[Classifica] L’edizione 2016 della nostra top100 (un commento)!!!

scritto da Fabio (Pinco11) 

Benvenuti!
È passato quasi un anno dall’uscita della primissima edizione della nostra TOP 100 di sempre, per cui, come promesso a suo tempo, ci siamo cimentati nella prima revisione della classifica, che viene aggiornata, con l’uscita di questo articolo, ricomprendendo al suo interno tutti i titoli usciti nel 2015.
La nuova classifica, nella sua edizione 2.0, la trovate cliccando qui, o più semplicemente, se ci state leggendo nel giorno di uscita, subito nel prossimo articolo,  mentre per chi volesse rivedere la precedente, la trovate ancora online cliccando qui.
In questo articolo, quindi, cercheremo di andare a vedere quali sono state le principali novità emerse da un anno all’altro, mentre chi desidera solo vedere la nuova classifica potrà volare direttamente a leggerla (per comodità, comunque, la trovate anche nell’articolo che precede questo nella home page).

Ci è voluto, naturalmente, un poco di tempo per provarli e, nella logica di una classifica all times, per capire quali di essi meritassero di entrare nell’Olimpo dei nostri migliori 100 di sempre: sappiamo benissimo che il bel gioco che ci è piaciuto tanto ieri sera ha ottime probabilità di scalare al volo la nostra classifica personale di gradimento, contando molto in ciò la freschezza delle sensazioni, per cui i mesi di attesa prima di procedere alla revisione sono stati pensati anche per consentire di far passare un poco di acqua sotto i ponti.
Come al solito, valgono le premesse già proprie della precedente versione, compresa quella di non essere noi depositari della scienza ludica e che la classifica è quella personale di noi autori del blog e come tale la proponiamo alla vostra attenzione pensandola anche come carrellata di titoli utile per chi voglia avere qualche indicazione per i propri futuri percorsi ludici 🙂

COSA CI LASCIA IL 2015?

Visto che stiamo facendo due chiacchiere, premetto che il 2015 è stato, tirando le classiche somme, una annata buona, ma probabilmente non eccezionale.
È chiaro che la cosa è legata molto al gradimento personale, perché se nell’anno passato avete preso anche solo un paio di titoli che sono entrati nella vostra personale top 10 di sempre, allora il bilancio non potrà che essere brillante, ma nel mio personale modo di vedere, ho avuto sicuramente la possibilità di provare tante cose, mediamente di buon – se non ottimo – livello, ma pochi sono i titoli che hanno fatto davvero breccia.

Food Chain Magnate

La sensazione legata alla continua evoluzione dei giochi resta per me chiara, ma con essa crescono anche le aspettative, per cui quello che chiedo ai miei nuovi potenziali preferiti è di darmi qualche sensazione nuova, qualche spunto e stimolo in più e quest’anno sono relativamente pochi quelli che ci sono riusciti.
Il vantaggio di essere, però, in tanti a scrivere è che ognuno di noi, forse partendo dai soliti presupposti, ha visto però entrare almeno qualche titolo nelle proprie vette di gradimento e, mettendo insieme le varie indicazioni, ecco che alla fine comunque un buon drappello di titoli del 2015 è riuscito in qualche modo a farsi strada nella nostra classifica, anche se nessuno è riuscito, coerentemente con quanto premesso, ad entrare nella top 20.

Mombasa

In questo, forse, siamo stati troppo riflessivi e poco inclini a cogliere l’attimo, visto che invece, se andiamo a vedere su BGG, là addirittura è cambiato il numero 1 di sempre, posizione ora occupata da Pandemic Legacy, ed anche con un bel margine.
Il titolo in questione ha rappresentato il vero caso editoriale dell’anno, applicando ad un gioco cooperativo del 2008, Pandemic, che aveva ottenuto un certo successo, ma che sembrava indirizzato verso il viale del tramonto, l’idea del meccanismo Legacy (che si basa sull’idea di giocare più partite collegate tra loro, nella logica di una campagna, incidendo, nel farlo, in modo definitivo sul tabellone e sui materiali di gioco, grazie ad adesivi, scritte e così via), che avevamo visto poco tempo fa utilizzata in una reimplementazione del Risiko. Detta così, a priori, l’operazione non sembrava niente di che, ma alla fine dei conti il campione di incassi del 2015 è stato lui.

Una carta strappata di Pandemic Legacy

Perché, quindi, Pandemia la nuova sfida (il titolo italiano) non è nella nostra top 10, veleggiando solo tra la 50ª e la 60ª posizione?
La risposta, in parte, sta nel fatto che si tratta di un gioco che richiede un certo livello di applicazione e di fedeltà per essere apprezzato, ovvero di essere giocato e rigiocato con una certa frequenza, per portarlo alla sua ‘fine’, mentre il nostro gruppo di redattori ha una natura molto da sommellier, rifuggendo dagli ‘impegni’ di una ripetizione troppo frequente dello stesso titolo. Inoltre – e questa è forse la ragione principale – è la natura di cooperativo del gioco che ha forse disincentivato il nostro gruppo di redattori, perché è vero che ogni tanto è bello giocare per sconfiggere il gioco e non in competizione tra noi, ma arrivare a pensare che il miglior gioco di sempre sia proprio quello che sfugge alla logica del chi fa più punti vince forse è troppo e risulta alla fine poco coerente con il resto degli abitanti delle prime posizioni.

Stesso discorso, probabilmente, vale anche per un altro titolo, sempre cooperativo, che ha rigenerato il genere narrativo, ovvero T.I.M.E Stories, il quale propone una serie di avventure nel tempo tutte da vivere e con diverse sfide da superare, nella logica di fondo che aveva animati titoli come Sherlock Holmes. Anche qui si tratta di un gioco che su BGG ha raccolto consensi, mentre qui da noi non è riuscito, almen per ora (complice forse il ritardo della versione italiana rispetto alla edizione inglese), a fare sufficientemente breccia nei cuori del nostro gruppo.

QUALITÀ DEI MATERIALI E VALORI ASSOLUTI

Una piccola riflessione, poi, che meriterebbe forse un articolo a sé, la dedico a ciò che ora richiedo da un titolo davvero top e la premetto perché, lo immagino, alcuni dei nostri potenziali commenti legati agli esclusi (ovvero a chi qualcuno poteva attendersi di trovare in classifica e non troverà) verteranno proprio su questo tema.

Introduco il discorso con un esempio e cito Inhabit the Earth, un gioco che ho trovato ben fatto e che rientra nel ristretto novero di quelli che mi propongo di esplorare meglio nei mesi che ci separano dalla nuova scorpacciata di Essen. Il titolo propone una bella rielaborazione delle logiche di deck building, applicandolo ad un concetto di corsa che ricorda quello visto, per esempio, in Lewis and Clarke, ma sviluppato su diversi percorsi ed inserendo, in ciascuna carta, delle abilità speciali.

Detto così, tenendo conto che Lewis era un ottimo gioco, vi aspettereste di trovare Inhabit tra i miei preferiti del 2015 e invece non lo è affatto e sta facendo fatica a sopravvivere nella mia ludoteca.

Perché? Perché il gioco è sicuramente penalizzato da una realizzazione che presenta (ai miei occhi) grossi difetti nei materiali, a partire da scelte grafiche che definisco anomale per usare un eufemismo, passando per una copertina che propone il gioco come se fosse un esplora il mondo degli animali per bambini (mentre è un titolo riservato esclusivamente ai gamers), per arrivare a tabelloni che sembrano quelli di un prototipo e da carte che rivaleggiano con quelle dei giochi classici di Wallace (con sfondi monocolori e quadratini abilità che sembrano fatti con il Paint).
Alla fine ci è voluto uno sforzo per prenderlo in mano e le mancanze grafiche e di componenti hanno contribuito in modo decisivo a far calare il giudizio su di un titolo che, realizzato con gli standard di Lewis, poteva forse entrare anche in top 100.

Similare (ma non solo legato ai materiali) è il ragionamento che propongo su Food Chain Magnate. Qui il motivo della mancata presenza sta in buona parte nel fatto di essere esponente di un settore davvero troppo di nicchia, ma le ragioni che gli hanno forse impedito di proporsi come massimo esponente della produzione Splotter (sostenuta dal nostro Agz a spada tratta) stanno anche nella presenza di difetti tipici della casa, a partire da scelte grafiche discutibili (vedi il tabellone a quadrettoni bianchi, che fa tanto tanto prototipo), per arrivare alla inesorabilità del gioco che non prevede nessun meccanismo di recupero e non perdona nessun errore.
I più appassionati battezzano la cosa come segno distintivo di un titolo destinato solo a veri espertoni, mentre altri ritengono che il runaway leader sia un difetto – almeno per i giochi moderni – ed il fatto di non prevedere nessuna meccanica per evitarlo sia indice di una progettazione non più al passo con i tempi. Questo ha impedito al titolo Splotter del quale forse si è più parlato in assoluto di entrare in top 100.

OK, PASSIAMO A VEDERE LE NOVITÀ

Ok, superate le premesse, andiamo a vedere, al volo quali novità sono riuscite ad entrare nella nostra top 100.
Partiamo verificando che la novità del 2015 più alta in classifica, che fa il suo ingresso in posizione 22, è Grand Austria Hotel, un titolo che è partito molto in sordina (io stesso non lo avevo comprato ad Essen), ma che si è fatto strada grazie al solo passaparola, emergendo come uno dei più graditi della scorsa annata. Personalmente lo ho giocato già molte volte e mi ha appassionato il meccanismo di correlazione tra le abilità delle carte e come il tutto fluisce in modo efficiente ed oliato. Qualche riserva in giro si sente ancora, soprattutto sul tempo di attesa nelle partite a quattro, ma la cosa è legata, forse, alla necessità di imparare bene come funziona, che allunga, in genere, i tempi di gioco per tutto.

Blood Rage
Altra novità che si è ritagliata, stavolta di forza, uno spazio, è Blood Rage, una sorta di miniRisiko con miniature, dove al posto dei dadi si utilizzano carte ed i guerrieri, comunque sempre sul tavolo in numero inferiore alla decina per giocatore, godono spesso di effetti speciali. Il mix tra bei materiali e rissa ha fatto breccia nel cuore dei nostri redattori e degli appassionati, per cui ecco qui i motivi alla base di una posizione così elevata, rendendolo uno dei top assoluti del genere maggioranze.
A seguire poi emergono altri titoli che si sono ritagliati una ottima notorietà, a partire dal predestinato Assalto Imperiale (sarebbe del 2014, ma l’edizione italiana, se non erro, è del 2015), che fa capolino intorno alla trentesima posizione, gioco di miniature che sfrutta l’evoluzione del meccanismo di combattimento sviluppato nel tempo da Descent, calando il tutto nel popolare mondo di Guerre Stellari.
Nell’ambito dei German invece ecco salire, come un tappo di sughero nell’acqua, 7 Wonders Duel, titolino che, partendo minimalista, con le sue cartine piccole, ha conquistato il mercato dei giochi solo per due, imponendosi grazie all’idea dell’uso di carte che si scoprono in modo graduale, togliendole da una matrice tipo Shangai e non lontano sale molto in classifica, grazie all’accoppiata tra l’uscita della seconda edizione e, soprattutto, della traduzione italiana, Through the Ages, il monolitico gioco di civilizzazione, che rappresenta, forse, il re dei cinghiali della top 50.
A ridosso del gruppo emerge (e sono sicuro che è destinato a salire) quindi Marco Polo, altra ideazione del duo terribile Luciani-Tascini, che ha mietuto successi e consensi (anche il loro Consiglio dei 4 compare in lista, seppure più in basso).
A mio avviso il titolo è destinato a salire nel prossimo futuro, perché solo a seguito dell’uscita in edizione italiana (Giochi Uniti) è stato notato da tutti tutti, rappresentando una efficace sintesi dell’attuale stato dell’arte nel mondo dei gestionali ‘complessi’. 
Leggermente più attardato nei nostri consensi troviamo invece Pandemic Legacy, ovvero il numero 1 di BGG (del quale ho parlato prima): qui la scelta sconta probabilmente il fatto che il genere dei cooperativi non sia uno dei favoriti del gruppo di redazione, ma anche la maggiore gradualità con la quale (come dimostra anche Marco Polo) le novità sono da noi macinate ed assimilate.
Marco Polo

Tra le altre new entries del 2015poi, abbiamo il primo gioco taiwanese in lista, ovvero l’economico Ponzi Schemepremiato per via dell’idea alternativa, che gli ha consentito di distinguersi dalla massa (per altro il titolo è stato notato e la TMG ne proporrà una edizione inglese prima della fine dell’anno), ma anche alcuni underdog come Bloody Inn (un deck building alternativo), Isle of Skye (Carcassonne con una puntina di aste, forse un candidato per lo Spiel des Jahres 2016), Between Two Cities (classico nella struttura di costruzione città: qui è piaciuta l’idea della collaborazione forzata con i vicini) e Flick’em Up (qui ha colpito l’aspetto visivo). Più classici e prevedibili, invece, gli ingressi di Codenames (party game potenzialmente molto commerciale), Fields of Arle ed Imperial Settlers, titoli che contano molto sul nome dell’autore per attrarre gli appassionati.

NON SOLO LE NOVITÀ POSSONO SCALARE LA CLASSIFICA (SORPRESA SORPRESA)

Diversi sono anche i titoli che, pur più vecchi, sono riusciti solo ora ad entrare in classifica, beneficiando di una riflessione più approfondita da parte dei nostri votanti i quali, grazie magari a nuove edizioni, espansioni od occasioni particolari di riscoprirli, li hanno gradualmente fatti salire nella propria considerazione.
Tra di loro, per esempio, cito Concordia ed Antike, di Mac Gerdts, il colorato e divertente gioco per gruppi e famiglie Loony Quest, ma anche i più datati Sherlock Holmes (investigativo, riscoperto anche grazie alla nuova vena apertasi nel settore con T.I.M.E Stories), Parade (nuova edizione per un gioco di carte classico, ma sempre divertente, anche da proporre ai neofiti refrattari). A loro si aggiunge qualche ‘ripescato’ come Hyperborea, il glorioso Taboo, Saboteur, Vanuatu e Niagara.


Vi chiederete il perché di questo e la risposta è semplice: la classifica è, come da premessa, in ultima analisi l’elenco dei preferiti dal gruppo dei nostri autori e non sempre i nostri favoriti li scopriamo proprio l’anno che sono usciti, perché a volte capitano sul nostro tavolo anche con un certo ritardo.
Il classico esempio è rappresentato, quest’anno, da Trains, un deck bulding di qualche anno fa che era uscito nell’edizione originaria giapponese/inglese che andò esaurita in un’ora ad Essen e quindi passò sotto i radar.
Poi ne uscì l’edizione inglese ed ancora, con nell’aria l’idea di una localizzazione, passò inosservato, fino a quando il nostro tam tam interno (partito stavolta da me) non lo ha fatto provare a diversi dei nostri, facendolo così salire rapidamente nella classifica, prendendo il posto, nei cuori degli amanti del deck building, del glorioso Dominion, che rispetto ad esso sente molto di più il peso del tempo passato.

Hansa Teutonica

Come vedete ogni anno la classifica è destinata a conoscere degli aggiustamenti e scossoni ed anche tra gli usciti ci sono nomi noti e meritevoli, ma che non hanno resistito alla pressione dei nuovi, come Hansa Teutonica, Thurn und Taxis (due giochi di costruzione reti), Strasbourg (Feld sta passando lentamente di moda …) Loyang e Glass Road (Rosenberg ha già diversi altri titoli nella considerazione dei recensori).

COSA MANCA ANCORA, OSSIA I DIFETTI DELLA CLASSIFICA … 😉

Scorrendo la classifica e rivedendo i commenti lasciati lo scorso anno devo dare atto del fatto che la classifica, come abbiamo però premesso, rispecchia i gusti dei nostri autori, per cui va presa cum grano salis.
È vero che siamo in tanti e la cosa fa si che siano rappresentati parecchi generi, ma nel contempo è anche vero che alcune categorie di titoli appaiono in un certo modo penalizzate, nel senso che gli appassionati di alcuni generi forse leggermente più ‘specializzati’ rispetto agli altri troveranno un numero limitato di titoli di loro gradimento.

Per fare un esempio cito sicuramente gli wargamers, i quali potranno tranquillamente mettersi il cuore in pace, perché di loro competenza non compare praticamente nulla, visto che per loro i vari Memoir ’44, Wings of Glory e via dicendo altro non sono se non estreme semplificazioni dei concetti a loro cari tipici dei veri titoloni della loro classe. Unica eccezione, ma qui il settore è quello, misto, dei card driven, è rappresentata quindi da Twilight Struggle, riconosciuto come massimo esponente del genere di ‘guerra’ in senso lato.
Altro ambito è poi quello dei giochi di carte più o meno collezionabili (ampliando la categoria Magic anche ai living, ossia ai titoli che propongono pacchetti preconfezionati ad uscite periodiche, che contengono tutte le novità, senza dover comprare buste e buste alla ricerca di ciò che si desidera). Qui si tratta di un genere che richiede una grande applicazione perché il titolo possa essere apprezzato per la sua profondità, perché è necessario giocare parecchie volte, memorizzare carte e combinazioni ed il gioco si sposta anche nella fase prepartita, ossia nel preparare i mazzi che si utilizzeranno durante le sfide. Sicuramente molti sono i titoli di questa classe che possono trovare grande apprezzamento nel giusto pubblico, ma nella logica di una ristretta top 100 è difficile per loro trovare spazio, rimanendo quali loro maggiori esponenti il glorioso Magic, ma anche Android Netrunner e Star Realms, anche se questi ultimi compaiono ora solo nella ‘riserva indiana’ ai margini della top 100.

In senso generale, poi, la classica critica che abbiamo ricevuto è quella di essere, nel bilanciamento tra american e german, forse troppo favorevoli ai secondi, ma qui diventa una questione di gusti personali ed in ogni caso, per quanto ciascuno voglia sempre vedere primeggiare i propri beniamini, direi che la presenza in ottime posizioni di titoli come Caos nel Vecchio Mondo, Blood Rage, Assalto Imperiale sia un segno del fatto che anche loro sono apprezzati.
Per converso ammetto che il numero di titoli FFG in classifica possa essere ‘leggermente’ sottostimato rispetto ai probabili desiderata dei fan della casa 🙂

Da ultimi ci sono poi i filler: se penso a come programmare una serata tra amici, oramai uno o due dei nostri piccoli amici li metto sempre in elenco e spesso riscuotono consensi unanimi, a volte più del cinghiale che li ha preceduti.
Di per sé, però, distratti dalla leggerezza che li contraddistingue, facciamo fatica a considerarli quando ci mettiamo a buttare giù le classifiche dei preferiti in assoluto, penalizzandoli forse oltre quanto meriterebbero. Un pensiero fuggente, quindi, lo riservo qui ai vari 6 Nimmt, Sticheln, Hamsterbacke, Mamma mia, Abluxxen quali esponenti esemplificativi di una classe che riscopriamo spesso nelle giornate estive, quando dobbiamo proporre qualcosa di rapido e compatto ad amici del tutto all’oscuro delle meraviglie del nostro mondo ludico 🙂

Ok, fatte le dovute premesse e lanciati i dovuti spunti per la nostra consueta riflessione comune via commenti, vi lascio alla lettura della nuova top 100, versione 2.0 e vi do appuntamento al prossimo anno per la terza revisione 🙂

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