COME SI PRESENTA
La valutazione sui componenti direi che rientra nei parametri del classico adeguato allo scopo, con qualche tocco positivo, legato alla curata grafica di casa Vohwinkel e allo spessore del cartone tipica della Ravensburger.
Per il resto abbiamo un tabellone esagonato e cartine di formato mini standard (o giù di lì … io non imbusto …), per cui non è che la cosa faccia gridare al miracolo, ma sul tavolo la sua presenza scenica, occupandone una buona dimensione, la fa …
Il gioco, come suggeriva l’inserimento nella categoria base dello Spiel, è semplice da spiegare e da giocare, proponendosi, come difficoltà (almeno per la versione base del gioco), a un livello chiaramente familiare, tanto che il 10+ indicato sulla scatola risulta addirittura leggermente tarato per eccesso.
Le schede territorio disponibili consentono di elaborare, di volta in volta, dei percorsi sempre più impegnativi (cosa che dona estrema longevità al gioco) e, una volta passato lo schema di base, si comprende come nel procedere sia possibile assemblare il tutto in modo tale da dar vita a diverse strettoie, nelle quali i giocatori più smaliziati potrebbero approfittare per portarsi davanti e poi bloccare l’altrui passaggio, cosa che rappresenta la principale dinamica interattiva del gioco. Nel contempo sono presenti anche i materiali (tessere cava) per una sorta di mini espansione, per cui ancora qualche partita extra, sempre nella logica family, la cosa la può donare.
A livello pratico, poi, l’abilità sta nel capire, dando un’occhiata al percorso steso, quali carte siano più frequentemente ricorrenti e quindi cercare di comprare, rapidamente, ciò che può risultare più utile per affrontare la conformazione del territorio proposta.
Il tutto gira rapido, perché non è che le scelte al proprio turno siano poi troppe e qualche momento in più di riflessione si pone, in pratica, solo quando uno dei settori occupati dalle carte sul mercato si svuota, in quanto in quell’occasione si ha la possibilità di scegliere quale dei mazzetti di carte disponibili inserire al posto di quello esaurito. Nel complesso un classico titolo di quelli che pensi a cosa fare mentre gli altri giocano e quindi l’attesa, superata la prima partita di apprendimento, può essere minima.
Fortuna?
Sì, perché è chiaro che, vista la natura del gioco, è anche importante che ti capitino in mano le carte giuste al momento giusto e qui perdere un turno può essere vitale, dato che vince chi arriva prima, non chi ha ottenuto più punti … 😉
Può ingolosire anche i gamers?
Sì, è chiaro che se lo provate nella versione base, senza tessere cava e magari con il percorso iniziale proposto per imparare, lo vedrete come titolo adatto addirittura per un 8+ smaliziato, ma se iniziate a mettere su un percorso di quelli già suggeriti come medi o addirittura quelli complessi, allora capirete come le scelte di costruzione del mazzo diventino fondamentali e chi sbaglia a inserire i giusti potenziatori che il percorso richiede di volta in volta rimarrà inesorabilmente indietro.
Alla fine direi che della terna dei titoli che concorrono per lo Spiel questo, alla fine, mi risulta essere quello con lo spessore (inteso come livello di difficoltà relativa) più alto (è tutto relativo alla categoria, ovviamente) e sono lieto di averlo provato più volte, superando la primissima impressione (con il gioco base) che mi aveva lasciato meno entusiasta.
Per fare un esempio, al termine delle ultime partite con l’amico Sergio, quest’ultimo mi ha chiesto di lasciargli la scatola per farlo provare ad altri suoi amici, per cui il suo successo il gioco lo ha riscosso.
Intendo che se ci si avvicina al gioco prendendolo per quello che è, ossia un family, le soddisfazioni possono arrivare (es. Ajax: Wow! A nice surprise from the good Doctor. This game combines deck-building and racing in a way that feels fresh, original, and accessible.; Kystas: Nice ideas and the gameflow is excellent – you’ll play El Dorado in 30 minutes. This is family game and works best with that kind of situations. For the gamers El Dorado might be a bit too lightweight. Allthough this is a deck-building game, there is quite amount of luck too), mentre se si parte dal presupposto di voler cercare qui della particolare profondità, direi che non si può che rimanere delusi (ex. Michiel: All of that doesn’t excite me much at forehand and this game couldn’t surprise me. It’s very simple and quick: draw cards, play cards to move forward on the raceboard or buy more cards, then refill your hand. Not very interesting).
CONCLUSIONI
Tirando le somme questo El Dorado direi che merita appieno, nel complesso, l’inserimento nell’elenco dello Spiel, rientrando perfettamente nei parametri della categoria, essendo di difficoltà bassa, adatto per famiglie, con un minimo di spessore per soddisfare il giocatore più scafato che si siede al tavolo con gli occasionali.
La presenza di un poca di alea e la leggerezza può risultare meno gradita ai giocatori più esigenti, per i quali può rappresentare, alla fine, poco più di un filler e nel contempo non sono presenti poi particolari innovazioni, per cui i gamer più accaniti probabilmente passeranno oltre, ma se avete esigenze di mettere sul tavolo qualcosa di più adatto a tutti direi che dovrebbe soddisfare parecchi palati.
Premesso che si tratta di diverse meccaniche, direi però che potrebbe essere gradito da chi ha apprezzato titoli come Kingdom Builder o il primo Dominion.
Attendo riscontri da chi lo abbia provato o lo proverà … 🙂
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