[Recensione] 4X – 1X = Kepler-3042

Scritto da Simone M.

Kepler-3042 gioco d’esordio di Simone Cerruti Sola, edito da Placentia Games, che ha raggiunto la pubblicazione grazie a una fortunata campagna crowdfunding diretta dalla sapiente regia di Mario Sacchi (Post Scriptum).
Volevo aprire l’anno con uno sguardo al recente passato parlando di un titolo che ha animato il tam-tam fra le varie testate di settore.
Avevamo presentato il prototipo, in anteprima, sia con una panoramica scritta (qui) e sia con una, impeccabile, “video-minuta” del nostro TeOoh! (qui).
Mi sembra corretto chiudere il cerchio riservando al titolo un articolo di dettaglio mostrandovi la sua veste definitiva, a cui ha contribuito il mitico Alan D’Amico, e dedicandogli una scheda tecnica da consegnare al nostro, ormai vasto, archivio.
Kepler-3042 è un gioco di civilizzazione spaziale per 1-4 giocatori, della durata di 60-120 minutiin cui ciascuna fazione tenta di superare le avversarie colonizzando (e terraformando) il maggior numero di pianeti della Via Lattea e cercando di raggiungere il più elevato livello tecnologico possibile. Kepler-3042 possiede tutti gli elementi dei giochi 4X ad eccezione della componente bellica (exterminate). Tale scelta di progettazione, giustificata anche dall’ambientazione pacifista, ha permesso all’autore di esaltarne la componente gestionale e lo ha ridefinito, simpaticamente, nell’ambiente ludico come un gioco… appunto… 3X.
Sbirciamo dentro la scatola per visionarne i componenti, ripercorriamo le dinamiche di gioco e la sua variante in solitario per poi riaggiornarci per tirare le somme.


I – Componenti e materiali

La scatola si presenta molto bene. Ha un peso specifico consistente e l’illustrazione, il cui stile ricorda una copertina di Nathan Never, è pulita, netta, senza fronzoli o sbavature come il gioco stesso. L’edizione è bilingue: Italiano e Inglese.
Per dovere di cronaca alcuni possessori della copia KS, ritirata proprio alla scorsa Lucca, hanno avuto qualche brutta sorpresa riguardo allo stato di parte dei materiali. Adesivi per i token assenti o dalla stampa non perfettamente allineata, segnalini mancanti. Immediata la reazione di Mario Sacchi che, attraverso i social network e la Tana dei Goblin, si è messo subito a disposizione sedando le frustrazioni dei ludomaniaci più intransigenti predisponendo (per chi ne avesse fatto richiesta) l’integrazione dei pezzi mancanti o danneggiati. Cito questo episodio per correttezza nei confronti sia dei backer ma anche per annotare, come se ce ne fosse bisogno, la professionalità di Post Scriptum e Placentia Games nell’affrontare positivamente la situazione.
Sono gesti e segnali che fanno bene al nostro hobby e ai giocatori.
Tornando alla scatola e al suo contenuto Kepler-3042 ha indubbiamente una dotazione ricca.
Inizio subito dall’enorme plancia che rappresenta la Via Lattea divisa in Fasce: Vicina, Media e Lontana. La plancia è attraversata da un reticolato esagonale su cui andranno piazzati i 36 oggetti celesti che distinguiamo in pianeti (Oceanico, Roccioso, Super-Terra, Gigante e Alieno), miniere e obiettivi coloniali (nuovi e non presenti nel prototipo, n.d.r.).

Alla base della Plancia di gioco troveremo i due tracciati di Leadership (Coloniale e Tecnologica) destinati ai Vessilli, il conta-turni e uno spazio in cui alloggiare 16 delle 18 Carte Progresso.

Ciascun giocatore sarà dotato, nel proprio colore (rosso, verde, giallo e blu) di 1 plancia Azioni, 1 plancia Tecnologie, 1 Carta Pianeta Terra, 1 Carta Riepilogo Punteggio, 1 Carta Riepilogo Turno, 3 Astronavi, 1 Cubo Azione, 12 segnalini Nazione, 17 cubi risorse (7 Energia, 7 Materia e 3 Anti-Materia) e 1 carta Obiettivo da scegliere fra le 10 Standard oppure fra le 7 Avanzate, a seconda della modalità scelta. Il cartone è spesso, rinforzato da una leggera telatura e di buona qualità. Restituisce un’ottima sensazione al tatto. Le carte invece sono un po’ leggerine e vanno imbustate. Oltre al regolamento, ben scritto e con diversi esempi, a supporto dei giocatori troviamo 2 schede (sempre in cartone telato) con tutti i concetti chiave del gioco e 2 schede riepilogo pianeti che riassumono le statistiche di tutte e 28 le Carte Pianeta indicando anche quali escludere in funzione del numero dei giocatori.
Completano la dotazione: il segnalino Primo Giocatore, un blocchetto segnapunti, un foglio con gli adesivi per tutti i segnalini e un supporto intitolato “La Scienza di Kepler-3042” a cura di Adrian Fartade (qui il suo blog), in cui vengono snocciolati in maniera autorevole tutti gli aspetti e gli spunti scientifici che animano il gioco stesso.

