’altro canto, la stessa trama di gioco ribalta un archetipo tipico delle fiabe: infatti questa volta non sarà la principessa di turno a dover baciare un principe-ranocchio con malcelato disgusto, bensì saranno i ranocchi a contendersi il bacio dell’unica aspirante al trono, disponibile nei pressi del loro stagno.
Come al solito questo paragrafo non ha lo scopo di riassumere il regolamento, bensì di dare un’idea globale delle meccaniche. Ma andiamo con ordine.
Ogni giocatore impersona un principe trasformato in un ranocchio dal malvagio stregone di corte, che vuole sposare la Principessa con l’inganno. Come in ogni favola che si rispetti, per fermare lo stregone, i principi dovranno tornare umani baciando la principessa.
Innanzitutto si dispone al centro del tavolo il tabellone pieghevole, che rappresenta lo stagno su cui si daranno battaglia i simpatici anfibi. Successivamente si dispongono su di esso un certo numero di tessere ninfea, variabile a seconda del numero dei partecipanti, rispettando l’unica regola che ogni ninfea deve toccarne almeno altre 2 e al centro di una di queste si posizionerà il meeple bianco, che rappresenta la principessa. Per finire, sul resto del tabellone (ma fuori dallo spazio occupato dalle ninfee) si disporranno in maniera casuale – ma rigorosamente “in piedi” (ovvero in verticale) – i segnalini che rappresentano le tre tipologie di insetti presenti nel gioco: mosche, farfalle e libellule. Una volta terminato il setup dello stagno ogni giocatore sceglie una rana di colore diverso, si decide chi sarà il primo giocatore e ogni concorrente colloca (questa volta in ordine inverso di turno) il proprio principe ranocchio su una ninfea libera. L’obiettivo è quello di raccogliere 6 insetti, condizione necessaria per tentare di baciare la principessa. Il primo giocatore che riesce a baciarla tornerà umano e sarà il vincitore.
A ogni turno ciascun giocatore può eseguire fino a 2 azioni (anche uguali) a scelta tra:

  • Azione Ninfea: il giocatore può spostare una ninfea vuota e collocarla a contatto con almeno altre 2 ninfee;
  • Azione Balzo: il giocatore può spostare la propria rana su una ninfea libera che tocca quella che lo ospita attualmente;
  • Azione Rimbalzo: il giocatore sceglie un ranocchio avversario che si trova su una ninfea che tocca la propria e contestualmente una ninfea libera quindi rimbalza sopra la Rana in questione, fermandosi sulla ninfea vuota;
  • Azione Lingua: innanzitutto il giocatore orienta come preferisce la Rana all’interno della ninfea che lo ospita, quindi premendo sulla schiena del ranocchio ne fa fuoriuscire la lingua (il principio ricorda il giocattolo tipico del carnevale chiamato lingua di Menelik) cercando di stendere o di buttare fuori dallo stagno uno o più Insetti. Se ci riesce questi entreranno a far parte della propria collezione. Una volta raggiunto il numero di insetti richiesto, si può usare la medesima Azione Lingua per cercare di baciare la principessa.
Il regolamento propone anche una serie di regole “extra” da introdurre dopo le prime partite, che aumentano la variabilità e la profondità delle partite.

Tra i segnalini delle tre specie di insetti ce ne sono alcuni più grandi, chiamati insetti regali: catturare uno di questi insetti giganti consente di spostare la principessa per impedire un facile approccio agli avversari o favorire la propria strategia. Tra i materiali di gioco troviamo sia delle carte ranocchio, che delle carte principessa: le prime definiscono per ogni ranocchio delle abilità particolari, che aumentano l’asimmetria delle strategie, mentre le seconde abilitano poteri speciali, che possono essere sfruttati dai ranocchi per raggiungere il loro scopo o per ostacolare gli avversari in vantaggio.

