scritto da Chrys
È recentissima l’uscita italiana di questo titolo (che chi ha partecipato alla nostra
Convention di giugno ha già potuto provare in anticipo) che aspettavo da un po’… era già recuperabile in inglese, ma se posso cerco sempre di aspettare le edizioni italiane, che ormai ci danno accesso a praticamente ogni titolo meritevole: un po’ per supportare le uscite future e un po’ perché così non avrò mai problemi a intavolarlo con qualcuno. 😉
Stiamo parlando di
Paper Tales (
2-5 giocatori, 30 minuti) una delle ultimissime fatiche di
Masato Uesugi, che probabilmente già conoscerete per altri suoi titoli come i due
Welcome to the Dungeon e
Lost Legacy: Second Chronicle (due mazzi extra sulla meccanica di
Lost Legacy); il titolo era stato presentato a Essen ed è arrivato sui nostri tavoli in italiano un paio di settimane fa grazie a
MS Edizioni.
Questa volta siamo davanti a un titolo più complesso rispetto agli altri per i quali è noto: infatti, pur rimanendo nell’ambito dei pesi medio-leggeri, abbiamo una notevole profondità tattica e un’altissima rigiocabilità, oltre a un impianto regole meno minimale del suo solito.
In Paper Tales ogni giocatore dovrà gestire un insediamento, sviluppando strutture e reclutando personaggi e creature sia a scopo offensivo/difensivo che per produrre risorse o attivare altri effetti. Dopo 5 epoche il giocatore col villaggio più prospero sarà il vincitore.
NELLA SCATOLA
In un box rettangolare medio (19x28cm) troviamo una plancia per segnare punti e turni, 81 carte personaggio, 25 carte edificio, alcuni dichetti di legno e circa 70 tra monete e token invecchiamento.
Le illustrazioni sono tutte di Christine Alcouffe, alla sua prima esperienza nel settore boardgame; ritengo abbia fatto un lavoro splendido con delle illustrazioni molto particolari. Naturalmente queste cose sono sempre soggette al gusto personale, ma trovo che abbia uno stile fresco e originale, sia nelle linee che nella colorazione… son curioso di sapere la vostra opinione sulla base delle immagini di questo articolo. ^__^
COME SI GIOCA
Il setup è semplicissimo: plancia in centro, 3 monete più 5 carte edifico ad ogni giocatore (fronte-retro con edificio base e avanzato) e si è pronti a partire. 😀
Ogni epoca è composta di sei fasi che sono: reclutamento, schieramento, guerra, rendita, costruzione e invecchiamento… vediamole in ordine.
Reclutamento
All’inizio di ogni epoca si pescano 5 carte personaggio a testa e si esegue un draft (
ovvero se ne mette una da parte, se ne passano quattro a sinistra ricevendone altrettante da destra, se ne mette un’altra da parte passandone tre e così via) fino a distribuirle tutte, ritrovandoci tutti con 5 carte personaggio da parte.
Schieramento
A quel punto le carte vanno piazzate coperte davanti a sé su due file da due e poi vengono rivelate in simultanea da tutti i giocatori: quando le si rivela bisogna pagarne il costo di “arruolamento” in monete che per molte carte è 0, 1 o 2… ma che può arrivare anche fino a 6 monete a seconda della potenza delle carte. Le due carte che abbiamo in prima fila saranno il nostro “esercito” mentre quelle in seconda fila saranno all’interno dell’insediamento.
Si confronta il proprio potere militare (la forza delle carte nella prima fila) con quello dei propri vicini (i giocatori a destra e sinistra); per ogni guerra dove si ha un valore di forza uguale o superiore al loro si ottengono 3 punti leggenda.
Rendita
Ogni giocatore riceve 2 monete di rendita più tutte le monete conferite da abilità speciali di personaggi o edifici.
Costruzione
Ciascuno può effettuare un’azione di costruzione oppure una di miglioramento di un edificio esistente. Ogni edificio ha infatti 2 costi: uno per cotruirlo a livello base e l’altro per portarlo a livello avanzato ed è anche possibile costruire un edificio direttamente a livello avanzato pagando subito il costo di entrambi i livelli… questi costi sono normalmete in risorse (legno, cibo o cristalli) che vengono prodotti dai personaggi schierati, ma non si conservano e accumulano da un turno all’altro.
