l’estrazione e la distribuzione del carbone con un elegante gioco di
carte? Ed eccoci qui!
con doverosa premessa che non ho mai giocato a Coal Baron (il gioco di
cui questo rappresenta la variante di carte), quindi qui troverete le mie
impressioni solo su questo titolo senza troppi parallelismi con il suo
più famoso genitore, ma se ci tenete a un confronto vi suggerisco la
visione del video di TeOoh! che affronta la questione.
nel primo titolo ci dedicavamo all’estrazione del combustibile fossile
tanto amato dalla Befana, in questo gioco ci dedicheremo al successivo trasporto
del carbone e alla sua consegna.
Come immaginabile dal titolo si tratta
di un gioco quasi unicamente di carte, sebbene le meccaniche che propone
siano quelle di un piazzamento lavoratori, anche abbastanza originale.
NELLA SCATOLA
scatola rettangolare di medie dimensione racchiude al suo interno due
fustelle con le 4 plance giocatore e i token turno di lavoro, un blocco
segnapunti e 239 carte che andranno a formare gli 8 mazzi di gioco più
alcune altre carte azione.
nella scatola troviamo del cartoncino leggero sagomato, che piegato e
infilato negli appositi tagli ci permette di suddividere la scatola in
12 solidi scomparti dove organizzare i vari mazzi di gioco, in modo tale
da mantenerli divisi anche mettendo la scatola chiusa in una centrifuga,
il che rende pure molto più semplice il setup. *__*
giocatore riceve la sua plancia in cui troviamo a sinistra uno slot dove
mettere in fila i carrelli del carbone e sulla destra tre rotaie dove
affiancare tre file di carte vagone con le relative locomotive, che
andremo a caricare di carbone.
In
una zona del tavolo raggiungibile a tutti andremo a preparare i vari
mazzi di gioco (2 pile di carrelli di carbone, due pile di vagoni, una
di locomotive, una pila di richieste da soddisfare, una pila di carte
innovazione, una di carte quota azionaria, una di obbiettivi più altre
4-5 carte azione (dipende dal numero di giocatori). Ogni giocatore
riceve infine dieci carte lavoratori il cui valore va da 1 a 5
(1, 1, 1, 1, 1, 2, 2, 3, 4, 5).
proprio turno si sceglie una delle azioni, che corrispondono ai vari
mazzi di carte sul tavolo, pagando un numero di lavoratori esattamente
pari a quelli presenti in quello spazio +1. Questo significa che il
primo a fare un’azione la pagherà 1, il secondo 2, il terzo 3 e così
via. È possibile anche rifare la stessa azione già compiuta in
precedenza. Le varie azioni possibili sono:
- Prendere
carrelli di carbone: ciascuno ha un simbolo sul fianco e sulla carta
possono essere presenti 1 o 2 carrelli; vanno messi in fila a sinistra
della plancia. - Prendere
un vagone: ciascuno ha un simbolo sul fianco e vanno posti a destra
della plancia su una delle partenze ferroviarie… il simbolo sul vagone
deve essere uno dei due indicati nella partenza in cui lo si mette. - Prendere
una locomotiva: sono in quattro colori e vanno messe a sinistra di un
vagone; non chiudono la fila e resta possibile aggiungere vagoni, ma
sono necessarie per far partire il treno (chi lo avrebbe mai detto XD). - Prendere
una carta obbiettivo: ce ne sono di diversi tipi che ci daranno dei
bonus in punti vittoria sulla base di numerosi fattori, come il numero
di treni di un certo colore, destinazioni di un certo tipo, carrelli
consegnati, ecc. Anche queste sono da tenere davanti a sé a faccia in
su.
- Prendere
una richiesta da soddisfare: ciascuna mostra 1, 2, 3 o 4 carrelli di
carbone, una destinazione (alla sola finalità di combo e obbiettivi
secondari) e un valore in punti vittoria. - Prendere
una quota azionaria: ci sono 4 diverse attività (nave, fornace,
caserma, fabbrica) che sono anche le 4 possibili destinazioni; a fine
partita una quota se assegnata a una destinazione dà un bonus in punti
vittoria. Le quote azionarie sono da tenere davanti a sé a faccia in su. - Prendere
una carta innovazione: ci fornisce un futuro bonus usa e getta come una
carta lavoratore extra di valore variabile (ipotizzo stagisti o tesisti
XD), la possibilità di prendere gratis una carrozza o un carrello in
aggiunta all’azione, ecc. - Spostare
un certo numero di carrelli (3 carte): permette di spostare un certo
numero di carrelli (0-1, 1-2 o 2-3) dalla fila a sinistra caricandoli sui vagoni; il carrello va messo in un vagone con lo stesso simbolo e
per farlo si mette la carta sotto quella di un vagone vuoto appropriato,
in modo che spunti solo il carbone. - Prendere
le prime 4 carte di un mazzo e tenerne una: questa azione, molto forte
se cerchiamo qualcosa in particolare, è l’unica ad avere un lavoratore
prestampato sopra per cui il suo costo iniziale è già 2. Le tre carte
non prese vanno in fondo al relativo mazzo. - Far
partire uno o più treni con un tipo di locomotiva: permette di far
partire dei treni a condizione di avere per ciascuno una richiesta
soddisfabile col carbone caricato e una locomotiva del tipo dichiarato.