Dimenticavo… a tutti i backer, inoltre, è stata regalata una plancia personalizzata da utilizzare come organizer per carte e segnalini nazione da usare nelle partite in solitario. Una chicca…

II Come gira il gioco (in breve)

Il motore di Kepler-3042 è un sistema di selezione-azione che ogni giocatore esegue nel proprio turno indicandolo sulla propria plancia personale mediante un cubo.

Una volta eseguita l’azione principale, sempre il giocatore ha la possibilità di eseguire fino a due azioni bonus tra quelle disponibili sulla colonna o riga corrispondente al quadrante azione su cui ha posizionato il cubo. Per eseguire questa azione bonus il giocatore è costretto a bruciare una delle sue risorse. Bruciare una risorsa significa sacrificarla in maniera permanente per il resto della partita. Esistono però alcuni modi (pochi) per recuperare risorse bruciate.



I giocatori iniziano con 3 Risorse Energia e 3 Risorse Materia sulla propria Carta Terra.

Tutte le altre risorse e le astronavi sono poste in riserva. Inoltre è possibile partire con 2 Tecnologie a livello 2 le altre partiranno dal primo spazio.
Il turno di gioco si divide in 3 fasi principali:
A) Carta Progresso: si pesca la prima carta del mazzo Progresso e si legge a voce alta. Il suo effetto si applicherà alla fine del turno. Se sulla carta dovranno essere posti dei Vessilli Leadership (segnalino che all’inizio del turno sono piazzati lungo i tracciati Leadership) questi verranno assegnati sempre alla fine del turno e al giocatore che si trova più avanti sul rispettivo tracciato. 


B) Fase Giocatori divisa in 4 sottofasi: 1) Azione Obbligatoria: i giocatori eseguono una sola azione obbligatoria fra le 9 disponibili (Missioni Spaziali, Colonizza Pianeti, Sviluppa Tecnologia, Propulsione Stellare, Terraformazione Pianeti, Mappatura Galattica, Accumulo Energetico, Sfruttamento Planetario e Genera Anti-Materia), spostando il cubo azione in una casella azione diversa dalla precedente (come in Scythe). 2) Azioni Bonus: Se lo vuole il giocatore può bruciare una risorsa (ponendola in una zona della propria plancia personale detta Pozzo di Clausius) per eseguire una delle due Azioni Bonus collegate a quella obbligatoria. Può eseguirle anche entrambe ma una sola volta e bruciando una risorsa per ogni utilizzo. 3) Movimento Astronavi: si muovono le astronavi, che vengono costruite durante la partita, di tante caselle quanto indicato dal livello di Tecnologia corrispondente. 4) Ritiro Astronavi: i giocatori possono riportare in riserva una o più astronavi posizionate su un esagono spazio o su un pianeta. Se il giocatore ritira un’astronave da una miniera può rigenerare una risorsa “bruciata” e rimetterla in riserva.
C) Fine Turno: in questa fase si risolve l’effetto della Carta Progresso, si assegnano i Vessilli (se presenti) e si assegna il segnalino primo giocatore.

I turni si susseguono con questa struttura in maniera uguale. Alla fine del 16° turno si assegnano i punti in base alla posizione sui Tracciati di Leadership, al valore dei pianeti colonizzati e terraformati, in base alla posizione dei pianeti colonizzati (se della Fascia Interna, Media o Lontana), in base ai cubi anti-Materia posseduti, se si possiede una serie completa di pianeti (1 per tipo) e se si possiede un tris di pianeti dello stesso tipo e ovviamente si assegnano punti in funzione del numero di Vessilli guadagnati.

II/a La variante in solitario

Questa modalità costituisce una novità rispetto al prototipo e prevede la possibilità di affrontare l’esplorazione nella galassia di Kepler-3042 come una Campagna.
Impostiamo innanzitutto il livello di difficoltà crescente (1, 2, 3 o 4). In funzione del livello scelto il gioco ci fornirà un setup iniziale che prevede, sostanzialmente, con quante risorse inizieremo sulla nostra Carta Terra.
Selezionata fra le possibili una delle Campagne presenti nel regolamento (Possedimenti di Confine, Figli del Progresso, Nucleo Logistico Galattico, Civiltà Ibrida e Progenie Superiore), peschiamo, tenendo conto di tutte informazioni, una carta Obiettivo specifica (il nome della carta è indicato dal regolamento). Cercare di realizzarlo ci darà un boost in punti fondamentale per superare il livello. Poniamo accanto alla nostra dotazione anche una Plancia Tecnologia e i segnalini nazione di un colore diverso dal nostro. Questi saranno i segnalini del Giocatore Fantasma. tutti i segnalini (i nostri e del Fantasma) nazione vanno posti, come da norma, sui tracciati Leadership e sui tracciati tecnologia. Tre segnalini del Giocatore Fantasma vanno posti sul segnaturni e nello specifiche sulle caselle (5, 10 e 15). Quando il segnaturni giungerà su una di queste caselle dovremo avanzare “tutti” i segnali nazione posti sulla Plancia Tecnologia del Giocatore Fantasma di 1 spazio.
Per il resto la partita si svolge normalmente e dovremmo cercare di raggiungere, dopo il 16° turno, il punteggio minimo previsto per considerato superato ogni livello: 30 per il 1°, 40 per il 2°, 50 per il 3° e 60 per il 4°.

