[Recensione] Nome in Codice: Vietato ai Minori

scritto da Chrys
Frutto della fantasia poliedrica di Vlaada Chvátil (capace di sfornare con la stessa semplicità gioconi super complessi e party game leggeri) Nome in Codice fu una delle grandi rivelazioni della fiera di Essen 2015… un super campione di vendite, subito tradotto in una dozzina di lingue.
L’anno dopo ha purtroppo provato a mungere la mucca grassa con un “Codename Visual” dove sulle carte al posto delle parole avevamo delle immagini… idea interessante, ma che andava a togliere (a mio parere) molto del divertimento rendendo al contempo le carte troppo precise (la scritta “disco” può essere giocata come “disco in vinile”, “discoteca”, “disco da lanciare” o “figura generica”, mentre l’immagine di un disco di vinile perde questa versatilità) e i termini troppo vaghi (alla stessa immagine a volte più persone assegnano termini diversi, il che è un problema in un gioco in cui l’indizio è solo verbale e riguarda il termine e non la figura). Il Visual ha venduto bene, ma senza raggiungere la diffusione del primo (basta notare che il base su BGG ha ricevuto 30.000 voti e il visual solo 4.500).
Forse per questo l’autore ha deciso di tornare sui binari del primo titolo, sfornandone quindi un qualcosa che ne fosse una variante, pur mantenendone le regole e l’impostazione… sto parlando ovviamente di questo Nome in Codice: Vietato ai Minori (4-8 giocatori, 15 minuti) edito in Italia dalla Cranio Creations. Questa variante (che in inglese aveva il titolo meno esplicito “Codename: Deep Undercover”) presenta alcuni elementi grafici nuovi, ma soprattutto 200 nuove carte fronte-retro tutte a tema più “adulto”.

NELLA SCATOLA
Stessa componentistica del base… 200 carte nome in codice, supporto in plastica più 40 carte chiave (per un totale di 160 possibili schemi) e 25 tasselli di cartone (spie, passanti ignari e assassino) e delle bustine . Manca in questa edizione la clessidra, probabilmente perché tanto nessuno l’ha mai usata in una partita (e comumque in casi estremi è sostituibile con un cellulare).
La grafica dei tasselli di cartone è completamente rifatta e presenta ora passanti tutti molto diversi (belli) e spie riviste quel tanto che basta per dare al titolo un minimo di personalità sua.
COME SI GIOCA
Il regolamento è esattamente quello del gioco base… addirittura, con pochissime eccezioni in cui il testo è stato leggermente implementato o rivisto, il regolamento corrisponede parola per parola a quello della versione classica.
Per il regolamento cito spudoratamente il bravissimo TeOoh!: «2 squadre e 1 caposquadra per ciascuna. Il capo indicherà un indizio di 1 sola parola per far abbinare quante più parole possibili alla sua squadra tra le 25 sul tavolo. La prima squadra che indovina le sue 8 bersaglio è la vincitrice.»
Aggiungo solo che l’indizio è fatto di una parola + un numero che identifica quante carte sono presenti sul tavolo abbinabili a quell’indizio. Per maggiori informazioni vi rimando direttamente all’articolo di TeOoh!, dove potete anche vedervi un video esplicativo delle regole (da 0:40 a 1:55: solo lui può insegnarvi a giocare in 75 secondi ^__^).
PS: Il gioco brilla coi gruppi numerosi (e lo si riesce a giocare anche in 10 senza grossi problemi), ma nella scatola sono presenti due varianti per affrontarlo anche in due o in tre giocatori.
L’EDIZIONE “VIETATA AI MINORI”
Avrete capito che la differenza qui la fanno solamente le carte… ammetto che prima di provare questa edizione avevo due riserve (che per mia fortuna sono state sfatate).
 