I MATERIALI
La scatola è fin troppo generosa in quanto a dimensioni: secondo me, qualche sforzo in più per contenere gli ingombri poteva essere fatto e in effetti, dopo aver defustellato i vari componenti, gli spazi vuoti all’interno abbondano e per chi ha la libreria già al limite della capienza è un vero cruccio.
Nella scatola troviamo il regolamento, un tabellone/stagno, 10 tessere ninfea di diverso diametro, 5 rane (rossa, verde, blu, gialla e viola), 5 carte ranocchio (fronte/retro), 5 carte principessa (fronte/retro) e 45 segnalini insetti suddivisi in: 15 mosche blu, 15 farfalle rosse e 15 libellule verdi.

Il regolamento è scritto in maniera molto chiara e fluida e presenta anche alcuni esempi esplicativi: la grafica è “fumettosa” come giusto che sia per il tipo di gioco. Il tabellone è in cartoncino piuttosto spesso, tanto che nelle prime partite farete un po’ fatica a tenerlo perfettamente aderente al tavolo, a causa della piegatura centrale. Le tessere ninfea sono costituite dello stesso cartone e presentano una grafica che si sposa perfettamente con quella dello stagno. Le rane, che sono le vere protagoniste di questo titolo, sono molto carine e “pucciose” il giusto, inoltre, a una prima analisi, direi che dovrebbero resistere anche alle ripetute pressioni cui saranno sottoposte durante le partite. Qualche dubbio invece rimane sulla durata delle lingue dei rospetti: queste ricordano le lingue di Menelik, infatti sono costituite da una sorta di palloncino gonfiabile (di quelli stretti e lunghi) che rimangono arrotolati su se stessi finché non si spinge con il dito sulla schiena del ranocchio. Con un colpo deciso, applicato nel punto giusto, l’aria gonfia il palloncino e così la lingua si allunga in avanti proprio a ricordare la lingua di questi anfibi. Gli insetti in legno sono di pregevole fattura: grandi e dalla forma inequivocabile, dipinti con colori vivaci. Si posizionano facilmente in verticale come richiesto dal regolamento: una vera chicca.
Infine le carte: entrambi i tipi riportano un’iconografia molto chiara facilmente identificabile dopo un paio di partite, ma mentre quelle ranocchio hanno una grafica omogenea con quella del tabellone e della scatola, trovo quelle che identificano le principesse, illustrate con uno stile leggermente diverso, lievemente più realistico. Nulla di particolarmente grave, anche perché si tratta di ottimi disegni e di certo non inficiano le dinamiche di gioco.

IMPRESSIONI
Una volta apparecchiato, il gioco non passa certo inosservato, sia per i colori del playmat che rappresenta lo stagno, che per i meeple che riproducono gli insetti, ma soprattutto per le rane: credo che qualsiasi bambino non possa passare di fianco al tavolo senza rimanerne folgorato; in più il meccanismo della lingua che si “srotola” e si allunga è al tempo stesso semplice e geniale.
Chiaramente il gioco è fortemente indirizzato a un pubblico giovane: applicando le sole regole base, penso possa essere proposto anche al di sotto dei 6 anni indicati sulla scatola, mentre, se si introducono le carte ranocchi e principesse, si possono far sedere al tavolo anche i più grandicelli (ma senza esagerare). Le partite scorrono velocemente anche per piccoli giocatori alle prime armi e questo favorisce il desiderio di cominciare subito un’altra partita. L’esperienza diretta vissuta con le mie figlie e i loro amici è che i più piccoli reggono tranquillamente 5/6 partite consecutive, i più grandi (dai 10 ai 13 anni) dopo la terza hanno già esaurito l’entusiasmo suscitato dall’esperienza ludica che il titolo può offrire.