Tutte le carte carrello, vagone e locomotiva vanno messe in una propria
pila a faccia in giù assieme alla richiesta soddisfatta, per il
conteggio finale.
turno finisce quando tutti i giocatori passano perché hanno finito i
lavoratori o non sono in grado di giocare quelli rimasti loro… infatti
se non si fa attenzione per via della regola del numero esatto di
giocatori da piazzare ci si può trovare con carte inutilizzabili (ad
esempio un 1 se tutte le azioni sono a 2+ o anche un 5 se non ci sono
azioni con 4 lavoratori sopra.
5-7 turni il gioco finisce e si calcolano i punti vittoria, in base ad
obbiettivi, quote, ordinazioni soddisfatte e carrelli singoli (che
danno un bonus di +1/+2 punti vittoria).
trattandosi di sole carte, ad eccezione della plancetta personale, la
sensazione è quella di un piazzamento lavoratori a tutti gli effetti, ma
lo è anche in termini di superficie occupata. Infatti i 13 mazzi/spazi-azione assieme alle varie carte lavoratore giocategli sopra o sotto
occupano almeno lo stesso spazio del tabellone di uno Stone Age (per fare un
esempio riconoscibile ai più) se non maggiore. A questo va a sommarsi lo
spazio personale che, tra fila di carrelli verso destra e treni verso
sinistra, occupa almeno lo spazio di due A4. Nulla di problematico, ma se
pensavate di trovarvi davanti a un piazzamento lavoratori “portatile”,
non è questo il caso.
meccanica di piazzamento dei lavoratori lo rende però diverso dalla
maggior parte degli altri esponenti del genere, a parte il gioco padre, e in più la cosa di avere carte
non divisibili e di dover giocare il numero esatto crea un gioco nel
gioco che rende “Crocevia del Carbone: Il Grande Gioco di Carte” molto
interessante e lo apre anche a bastardate non da poco.
Alivello di interazione tra i giocatori abbiamo infatti una componente maggiore del
solito, seppur sempre indiretta… oltre al togliere carte utili agli
avversari il sistema ci permette pure di bloccare loro delle azioni
scientemente, anche perché nonostante la mano sia segreta le carte
giocate restano sempre visibili sul tavolo, quindi agli ultimi giri
possiamo facilmente capire cosa resta in mano all’avversario. 😉
Va
comunque detto che questo avviene solo ogni tanto, perché le cose da
fare sono tante e il tempo è limitato, perciò ci è utile per capire dove
andare prima, ma raramente farete azioni inutili solo per infastidire (a
meno che siate un gruppo particolarmente “aggressivo”.
estetica è molto appagante e sono riusciti a creare con le sole carte
un impatto visivo eccezionale tra carrelli e treni. Le rotaie della
carte treno e carrello proseguono quelle della plancia con un effetto
davvero bello.
dal punto di vista della leggibilità le icone sono chiare e studiate in
modo da essere facilmente riconoscibili anche da distante, cosa
importante per l’usability del gioco.
difficoltà delle regole è medio-bassa: la spiegazione non sarà
rapidissima, perché dovrete spiegare diversi spazi azione, ma una volta
fatto non resta poi quasi nient’altro da dire.
complessità del titolo invece è potenzialmente sopra la media, perché
dovrete tenere in considerazione molte cose diverse, inoltre le strategie e le
combinazioni per ottimizzare i punti guadagnati sono tutt’altro che
scontate o univoche.
La
rigiocabilità è garantita soprattutto dal diverso ordine di comparsa
delle carte e dalle differenti strategie, ma per il resto il gioco resta
sempre lo stesso. Lo intavolo volentieri, ma personalmente non ne farei
due partite di fila nonostante la durata relativamente contenuta, quindi
resta un titolo da proporre solo ogni tanto al tavolo, almeno per i
miei gruppi di gioco.
di durata della partita, questa resta coerente con la scatola (cosa che
ultimamente succede molto più spesso ^__^), però mi permetto di mettervi
un grosso ALERT in caso di pensatori lunghi, che potrebbero facilmente
andare in paralisi da analisi tra cose da fare, ordine in cui farle e
carte lavoratore da usare.
gioco è indipendente dalla lingua, perché a parte il manuale troverete
tutto in simboli, ma dato che il prezzo dell’edizione italiana è lo
stesso di quella straniera non vedo motivi per non prendere la scatola
targata Cranio. Va anche detto che il manuale è chiaro e ben tradotto.
dell’esperienza di gioco e con i materiali. Come sempre vi segnalo che
lo trovate in vendita su Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it oltre che in tutti i migliori negozi
specializzati.
–Le immagini sono tratte da dal manuale, da BGG o dal sito della/e casa/e produttrice/i (Cranio Creations) alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco–
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