[nonsolograndi] Pytagora: Rolling Cubes

scritto da

Simarillon (Davide)
Oggi vi parlo della rivoluzione nel mondo di Pytagora di CretativaMente. Ecco arrivare la nuova versione Rolling Cubes, tantissimo tempo fa avevo parlato del gioco nella sua versione puzzle (qui), oggi invece parlerò della versione con i dadi giganti. Il gioco è ideato da Emanuele Pessi. Come suggerisce già il titolo, è basato sui numeri e prova a far diventare divertenti le operazioni: insomma, insegna a giocare con i numeri stessi.   
 
Si può giocare da due a quattro giocatori (anche se in realtà si può giocare in quanti si vuole), a partire dai sei anni in partite di una quindicina di minuti circa, ma in realtà, non essendoci alcuna clessidra, la partita dura quanto la farete durare.



I MATERIALI
Scatola in metallo, che fa bella figura di sé e ricorda i protagonisti del gioco, ovvero i dadi.
Dentro la scatola si possono trovare:
  • quattro dadi azzurri con i numeri pari;
  • quattro dadi verdi con i numeri dispari;
  • quattro dadi rossi con operatori aritmetici;
  • un dado arancione di uguaglianza.
IL GIOCO… OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Ci sono tre differenti modalità di gioco, eccole brevemente descritte una per una:
Uno per volta
A ogni turno lanciano i dadi tutti i giocatori, uno dopo l’altro in senso orario. Il primo giocatore lancia

tutti i 13 dadi e crea un’uguaglianza con i numeri e le operazioni indicate dai dadi, usandone il più possibile e spostandoli per aiutarsi nella ricerca della combinazione con il miglior punteggio: 1 punto per dado usato, la moltiplicazione vale 2 punti e la divisione ne vale 3, ma non quando si moltiplica o si divide per 1; un dado numero usato come decina vale 2 punti e come centinaio vale 3 punti, si hanno ulteriori bonus di 1 punto premio se si usano 12 dadi su 13 o 2 punti premio se si usano tutti i 13 dadi. Vince chi per primo fa 47 punti (o comunque quanti sono stati stabiliti come obiettivo).

