[nonsolograndi] Cosa regalo ai miei ragazzi, ovvero 13 giochi per iniziare i ragazzi al nostro hobby

scritto da
Simarillon (Davide)

“Ciao papà di Lorenzo, ma tu scrivi su un blog?”
“Be’ sì, un blog di giochi.”
“Ho visto per caso una foto di Lorenzo mentre stavo cercando consigli su un gioco da regalare.”
“E hai trovato qualcosa di utile?”
“Qualcosa, ma mi sai consigliare un gioco per i miei due figli: sia per Matteo, che conosci, sia per Ludovica, che ha 11 anni e va già alle medie?”

“Ciao Davide, mi puoi dare un consiglio?”
“Sì, ma su cosa?”
“Be’ dai, hai sempre in testa i giochi, su cosa vuoi che te lo chieda?”
“Sì, ma lo sai che ho mille (troppi?) interessi.”
“E va be’ dai, devo fare un regalo a mio nipote: ha già tutto, gioca sempre con il tablet e vorrei fargli un regalo intelligente.”
“Quindi hai pensato a un gioco?”
“Mi sembrava una buona idea.”
“Ottima. Ma così è un po’ difficile, mi dovresti dire quanti anni ha e almeno un paio di altre informazioni senza rischiare di fare un regalo inutile e che rimanga poi lì a prendere polvere.”
“Non conosco così bene mio nipote: per l’età è facile, ha 10 anni, per il resto l’importante è che sia un qualcosa che piaccia e che faccia divertire.”

Poltroncina AVIS pronto a donare il plasma (e chi dona sa che ci si mette un po’ di tempo), ultimo numero di ioGioco in mano per far passare il tempo della donazione, infermiere sui trent’anni che nota la rivista e, dopo avermi infilato l’ago, mi chiede:
“Di cosa parla quella rivista?”
“Giochi in scatola.”
“Sei appassionato di giochi in scatola?”
“Sì, scrivo su di un BLOG”
“Ma dai, a me piacciono molto i giochi, ma sono nuovo in questo mondo. Hai qualcosa da consigliarmi per iniziare e magari da regalare ai nipoti per far iniziare anche loro e staccarli dallo smartphone della mamma?”



Non sono rari, anzi sono sempre più frequenti i discorsi simili a quelli scritti qui sopra. E se è per me molto semplice consigliare i giochi per i più piccoli, comprensivo di rimando all’articolo con un elenco completo, mi è un po’ più complicato rispondere all’esigenza quando si parla di piccoli giocatori (non avvezzi al gioco in scatola!) di 10 anni o più, anche perché le specificità crescono ed entra in gioco sempre di più la soggettività, visto che, fortunatamente, non siamo tutti uguali.

Provo a colmare questa piccola mancanza elencando 13 titoli che possono essere dei buoni giochi per acquisire nuovi giocatori e farli appassionare (be’, certo, se sono predisposti nel DNA) al gioco in scatola e provo a scrivere le ragioni del perché mi sembrano delle scelte corrette.
[Nota importante: ho due fratelli e per ora un solo figlio giocante maschio – la piccola è ancora un po’ troppo piccola – quindi la lista potrebbe avere qualche leggero problema di genere.]

L’elenco che segue è in stretto ordine alfabetico.

Assalto Imperiale

Cosa di meglio per coinvolgere un piccolo giocatore se non delle bellissime miniature, cosa di meglio nel coinvolgere un nuovo possibile futuro giocatore se non un tema “di impatto” come quello di Star Wars, che oltretutto non passa mai di moda? Schede personaggio con abilità varie annesse, doppia modalità possibile di gioco (Campagna e Scontro Diretto). Dungeon crawler nella migliore tradizione e botte da orbi, ha davvero tutto per conquistare futuri possibili giocatori.
Unico grosso problema (o vantaggio a seconda dei punti di vista) è che il gioco nasce dichiaratamente per essere espanso con pacchetti aggiuntivi (segnalo così per esempio quelli di Han Solo e di R2-D2 e C3PO che immedesimano ancora di più nelle avventure di Lucas) che sapranno allietare i futuri giocatori e distruggere i portafogli degli appassionati.
Qui la recensione.

Carcassonne

Gioco semplice e di impatto, si tratta di un piazzamento tessere con la logica del puzzle: città potranno confinare con le città, strade con le strade e prati con i prati. Il gioco permette di avvicinarsi in modo graduale al mondo del gioco in scatola, le espansioni (alcune davvero indispensabili) complicano e rendono più interessanti le partite. Bello, perché si può giocare senza pensare, ma chi gioca con più cognizione di causa sarà sicuro vincitore. Piccolo suggerimento: partite con due tessere (al posto che una come suggerito dal gioco), così avrete sempre due tessere tra cui scegliere e abbassate il fattore fortuna del pesca e muovi.
I nuovi spin-off Mari del Sud, Star Wars danno ulteriore linfa al gioco. Se piace avete risolto il problema regalo per i prossimi cinque anni almeno.
Qui la recensione e qui le recensione delle espansioni.

FantaBlitz (1 oppure 2)

Ero molto in dubbio se mettere o meno questo gioco. Qui siamo proprio sul confine di un gioco che può far appassionare al gioco in scatola. Alla fine ho deciso di inserirlo in rappresentanza dei giochi di fast-catching. Le regole sono facilissime: si tratta semplicemente di scegliere l’oggetto da afferrare il più velocemente possibile tra una serie di oggetti presenti sul tavolo, talvolta però servirà anche una rapida associazione mentale deduttiva e privativa; questo perché prima di afferrare l’oggetto si deve decidere quale sarà l’oggetto da prendere e non sempre la scelta, nella fretta, sarà quella corretta. Le partite a Fantablitz scorrono via velocemente e la presa in giro è dietro l’angolo (ci sono persone che non possono proprio farcela!) in un gioco egualmente coinvolgente e divertente giocato in due o in otto. Distribuito in Italia da Simba (diffidate delle imitazioni).
Qui la recensione.

King of Tokyo – King of New York

Se piace tirare i dadi, con King of Tokyo la categoria push-your-luck può aiutare a far appassionare al gioco da tavolo. Grafica e componentistica belle e assolutamente funzionali per immedesimarsi nel gioco, colori vivi e disegni fumettosi possono attrarre anche chi è più restio ad avvicinarsi al gioco; i Mostri Giganti che si aggirano per Tokyo sono molto simpatici da vedersi. Il gioco è davvero semplice: si tratta semplicemente di tirare dei dadi per fare punti vittoria, riaccumulare vita e soprattutto menare gli avversari: chi è dentro Tokyo, se si è fuori, o tutti i mostri fuori da Tokyo, se si è dentro la città. Un set di carte con vari effetti permette di vivacizzare ulteriormente il gioco, un gioco veloce da giocare e ancora di più da spiegare e con una grandissima interazione fra i giocatori al tavolo… e se poi si vuole fare un passo in più verso il gioco serio tutti a New York.
Qui la recensione.

Le leggende di Andor

Regolamento facile ed eroi (mago, guerriero, nano, ranger) che si aggirano per risolvere i cinque scenari proposti nella scatola completando le importanti missioni per salvare le terre di Andor. Si può combattere, viaggiare, esplorare, riposarsi consumando il tempo, risorsa preziosa che determina quando finirà il gioco e quando sarà superato lo scenario. Il gioco è un cooperativo puro (così anche qui si potrà coinvolgere qualcuno più restio a giocare con l’idea del giochiamo insieme). L’ambientazione è ben resa, i disegni del maestro Menzel ottimi anche per appagare l’occhio, così come le sagome cartonate sia degli eroi sia dei cattivi fanno la loro figura. Una missione tutorial permette di introdurre lentamente i giocatori nelle meccaniche di gioco: insomma, ha proprio tutto per coinvolgere nuovi giocatori. E se piacesse… mancano forse alcuni scenari, ma come sempre le espansioni possono risolvere il problema regalo per qualche anno a venire.
Qui la recensione.

Memoir ’44
Ovvero l’evoluzione del gioco con i soldatini. Memoir ’44 è un gioco con regole semplice e molto divertente, con un’ambientazione sempre di impatto come quella della seconda guerra mondiale e diversi scenari giocabili (e le espansioni non mancano naturalmente).
Il sistema di combattimento con i dadi è semplice e intuitivo, si gioca in due (anche se ci sono varianti per più di due giocatori, seppur dia il meglio in due) in partite anche molto rapide: si può stare nella mezz’ora. Riproduzione intelligente del giocare con i soldatini e poi i materiali sono stratosferici in pieno stile Days of Wonder e ce ne sono di tutti i tipi… se piace anche qui problema regalo risolto negli anni a venire.

Pozioni Esplosive

Ovvero quando l’esperienza dei videogiochi tipo smartphone (Candy Crash, Bubble Gum, Jewels e simili), si trasferisce in un gioco in scatola. Il gioco sfrutta un’idea di base semplicissima e la fa diventare un’esperienza di gioco gratificante e divertente per tutti i partecipanti, babbani e no. Materiali di assoluta eccellenza (e la seconda edizione con il dispenser in plastica è anche migliore), con le belle biglie ingrediente che sono un altro punto di forza del gioco. Nel gioco gli effetti delle pozioni rendono il tutto ancora più divertente e interessante, permettendo anche qualche piccola strategia. Tematizzazione a scuola di magia completano quello che è un gioco dell’indubbio fascino che saprà sicuramente conquistare chi lo prova.
Qui la recensione.

Rush & Bash

Prendi Mario Kart e trasformalo da Video-Gioco in Gioco da Tavolo. Gioco che permette partite rapide o partite lunghissime, così come interessanti campionati. Piste modulabili e inventabili a proprio piacimento, classifica instabile e modificabile sino a un passo dal traguardo, possibilità di giocare con i BOT se il numero di giocatori non è troppo elevato. Impatto visivo positivo con il cartone e le auto colorate in plastica. La scelta migliore per appassionati di corse e per appassionati di videogiochi che si prova a convertire all’hobby del gioco in scatola. La gestione delle carte movimento permette piccole riflessioni e la possibilità di bilanciare molto la corsa. I poteri speciali sono simpatici, anche se un po’ sproporzionati. Una scelta che difficilmente deluderà e se si arriva ultimi ci si sarà comunque divertiti.
Qui la recensione e poi c’è anche l’espansione cooperativa per dare un tocco intrigante e diverso al gioco, qui la recensione dell’espansione.

Ticket to Ride
Ambientazione ferroviaria, quella che ha creato un genere, che parte da Ticket To Ride arrivando a 18xx, passando per Steam. Il gioco è molto appagante, sia a livello visivo sia per la giocabilità, dal momento che non spaventa i neofiti e conteporaneamente sa far divertire i giocatori esperti.

Si devono costruire reti ferroviarie completando le carte obiettivo che collegano due città sulla mappa, più sono lontane le città più punti si faranno, se gli obiettivi non si completano si avranno punti negativi. Interazione massima, qualche volta anche cattiva, e divertimento assoluto per tutti quanti avranno la fortuna di provare a costruire la propria rete.
Tante mappe diverse (anche se Europa rimane la mia preferita da giocare), una edizione Anniversary e una edizione Märklin, per un gioco che è uno dei pilastri della storia dei giochi moderni e un ottimo gateway da avere sempre a portata di mano.
Qui la recensione.

Vudù

Un intrigante mix tra un gioco di dadi e un party game, in Vudù i giocatori vestono i panni dei più perfidi e spietati stregoni di tutti i tempi che a colpi di maledizioni dovranno rendere letteralmente impossibile la vita degli altri avversari. Ci si troverà, quindi, a costringere gli avversari a fare le cose più improbabili, nelle situazioni e nelle posizioni strane, gestendo i tiri dei dadi. La bambolina Voodoo da passare tra i giocatori è una vera e propria perla. Se i giocatori che si lanciano maledizioni si prendono in giro e si lasciano conquistare dal gioco, Vudù è davvero molto divertente, per una partita di una mezz’oretta circa. Il gioco in scatola non è noioso e impegnato, a volte è proprio folle!
Qui la recensione.

Zooloretto
German molto semplice di gestione risorse. Il tema è di quelli sempre è comunque piacevoli, ovvero la gestione di uno zoo. Le meccaniche sono semplici sia da spiegare sia da padroneggiare e mette di fronte a piccole scelte continue. I tabelloni molto colorati e gli animali appagano l’occhio. Il gioco poi permette la classica interazione indiretta con il rubare le tessere agli avversari o impedirgli di accumulare troppo vantaggio tipica dei gestionali. Immancabili, come per tutti i giochi di successo, le espansioni.
E se è piaciuto Zooloretto allora si può passare ai “gestionali spinti” (cit.).
Qui la recensione.

Il tredicesimo? Be’, ognuno metta il suo! I miei sono Splendor e Iquazù. Per il primo le fiches sono pazzescamente belle, il gioco è semplice, le scelte mai banali, c’è molta interazione tra i giocatori, ci sono diverse strategie per la vittoria e le partite scivolano via veloci; per il secondo un gioco di maggioranze che si gioca su diverse maggioranze che vanno costruendosi durante la partita e permettono di interagire molto fra giocatori, tra l’altro con una scalabilità ottima e con la cascata di Iquazù che scorre e fa il suo effetto appena la si vede. Cosa si può desiderare di più?!?

Questa è una lista, ASSOLUTAMENTE personale, di giochi a cui ho giocato e che mi sento di consigliare senza timore di sbagliare. Ce ne sono, di sicuro, altri, magari anche migliori, ma come sempre nella mia esperienza preferisco parlare sul vissuto e non sul potrebbe essere. Disponibile ad approfondimenti e critiche… che non tarderanno ad arrivare.

Ma come sempre l’importante è giocare e acquisire nuovi giocatori!

I titoli sono tutti reperibili sul sito di Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.

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