Volgarità gratuita?
Come prima cosa temevo infatti un’eccessiva volgarizzazione del gioco: sono ben lungi da essere un bigotto, ma non apprezzo quando la volgarità è usata in modo eccessivo o per nascondere la mancanza di sostanza, che si tratti di un gioco di carte, da tavolo, di un film (qualcuno ha detto Vanzina?) o di un videogioco. Non è così in questo caso.
Le parole sono anzi state scelte in maniera veramente abile, tant’è che oserei dire che non più del 2-3% delle carte utilizza termini espliciti e tolte quelle questa edizione potreste tecnicamente portarla anche in parrocchia… però la genialità nella scelta dei termini è che sono tutte potenzialmente ammiccanti. 😉
Mi spiego meglio: non ci vuole assolutamente nulla a inserire in un gioco la carta “ca**o” ma il gioco non lo fa… inserisce invece “zucchina” e “tronco”. Per farvi altri esempi di carte inserite abbiamo: umido, tromba, carriola, maiale, idraulico, triangolo, trenino, sbattere, missionario, sandwich, saponetta, palo, pacco, sega, soffocare, spagnola, seme, sfondare, pecora, lungo, ecc. 
Mai come in questo caso possiamo dire che “la malizia è nell’occhio di chi guarda“… tutte queste parole potevano essere presenti anche nel gioco base e nessuno avrebbe obiettato. In questo caso però leggiamo V.M. 18 sulla scatola e subito interpretiamo ogni parola nel peggior modo possibile, e questo un sorriso lo strappa. Allo stesso tempo un passante senza vedere la scatola potrebbe non accorgersi dell’edizione che state usando. 

Sia chiaro che qualche parola esplicita la troverete, tant’è che la scatola si è guadagnata il bollino VM 18 (ad esempio “pu**a*a”, ma in base alle partite fatte credo davvero che non superino le 10-15 carte su 400).
Minor libertà creativa?
L’altro mio timore era che la componente vietata ai minori ledesse la libertà di creazione dei collegamenti negli indizi, quando trovare collegamenti è proprio il fulcro del divertimento del gioco… per capirci, temevo che il gioco portasse a dare anche indizi vietati ai minori per via delle carte, riducendo moltissimo la varietà.
A pensarci bene questo sarebbe successo sicuramente se le parole fossero state tutte esplicitamente volgari, perché in quel modo i possibili collegamenti si sarebbero irrimediabilmente ridotti moltissimo. Invece la scelta intelligente delle parole ha portato a far sì di poter comunque usare qualsiasi tipo di collegamento (ad esempio per le parole dell’esempio sopra potrei dirvi “fattoria 3” o anche “orchestra 2”). 😀
Naturalmente la presenza di queste parole vi porterà a dare anche degli indizi ammiccanti (ad esempio sempre dall’esempio sopra ci starebbe un “Rocco 2”), ma sarà solo una parte del gioco e non la sua totalità.
CONSIDERAZIONI FINALI
Quindi alla fine vale la pena averlo? Dovendone comprare uno (se già non lo avete) conviene la versione classica o questa più “adulta”? Può essere interessante come regalo?

Come in molti altri casi di versioni alternative (pensiamo a Carcassonne Star Wars, Catan Impero Romano, ecc.) è quasi impossibile rispondere in modo univoco, quindi mi limiterò a darvi gli strumenti per decidere cosa è meglio per voi.
L’esperienza di gioco è molto simile, anche se non uguale: è vero che come detto spesso userete collegamenti normalissimi, ma succederà anche qualche collegamento assai più “ardito”… è quindi chiaro che un po’ per i possibili doppi sensi (che saltano all’occhio visto il titolo della scatola) e un po’ per alcune associazioni che verranno fuori, questa edizione assume spesso un tono decisamente più goliardico rispetto al gioco base, il che lo può rendere preferibile in certi contesti più festosi o scanzonati e da evitare in altri.
Resta comunque un titolo giocabile al 100% il che è un grosso pregio. ^__^
Il Parental Advisory e il V.M.18 sul retro della scatola possono avere un effetto fuorviante sul contenuto, che come ho detto non è quasi mai esplicito: diciamo che troviamo più termini espliciti in un qualunque programma/film in prima serata… il gioco ammicca (e lo fa tantissimo), ma non è un regalo “imbarazzante” di quelli che si regalano giusto agli addii al celibato.
Infine se avete già il base e lo giocate spesso (come me) può essere un’aggiunta interessante e divertente alla vostra collezione, ma allo stesso tempo non indispensabile perché con le 400 carte presenti nel gioco base le combinazioni sono così tante che difficilmente si ripeteranno le situazioni prima di almeno 100 partite. Non va quindi considerato come un “rimedio” alla scarsa longevità del titolo base, quanto un’alternativa per approcciare il gioco base con uno spirito più scanzonato.
Il suo prezzo di listino consigliato come immaginabile è sempre 21,95 come per l’edizione base.
Anche in questo caso vi segnalo che Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it, dove potete naturalmente trovare anche la Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it del titolo.
— Le
immagini sono tratte da BGG, sono state scattate da noi o provengono dal
sito della casa produttrice (Cranio Creations / CGE),
alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole
sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una
gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice
richiesta. —

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