IL VIDEO
Se preferite vedere meglio le regole, eccovi anche il video esplicativo che ho realizzato 🙂
COME SI PRESENTA
Leggendo i primi commenti in giro per Internet, difatti, quello che ho riscontrato è un certo stupore per il fatto di trovarsi di fronte non al classico giochino su licenza poco curato tipico di molti casi (dove i personaggi fanno da padrone e il gioco è quasi inesistente), bensì a un vero gioco da tavolo, che occasionalmente si trova ad ospitare i personaggi dei videogame come protagonisti. In realtà gli amici di oltremare dovrebbero essere stati abituati dalla FFG a vedere anche licenze sfruttate su titoli solidi, ma forse non lo erano per prodotti più di stampo familiare …
Tornando a noi, comunque, a livello di componenti tutto fa il suo dovere e certamente il fatto che siano presenti i personaggi della Nintendo rappresenta un plus competitivo.
Mentre i giocatori scafati staranno, inoltre, coperti, muovendo spesso gente sui gradini più bassi, i novellini muoveranno in vetta i primi candidati campioni, vedendoli, però, clamorosamente respinti nelle votazioni e capiranno così il principio del gioco.
Tutto sta, qui, nel saper bluffare bene e nel riuscire a smascherare le altrui finte. Siccome le carte no sono contate ed ogni volta che se ne gioca una si deve buttare, è essenziale saper leggere le intenzioni degli altri e giocarle, quindi, solo quando sia effettivamente necessario.
Al contrario, quando di comprende male l’intenzione di un avversario, è facile che il round termini con l’incoronazione di un personaggio che né il giocatore di turno, né te stesso avevate nella carta obiettivo.
Simpatica, infine, l’idea che all’ultimo round se un giocatore riesce a farsi eliminare tutti i personaggi nella propria carta obiettivo, otterrà ben 33 punti (ossia il massimo).
Per il resto di fine strategia richiesta non ne abbiamo: tutto fluisce in modo abbastanza lineare e i bonus sparsi per la scalinata contribuiscono a donare un attimo di vivacità in più al gameplay, spingendo a volte a muovere personaggi anche non indicati per le nostre ambizioni, ma utili per procurarsi i benefici dei power up.
Vi annoto, infine, che è utile, per alcuni, giocare più partite prima di esprimere un giudizio, perché ho sperimentato casi nei quali al tavolo era comparsa, già alla prima partita, troppa gente troppo furba e la cosa tende a far impallare la partita. Intendo dire che in alcune occasioni troppe persone avevano scelto di giocare rischioso, tenendo da parte le proprie carte no sin da subito e quindi la partita tendeva ad esaurirsi in pochi giri, visto che prestissimo erano eletti i vincitori del round, mentre il bello del gioco, alla fine, sta proprio nell’eliminazione di un gran numero di pretendenti …
Se, infine, gradite togliere un filo di alea al tutto, nulla vi vieta di provare una variante vanilla del gioco, ovvero senza carte e power up (rendendolo uguale a Viva il Re!).
LE DIFFERENZE CON IL PREDECESSORE
Il gioco in sé resta del tutto identico nello spirito e le aggiunte consistono qui essenzialmente nei gettoni di cartone con il punto interrogativo, che sono piazzati sulla scalinata a riempire gli spazi vuoti nei livelli da 1 a 5.
Essi contengono una serie di effetti speciali, alcuni da attivare in modo immediato (tipo muovi di una casella o gioca nuovamente) e altri che possono essere conservati per un momento futuro, così come vi è la possibilità in alcuni casi di pescare una della carte power up, che contengono a loro volta effetti variabili, con alcuni molto tattici (uno, per esempio, consente di annullare il voto di un avversario).
IN QUANTI SI GIOCA?
Be’, il minimo di giocatori è di 3 e in effetti anche in questa veste il gioco gira. A mio personale parere il meglio si ha in più giocatori (forse forse 4, grazie alle 3 carte NO a testa è il meglio in assoluto), perché il caos aumenta, rappresentando uno degli ingredienti di divertimento per gruppi numerosi.
Quando alla longevità direi che è il classico titolo che puoi mettere sul tavolo anche a distanza di tempo dalle prime partite (del resto il gioco base ha più di dieci anni …).
Sull’età direi che, anche grazie alla presenza di Mario, l’8+ sulla scatola è anche generoso, nel senso che potreste proporlo anche a utenti smaliziati leggermente più piccoli, magari tenendoli per le prime esperienze in team con i genitori.
CONCLUSIONI
Super Mario Level Up! è la riedizione di un gioco (Viva il Re!) di diversi anni fa, arricchita da alcune idee e dalla presenza quali protagonisti dei personaggi del popolare universo della Nintendo, cosa che può garantire al prodotto un’appetibilità anche da parte di utenti lontani dal mondo del gioco da tavolo.
Messo sul tavolo dimostra di essere un titolo interessante e con un suo perché, di una spanna superiore, quindi, ai classici giochetti su licenza che poco propongono al di là dei materiali e dei disegni. Il target è sicuramente quello familiare e le regole (incentrate sulla capacità di fare bluff e di smascherare quelli altrui), già ad esito della prima partita (per i neofiti), sono facili da assorbire, per cui si può pensare ad esso come un gioco ponte per introdurre gli amici non appassionati di boardgame.
Si ringrazia l’editore per la copia di review fornita.
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