irriverente oggi: si parla infatti di Suicidium, gioco di Valentino Sergi
e Michela Coletto, prodotto da Officina Meningi, ma che da Play 2017
troverete nel catalogo editoriale Dal Tenda. Il gioco è illustrato da Marco
Tonus, però vede anche la partecipazione di alcuni fumettisti conosciuti come
Tuono Pettinato, Davide La Rosa, Miguel Ángel Martin, Felinia.
Al gioco si può giocare da due a quattro giocatori, in partite di una trentina
di minuti circa.
è “un gioco di carte accattivante,
macabro e divertente, il cui obiettivo è di porre fine alla vostra esistenza o
spingere gli altri a farlo (per finta, ovviamente!)”. Può essere la vostra
cup of tea e volete provare a dargli una possibilità alla ormai prossima Play,
dove sarà presente allo stand Dal Tenda? Continuate e leggere…
I MATERIALI
La scatola del gioco base contiene:
- Tredici carte oggetto (lametta, cappio, veleno, cabina dei suicidi di Futurama);

Personaggi - Novantasette carte azione divise in carte punti (bordo nero), carte evento (bordo grigio), carte risposta (bordo rosa);
- Quattro dadi a dieci facce (limited edition);
- Quattro carte personaggio (limited edition);
- Quattro dadi segnapunti a dieci facce (limited edition);
- Una plancia di gioco.
- Otto carte oggetto (harakiri, più le carte per il quinto giocatore);
- Cinque carte personaggio;
- Otto carte azione;
- Un dado segnapunti a dieci facce (per il quinto giocatore).
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| ma che carino quel dado rosa… |
La prima edizione del gioco è stata finanziata sulla piattaforma di crowdfunding Eppela (così, se non la conoscevate, potete aggiungerne un’altra alla lista) e devo dire che la qualità del mazzo base è davvero notevole, le carte sono spesse e telate, mentre questa qualità si perde un po’ nell’espansione e la differenza nella grammatura delle carte si fa sentire. Particolare la scelta di formato delle carte rettangolari e con gli spigoli vivi che personalmente apprezzo, ma possono non piacere… e attenzione a non suicidarvi con le carte 🙂
I materiali sono comunque promossi e direi che nel complesso rendono il gioco molto più divertente.
IL GIOCO… OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Con un mazzo di Suicidium si può giocare o alla versione Survive o alla versione Depression.
Nella versione Survive l’obiettivo è rimanere vivi e l’ultimo che vi riesce è il vincitore; nella versione Depression lo scopo è di essere i primi a suicidarsi.
Nella versione Depression ogni giocatore inizia la propria partita con sette carte, nella fase principale
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| con cosa mi suicido oggi? |
il giocatore può giocare sino a un massimo di tre carte, ponendole scoperte davanti a sé e dichiarandone l’ordine di esecuzione; gli altri giocatori potranno giocare sino a tre carte risposta per contrastare le carte effetto giocate dagli avversari. Si sommano e sottraggono i punti volontà come indicato delle carte (tirando eventualmente il dado) e in caso di azzeramento il giocatore pescherà una carta oggetto per suicidarsi: in caso peschi una carta oggetto uguale a una già in possesso o la cabina dei suicidi di Futurama sarà dichiarato vincitore, in caso contrario riporterà i propri punti volontà a dieci e si continua a giocare. Al termine della propria mano il giocatore pesca tante carte quante necessario per ritornare ad avere sette carte in mano. La versione Survive ha le stesse meccaniche di gioco, con l’unica differenza che invece di azzerare i vostri punti volontà dovrete azzerare quelli degli altri giocatori, che con due carte oggetto uguale verranno eliminati dal gioco.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Gioco che cresce e si apprezza maggiormente con il crescere dei giocatori.
Rigiocabilità
Discreta, si tratta pur sempre di un mazzo di carte; di sicuro la doppia modalità di gioco aumenta la
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| un po’ di carte evento |
rigiocabilità, altrimenti non elevatissima.
Interazione
Originalità
Le mie considerazioni finali
In ultimo assolutamente indispensabile giocare con le carte personaggio per dare un minimo di varietà e originalità al gioco, che altrimenti risente di una certa meccanica sempre uguale! Personalmente, nelle mie partite, ho eliminato la cabina dei suicidi: già è un gioco di carte, già c’è molta fortuna e questo possibile ulteriore aiuto della Dea Bendata non mi sembra opportuno.
Per finire se devo scegliere una delle due modalità di gioco da consigliare sicuramente è quella Depression, dal momento che è un po’ più veloce e soprattutto si è più padroni del proprio destino (per quanto questo sia possibile in un gioco di questo tipo).
COSA DI POTREBBE IMPARARE IN QUESTO GIOCO
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| un po’ di carte punti |
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare, che non esiste il gioco perfetto ma esiste un gioco perfetto per ogni giocatore e che Bisogna essere prudenti quando ci si ammazza, se no si fanno delle figure! by Giorgio Gaber.
Ecco quindi in elenco le cose che si possono imparare (anche da ragazzi) giocando a Suicidium:
- che si possono affrontare temi difficili in maniera dissacrante;
- che è difficile riuscire a suicidarsi (ovviamente per scherzo);
- l’interazione cattiva tra i giocatori.
A PARTIRE DA QUANDO CI POSSO GIOCARE
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