Tutti insieme
Si lanciano tutti i 13 dadi, che vengono lasciati sul tavolo di gioco, ben visibili a tutti i giocatori. Senza spostare i dadi, ogni giocatore crea una propria combinazione, la più lunga possibile, e la scrive su un foglio. Quando tutti hanno terminato si procede alla lettura e all’assegnazione del punteggio, molto simile al gioco precedente solo che si gioca tutti in contemporanea.
L’ultimo dado
Il primo giocatore lancia tutti i 13 dadi e crea una combinazione valida con quanto indicato sui dadi. Il giocatore alla sua sinistra rilancia solo i dadi che non sono stati usati e cerca di comporre una nuova combinazione, usando almeno un nuovo dado. I dadi dei turni precedenti non possono essere cambiati, ma possono essere spostati in qualsiasi altro punto della nuova uguaglianza. Si prosegue via via con sempre meno dadi, finché chi ha lanciato non riesce più ad aggiungere alcun nuovo dado: vince il turno chi ha messo l’ultimo dado.
Variazioni sul tema
Il regolamento propone la versione Yahtzee, ovvero, simpatica alternativa per usare i bei dadoni in una variante che richiama un gioco classico. Sono previste cinque diverse combinazioni, che ogni giocatore deve realizzare lanciando i 13 dadi e creando un’uguaglianza aritmetica. Ottenuta la combinazione  il giocatore segna il punteggio dell’uguaglianza su quella riga, che non potrà più essere usata. Il gioco dunque termina dopo 5 lanci a testa, anche se non sono state realizzate tutte le combinazioni. Le combinazioni sono (tris verde, tris blu, tris rosso, poker, uguaglianza con almeno un numero con il centinaio). I dadi si lanciano una sola volta, ma è possibile rilanciarne fino a un massimo di cinque, togliendo dal valore della uguaglianza tanti punti quanti i dadi rilanciati.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
AVVISO IMPORTANTE: astenersi dalla lettura del paragrafo sia gli amanti della calcolatrice sia gli ‘haters’ della matematica, ma, probabilmente, nessuno della categoria sarà arrivato sino a qui. 
Molto carina l’idea di creare più versioni di gioco e tutte interessanti per diversi motivi. Sicuramente la più intrigante, ma anche la più difficile da giocare è L’ultimo dado, mentre la versione Tutti insieme impegna in contemporanea i giocatori in modo che il downtime (e per i piccoli non è male) sia praticamente nullo. Forse avrei aggiunto la possibilità (se non l’obbligo) di modulare il tempo, anche se è vero che qualora se ne sentisse l’esigenza tutti abbiamo un cronometro a casa. La versione Yahtzee poi, richiama un grande classico e qui bisogna dire bravo all’autore per aver saputo trovare ispirazione in una meccanica stra-conosciuta per un gioco… nuovo.
C’è poi una possibilità, evidente, di rendere il gioco una sorta di cooperativo in squadre, ovvero è possibile aggregare i giocatori in modo che possa risultare più semplice comporre delle operazioni con i dadi che sono stati tirati oppure che si arrivi ad ottimizzare, tutti insieme, le proprie scelte con operazioni maggiormente premianti.
Ribadisco qui quanto scritto nella precedente versione di Pytagora: “Sicuramente positivo il fatto che il gioco abbia la possibilità di crescere con il crescere dei bambini e aiuti a sviluppare sin da piccoli l’attitudine alla logica e al ragionamento. Un altro dei vantaggi di Pytagora è quello di essere anche appassionante per gli adulti, da soli, che possono sfidarsi in gare di abilità matematica combinando al meglio i propri pezzi con quelli già presenti sul tavolo, ottimizzando al massimo tutti i componenti in gioco, naturalmente per gli adulti a cui piacciono la logica e la matematica.
Ma quindi quale Pytagora scegliere? Direi che la versione Puzzle è da preferire in caso si valuti il solo strumento didattico, mentre la versione Rolling Cubes è più sbarazzina e allo stesso tempo è più gioco, quindi in base alle proprie esigenze si può scegliere una versione o l’altra: se io dovessi consigliare un amico, propenderei sicuramente per la versione con i dadi.
Il regolamento indica il gioco come 6+. Mi trovo in difficoltà a dire quale possa essere l’età giusta, perché, ad esempio, le divisioni si fanno in terza elementare (8 anni), ma se si elimina tutto quello che fa riferimento alla divisone il gioco restituisce comunque esperienze ludiche assolutamente analoghe a quelle che si hanno con il gioco completo.
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare, anche se in questo caso è davvero quasi superfluo ricordarlo, visto che traspare da ogni riga scritta sino ad ora, e che, come scrive Galileo Galilei, “se l’uomo non sapesse di Matematica non si eleverebbe di un sol palmo da terra”.
Ecco quindi in elenco le cose che Lorenzo (o gli altri bambini che lo hanno provato) hanno imparato giocando al gioco Pytagora: Rolling Cubes:
  • il primo insegnamento è quello relativo alle operazioni aritmetiche e alle loro proprietà;
  • Pytagora in generale dimostra come il mondo della matematica sia molto più divertente di quanto di solito ci si possa immaginare e che con i numeri è anche possibile giocare e divertirsi.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Eccoci qui a questo paragrafo, come sempre abbastanza difficile da scrivere: oggi più che fino a quando ci ‘posso’ giocare lo trasformerei (nuovamente… sta diventando un’abitudine oramai) quasi in fino a quando ci ‘devo’ giocare, dal momento che questo è un gioco che aiuta – sempre, in qualsiasi età – a tenere allenata la mente e che non ci vedo particolari motivi per non giocarlo da adulti. È anche vero che, per il suo fortissimo carattere educativo e per il cattivo rapporto che, mediamente, si ha in Italia con la matematica, questo gioco potrebbe finire nascosto dalla pila di altri giochi e non vedere mai più la luce, ma è altrettanto vero che un suo utilizzo è indispensabile in un’ottica di crescita e di divertimento educativo e poi i dadi colorati faranno sempre una bella figura sul tavolo.

PERCHÈ GIOCARE CON PAPÀ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA

Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà: ecco qui i motivi in più per giocarli insieme. 
Questo è un gioco da giocare, assolutamente, con mamma e con papà, magari facendo una volta squadra con mamma e la volta dopo squadra con papà e, solo acquisiti i meccanismi di una delle infinite varianti, provare a giocarci da soli. Il motivo per giocarci insieme, be’ è semplice! Si impara la matematica (anche per i papà e le mamme che un po’ se la sono dimenticata, vero mamma?!) mentre ci si diverte e si sta tutti insieme facendo rotolare dei bei dadi colorati.
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