III Conclusioni

Com’era già emerso dalle considerazioni sul prototipo Kepler-3042 è un gioco per specialisti. Il motore è semplice e ben rodato, ma la mole d’informazioni da tenere in considerazione è notevole e non bastano poche partite per poterlo padroneggiare come si deve.
Kepler-3042 costituisce una variante, molto interessante, ai giochi di civilizzazione spaziale a cui siamo abituati solitamente. La plancia vastissima, in cui c’è spazio veramente per tutti e senza intralcio, unita alla mancanza di una “X” decretano la quasi totale estinzione dell’interazione fra i giocatori.
Tolto “il combattimento” i giocatori si sfidano in una gara di supremazia gestionale in cui trionferà chi avrà gestito meglio il prezioso e risicatissimo parco risorse e il proprio tempo.
I turni sembrano un’eternità, ma non bastano mai.
In un futuro utopico in cui l’umanità sembra aver raggiunto la tanto agognata pace militare perpetua la ricerca della supremazia si trasforma in una spasmodica esplorazione spaziale per giungere sino alla fascia più estrema della Via Lattea.
Uno scontro cerebrale.

Una sola azione (obbligatoria) per turno e solo 17 risorse a disposizione per tuttala partita. 
Il titolo, che si apprezza meglio da 3 in su (best in 4), offre diversi modi per fare punti e potrebbe mettere alla prova i gangli encefalici dei vari giocatori che si avvicineranno ad esso. Kepler-3042 vi permetterà di sperimentare partita dopo partita un approccio diverso garantendovi longevità e varietà. Un titolo che farà la gioa dei giocatori di matrice german che da sempre, con riluttanza, evitano di approcciarsi all’esplorazione spaziale su plancia per timore di dover, purtroppo, allestire un incrociatore stellare con il quale abbatterne uno avversario.
Il mio articolo termina qui ma il viaggio attraverso il cosmo continua.

IV La Scheda


Titolo: Kepler-3042
Autore: Simone Cerruti Sola
Anno: 2016
Editore: Placentia Games
Giocatori: 1-4
Durata: 60-120min

Componenti: complice sicuramente il buon esito della campagna di crowdfunding, Kepler-3042 ha una dotazione robusta e dalla grafica gradevole ed essenziale. Le informazioni nelle plance di gioco sono tante e piuttosto chiare. Il regolamento va spulciato, comunque, di tanto in tanto. Le carte come detto vanno imbustate.

Ambientazione: i presupposti del gioco sono interessanti. Molti concetti scientifici sottendono allo sviluppo delle meccaniche e alla loro coerenza. Sullo sfondo non c’è una epica epopea intergalattica, ma la speranza di un lontano futuro pacifista. Gli elementi grafici però sono pochi per percepire un vero e proprio setting.

Meccanica: Selezione-Azione, Collezione Set e Poteri Variabili. Il tutto sapientemente mescolato. Il funzionamento del gioco e le dinamiche sono lineari. La curva di apprendimento però è un po’ ripida.

Longevità: molto buona. L’ampiezza della mappa, la disposizione casuale e sempre diversa degli oggetti celesti e infine la struttura del turno di gioco sono tutti elementi che alimentano questo aspetto.

Rapporto Giocabilità / Prezzo: è un cinghialotto per specialisti ma che si apparecchia volentieri e senza stress grazie al setup velocissimo. Bellissimo il colpo d’occhio al tavolo, il regolamento è piuttosto immediato ma occorre qualche partita di rodaggio. In giro per la rete si attesta intorno ai 45 euro. Prezzo onesto e adeguato all’esperienza di gioco.

Consigliato: agli eurogamer con il pallino dello spazio e senza velleità belliche. Dedicato a coloro che vogliono tentare di espandere la propria civiltà spaziale dominando la galassia conosciuta (e non) con appena 17 cubetti di legno.

Sconsigliato: agli spacemarine tutti stelle, strisce e cannoni al plasma. Qui le navette sono di legno, i cubi non sono trasparenti, non c’è l’ombra né di un dado e né di una stramaledetta combat-zone. Vaporizzatevi ragazzi… vaporizzatevi.

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