[Recensione] Oceanos

scritto da Fabio (Pinco11)


La IELLO, editrice francese, sta seguendo negli ultimi anni un preciso indirizzo editoriale, riservando una grande attenzione alla confezione dei propri titoli, che emergono quasi sempre come assai curati sia nei componenti (sono loro, per fare un esempio nel piccolo, ad aver proposto da qualche anno le scatoline con chiusura calamitata) che sotto il profilo grafico. 
A questo giro gli ingredienti sono rappresentati anche da una star del game design come Antoine Bauza (vi basta che citi 7 Wonders?), alle matite il talentuoso Jeremie Fleury e da un regolamento lineare, con poche meccaniche (scelta e collezione di carte) mescolate tra loro con intelligenza.
Il risultato è un gioco per famiglie (2-5 giocatori di età 8+) di durata contenuta (30-45 minuti) e mooooolto gradevole all’occhio.
Di cosa sto parlando? Ma di Oceanos, edito, appunto da IELLO e per l’Italia da Uplay.it (in uscita nel 2017): andiamo a scoprirlo di seguito …

BAUZA


Due parole sull’autore ci dicono che è uno dei volti più noti del settore, sin da quando, tra il 2010 e il 2011, ebbe a mietere consensi e scatole vendute con il suo 7 Wonders, vincitore del premio Spiel des Jahres nella categoria esperti (lo so che è quasi un introduttivo, ma l’asticella del premio in questione è sulla difficoltà bassa).
Già prima di quella data si era però distinto, grazie a titoli come Ghost Stories e Mystery Express, così come reca “2010” come data di uscita anche il suo cooperativo Hanabi, vincitore dello SdJ nel 2013.
Con i successivi Takenoko e Tokaido, entrambi titoli dal gameplay semplice e lineare e adattissimi al pubblico familiare, consolida definitivamente il suo successo, nonché la sua posizione come autore di punta del movimento degli autori di giochi.
ESPLORIAMO GLI ABISSI

In radice siamo di fronte, lo dico subito, a un gioco di carte piuttosto semplice, incentrato su due meccaniche note, ovvero la selezione di carte da un ventaglio di opzioni (card drafting) e la collezione di gruppi di esse (set collection), ma declinato in modo intelligente, come era lecito attendersi dall’autore.

L’idea di base è quella che ad ogni turno ciascun giocatore riceva un certo numero di carte (pari al numero di periscopi + 1) e tra esse ne scelga una che giocherà di fronte a sé, formando una fila con quelle precedenti e che la cosa si ripeta per una quindicina di volte, formando ad ogni round (composto da cinque scelte) una fila sopra alla precedente, così da avere a fine partita una griglia 5×3 (circa, visto che ci sono possibilità di giocare più di una carta per turno).

Ciascuna carta reca, chiaramente, diversi simboli, che sono presi in considerazione ai fini dell’attribuzione dei punti.

Alla fine di ogni round e poi della partita ha luogo il classico calcolo di punti, articolato su diverse categorie, in modo tale da stimolare sia la raccolta di determinati gruppi di carte di tipo diverso e/o dello stesso tipo, sia da dare importanza anche al come le carte sono fisicamente piazzate e accostate tra loro.

A questi concetti di partenza si aggiungono poi diverse regolette, come quelle che un giocatore ad ogni turno (capo spedizione) sceglie tra le carte che avanzano agli altri, che diverse carte recano simboli che possono attirare dei malus (Kraken) e, soprattutto, che è possibile nel corso della partita investire risorse per migliorare le capacità di pesca, di collezione di pesciolini e via dicendo.
Per chi volesse approfondire, come d’uso, eccovi il link al manuale in inglese (qui).

L’OCCHIO VUOLE LA SUA PARTE …

Dopo aver premesso che l’editore è uno di quelli attenti ai materiali, le prime valutazioni, che sono sempre quelle legate ai componenti, non possono che essere positive, vista la gran mole di roba che si trova nella scatola sin dalla sua prima apertura.
L’ambientazione marina, dunque, è assolutamente ben resa, sia dalle tinte azzurro-blu delle carte che dai materiali, primo fra tutti i sommergibilini componibili che rappresentano le schede giocatore.
Le carte, come accennavo, rappresentando l’elemento necessario del gioco, girando tutto intorno ad esse e le stesse risultano, infatti, ben colorate e fumettose, con disegni che fanno comprendere, per il loro stile, chiaramente qual’è il target di pubblico prescelto, ovvero quello familiare.

