[Recensione] Camel Up (o Camel Cup?) Il gioco di carte

scritto da Sergio
Fase 1: il gioco originale.
Fase 2: un immenso tot di espansioni.
Fase 3: il gioco non più originale versione carte.
Fase 4: il gioco ora vecchio versione dadi.
Fase 5: il gioco di anni e anni fa ambientato nello spazio, nella giungla amazzonica, nella realtà fantasy del Trono di spade o dove la fantasia porta gli autori.
Fase 6: il gioco vecchio di decenni completamente rinnovato con materiali più moderni, eleganti e un manuale che presenta qualche piccola e insignificante variazione delle regole.
Generalmente questo, lo sappiamo, è il cammino standard di un gioco di successo ed esperienza insegna che, fase più o fase meno, sia così per tutti. Ma dirò di più: se l’originale è già nato come gioco di carte, non preoccupatevi che ciò non impedisce agli autori di passare ugualmente alla fase successiva: pensate al bellissimo Race for the Galaxy (ma pensatelo senza espansioni) seguito da un pompatissimo Roll for the Galaxy che, dopo aver tenuto un annetto, ho venduto perché a fatica riuscivo a star sveglio durante una partita (a volte ci sono giochi, molto quotati, che proprio non ti prendono… capita!).


Tornando a noi oggi ci occuperemo di un altro classico: Camel Up nella sua versione gioco di carte.

Bypasserò la discussione se il titolo sia Camel Up o Camel Cup, perché alla fine anche guardando la Bibbia dei Gamer (BGG n.d.r.) la questione non viene risolta in modo chiaro e definitivo e del resto non è così importante. L’autore è Steffen Bogen, un tedesco che nel 2014 si è aggiudicato con il gioco originale lo Spiel des Jahres.
La versione carte, edita dalla Pegasus, ha una durata di 30-60 minuti, da 2 a 6 giocatori da 8 anni in su ed è stata portata in Italia dalla Uplay. Può tranquillamente essere considerata un family, anche se io lo vedo meglio come filler di fine serata…

CHE COSA C’È DENTRO LA SCATOLINA? (ovverossia “unboxing”)
La scatola è piccola, di quelle da filler, (13x18x4 cm) e dentro ci sono i manuali, 5 cammelli colorati di legno, 1 fennec, 1 palma e tante tante carte: 5 per il setup a seconda del numero dei giocatori, 30 carte corsa (6 per ogni colore del cammello), 12 carte percorso (2 spazi davanti, uno sul retro) più partenza e arrivo, varie carte denaro, poi le fondamentali carte scommessa:
  • 5 per colore, di cui 4 per la “vittoria di tappa” e 1 per il terzo posto;
  • 1 per colore per la vittoria finale;
  • 1 per colore per l’ultimo posto in classifica.
Ispirandosi alle corse tanto in voga nei paesi arabi, dove hanno assunto dimensioni professionali, il gioco è una corsa di cammelli, dove però a vincere è il giocatore che alla fine della gara sarà il più ricco per aver saputo scommettere meglio sia sulle varie tappe sia sulla fase dell’arrivo finale.
SETUP E GIOCO
Si dispone il percorso di gara mettendo sul tavolo le relative carte in ordine di numero sistemandovi accanto le carte scommessa sia di tappa che finali. Si estraggono dal mazzo 5 carte corsa avanzando i cammelli usciti (sapete già che per tutta la gara se i cammelli finiscono sulla stessa casella si ingropp… ehm si impilano uno sopra l’altro, con l’ultimo arrivato che va in cima a quello/i preesistente/i, e che quello in cima alla pila è il primo nella classifica vero?) in modo da determinare la posizione di partenza.
A questo punto ogni giocatore prende tre monete (carte) e si inizia la composizione del mazzo per la prima tappa seguendo le istruzioni della carta setup. Ad esempio in 3 giocatori ognuno riceve 9 carte e ne scarta subito 4; delle 5, 3 vanno nel mazzo di corsa, delle 2 rimaste una la mostra agli altri giocatori e dopo la mette nel mazzo, l’ultima la tiene e la gioca dalla mano. La procedura è uguale a prescindere dal numero dei giocatori, cambia solo il numero delle carte.
A questo punto comincia la gara: ogni giocatore al suo turno può:
  1. compiere una sola “azione corsa”, ovverosia:
    • posizionare la palma sul circuito (il cammello che la incontra va subito alla casella successiva);
    • posizionare il fennec sul circuito (il cammello che lo incontra retrocede di una casella);
    • girare una carta dal mazzo “racing” e spostare il cammello con quel colore di 1 o 2 spazi a seconda della carta.
  2. prendere una carta scommessa relativa o ai piazzamenti finali (che ovviamente terrà fino a fine corsa) o al piazzamento di tappa.
Si va avanti con questa sequenza finché tutti i giocatori non hanno giocato la loro carta e il mazzo non si è esaurito. Finita la tappa si provvede al conteggio dei punti/denaro dati dalle carte scommessa di tappa accumulate dai giocatori nel round.
Fatto questo si risistemano al loro posto le carte scommessa di tappa, si riforma il mazzo, si controllano le distanze fra i cammelli: se c’è una carta di distanza (quindi 2 spazi) fra i cammelli la carta si gira a mostrare un solo spazio e si ricomincia.
La partita termina appena un cammello taglia il traguardo. A questo punto si rifà il conteggio di tappa e quello finale e chi ha guadagnato più soldi ha vinto.
CONSIDERAZIONI VARIE
La prima domanda che mi è venuta spontanea dopo averlo giocato è: ma a chi è adatto questo gioco?
È un family? Forse sì, ma sinceramente a una famiglia o a gamer occasionali consiglierei molto di più l’originale con la bella piramide lanciadadi: molto più scenica e alla fine con una giocabilità più immediata.
Poi mi sbaglierò, ma non lo vedo adatto a un bimbo: tutte quelle carte scommessa (soprattutto sui risultati di tappa) tendono un po’ a confondere le idee anche agli adulti, figuriamoci a un bambino.
Chi rimane allora: i gamer??? Be’, forse come filler potrebbe andare bene: il fattore C è meno presente, perché le carte vengono scelte direttamente dai giocatori e delle 15 carte del mazzo corsa (esempio da 3 giocatori) ogni giocatore conosce le 4 che messo lui, quella in mano e quelle che gli han fatto vedere.
Questo gli permette di avere una più chiara visione del gioco e di poter scommettere più a ragion veduta. 

