Giuliano Acquati e Lorenzo Tucci Sorrentino con il supporto grafico della bravissima Valentina Moscon (in altre parola la fucina Cranio Creation) confezionano un puzzle-game davvero niente male ed uscito, praticamente, in sordina lo scorso 2015.
Nella scatola, piccola e compatta, trovano posto le carte quadrate (88), gli 8 Cubi Potere (gialli) del valore di 1 Punto Potere ed il grande cubo Primo Giocatore.
Ecco un elenco delle Divinità e dei loro poteri:

- Loki: ruba una carta ad un avversario;
- Ganesha: una volta attivata permette di giocare immediatamente una nuova carta Intervento Divino;
- La Dea Bendata: permette di prelevare dalla riserva del gioco un cubo giallo;
- Atlante: inverte le carte all’estremità di una fila o di una colonna a scelta;
- Iside: fa pescare due carte dal mazzo Intervento Divino;
- Cthulhu (ormai è come il prezzamolo!!! n.d.r): permette al giocatore di pescare una Carta Equilibrio coperta dal mazzo di pesca.
In questa fase si ignorano i poteri delle carte ma contano soltanto i loro colori.
Il Mazzo delle Carte Equilibrio trova il suo posto accanto al Tesseract e se ne rivelano 2 che andranno a costituire l’offerta attuale. Ciascun giocatore riceve una Carta Divinità Maggiore, che disporrà davanti a se, e 2 Carte Intervento Divino che costituiranno la propria mano iniziale. Un giocatore può avere al massimo 5 carte.
Questo limite può essere superato solo dal potere di Loki o Iside.
- Pescare una Carta Equilibrio da quelle offerte ed aggiungerla alla propria mano. Fatto questo l’offerta va ripristinata con una nuova carta.
- Pescare una Carta Intervento Divino ed aggiungerla alla propria mano.
- Giocare una Carta Intervento Divino dalla propria mano.
Veloce, semplice, longevo e dotato di una notevole profondità strategica.
Tesseract è una piccola, grande, scoperta che in questi giorni, nel mio gruppo di gioco, ha spopolato (soprattutto in famiglia). Messa per un attimo da parte l’ambientazione, puramente di circostanza, il titolo è un puzzle-game astratto le cui dinamiche ricordano quelle di un’applicazione per cellulare (citando il nostro megasuperfantacaporedattore intergalattico supremo qui).
Questa similitudine non vuole svilire il titolo anzi ne vuole esaltare la pregevole intuizione ad essa legata in quanto Tesseract è, innanzitutto, un gioco immediato.
A tale immediatezza si accompagna una struttura di gioco le cui meccaniche però sono in grado di ingenerare confronti serrati e piacevolmente cattivi, privi di tempi morti.
Ottima la scalabilità: il gioco gira sempre bene sia in 2 che con più giocatori.
La perla del gioco è la valorizzazione del punto di vista del giocatore che rende le Carte Equilibrio, ovvero le carte obiettivo, sempre diverse. La stessa configurazione iniziale del Tesseract prevede innumerevoli combinazioni.
Ogni carta giocata modifica continuamente la griglia di gioco rendendo ogni turno sempre diverso e di conseguenza ogni partita unica. Le abilità delle “divinità”, infine, sono ben calibrate e molto tattiche. Gran bel giochino dunque… a mio avviso da avere assolutamente nella propria collezione.
IV – La Scheda
Titolo: Tesseract
Autori: Giuliano Acquati e Lorenzo Tucci Sorrentino
Anno: 2015
Editore: Stratelibri – Giochi Uniti
Giocatori: 2-4
Durata: 30 min
Componenti: nel complesso buoni ed adeguati al target ed al prezzo. Gradevolissima la grafica e le illustrazioni sulle carte, sul regolamento e sulla confezione. Avrei sicuramente irrobustito un po’ le carte con qualche grammo di sostanza in più o quanto meno le avrei stampate in uno dei formati previsti dalla MayDay.
Ambientazione: il gioco è un astratto. Certamente le illustrazioni del gioco sono molto evocative ma il guazzabuglio cosmico è solo un pretesto. L’idea del Tesseract, ovvero l’ipercubo quadridimensionale inventato dallo scrittore di fantascienza Charles Howard Hinton (e ripreso dai Vendicatori Marvel), è carina ma non aggiunge nulla al gioco.
Meccanica: gioco di carte con selezione azione e dinamiche da puzzle-game. Intelligente, veloce e profondo. Il regolamento, bilingue italiano/inglese, è scritto bene e pur essendo ultracompatto propone diversi esempi. Si impara dopo appena un giro di riscaldamento. Nulla di eclatante ma la formula di Tesseract è vincente.
Longevità: è sicuramente l’elemento più esaltato dal progetto del duo Acquati / Tucci Sorrentino. La configurazione iniziale della plancia è “esponenzialmente” infinita (i matematici si divertano pure con un po’ di calcoli combinatori). Stessa cosa dicasi per le carte obiettivo (Carte Equilibrio) i cui requisiti variano in base al punto di vista del giocatore rispetto alla griglia 3×3 del Tesseract.
Rapporto Giocabilità / Prezzo: il gioco è stato lanciato sul mercato a circa 17,00 euro. Prezzo sicuramente interessante per un gioco che contiene quasi 90 carte, dal regolamento snello, dalla scalabilità ineccepibile e che propone sfide sempre differenti. Si gioca e si rigioca senza problemi. Quindi il rapporto G/P è elevatissimo. Deve, comunque, piacere il genere.
Consigliato: agli amanti dei giochi semplici ma non banali, magari dotati di una grafica allettante e da tirare fuori spesso e volentieri. Estimatori del cotto-e-mangiato ecco qui per voi una pietanza succosa e saporitissima. Dura poco ed invoglia ad una partita dopo l’altra.
Sconsigliato: agli amanti della caccia grossa. Se vi piace la selvaggina pesante, quella munita di zanne e setole folte cambiate aria. Capisco che vi eccitiate come le bestie appena sentite la parola “cubo” ma qui… si esagera… 🙂
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