scritto da Bernapapà
I materiali e le regole
Fra i mazzetti di carte l’ultimo è rappresentato dalle carte obiettivo, che danno punti sulla base del raggiungimenti di determinati obiettivi descritti su di esse, che possono essere dei più vari (es: numero minimo di carrelli portati a una data destinazione, punti per tipo di locomotiva utilizzato ecc…). Abbiamo poi 5 carte che rappresentano 5 azioni: 3 carte per lo spostamento dei carrelli (quella che consente lo spostamento di un solo carrello fa guadagnare la posizione di primo giocatore nonché il talloncino ascensore che fornisce 1 punto a fine partita), l’altra carta azione fondamentale è la partenza dei convogli, mentre l’ultima carta azione, molto potente, consente di guardare le prime 4 carte di un mazzo, scelto dal giocatore, e sceglierne una (e infatti necessita di almeno 2 lavoratori per poter essere eseguita).
L’ultimo mazzo di carte è quello che hanno in mano i giocatori (ognuno con il proprio colore) che rappresenta i lavoratori: cinque carte da 1, due da 2, una da 3, una da 4 ed una da 5.
Ma veniamo alle regole, che sono abbastanza semplici, soprattutto se si è già giocato a Coal Baron. Per prima cosa si deve costruire il “tabellone”, ossia si mettono i mazzetti, scoperti, su due file: in alto troveremo 2 mazzetti con le carte carrello di carbone, 2 mazzetti con le carte vagone, un mazzetto con le carte locomotiva e un mazzetto con le carte commessa; sulla riga in basso troviamo il mazzetto delle carte innovazione, il mazzetto delle carte obiettivo, il mazzetto delle carte titolo azionario e le 5 carte azione disponibili. Ognuno riceve il suo mazzetto di carte lavoratore e si piazzano i talloncini ascensore sulla carta indicata (il numero di turni, così come le carte lavoratore, dipendono dal numero di giocatori).
A questo punto ognuno gioca, a turno, una (o più) carte lavoratore accanto all’azione che vuole effettuare, con la regola che se è già presente un lavoratore dovrà utilizzarne due, se ne sono presenti 2, ne dovrà utilizzare 3 e così via. L’azione si svolge immediatamente, per cui se ho posizionato i miei lavoratori nei pressi di un mazzetto, otterrò la carta più in alto: se è una carta carrello di carbone la sistemerò in coda alle carte carrello della miniera; se è una carta vagone la sistemerò in uno dei binari, eventualmente accanto ai vagoni già presenti, purché venga rispettata la compatibilità degli stemmi; se è una locomotiva la sistemerò su un qualunque binario privo di locomotiva; se è una carta commessa o una carta innovazione la prenderò in mano; mentre se è una carta titolo azionario o una carta obiettivo, le piazzerò nella mia area di gioco.
L’azione di spostamento, come già detto, prevede di spostare il numero di carrelli definiti dalla miniera ai vagoni (partendo obbligatoriamente dalla prima carta), rispettando la compatibilità degli stemmi; come mossa penalizzante è prevista anche la possibilità di parcheggiare i carrelli nel magazzino, sprecando di fatto una mossa. L’azione di partenza dei convogli prevede di poter associare un convoglio (locomotiva+vagoni+carrelli) a una commessa, raggruppando il tutto in un mazzetto separato che si utilizzerà a fine partita per il conteggio dei punti. Terminati i lavoratori, termina il turno: chi ha effettuato l’ultima azione sulla carta dell’ascensore riceve il talloncino ascensore e sarà il primo giocatore del prossimo turno. Ognuno si riprende i propri lavoratori e si effettua un altro turno fino ad arrivare al numero di turni prestabilito sulla base del numero di giocatori.
Terminato il gioco si effettua il conteggio dei punti sommando i punti dei talloncini ascensore posseduti, quelli sui i carrelli consegnati, quelli legati alle commesse soddisfatte, i punti bonus delle carte titoli azionari legate alle località di destinazione delle commesse e i punti ottenuti con le carte obiettivo. In caso di pareggio vince chi ha ricevuto l’ultimo talloncino ascensore.
Le impressioni
Quando si gioca a un gioco di carte derivato da un gioco “vero” si ha sempre il timore che la sintesi tenda a snaturare o banalizzare il gioco o, peggio, a farne un concentrato ingiocabile. Devo dire, invece, che i due navigati autori hanno fatto un’ottimo lavoro, prendendo spunto da alcune peculiarità del gioco base, ma modificandone le dinamiche tanto da arrivare a fare un gioco nuovo, con la sua dignità di gioco a sé stante. Premetto che l’opera precedente mi era piaciuta molto, tanto da renderla ai miei occhi uno dei migliori piazzamento lavoratori con quel tempo di gioco (gioco aperitivo, lo definirei: se si è un po’ sgamati si scende sotto l’ora di gioco senza problemi). Nella versione con le carte il tempo diminuisce di non molto, ma l’esperienza ludica rimane completa.
La meccanica vincente del poter effettuare le azioni aggiungendo lavoratori anche qui coglie nel segno, rendendo il gioco molto interattivo, seppur in maniera indiretta: riuscire a effettuare le azioni con il minor numero di lavoratori significa poter fare più azioni e quindi avvantaggiarsi. Certo, dovendo prendere la prima carta dei vari mazzi, il fattore aleatorio è molto presente, eppure l’azione speciale che consente di scegliere fra le prime 4 carte (e che viene presa d’assalto dai giocatori) ha proprio lo scopo di ridurre il fattore fortuna, riportando nelle mani dei giocatori la propria sorte.
Non ci sono le monete, che erano uno dei motori del precedente gioco, ma diventa anche più strategico rispetto a prima, poter effettuare molte spedizioni: avere lo stesso tipo di locomotiva diventa quindi determinante per questo scopo. Le carte titolo azionario con anche le carte obiettivo, che sono pubbliche, rendono il gioco molto vario e longevo e ogni partita risulta differente dalla precedente. La meccanica della compatibilità del carbone con i vagoni e con i binari, così come le destinazioni con le carte titolo azionario e le carte obiettivo, rappresentano l’ingranaggio ben oliato che fa girare tutto a meraviglia.
Molto tattico, soprattutto in più giocatori, dove oltre a perseguire i propri obiettivi è necessario verificare gli obiettivi degli altri, soprattutto per poter effettuare le azioni con il minor numero di lavoratori. Se proprio devo trovargli un difetto, be’, non è decisamente un “gioco di carte”, nel senso che si è voluto costruire un gioco di piazzamento lavoratori utilizzando come unico materiale le carte, ma non pensate di portarvelo nello zaino per la scampagnata: c’è bisogno di un bel tavolo capiente, che permetta di posizionare le carte in maniera adeguata, sia sul “tabellone” virtuale, che sulla propria plancia. Non è stato possibile riprodurre una delle chicche del gioco precedente: l’ascensore, che me lo fa apprezzare particolarmente, ma per il resto risulta un gioco sufficientemente profondo per il tempo che richiede. Inoltre, a mio avviso, il target del gioco, data la semplicità delle regole e la durata limitata, è riferito a un pubblico sufficientemente ampio, anche famigliare, se già iniziato ai giochi da tavolo moderni.
Ottima prova dei due navigati autori!
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