Al loro fianco abbiamo i potenziamenti di ogni giocatore, che potevano essere resi con semplici gettoni o carte (anche di modesta dimensione), ma che qui, nella logica della produzione lussuosa, sono rappresentati, appunto, da dei sommergibili assemblabili (come puzzle), le cui parti stanno a indicare i vari livelli raggiunti (es. dei sommozzatori, carburante, periscopio, …) dal giocatore.
Una volta messo sul tavolo il gioco, quindi, fa una gran bella figura.

A QUALE PUBBLICO È RIVOLTO?


Il pubblico di riferimento è chiaramente quello familiare e del resto l’8+ sulla sulla scatola, assieme alle linee grafiche, lo fanno capire sin da subito (preciso che gli otto anni vanno bene se avete già svezzato i vostri figli con altri giochi, altrimenti può essere anche un 9/10+).
Chiarito che il gioco vuole rimanere leggero, nello stesso tempo sono proposte diverse idee, che valgono a farne salire un attimo il peso specifico, tanto da poter essere soggetto anche a diversi momenti di riflessione.
A ben vedere c’è infatti la possibilità di scegliere se puntare, soprattutto nei primi turni, sul potenziamento delle proprie abilità, così come, al contrario, a privilegiare il quasi tutto e subito, ovvero ad assumere una condotta più attenta a massimizzare i punti da ottenere anche nelle fasi di punteggio parziali che avvengono alla fine di ciascuna delle fasi di gioco.

Anche nel piazzamento delle carte, poi, è richiesta un minimo di attenzione, sia per ottenere la formazione del banco di coralli più grande possibile (qui si deve cercare di collocare le carte che li contengono una vicino all’altra), sia per massimizzare gli effetti dei subacquei (qui basta che i tesori siano presenti in carte contenute nella stessa colonna.
Classicamente, poi, a fine partita c’è anche una piccola dose aggiuntiva di alea, legata alla pesca dei tesori.
C’è ovviamente molta alea, legata alla pesca del mazzo, ma è chiaro che se non avete potenziato il periscopio (che incide sul numero di carte che pescate) poi non dovete lamentarvi che la fortuna non vi aiuta … 😉
Nel complesso, dunque, è un classico titolo il cui peso specifico è quello tipico della categoria base dello Spiel des Jahres, ovvero con regole tutto sommato semplici (ripeto, però, che per assoluti neofiti un paio di partite di prova per capire tutto ci vogliono tutte), componenti validi e rivolto a un pubblico familiare.

POSSIBILI ASPETTI NEGATIVI?


Nel complesso Oceanos si rivela un titolo più che valido, ma a voler fare le pulci direi che forse uno dei suoi potenziali maggiori pregi, ovvero la componentistica, si può rivelare anche un piccolo difetto (collaterale), nel senso che il setup, con tutti i pezzi di sommergibile, può rivelarsi anche lungo e il tutto un poco ingombrante sul tavolo, aspetti questi che possono distrarre e/o disincentivare i giocatori meno motivati.
Ciò, unito alla presenza di un paio di regole aggiuntive, che in verità ai miei occhi rendono il gameplay più interessante, alla prima esperienza può rappresentare un piccolo ostacolo per un assoluto neofita.
Per il resto direi che non parlerei tanto di difetti, quanto piuttosto della necessità di capire se state cercando un gioco del suo peso specifico (leggero) o qualcosa di più sostanzioso, ma se siete nella seconda categoria, allora semplicemente sarete alla ricerca di qualcosa di diverso.

CONCLUSIONI


Oceanos si rivela un ottimo titolo per famiglie, dotato di una componentistica molto curata (forse persino sovrabbondante), con regole di base semplici, ma anche con un paio di trovate e accorgimenti utili a far divertire anche chi, trai presenti intorno al tavolo, sia un pelo più smaliziato.
Rappresenta l’ennesima conferma della capacità dell’autore, Bauza, di rivolgersi efficacemente a un pubblico ampio.

Ringraziando l’editore per la copia di review concessa, ricordo che il gioco Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it

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