Ovviamente dopo aver preso la scommessa sul vincitore si spingerà su quel cammello, ma non è detto che questa sia l’unica strategia possibile. Siccome nel caso in cui il cammello su cui abbiamo puntato arrivi terzo perdiamo solo una moneta (ne guadagnamo solo una se arriva secondo) nulla ci vieta, se aiutati da una buona mano di carte, di cambiare completamente strategia e puntare su un cammello un po’ più indietro (ma non troppo) prendendo alla sprovvista gli avversari e a questo scopo non è da trascurare l’effetto delle carte fennec o palma.
Più semplice sembra invece la determinazione di chi arriverà ultimo. In genere, nelle partite sinora fatte, uno dei cammelli tende a rimanere indietro e si capisce la mancanza d’interesse degli altri giocatori a spingerlo. In questo caso l’abilità sta a prendere la relativa carta scommessa non troppo presto, ma sempre prima degli altri.  
Insomma rispetto all’originale, di cui però non ricordo bene le regole avendolo giocato tempo fa, sembra più strategico e meno fortunoso (sottolineando la parola meno, perché poi l’alea c’è sempre nella distribuzione iniziale delle carte) permettendo un maggiore controllo su quello che avviene sul terreno di gara. 
Tanto per darvi un idea su chi possa essere il suo potenziale pubblico, Camel Up di carte, è piaciuto molto a un amico che si occupa di controllo di gestione in un’importante azienda della zona: ha gradito il mix fra controllo e fattore C riuscendo a gestire la sua gara come voleva e a vincere.
Filler quindi, ma anche gioco da spiaggia (o comunque portatile): scatola piccola e maneggevole, carte da spandere su un tavolino e voilà, il gioco è fatto!
Per il resto il gioco è sempre lo stesso, sia giocato in 6 che in 2: certo in 6 prendi meno carte scommessa, ma le meccaniche sono esattamente le stesse. Poi è chiaro che più si è più il gioco dà il suo meglio…
Per quanto riguarda la grafica, chi è stato ammaliato dai disegni cartoon style dell’originale qui trova la stessa pappa!
Le carte finora hanno resistito all’uso in maniera degna! Non escludo l’imbustamento in caso di uso ripetuto, soprattutto se il gioco esce spesso da casa.
Finisco ricordandovi che, come forse avrete capito a livello di filler ci sono anche alternative (dipende da cosa cercate…), ma è pur vero che per quello che costa Camel Up Gdc, il gioco vale sicuramente la spesa.
Buone giocate a tutti
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