[nonsolograndi] Time’s Up! Kids

scritto da Fabio (Pinco11)

Se dovessi citare delle alternative moderne ai classici party game che allietavano le nostre serate di oltre vent’anni fa (tipo Taboo, Pictionary, …) sicuramente la serie Time’s Up!, ideata da Peter Sarrett, rappresenta uno dei nomi che indicherei per primi.
Recentemente è uscita anche una versione espressamente dedicata ai più piccoli (la scatola recita 4+ e non esagera), per 2-12 giocatori, con tempo medio a partita di venti minuti, dal titolo di Time’s Up! Kids, del medesimo autore, edita da R&R – Repos e distribuita in Italia (e in Italiano) da Asterion Press-Asmodee.
Classico party game, in questa versione scompaiono le scritte, sostituite da disegni di oggetti, cosicché il tutto diventa immediatamente fruibile a tutti. Ciò che sorprende è che ci abbiano messo così tanto a scoprire il classico uovo di Colombo … 🙂


LA FAMIGLIA TIME’S UP!

Il gioco classico è noto, ma per chi non lo conoscesse, oltre a rinviare alla recensione uscita qui circa quattro anni fa (ecco il link), vi dico in sintesi che il gioco originale comprendeva un mazzo di carte, sulle quali erano indicati nomi di personaggi famosi.
Una volta divisi in squadre, ad ogni turno il giocatore a cui sta deve prendere un mazzo di carte (preselezionate, pescate a caso o come volete voi, a seconda di come lo giocate …) e, una ad una, deve cercare di far indovinare ai presenti il nome indicato.
L’idea è quella che la cosa si svolga in più manches con regole leggermente diverse nel passaggio dall’una all’altra. 
Nella prima, infatti, sarà possibile far indovinare i personaggi anche parlando e spiegando cosa hanno fatto (es. Ha inventato la teoria della relatività) e qui mi direte che è relativamente facile (e sarei anche d’accordo, almeno finché trovate Albert Einsten o Ronaldo …).
Nella seconda sarà possibile aiutare i propri compagni di squadra solo con una parola (es. relatività) e qui le cose diventano leggermente più complesse.
Nella terza sarà possibile, infine, solo mimare il personaggio e qui le cose diventerebbero quasi impossibili, a meno di non aver già iniziato, dalla prima manche, ad associare ad ogni personaggio anche espressioni o gesti, che i vostri compagni di squadra (le carte che girano nelle manche sono le stesse) dovranno memorizzare per poterne uscire vivi.
Del gioco sono uscite miriadi di versioni e ci sono in giro diversi set di regole, come quella che aggiunge una quarta manche, nella quale è possibile solo proporre una espressione, tipo foto o fermo immagine, per far indovinare il personaggio e/o set di carte aggiuntivi e sostitutivi.

LA VERSIONE PER BAMBINI

La vera barriera per i più piccoli era rappresentata, chiaramente, sia dalla capacità di leggere (qui però intorno ai 6-7 anni si supera), sia dal tema, ovvero dalla conoscenza dei personaggi famosi, che si sviluppa solo gradualmente nel corso degli anni.
La cosa era un peccato, perché i bambini, classicamente, si divertono un sacco quando c’è da muoversi o da fare i mimi e la versione Kids pone rimedio a questa mancanza.
Come accennavo l’idea, semplice, adottata per rendere fruibile il gioco anche ai bambini è stata quella di inserire, in ogni carta, un disegno, al posto della scritta e nel ritrarre, generalmente, oggetti noti a tutti, cose da mangiare, animali e così via.
La meccanica di gioco resta grosso modo quella classica, anche se semplificata, per cui le manches diventano qui solo due ed il gioco è proposto in forma cooperativa.
L’idea è quella che nella prima mano si prendano 20 carte e si debba cercare di farle indovinare spiegando, come al solito, l’oggetto raffigurato a parole (es. ci sali sopra per cambiare la lampadina …), lasciando poi le carte indovinate a faccia in su sul tavolo (per farle memorizzare per bene).
Nel secondo giro si mescolano le 20 carte in questione e si deve passare a farle indovinare, solo con mimi e rumori, ai compagni di squadra.
Il tutto deve avvenire nel tempo di una clessidra, ovvero 10 minuti.
LE REGOLE DELLA CASA

Nella sua estrema semplicità (le regole stanno in due minifacciate di un foglio) il gioco risulta di immediata fruibilità a chiunque, anche se è indirizzato prettamente a un pubblico di bambini e risulta quindi, se proposto solo ad adulti, ben presto troppo facile.
I più piccoli, però, hanno, nelle mie frequenti esperienze, anche con gruppi variegati, apprezzato moltissimo il gioco, diventando, nel giro di un paio di partite (che i meno abituati al gioco da tavolo utilizzano per familiarizzare), bravissimi, anche più di molti genitori.
Le regole suggeriscono di lasciare, almeno sino ai sei anni, a un adulto il ruolo di chi deve far indovinare, ma in realtà i bimbi, da quello che ho visto, preferiscono di gran lunga rivestire il ruolo del protagonista, in particolar modo quando si tratta di dover mimare gli oggetti.
A volte, tale era il trasporto e il divertimento nel mimare, che continuavano a mimare lo stesso oggetto anche dopo che era stato indovinato, tanto gli piaceva l’idea … 🙂
L’età per fruire delle regole base proposte (compresa quella, indicata come avanzata, di far fare ai bambini la parte di chi deve far indovinare) è, a mio avviso, fino ai 6 anni circa, quindi la longevità può essere prolungata, anche fino a 10-12 anni (magari con gruppi di età mista), applicando qualche regoletta addizionale, tipo l’introdurre il gioco competitivo (o magari la regola dell’indovina con una sola parola …), scatenando così vere e proprie guerre a colpi di secondi e di carte indovinate.
LONGEVITÀ E MATERIALI

Nella scatola, comoda ed essenziale, di base quadrata circa 10×10 cm (e alta 15), è contenuta una simpatica sacchetta che rende ultraportatile il tutto, nella quale potete inserire la clessidra e le 220 coloratissime carte oggetto.
Le illustrazioni sono colorate, chiare e ben realizzate, anche se difettano, per chi ricerchi profili artistici, di particolare ispirazione da pittore: considerando che il pubblico ideale del gioco è quello dei più piccoli, però, la scelta dello stile si rivela azzeccatissima.

Quanto alla giocabilità, come avrete capito, la ritengo ottimale e personalmente ho visto prescegliere il gioco a mio figlio con una certa frequenza, pur nella ludoteca affollatissima di boardgames della quale l’ho dotato e questo conferma la validità del titolo.
Unica pecca, a volerla ricercare, è quella delle longevità, soprattutto se siete di quelli che, una volta scoperto un gioco, lo mettete in tavolo tutte le sere, perché le 220 carte vi bastano per poco più di dieci partite e poi inizierete a riutilizzarle.
Se lasciate passare qualche giorno tra una esperienza di gioco e l’altra, eviterete almeno un poco l’effetto memoria che, altrimenti, potrebbe farvi bruciare più rapidamente il gioco (i bimbi tendono a memorizzare rapidamente movimenti ed espressioni, associandoli ai singoli oggetti, tanto che ultimamente, per esempio, in una clessidra mi hanno fatto rientrare comodamente 40 parole, indovinate prima a parole e poi a mimi).
CONCLUSIONI

Time’s Up! Kids è un’ottima versione del classico Time’s Up! per bambini anche di età prescolare.
Li stimola a formulare concetti semplici in modo sintetico e li fa divertire, sviluppando fantasia e capacità di improvvisazione, spingendoli a mimare.
Ideale, ovviamente, è che sia giocato in famiglia, con composizione genitori e figli, ma rende benissimo anche in gruppi leggermente più ampi, a patto di lasciare la scena ai bambini, rendendoli gradualmente protagonisti.
Ricordo che il titolo è disponibile Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it e ringrazio l’editore per la copia di review inviataci.
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