Per costruire l’edificio bisogna anche pagare un costo per il lotto di terreno da edificare pari a 2 monete per ogni nostro edificio pre-esistente. Gli edifici durante il gioco danno rendite o vantaggi particolari e avendone almeno uno a livello 2 potremo schierare una carta personaggio in più nella prima fila.
Invecchiamento
In questa fase prima si scarta ogni carta personaggio del proprio regno con 1 o più segnalini invecchiamento sopra, dopodiché si piazza un segnalino invecchiamento su ogni carta personaggio del regno. Questo perché da un turno all’altro passa parecchio tempo (a livello di ambientazione) e i nostri personaggi quindi invecchiano e muoiono. Normalmente un personaggio resta in gioco un paio di turni, ma questo non è solo un timer di gioco e diverse abilità interagiscono con questa meccanica.
Questa struttura di turno la si ripete per le quattro epoche con due sole eccezioni: dal secondo turno in poi si inizia sempre con una carta personaggio da parte che ci resta dal turno prima (scelta tra quelle non usate) e inoltre nella fase schieramento dato che avremo delle carte “invecchiate” già a terra potremo scegliere quali sostituire (pagando il costo delle nuove) e quali mantenere in gioco (gratis).
Alla fine delle 4 epoche si guardano i punti ottenuti sommandovi quelli degli edifici (1 punto leggenda per gli edifici base e 3 punti per quelli a livello avanzato)… ovviamente chi ha più punti porta a casa la vittoria. ^__^
CONSIDERAZIONI FINALI
Un titolo con la giusta dose di tattica e pianificazione a medio termine e un regolamento ben strutturato. Non aggiunge nulla in termini di meccaniche, riutilizzando principalmente meccanismi già visti (draft, scontri militari passivi, sviluppo edifici, ecc.), ma mescolandoli e amalgamandoli in modo elegante, dando comunque l’idea di giocare a qualcosa di fresco.
A livello di complessità delle regole siamo davanti a una strana via di mezzo poiché, come avete avuto modo di leggere sopra, le regole in sé sono molto semplici… eppure ci vuole un po’ per assimilarle completamente, dal paio di turni alla prima partita completa. L’iconografia è ben fatta e, una volta entrati nella giusta forma mentis, è anche estremamente chiara, ma… ci vuole un po’ e passerete i primi turni a rileggere più volte la legenda delle icone. Forse dipende dalle tante meccaniche intrecciate… ma non fraintendetemi: è un ottimo titolo, solo non lo consiglierei a dei giocatori occasionali. 😉
Già che parliamo di icone, parliamo anche dei testi e della dipendenza dalla lingua: questa è presente ed è considerevole, perché le icone fungono principalmente da promemoria del momento di attivazione delle abilità e ne compattano la descrizione, ma quasi tutte le carte contengono da 1 a tre righe di testo, proprio perché gli effetti sono talvolta anche complessi e di rado banali. Per fortuna il titolo ora è completamente in italiano. ^__^
Questo comporta anche un altissimo livello di rigiocabilità, sia perché le unità sono tante e con poteri non banali spesso studiati per interagire tra loro, sia perché le strategie perseguibili sono moltissime.
La durata è davvero contenuta… per la prima partita aggiungete serenamente 10 minuti di gioco più un 15 minuti di spiegazione, ma dalla seconda in poi difficilmente sforerete i 30 minuti, dato che c’è da pensare, ma quasi tutto avviene in simultanea (disclaimer: se avete amici che fanno paralisi da analisi anche a Jenga non mi assumo responsabilità).
Parlando di
scalabilità, il gioco
scorre perfettamente in 3+ giocatori, mentre in 2 risente un po’ e non a caso il regolamento ha provato a tamponare cone alcune modifiche alle regole: diciamo che se cercate un gioco da 2 avete moltri altri titoli fatti apposta tra cui scegliere (
Onitama,
Patchwork,
Ancora in Porto,
Targi, ecc.). Se cercate un buon filler abbastanza profondo e che tenga fino a 5 persone al tavolo, siete nel posto giusto. 😉
RINGRAZIAMO MS EDIZIONI PER AVERCI FORNITO UNA COPIA DEL GIOCO
— Le immagini sono tratte da dal manuale, scattate da noi o prese dal sito della/e casa/e produttrice/i (MS Edizioni, Catch Up Games) alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —