[nonsolograndi] Little Big Fish

scritto da Fabio (Pinco11)


Serve sempre qualcosa per emergere nella marea di giochi che escono ogni anno e la The Flying Games, piccolo editore (distribuzione Blackrock) che ha giusto in questo periodo annunciato la sua terza uscita (Jurassic Snack) ha scelto quella dei componenti per farsi notare.
All’apertura della scatola di Little Big Fish ideato dal duo Perez-Polouchine, infatti, spiccano subito le miniature in plastica dei simpatici pesciolini protagonisti del gioco, in tre taglie diverse, che nel corso della partita saranno impegnati nel cercare di papparsi allegramente a vicenda.
La grafica e i materiali contribuiscono quindi a calare questo simpatico astrattino, di livello di difficoltà paragonabile a una dama (8+ di età, 2 giocatori, 15-20′ a partita, indipendente dalla lingua, eccezion fatta per il manuale), un titolino adatto a un pubblico di stampo familiare.

PESCE GRANDE MANGIA PESCE PICCOLO (le regole in breve)

La scatola contiene una griglia modulare che, assemblata, rende un quadrato di 6×6 caselle, ricevendo poi ogni giocatore un set di 12 pesci, 3 dei quali (piccoli) piazza sul suo lato del tabellone per partire.
Al proprio turno, semplicemente, il giocatore a cui sta muove un pesce di due caselle (ortogonalmente, non in diagonale) o due pesci di una casella.
All’arrivo (o passaggio) si applica subito l’effetto della casella, che può consistere nel far crescere il pesce sostituendolo con uno di misura superiore (al primo passaggio della partita, per quel giocatore, in ogni colore di plancton – sono 4), far nascere un nuovo pesciolino o attivare uno dei gettoni sorpresa (girandolo e applicando l’effetto). Da notare che solo i pesci più piccoli passano attraverso i relitti senza pagare punti movimento.
Se si finisce in una casella occupata da un pesce di dimensione pari o più piccola, lo si mangia e la partita ha termine quando un giocatore ha pappato 5 pesci avversari.
COME SI PRESENTA

Accennavo al fatto che molte delle sue carte il titolo le gioca con la componentistica e devo dire di essere stato subito attratto dal gioco grazie ai suoi materiali, molto di più di quanto non mi sarebbe accaduto vedendo un classico astrattone con pedine bianco-nere.
I pescetti sono stati realizzati davvero bene, nella giusta dimensione e con posa simpatica (a volte magari qualcuno tende a cadere se siete maldestri, ma è un peccato veniale …) e anche la grafica del gioco è colorata il giusto: il tutto, srotolato sul tavolo, fa figura e attrae i più piccoli.
Senza dubbio, in questo comparto, la valutazione è da top e il fatto che abbiano azzeccato le scelte è dimostrato dall’annuncio che l’editore ha fatto (e che abbiamo tweettato di recente) dell’uscita di un altro gioco, Jurassic Snack, il quale si svolgerà sempre su di una plancia a griglia e con, indovinate un po’, miniature di simpatici dinosaurini … 😉
COME GIRA

A livello di difficoltà si tratta di un titolo semplice, che ho paragonato a una dama, rispetto alla quale lo troverete mancante sotto il profilo della determinatezza (per via di qualche elemento casuale), ma potenzialmente più vario, nel senso che può attrarre il pubblico dei più piccoli.
L’impianto è quello, infatti, di un astratto, con le pedine che si muovono per creare occasioni per mangiare gli avversari, avvicinandosi lentamente ad essi e sfruttando i pesci più grandi (come una super-dama) per pappare i più piccoli o creare catene di prese.
Nel contempo sono presenti sul piccolo tabellone anche degli ostacoli, che non valgono però per i più piccoli e che possono aiutarli a fuggire e delle specie di trappole, che si possono costruire. Le caselle con punto interrogativo, infatti, consentono di girare i gettoni sorpresa, i quali attivano l’effetto di volta in volta rivelato, che va da cose più ‘tranquille’ come la nascita di un pescetto o il poter ruotare la tessera, ad altre più radicali, come la crescita di un pesce o la perdita di tutti i pesci (di chiunque) presenti su quella tessera (simuliamo un pescatore). 
Calcolando cosa resta in gioco nel corso della partita ci si possono, quindi, anche prendere dei piccoli rischi, mandando magari dei potenziali kamikaze in mezzo agli avversari (magari passando attraverso dei relitti), per far scattare la pesca collettiva.
Diciamo, quindi, che il gioco sollecita, nel complesso, la riflessione e nasce su di un impianto tipico del determinismo da astratto (vai su di una certa casella e fai dama e mangia i più bassi), allontanandosi poi da esso con l’introduzione di elementi di casualità, che possono però essere sfruttati prendendosi dei rischi, ma anche tessendo piccole trappole.
Da quello che ho notato, sottoponendolo ad alcuni bambini, poi, la partita vera e propria è sempre preceduta da qualche momento di gioco puro con i pescetti … 😉
Sicuramente meno di interesse per i deterministi puri (non gradiranno l’alea), può essere un ottimo mezzo per avvicinare al tavolo persone meno propense a sedersi.
CONCLUSIONI

Little Big Fish è un simpatico giochino (per 2 giocatori) basato su di un impianto da astratto tipo dama, dotato di una componentistica molto curata e di sicuro impatto visivo e tattile, nel quale sono stati inseriti anche alcuni elementi utili a donargli un tot di varietà e di casualità, utili a renderlo più attraente a un pubblico di stampo familiare.
Simpatico e colorato il giusto, può essere l’ideale per incuriosire anche giocatori meno occasionali.
Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa.
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