Sulla parte destra del tabellone trovate invece i moltiplicatori di punteggio, utili per raccoglierne in abbondante quantità nei classici conteggi infiniti di fine partita.
La prima particolarità consiste nel fatto che a inizio partita si ricevono 4 trippoli (omini) bianchi e uno colorato (gli indefessi lavoratori di cui parlavo) e che ci sono a disposizione cinque diversi colori di omini dei quali si può fruire nel corso del gioco (i bianchi sono i generici di partenza, mentre nel corso della partita si acquisiranno solo omini degli altri 4 colori). Ebbene, ogni volta che utilizzate un vostro omino per svolgere un’azione, a seconda del suo colore, oltre ad ottenere l’effetto base, ne produrrete uno addizionale, che varia a seconda del colore utilizzato e dell’azione prescelta. Ecco che in questo modo le 4 diverse azioni iniziali diventano potenzialmente 20.
Procedendo invece nell’ambito della complessità, eccoci con le tessere treno che possono essere acquistate nel corso del gioco (quando l’azione lo consente) e le quali a loro volta possono attivare effetti speciali, quindi ci inoltriamo nelle tessere obiettivo, le quali riconoscono punti (tanti) al raggiungimento di requisiti indicati, ma che richiedono, per essere soddisfatte, il sacrificio di propri omini (è obbligatorio averne però sempre almeno 4 a disposizione) e chiudiamo con le tessere contratti, che consentono di svolgere a loro volta azioni addizionali spendendo stavolta titoli del telegrafo e che sono attivate (con possibilità di interagire per tutti) quando sul tabellone si svolgono determinate azioni.
È infatti quando vi spiegano che ad ogni colore di omino corrisponde un diverso sviluppo di ciascuna delle quattro azioni che improvvisamente vi si apre un albero di opzioni, che alla prima partita ben difficilmente sarete in grado di gestire. Come accennavo già questo comporta che le diverse opzioni a disposizione diventino 20 (5 x 4 azioni) e, anche se in concreto magari avrete spesso pochi pedoni di pochi colori tra i quali scegliere, di tutte queste alternative dovrete tenerne conto, eccome, perché nel corso della partita sarete chiamati ad acquistare in continuazione omini, visto che altrettanto spesso dovrete scartarne (definitivamente) sia per ottenere i bonus del telegrafo, sia per chiudere le tessere obiettivo.
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| Tessera treno con il suo bonus in alto a destra |
Quando stavate pensando che allora tutto è strategia a lungo termine, eccovi gli elementi che impongo di tenere conto di ciò che succede intorno a voi, perché le occasioni devono essere colte al volo, ma possono anche infilarsi male nella vostra catena preprogrammata di eventi.
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| Obiettivi (facili) |
Vi faccio un piccolo esempio, per dare l’idea di come certe cose richiedano il concatenarsi di azioni successive. Mettiamo che io voglia fare soldi e la prima cosa che mi viene in mente di primo acchito è di svolgere la relativa azione, vendendo del materiale della mia compagnia. Lo posso fare, magari vendendo dei binari, ma verso fine partita poi mi troverò magari a imprecare perché non ne ho abbastanza per riuscire a chiudere nessuno degli ultimi obiettivi che ho pescato.
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| Obiettivi (difficili) |
Tutte queste cosette, però, alla prima partita, quando ancora sei perso nel cercare di memorizzare le azioni bonus che ti concedono i vari colori di omino, ben difficilmente riesci a coglierle, per cui ti perdi, probabilmente, quelle nuance che in realtà danno il vero colore al gioco.
MA PUÒ ANCHE NON PIACERMI ‘STO GIOCO?
Il la a scrivere questo paragrafo me lo hanno dato, involontariamente, gli stessi autori in quanto, nel mandarmi le risposte alla mini intervista che trovate di seguito, hanno riconosciuto che non ero stato poi così cattivo e quindi non c’era granché di cui lamentarsi nella recensione.
Melius re perpensa, eccomi quindi qui a riflettere sulla cosa.
Quello che mi viene in mente è che la mia valutazione del gioco è positiva, perché mi è piaciuto, ma anche che io, oggettivamente, rientro a pieno titolo nel target ideale di questa categoria di titoli.
Faccio quindi un minimo di sforzo di astrazione e penso a chi potrebbe non essere allineato con il mio modo di pensare.
Vediamo cosa mi esce da una prima lista (semiseria). Diciamo che potrebbe non piacerti Railroad Revolution se:
1. stai solo cercando un sostituto per Ticket to Ride e visto che si parla di treni ho pensato a questo gioco;
2. compri solo giochi che propongono meccaniche radicalmente innovative rispetto al passato (qui però ci sta che tu ne compri davvero pochi pochi di giochi ogni anno …) ;
3. cerchi della interazione più diretta, per cui potresti non accontentarti della sola sottrazione di opportunità nella quale si sostanzia (al di là del far più punti) la competizione tra giocatori, mancando qui cose tipo maggioranze o eliminazioni fisiche di omini altrui dalle locazioni o dal gioco;
4. vuoi una grafica d’insieme tipo Menzel (il tabellone, sotto questo aspetto, può risultare un pelino essenziale) ;
5. ti piacciono i setup lunghi lunghi e i giochi con manate e manate di tesserine;
6. pensi che tutti i giochi da tavolo debbano essere pieni di miniature e/o di dadi.
Ok, lo ammetto, forse dovevo sforzarmi di più per trovare un’altra decina di punti … ma forse è meglio che dica che a mio avviso il gioco è, utilizzando un termine che utilizzo a volte in questi casi, solido e dovrebbe quindi dare soddisfazioni a chi cerca titoli di questa categoria (alla fine, da questa Essen, ne è uscita una decina, non un centinaio, di candidati …). Lo sforzo per capire cosa intenda per questa categoria di giochi lo ho fatto nel cercare di spiegare le sensazioni che può restituire e quindi, forse forse, l’idea se sia il titolo giusto per voi potrei essere riuscito a trasmetterla lo stesso … 🙂
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| Niccolini e Canetta |
QUATTRO CHIACCHIERE CON GLI AUTORI
Sfrutto la disponibilità offerta dagli autori, che conosco personalmente, per rivolgere a loro qualche domanda legata agli spunti offerti da quanto ho scritto, sperando con questo di anticipare anche possibili domande dei nostri lettori (che potranno in caso lasciare i loro quesiti tra i commenti, visto che gli autori dovrebbero leggere la recensione …).
Eccoci quindi al classico scambio di battute, dal quale acquisirete, per esempio, che siete stati sinora scarsissimi (se giocando avete fatto meno di 250 punti …), che gli omini bianchi sono dei fannulloni (ingrati, dopo la fatica che fanno tutti da soli nei primi turni …), che se volete potete anche ribaltare con una manata la vostra scheda giocatore senza causare troppi danni e così via … 😉
Se invece le mininterviste vi annoiano, passate pure senza colpo ferire alle conclusioni che trovate nel paragrafo successivo … 🙂
1. Prima domandina (provocatoria – perché parlando con loro avevo intuito che l’etichetta in questione non era ritenuta calzante …) RR è un worker placement?
I lavoratori ci sono, li piazzi di qua e di là, quindi si dedurrebbe che si tratti effettivamente di un worker placement. Andando tuttavia un po’ più nel dettaglio di cosa si intende normalmente per worker placement (occupazione solitamente in esclusiva di una posizione specifica e svolgimento dell’azione relativa), forse RR non è propriamente questo genere di gioco. In RR potresti anche tirare una manata alla tua plancetta senza compromettere il gioco, perché l’unica differenza è avere già usato i lavoratori per fare le azioni o averli nella riserva. Potresti piazzarli anche in un bicchiere o in quelle belle scatoline che piacciano tanto ai giocatori e non cambierebbe niente. Nel worker placement con una manata al tavolo probabilmente rischieresti il linciaggio da parte degli altri giocatori, soprattutto da chi è in testa in quel momento e assapora già la vittoria. Quindi da questo punto di vista RR è molto più adatto ai giocatori goffi e sbadati.
2. Il gioco parte dal binario (gioco di parole) del noto (costruisci reti, tessere bonus da distribuire casualmente per randomizzare la mappa, bonus primo giocatore …), per fonderci dentro qualche ideuzza più sbarazzina. Quali, nella vostra logica, sono le trovate che più caratterizzano RR e gli danno una identità propria?
Proprio i lavoratori e la loro gestione. L’abilità sta tutta nell’acquisire quelli colorati specializzati e liberarsi dei bianchi fannulloni; quando poi sei riuscito a metter su una bella squadra è già il momento delle promozioni e quindi perdi una parte del team che diventando manager smette di lavorare per te (sì è vero, ti faranno fare tanti punti alla fine della partita, ma sul momento ti spiace che non lavorino più per te).
3. Qualche tessera città e telegrafo in più non ci stava male … Non è che pensate anche voi alle espansioni, ora?
In tutta sincerità, nello sviluppo del gioco abbiamo dovuto accantonare talmente tante idee carine per tenere il gioco più snello possibile che di espansioni ne avremmo a bizzeffe. Vedremo in seguito se e come recuperarle.
4. Una delle etichette che stanno iniziando a non piacermi è ‘insalata di punti’, perché mi dà l’idea di una corsa disordinata verso varie fonti di punteggio. Secondo me invece il concetto dovrebbe essere quello della varietà di strade per la vittoria, che è invece un pregio per un gioco: mi attendo un vostro contributo sul tema…
A dirla tutta, preferiamo l’insalata di mare. E poi perché proprio ‘insalata’ e non ‘fritto misto’, magari sempre di pesce? Scherzi a parte, siamo d’accordo con te, anche a noi piace poco l’etichetta ‘insalata di punti’, che tra l’altro suona anche un po’ dispregiativa (e indigesta). In RR, per esempio, ci sono più strade per giungere alla vittoria tutte equivalenti (e vi assicuriamo che bilanciarle non è stato affatto banale), ma è proprio il bello del gioco. Se la strada per la vittoria fosse unica, il gioco sarebbe alla lunga noioso e ripetitivo (tanto varrebbe riesumare il gioco dell’oca dalla cantina). Invece, con questa variabilità, ogni giocatore può seguire la strategia personale più consona al proprio modo di giocare e addirittura cambiarla di partita in partita. Che dici, abbiamo dato il nostro contribuito alla causa o dobbiamo promuovere una petizione?
5. Tra giocatori esperti, a quanti punti si chiude e quali dinamiche emergono dopo le prime partite?
In realtà ogni partita fa storia a sé e dipende molto da come riesci a far girare i lavoratori, dall’ordine in cui escono i contratti, dai bonus che riesci a prendere e a soffiare agli altri, da quanto i giocatori tirano lunga la partita… In sostanza non c’è un punteggio fisso anche se a un buon livello la vittoria arriva almeno intorno ai 230 PV. Certamente se fai 50 PV significa che hai giocato veramente ma veramente male (puoi cominciare a riesumare il gioco dell’oca dalla cantina).
Quanto alle dinamiche, i giocatori esperti, una volta capito il meccanismo, ovviamente non ti lasciano fare quello che vuoi. È vita dura per i gamers…
6. Su cosa concordate con la recensione e in cosa invece non vi trovate o almeno vi ha stupito di leggerlo ? … 🙂
Più che stupiti o contrariati, ci siamo divertiti molto a leggerla e la definizione worker pool building è davvero carina. Mi sa che te la rubiamo e la ricicliamo nelle prossime spiegazioni del gioco, a patto che tu non reclami diritti di copyright.
7. Vabbe’, visto che si chiede sempre: su cosa state lavorando ora? … 🙂
Stiamo lavorando a un grosso progetto con WYG? che noi chiamiamo confidenzialmente Gli Imperi in attesa di trovargli un nome decente. Si tratta di un gioco su popoli dell’antichità, a metà strada fra storia e mitologia, in cui i giocatori saranno nientemeno che divinità che manipoleranno il destino degli uomini (insomma una ‘figata’ di proporzioni epiche), che speriamo di riuscire a portare presto a termine. Se vai a ritroso sulla pagina FB di WYG? troverai anche qualche foto che ritrae un tabellone con una mappa rosa del Mediterraneo (la cartuccia della stampante si stava esaurendo) con navi, omini, casette… ecco guardali bene perché quando uscirà il gioco sarà tutta un’altra cosa 😉
Poi abbiamo in ballo un paio di cosette relativamente più leggere, potresti definirli dei cinghialetti addomesticati, di quelli che puoi tenere in casa come si fa in Agricola.
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