Per quanto concerne la manualità richiesta dalla meccanica del gioco, sarà necessaria un po’ di pratica prima di trovare il posto esatto in cui spingere con il dito: infatti, a secondo del punto in cui viene applicata la forza, la lingua punterà più in alto o in basso, rendendo il colpo più o meno efficace per abbattere gli insetti o baciare la principessa. Un altro aspetto su cui porre attenzione e che mi ha lasciato qualche perplessità è la tecnica con cui effettuare l’azione lingua: se con una mano non si tiene ben salda la rana alla ninfea, mentre con l’altra si preme il dorso, può succedere che la tessera scivoli via sullo stagno/tabellone, il più delle volte causando un effetto domino su tutti gli insetti nelle zone adiacenti. Le prime volte e con i più piccoli, questa “strage di insetti” scatena veri e propri attacchi di ilarità, ma alla lunga o con concorrenti più grandi può creare qualche fastidio, soprattutto se la partita è già avviata, dal momento che è praticamente impossibile ripristinare in maniera precisa la situazione preesistente.
Il gioco gira ugualmente bene con qualsiasi numero di giocatori: ovviamente con cinque principi ranocchi al tavolo si allungano leggermente i tempi tra un turno e il successivo, ma niente di drammatico. Il setup casuale e l’utilizzo delle carte principessa garantiscono una buona variabilità, mentre a livello tattico e strategico c’è poco da dire, però, vista la fascia d’età a cui è rivolto il titolo, è stato centrato l’obiettivo.

Prima di concludere la recensione, aggiungo un paio di paragrafi mutuati dalle recensioni del nostro esperto della rubrica [nonsolograndi]: Simarillon (Davide).

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Innanzitutto i piccoli giocatori dovranno perfezionare le loro abilità di motricità fine: infatti impareranno a regolare forza e direzione dei colpi quando eseguiranno l’Azione Lingua per colpire gli insetti o baciare la principessa. Di solito i primi tentativi sono stile “spacco tutto”, ma ben presto questa tecnica si rivelerà poco efficace rispetto a una in cui si predilige accuratezza e precisione. Inoltre da non sottovalutare l’aspetto dell’interazione con gli altri nell’ostacolarsi a vicenda. Il gioco si presta a qualche dispetto e mai come in questo caso vale il detto: “chi la fa l’aspetti”.

FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Come anticipato sopra, con la guida di un adulto e con le regole “semplificate” The Frog Kiss è giocabile anche in età prescolare, ma dopo i 10/11 anni non offre il giusto livello di sfida necessario per attrarre un preadolescente.

CONSIDERAZIONI FINALI
The Frog Kiss è un gioco con materiali eccellenti e con una meccanica davvero originale: questi aspetti, uniti a una grafica adeguata al target di riferimento, rendono il tavolo su cui si allestisce il gioco proprio attraente. L’ambientazione, presa da un archetipo delle favole, e le regole semplici, ma modulabili, lo rendono un ottimo prodotto che può accompagnare i piccoli giocatori già in età prescolare, però difficilmente vi chiederanno di giocarlo dopo gli 11 anni.

PLAYLIST
Come di consueto, concludo la recensione con alcuni “consigli musicali”. Questa volta la ricerca è stata un po’ più difficile del solito, perché ho pensato di suggerire qualcosa di adatto ai più piccoli, ma senza dimenticare le mamme e i papà che si siederanno al tavolo per “arbitrare” le partite dei loro rospetti:

  • Cinque Piccole Rane Macchiate [non ho trovato nessun riferimento ad autori e interpreti]:
    Filastrocca per i più piccoli che però sembra fatta apposta per The Frog Kiss.
  • Enzo Jannacci – Zan zan le belle rane [Discogreve 1983]:
    Questo brano dell’eclettico artista milanese è stato scritto insieme al comico Massimo Boldi (che ha a sua volta interpretato il brano anche insieme a Teo Teocoli). Il testo molto ironico è comunque intriso di ottimismo e positività, piace anche ai più piccoli grazie a un ritornello davvero simpatico e orecchiabile.
  • Peter Gabiel – Kiss That Frog [Us 1993]:
    La storia di questo brano dell’artista britannico ex Genesis è ispirata dal libro “The Uses of Enchantment. The Meaning and Importance of Fairy Tales” di Bruno Bettelheim. Il video, diretto da Brett Leonard, ha vinto l’MTV Video Music Awards per i migliori effetti speciali nel 1994.
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